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Cosa abbiamo imparato dall'Italia Under-21

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Cosa abbiamo imparato dall’Italia Under-21

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L’Italia aspetta di conoscere il suo destino agli Europei Under-21. La vittoria contro il Belgio proietta al momento gli azzurrini al 2° posto del proprio girone, ma non hanno ancora la certezza di qualificarsi al turno successivo come migliori secondi (dobbiamo sperare in alcune combinazioni di risultati). Il destino degli azzurrini dunque non è più, solo, nelle loro mani, per di più nell’edizione in cui il tricolore è stato padrone di casa. Era lecito aspettarsi di più soprattutto a livello di gioco e di gestione degli uomini. Il risultato è stato per lo più influenzato dal tipo di formula del torneo, che premia solo le prime di ogni girone e una sola miglior seconda.

Che conclusioni possiamo trarre, ad ogni modo, dal girone giocato dagli azzurrini?

I RISULTATI: FRUTTO DELLE PRESTAZIONI?

L’Italia Under-21, arrivata ormai al sesto anno sotto la gestione di Di Biagio, lascia le stesse sensazioni degli scorsi anni. Una squadra ricca di talento, condita soprattutto quest’anno da una buona dose di esperienza (tanti giocatori hanno giocato già nella selezione maggiore e quasi tutti giocano stabilmente in Serie A da una o più stagioni), ma che fatica ad imporsi sull’avversario. Sia nelle vittorie, che nelle sconfitte, gli azzurrini hanno palesato un range ristretto di soluzioni di gioco offensive, soprattutto se rapportato all’ampiezza di soluzioni tra centrocampo e attacco.

Fonte: profilo ufficiale della Nazionale Italiana @azzurri

Contro la Spagna, la selezione azzurra si è imposta quasi “a sorpresa”, ribaltando uno 0-1 iniziale facendo leva su episodi e situazioni di mischia. Un tiro di Chiesa da posizione estremamente angolata su cui l’estremo difensore iberico si fa trovare colpevolmente impreparato, un tap-in (sempre di Chiesa) scaturito da un parapiglia in area di rigore e un penalty procurato e trasformato da Pellegrini (il contatto, però, sembra iniziare fuori dall’area). Da sottolineare la forza di reazione emotiva e fisica, ma l’impressione lasciata è che la vittoria sia stata frutto più della fatalità, che di un certo predominio tecnico e tattico sull’avversario. Impressioni che hanno trovato conferme, in un certo senso, contro la Polonia. 30 tiri verso la porta, certo, ma solo 5 nello specchio. Manovra prevedibile, spesso imprecisa, il più delle volte terminata con la ricerca del cross dal fondo.

La Polonia ha confermato poi i suoi limiti contro le Furie Rosse, soccombendo col punteggio di 0-5. L’Italia invece, a situazione quasi compromessa, ha fatto vedere il meglio di sé contro il Belgio. A pesare, quindi, è il risultato negativo contro la seconda forza più debole del girone, quella Polonia contro cui non siamo riusciti a gonfiare la rete nonostante i 7 gol subiti tra Belgio e Spagna.

SINGOLI: I PROMOSSI

Fonte: profilo Instagram ufficiale di Nicolò Barella

Come prevedibile, i leader tecnici della squadra coincidono tutti (o quasi) con gli elementi che fanno già parte stabilmente della selezione di Roberto Mancini. Nella metà campo Pellegrini e Barella l’hanno fatta da padrone. Il primo ha dimostrato di essere una perfetta mezz’ala offensiva, abile in rifinitura ma al tempo stesso con un buon acume tattico, mentre il cagliaritano ha fornito le consuete prestazioni di polmoni, gestione, inserimenti e gol (due in questo Europeo, più di quanti segnati in tutta la stagione di Serie A).

Fonte: profilo Instagram ufficiale di Federico Chiesa

Chiesa è stata la principale luce offensiva (a tratti addirittura l’unica) ed il miglior marcatore con 3 gol. Ma non solo, ha anche lanciato un segnale ai suoi allenatori. Per essere valorizzato appieno nelle sue migliori caratteristiche (uno-contro-uno e tiro in porta) deve essere spostato a sinistra. Non è un caso che tutti e tre le sue reti siano scaturite proprio da quella parte di campo. Giusto sottolineare anche la continuità nella crescita di Orsolini, trovatosi decisamente a suo agio nel 4-3-3 con cui è esploso nel Bologna di Mihajlovic. Precisione nel cross da migliorare.

Promossa, come da tradizione, anche la difesa per quanto riguarda soprattutto i centrali (Bastoni e Mancini) e Meret, poche volte costretto al miracolo ma decisivo ogni qualvolta chiamato in causa. Dei 3 gol subiti (miglior difesa del girone), d’altronde, due sono scaturiti da prodezze dalla lunga distanza di Dani Ceballos e del 2001 prodigio Verschaeren. Buona anche la prova di Pezzella, apparso più pimpante ed educato nel piede rispetto al compagno di fascia Dimarco.

SINGOLI: BOCCIATI E RIMANDATI

Fonte: profilo Instagram ufficiale di Nicolò Zaniolo

I due principali volti della “Giovane Italia”, Kean Zaniolo, sono venuti a mancare. Il bianconero non è riuscito ad incidere nel tempo che gli è stato concesso, il romanista si è trovato spaesato in un ruolo non propriamente suo (largo a destra nel tridente), per poi farsi male e rimediare una squalifica dopo l’ingresso in campo contro la Polonia. Dopodiché i due sono anche stati esclusi (Kean in panchina, Zaniolo non sarebbe comunque sceso in campo causa squalifica) dall’ultimo match contro il Belgio a causa di un ritardo ad una riunione tecnica. Esperienza da cancellare: servirà una piccola, ma necessaria, lavata di capo.

Fonte: profilo Instagram ufficiale di Patrick Cutrone

Cutrone si è preso il gol contro il Belgio, ma è andato troppe volte in difficoltà nel primo controllo. In troppe occasioni, con la possibilità di trovarsi solo davanti al portiere, ha fallito il tocco decisivo. Per la sua crescita, sarà decisivo migliorare questo fondamentale. Anche perché, in quanto fiuto del gol, è un vero animale d’area. A centrocampo Mandragora non è sembrato tecnicamente all’altezza della fascia di capitano e della maglia numero 10. Troppe imprecisioni al momento di verticalizzare e in diverse occasioni capitategli in area di rigore. Considerando che tra gli azzurrini della spedizione è tra quelli che vanta maggiore esperienza (due anni in A con Crotone e Udinese), la sua esperienza all’Europeo Under-21 non si può considerare, finora, positiva.

Molte, troppe imprecisioni anche per Dimarco, reduce anche da una stagione travagliata per problemi fisici che lo hanno tenuto lontano dai campi per circa 4 mesi. Del giovane laterale che ammutoliva San Siro con un missile all’incrocio dei pali non si è vista traccia. Rimandato invece Calabresi, dirottato a destra per l’assenza di Calabria. Il difensore del Bologna, che nasce come centrale, ha palesato i limiti in fase offensiva tipici di chi non ha nella fascia la propria posizione naturale.


In conclusione, l’Europeo Under-21 ha per lo più confermato ciò che era risaputo, ovvero il livello dei talenti già nel giro della nazionale maggiore. Gli altri si sono dimostrati ancora incompleti o impreparati. Non è inoltre da escludere che questa possa essere stata l’ultima competizione con Luigi Di Biagio alla guida. Il nuovo tecnico dell’Under-21 sarà chiamato, probabilmente, a dare un’identità di gioco più marcata, in continuità con quella data da Roberto Mancini alla selezione maggiore.

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I tifosi del Lecce alzano la voce: “Cacciate fuori gli attributi, pretendiamo vittorie”

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Lecce

Appena 4 punti conquistati nelle ultime dieci partite di Serie A dal Lecce che, nonostante ciò occupa la 14ª posizione in classifica. Numeri che la rendono la peggior squadra al pari del Frosinone, un periodo di forma a dir poco negativo.

La sconfitta rimediata contro l’Inter – avversario di assoluto livello – è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso: i tifosi salentini, infatti, hanno manifestato il loro dissenso in merito alle prestazioni messe in campo dagli uomini di D’Aversa negli ultimi periodi. Un campanello d’allarme che dalle parti di Lecce sperano possa far invertire il recente trend.

IL MESSAGGIO DEI TIFOSI

Cacciate fuori gli attributi. Pretendiamo solo vittorie, adesso solo vittorie. Meritateci, siamo sempre con voi”.

La prossima sfida vedrà i giallorossi affrontare il Frosinone. Una gara – come esposto in precedenza – tra le due squadre più in crisi del campionato. Dopo un periodo di ‘flessione’, le due formazioni sono chiamate a fare risultato per non cullarsi troppo del vantaggio maturato sulle ultime tre della classe e generare così un’ondata positiva nel proprio ambiente.

Il match del “Benito Stirpe” di Frosinone, programmato per domenica 3 marzo alle 15:00, promette battaglia. I tifosi si aspettano una risposta concreta sul campo: nient’altro se non la vittoria.

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Dove vedere Lazio-Milan in tv e streaming

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In foto: Rafael Leao, attaccante del Milan, a duello con Adam Marusic, esterno della Lazio - Serie A, Coppa Italia, Europa League, Champions League.

DOVE VEDERE LAZIO-MILAN IN TV E STREAMING – Nell’attesa di conoscere i risultati degli ultimi due recuperi, per la Serie A si torna in campo già venerdì con una partita molto importante. Allo Stadio Olimpico di Roma infatti, andrà in scena LazioMilan, una delle ultime occasioni per i biancocelesti di rientrare nella corsa alla prossima Champions League. Per il Milan invece bisogna assolutamente tornare a vincere per una tranquillità utile anche in Europa.

COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE

Dopo l’importante vittoria sul campo del Torino nel recupero della 21ª giornata, la Lazio è tornata a perdere nella difficile trasferta contro la Fiorentina. Un continuo di alti e bassi per gli uomini di Sarri, autori di una brutta prestazione contro la viola. L’ottavo posto in campionato è un dato ancor più allarmante, con il quarto posto occupato attualmente dal Bologna che dista ben 8 punti. Perdere venerdì, con 11 giornate rimanenti, complicherebbe notevolmente la stagione dei biancocelesti che potrebbero dire quasi addio al treno Champions.

Per il Milan invece, dopo le due brutte sconfitte contro Monza e Rennes, è arrivata la bella prestazione contro l’Atalanta, seppur con un solo punto portato a casa. Vincere contro la Lazio sarebbe una boccata d’ossigeno importante per gli uomini di Pioli, continuando a tenere a debita distanza tutte le inseguitrici che si sono rifatte sotto dopo le ultime uscite.

DOVE VEDERE LAZIO-INTER IN TV E STREAMING

La gara LazioMilan prevista per venerdì 1 Marzo sarà trasmessa in esclusiva su DAZN, dove potrà essere seguita in streaming live e on demand tramite app o sito ufficiale avvalendosi di una Smart Tv, Pc, smartphone, tablet o console.

LE PROBABILI FORMAZIONI

LAZIO (4-3-3): Provedel; Lazzari, Casale, Romagnoli, Marusic; Guendouzi, Cataldi, Luis Alberto; Isaksen, Immobile, Felipe Anderson. All.: Maurizio Sarri.

MILAN (4-2-3-1): Maignan; Calabria, Thiaw, Gabbia, Theo Hernandez; Bennacer, Reijnders; Pulisic, Loftus-Cheek, Leao; Giroud. All.: Stefano Pioli.

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ESCLUSIVA – Ferretti, sindaco Rozzano: “Con l’Inter fermi da ottobre, deadline ad aprile”

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Giovanni Ferretti, sindaco di Rozzano - Inter

San Siro è tornata un’ipotesi concreta per il futuro di Inter e Milan. Dopo alcuni mesi nei quali l’uscita delle due squadre da Milano sembrava ormai destino già scritto, nelle ultime settimane si sono registrati incontri nei quali il sindaco Sala e i suoi funzionari hanno provato a convincere i dirigenti rossoneri e nerazzurri a rimanere nella Scala del Calcio. Alle squadre sono stati presentati progetti di ristrutturazione dello stadio ormai vetusto, anche se né Milan né Inter sembrano convinte della fattibilità della proposta.

Nessuna delle due squadre ha chiuso definitivamente la porta a San Siro, ma se per il Milan si parla insistentemente di San Donato – si è tenuta a fine gennaio una conferenza di presentazione del progetto – per l’Inter al momento tutto tace. I nerazzurri hanno individuato un terreno a Rozzano come ipotetica nuova casa, ma non si registrano novità sostanziali dalla fine del 2023. Per questo abbiamo intervistato il primo cittadino del comune milanese Giovanni Ferretti.

L’INTERVISTA

I più attenti noteranno che non si tratta della prima chiacchierata con il sindaco. Avevamo già intervistato Ferretti a metà ottobre, quando ci aveva detto di aver incontrato Antonello, AD Corporate dell’Inter, ad inizio mese. Siamo partiti da questo punto.

Sappiamo delle novità tra Inter, Milan e il comune di Milano. Lei ha avuto modo di parlare con i dirigenti dell’Inter in questi mesi?

No. Apprendo le novità sul tema stadio dai giornali. L’Inter non ci ha avvisato di nulla, siamo fermi all’incontro di ottobre. La prelazione sul terreno a cui è interessata l’Inter per lo stadio scadrà il 30 aprile e credo che quella data possa essere decisiva. Se non ci saranno novità, vorrà dire che Rozzano sarà abbandonata come idea per costruire lo stadio. Se ci dovesse essere una proroga o, come mi auguro, uno studio di fattibilità, allora vorrà dire che le intenzioni sono serie”.

In questo momento dunque l’ottimismo dei mesi scorsi è svanito?

“Non conosco i dettagli della proposta di Milano. Credo che giocare in uno stadio vuoto non sia l’obiettivo delle due squadre. Non credo sia facile ristrutturare lo stadio per due, se non tre stagioni, e consentire allo stesso momento al pubblico di accedervi. Credo che i lavori potranno garantire una presenza solo parziale di pubblico. A meno di garanzie importanti, credo che questa proposta debba essere riformulata“.

Ha un messaggio da lanciare all’Inter per spingerla ad approdare a Rozzano?

“I pro e i contro sul lasciare Milano devono essere valutati dalle due squadre. In tutta Europa la direzione è quella di avere uno stadio di proprietà, che garantisce indotti e fatturati importanti. Inter e Milan hanno manager capaci che sapranno fare la scelta migliore. Come ho già detto Rozzano non ha mai avuto uno stadio, quindi mal che vada si rimarrà come sempre, anche se io mi auguro che la scelta dell’Inter possa ricadere sulla nostra città“.

Si ringrazia Giovanni Ferretti per la grande disponibilità.

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Calcio Internazionale

Sirene tedesche per De Zerbi: è il piano B del Bayern Monaco

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Brighton De Zerbi

Roberto De Zerbi è tra i nomi più caldi in vista del molto probabile valzer di panchine che coinvolgerà le big europee la prossima estate. Il tecnico del Brighton, al momento settimo in Premier League, ha attirato su di sé le attenzioni di Liverpool e Barcellona, che al termine della stagione saluteranno rispettivamente Klopp e Xavi. Oltre ad una possibile permanenza in Premier o un trasferimento in Spagna, per De Zerbi potrebbe farsi strada la possibilità di un’esperienza in Bundesliga.

Come riportato da Sky Deutschland, infatti, il tecnico bresciano è finito nella rosa delle alternative come futuro allenatore del Bayern Monaco per il prossimo anno. Il Bayern infatti ha già annunciato che le strade tra il club e il tecnico Thomas Tuchel si separeranno al termine della stagione. L’obiettivo numero uno dei bavaresi resta Xabi Alonso, che con il suo Bayer Leverkusen sta volando verso la vittoria del campionato tedesco. Il Bayern sta comunque valutando anche dei piani B e C, nel caso in cui dovesse fallire l’assalto al tecnico spagnolo, e nelle analisi è rientrato anche De Zerbi.

Il tecnico 44enne ad oggi ha un contratto fino al 2026 con il Brighton. Gli inglesi non vorrebbero salutare colui che ha portato il club per la prima volta in Europa. Ed è per questo che sono pronti ad offrirgli un rinnovo di contratto. Al momento, però, le possibilità che De Zerbi resti sulla panchina dei Seagulls sembrano essere poche, viste le tante big interessate al suo profilo. Intanto, comunque, De Zerbi resta focalizzato sugli ultimi mesi di questa stagione che potrebbero regalare ancora gioie ai tifosi del Brighton. Il club inglese, infatti, oltre ad essere in lotta in campionato per un posto in Europa, è agli ottavi di Europa League, dove affronterà la Roma.

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