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Cosa aspettarsi dal “North London Derby” Arsenal-Tottenham

In Inghilterra è una delle partite di maggior tradizione, una delle rivalità più antiche e sentite d’oltremanica. Quello fra Arsenal e Tottenham non è semplicemente un derby, ma una storia a sé stante, che racconta delle infinite ed accese battaglie per il predominio del nord londinese.

Dai leggendari Gunners degli anni ’30 targati Chapman, passando per i grandiosi Spurs di Nicholson fino all’era Wenger ed Henry, la storia di questi due club si intreccia con grande fascino fino ai giorni nostri, in cui torreggiano le figure di Mourinho ed Arteta, timonieri dei due club tanto diversi in termini di stile quanto simili per ambizioni e voglia di vincere.

David Luiz affronta Son, in uno dei duelli più importanti del match. Fonte foto: cartilagefreecaptain.sbnation.com

IL PERCORSO DEI GUNNERS

L’Arsenal di Arteta inizia il suo cammino in grande stile, conquistando nella scorsa stagione ben due trofei, la FA Cup ed il Community Shield, quest’ultimo vinto a spese del titanico Liverpool di Klopp. Sin da subito il giovane allenatore spagnolo è riuscito ad elargire efficacemente la sua idea di calcio al suo rampante gruppo, portando sui campi d’Inghilterra un football moderno ed offensivo, basato sull’imposizione del proprio gioco e del proprio ritmo attraverso il possesso palla.

Nonostante la grande partenza e gli importanti trofei, la stagione 2020/21 rappresenta un momento di brusco vacillamento per i Gunners, che si trovano attualmente relegati al decimo posto in classifica. Al netto di alcune grandi prestazioni (fra cui la vittoria per 1-3 contro il Leicester), la squadra dimostra poca costanza e solidità, e questi fattori diventano dei veri e propri limiti all’interno della famelica competitività inglese.

Arteta, il nuovo, giovanissimo leader dei Gunners. Fonte foto: profilo twitter ufficiale dell’Arsenal FC

I problemi sono dovuti principalmente ad un approccio tattico estremamente offensivo, non supportato da una giusta quadra in fase di transizione difensiva. Ciò che succede è che i reparti, una volta perso il possesso, risultano sfilacciati e vulnerabili ai contropiedi avversari, un problema che ha causato all’Arsenal diversi risultati negativi nel corso di questa stagione.

D’altro canto si può dire che siamo di fronte ad una squadra ricca di talento e frizzantezza, piena di gioielli molto interessanti (Pépé, Martinelli, Smith Rowe) accompagnati da giocatori di grande spessore ed esperienza (Aubameyang, David Luiz, Lacazette), in uno splendido shaker dalle grandi potenzialità

LA SAGA “SPURS” DI JOSE’ MOURINHO

L’atro cuore pulsante del North London ha intrapreso, di recente, una nuova strada progettuale. Dopo l’esonero di Pochettino, avvenuto durante la scorsa stagione, la società ha infatti deciso di optare per uno degli allenatori più vincenti e discussi dell’ultimo ventennio calcistico, lo “Special One” José Mourinho.

Nonostante i tanti dubbi che aleggiavano sulla sua scelta (dovuti principalmente all’aspetto mediatico/caratteriale), non si può nascondere ciò che il portoghese ha conquistato nel corso della sua carriera, vale a dire trofei su trofei che obbligano il suo status ad essere sempre al top delle gerarchie.

Dopo qualche mese di assestamento gli Spurs si adattano molto bene ai nuovi dettami tattici, volti ad un gioco basato sul limitare gli avversari attraverso l’occupazione perfetta del campo e degli spazi, per poi punire in contropiede e con la grande qualità dei singoli. Il catenaccio “mourinhano” ha però intrapreso una strada leggermente diversa, fatta di maggiore qualità offensiva e ricerca della verticalità, senza rinunciare all’iconico approccio difensivamente organizzato.

José Mourinho in campo dopo il 4-1 rifilato al Crystal Palace. Fonte foto: profilo twitter ufficiale del Tottenham Hotspur

Il lavoro del portoghese si è esteso positivamente anche sull’aspetto psicologico, ed infatti alcuni giocatori sono ulteriormente cresciuti, migliorati e maturati. Sarebbe il caso di parlare di Son, un calciatore che con lo “Special One” ha dei numeri a dir poco spaventosi (13 reti e 9 assist), mentre Harry Kane non solo continua a segnare con grande frequenza, ma si è letteralmente evoluto nella visione del gioco, come testimonia il grande numero di assist finora realizzati (13). Anche Ndombele fa parte di questa cerchia, e nelle sue partite si riscontra una maggiore predisposizione all’inserimento ed una pulizia d’intervento notevolmente migliorata.

Tuttavia la squadra di Mourinho non è esente da difetti e problematiche, legate molto spesso al fattore mentale. La cosa che infatti si nota è una mancanza di piena maturità, visto che nelle grandi partite la personalità degli Spurs viene spesso a mancare, lasciando spazio ad un atteggiamento troppo rinunciatario e totalmente passivo. Questo porta ovviamente ad uno schiacciarsi troppo nella propria area ed a lasciare troppo campo agli avversari, che prima o poi, inevitabilmente, ti puniscono.

LA LETTURA TATTICA

Che partita sarà dunque questa Arsenal – Tottenham? Innanzitutto bisogna osservare il quanto queste due squadre siano diverse dal punto di vista tattico, sia nel modulo proposto che nell’approccio.

I Gunners si schierano solitamente con un 1-3-1-3-3 camuffato da 3-4-3, in cui uno dei mediani (per lo più Xhaka) indietreggia sulla linea dei centrali per costruire la manovra. I terzini si staccano e si posizionano sull’asse dei centrocampisti, accompagnando costantemente l’azione d’attacco e giocando altissimi, proprio come nello stile di Guardiola, mentore tattico di Arteta.

Il palleggio quindi è costruito dal basso e parte orizzontalmente, per poi diventare improvvisamente verticale negli ultimi 30-40 metri, sfruttando i tanti uomini posizionati in zona d’attacco. L’allenatore spagnolo cerca infatti di contrastare le difese avversarie giocando d’ampiezza e portando tanti calciatori ad attaccare gli spazi offensivi, il tutto favorito da attaccanti abili sia nella realizzazione che nella visione di gioco.

Importante è il lavoro di Lacazette, che funge molto spesso da centravanti di manovra, oltre che da finalizzatore. Aubameyang parte da una posizione decentrata, ma è solamente un’illusione tattica, dato che il gabonese si sposta sistematicamente verso il centro, scambiandosi di posizione con i compagni di reparto in modo da non dare punti di riferimento agli avversari. Sul versante destro è di grande importanza la velocità dirompente di Pépé, forte nell’1 vs 1 ed in grado di creare spesso superiorità numerica.

Mourinho invece lavora su un 4-2-3-1 molto arroccato e con le linee molto strette, tipico di chi predilige un calcio più pragmatico e difensivo.

La costruzione di gioco non avviene tramite passaggio corto come per i rivali, ma si tende a costruire attraverso i palloni verticali smistati sugli esterni, in cui i triangoli di costruzione ricoprono un ruolo fondamentale nell’imbastimento della manovra offensiva.

La tendenza è quella di cercare il movimento incontro di Son, che abbassa la sua posizione e parte spesso nell’1 vs 1, cercando la soluzione personale o creando i presupposti di pericolo con imbucate e cambi di gioco. Questa situazione viene favorita dal lavoro di Harry Kane, che si muove molto e tira via uomini dall’area di rigore, creando spazio d’inserimento e riproponendosi per scambi e triangolazioni.

In caso di perdita del possesso sono i mediani a fungere da barriere, mentre gli esterni corrono indietro a coprire i terzini. Tuttavia il gioco del Tottenham si basa principalmente sul concedere il possesso agli avversari, cercando di perforarli con contrattacchi rapidi e di grande qualità. Questo modo di concepire il calcio ha portato lo “Special One” a vincere tanto nella sua carriera, e questa mentalità va a braccetto con l’impronta mentale che egli dà ai calciatori, fatta di lotta, ambizione e sacrificio

CONCLUDIAMO DICENDO CHE…

Ci aspetta senz’altro una partita di grande spessore tecnico e tattico, dove si incrociano due squadre estremamente diverse nella filosofia e nel modo di giocare a calcio.

Altra importante particolarità del match sta nel fatto che entrambi i club non vivono dei periodi positivi, in cui mostrano spesso e volentieri il fianco agli avversari di turno. La partita sarà quindi un’occasione per capire chi delle due squadre ha più fame di vittoria, al netto di episodi, tatticismi e dettagli eventuali.

L’ombra di Guardiola che aleggia sul suo allievo è un motivo in più per Mourinho di imporsi in questo grande match, data la rivalità ormai storica fra due delle massime personalità del calcio odierno. Arteta invece aspira al perfezionismo ed alla supremazia delle sue idee, e questi risultati passano inevitabilmente da partite come questa.

Così il “North London Derby” torna a risplendere sul palcoscenico inglese, permeato da un’aura di rivalità dal grande profumo di tradizione. Le opposte filosofie si uniscono come cielo e terra per dar vita ad un unico, affascinante spettacolo degno della Premier League.

 

Fonte immagine di copertina:”Sportlens.com”

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