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Cosa aspettarsi dal martedì di Champions?

Ci siamo: è arrivata, incontrovertibilmente e ineluttabilmente, l’ultima giornata del primo turno di Champions League e con essa verdetti già sanciti e altri ancora da incidere sulle lastre di pietra di questa stagione. Il martedì di Champions ci propone due sfide al cardiopalma per le italiane con Napoli e Inter impegnate in due finali per ottenere il pass per gli ottavi, mentre negli altri gironi il disegno finale non è ancora stato ultimato nonostante manchino appena novanta minuti.

GIRONE E: BOLGIA SAN PAOLO

Allan e Milik ci saranno, Insigne e Mertens sono pronti a riprendersi sulle spalle il Napoli in crisi di risultati e di identità, Ancelotti, come ricordato da Alessandro Alciato con un post su Twitter, è il re di coppe per quanto riguarda la classe degli allenatori italiani attualmente in attività e il Genk, ultimo con un solo misero punto in classifica dovrà affrontare la bolgia del San Paolo senza la speranza di strappare un posto in Europa League. Sembrano le premesse per una vittoria scontata, senza appello, che permetta al Napoli di mantenere il proprio secondo posto e di scacciare i fantasmi che, mai come in questi ultimi due mesi, aleggiano sopra Castel Volturno. La sceneggiatura però non basta in questo caso, tant’è che l’unico punto conquistato dal Genk è venuto proprio dal pareggio ottenuto con gli azzurri di Re Carlo e la paura di fallire, in un momento simile, non manca di certo.

Fonte immagine: profilo IG @CarloAncelotti

Cosa aspettarsi dunque? Per prima cosa una partita importante da parte del Liverpool che, in caso di pesante sconfitta, rischierebbe addirittura di perdere il primato nel girone, ma gli occhi, d’Europa e di Napoli, strano puntati non solo sul San Paolo, ma specificatamente su come i ragazzi di mr Ancelotti riusciranno a scacciare via tutto ciò che è accaduto nelle ultime settimane, aggrappandosi magari ai due grandi titolari tornati a disposizione: Arek Milik e Allan.

GIRONE F: MESSI OUT

#Valverdeout è stato a lungo il tormentone che ha circondato il Barcellona di questo inizio di stagione, quanto meno fino al rientro in campo di Leo Messi. Si, perché dal rientro in campo della “pulga” argentina il Barça ha assunto stabilmente il primato della Liga e ha ristabilito le gerarchie in Champions conquistando con un turno di anticipo il primo posto e permettendosi il lusso di lasciare a casa, tra gli altri, proprio il numero dieci. La gara di San Siro prevista per le 21.00 sarà il primo vero banco di prova per l’Inter di Conte che, dopo aver assunto la leadership della Serie A, vuole ribaltare ciò che male era iniziato in Champions e che potrebbe concludersi con un trionfo.

Fonte: profilo Twitter dell Inter

Dall’altra parte il Borussia Dortmund affronta al Signal Iduna Park lo Slavia Praga dei due punti in classifica in una partita dal risultato che sembra non solo scontato ma quasi banale da pronosticare. Ciò che ci si può aspettare è il solito grande spettacolo offerto da Reus, Sancho e dal resto dei cicloni gialloneri a disposizione di Favre, aspettando che l’Inter riesca a non curarsi della tempesta che si abbatterà – con tutta probabilità – sullo Slavia Praga senza più obbiettivi.

GIRONE G: NOBILITÁ A CONFRONTO

Se all’inizio di questa Champions League il raggruppamento composto da Lione, Benfica, Zenit e Lipsia sembrava quello più equilibrato e meno “nobile” dell’intera competizione, le partite e quest’ultima giornata hanno smentito il tutto donandoci novanta minuti fondamentali per il futuro di tutte le parti in causa. Prima dei novanta finali è il Lipsia a comandare il raggruppamento grazie alla corsa rabbiosa dei giovani puledri che tanto ricordano quelli del Moenchengladbach di Netzer e degli anni settanta, mentre è il Benfica ad occupare l’ultima posizione a tre punti da Zenit e Lione, entrambe a quota sette e in corsa per il posto che vale gli ottavi. É dunque tutto ancora in gioco, facendo si che l’attesa per questo girone sia ai massimi storici.

Fonte immagine: profilo IG @MemphisDepay

GIRONE H: DOMINATORI OLANDESI

L’Ajax ha posto quattro dei suoi undici titolari dello scorso anno agli awards di France Football, con De Jong addirittura undicesimo al Pallone d’oro, De Ligt quindicesimo, Tadic ventesimo e Donny Van De Beek ventottesimo. Numeri e posizionamenti che restituiscono la realtà incredibilmente produttrice di talento creata dai lancieri e che nell’anno in corso, nonostante le perdite, sta permettendo ai biancorossi di dominare il girone H conquistandone il primo posto. La sfida con il Valencia si preannuncia come vero e proprio turning point: gli spagnoli, a quota otto, si giocano la possibilità di superare i ragazzi di Ten Hag mentre dall’altra parte del girone il Chelsea di Lampard affronta a Stamford Bridge il Lille ultimo ad un punto con l’ambizione di ripetere in Champions la corsa intrapresa in Premier.

Fonte immagine: profilo IG @Chelsea

Fonte immagine di copertina: profilo IG @ChelseaFc

 

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