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Cosa ci lascia questa Serie A

Cosa ci lascia questa Serie A

La Serie A 2016-2017 è stata la 115ª edizione del massimo campionato italiano di calcio, l’85ª disputata a girone unico, vinta dalla Juventus, al suo 33° titolo (il sesto consecutivo). Numero Diez  vuole ripercorrere ciò che è stato significativo, leggendario, spaziale, lasciandoci record ed una stagione veramente da brividi.

 

L’ANNO DEI BOMBER

Se a qualcuno venisse in mente di riprendere un album vecchio, o un’enciclopedia calcistica, scoprirebbe che a giocarsi la classifica cannonieri a poche giornate dalla fine non ci sarebbero più di 2, 3 giocatori. Quest’anno, è accaduto qualcosa di impensabile. Ben 7 giocatori ad inseguire (quasi) fino all’ultimo questo particolare riconoscimento.

La vittoria è andata al bosniaco Edin Dzeko che, con i suoi 29 gol, ha trascinato la Roma all’accesso diretto in Champions League. Si tratta di un trionfo piuttosto inaspettato, considerando lo scarso rendimento offerto dal centravanti giallorosso la scorsa stagione, con sole 8 reti realizzate. Medaglia d’argento per il folletto Dries Mertens con 28 reti, catapultato da mister Sarri nell’insolita veste di “falso nove” a causa dell’infortunio di Milik e dello scarso adattamento di Gabbiadini al gioco del tecnico partenopeo. A chiudere il gradino più basso del podio troviamo Andrea Belotti (26), protagonista di un’esplosione iniziata lo scorso anno nel girone di ritorno, e proseguita ampiamente in questa stagione.

Dopo i primi tre classificati troviamo due attaccanti che hanno confermato di avere un bel “vizio” per il gol, realizzando 24 reti ciascuno. Higuain non ha potuto confermare la media-record dello scorso anno, ma ha comunque portato a casa un ottimo bottino, così come l’interista Icardi, nonostante la disastrosa, ennesima annata in cui è incappata la sua squadra.

Ciro Immobile si è rilanciato alla grande dopo la stagione in chiaroscuro al Borussia Dortmund e il veloce passaggio a Siviglia. L’attaccante della Lazio ha battuto il suo record di marcature in Serie A, chiudendo a quota 23.

Seguono a ruota libera giocatori come Insigne, Borriello, Papu Gomez e Keita, autori di una stagione proficua e propiziata da grande spirito di sacrificio. Così come El Shaarawy tornato in doppia cifra dopo quattro anni, Falcinelli leader vero della cavalcata crotonese, o il povero Gilardino che in un solo anno viene acquistato da due delle tre squadre che saranno poi retrocesse.

 “AH, COME GIOCANO BENE”

Non possiamo non aprire un siparietto per le squadre e gli allenatori che hanno stupito tutti e regalato emozioni, goal e spettacolo al nostro campionato.

“Testa di serie” non può che essere l’Atalanta di Gasperini. Quarta classificata, grazie ai suoi talenti Caldara, Spinazzola, Conti, Kessiè, Freuler e Petagna.  Il “grande pacchetto anziani” Gomez, Masiello, Kurtic e Raimondi. Un mix di giovinezza, talento, spirito di sacrifico, esperienza e goal.

Rispettano i pronostici Juve, Roma e Napoli. Con le ultime due che vanno forte, ed inseguono sbagliando poco, ancora una volta però senza vincere nulla, complice la grandezza e la strapotenza della corazzata bianconera che vince scudetto e coppa Italia, travolge il Barcellona e si assicura il pass per la finale di Champions a Cardiff.

Il lavoro di Simone Inzaghi sulla panchina della Lazio è da incorniciare. Tra i tanti dubbi della passata stagione e il punto interrogativo sulla permanenza in panchina, il tecnico biancoceleste si ritaglia un grande ruolo e con il suo 3-5-2 che porta l’aquila in Europa League ed in finale di Coppa Italia. Torna in Europa anche il Milan, con Vincenzo Montella pronto ad accaparrarsi e godersi i nuovi acquisti della proprietà rossonera per la prossima stagione.

Forte, fortissimo plauso infine, va fatto al Crotone che riesce miracolosamente a salvarsi all’ultima di campionato, dentro il proprio stadio, sotto il proprio cielo. Dopo aver concluso il girone d’andata a 9 punti dall’Empoli riesce, col passare del tempo a macinare punti, percorrendo gli ultimi due mesi di campionato a mille all’ora e cantando finalmente, come un anno fa: “Ma il cielo è sempre più blu ”.

STATISTICHE

Ecco una tabella che ritrae le partite significative e da record del campionato 2016/2017:

Partite con più gol: Lazio-Sampdoria 7-3

Partite con maggiore scarto di gol: Bologna-Napoli 1-7 e Inter-Atalanta 7-1 (6)

Giornata con maggior numero di gol: 33ª (48) Record nella storia della Serie A, 48esimo goal siglato da Benali in Pescara – Roma

Giornata con minor numero di gol: 6ª e 11ª (21)

Maggior numero di spettatori: Inter-Milan 2-2  (78.328) Record di incassi nella storia.

Minor numero di spettatori: Crotone-Palermo (510) Giocata a Pescara.

Maggior numero di vittorie: Juventus (29)

Maggior numero di vittorie in casa: Juventus (18)

Maggior numero di vittorie in trasferta: Napoli (13)

Minor numero di sconfitte: Napoli (4)

Miglior attacco: Napoli (94 gol fatti)

Miglior difesa: Juventus (27 gol subiti)

Peggior difesa: Pescara (81 gol subiti)

Miglior differenza reti: Napoli (+55)

Miglior serie positiva: Juventus (15, 21ª-35ª)

Maggior numero di vittorie consecutive: Inter (7, 16ª-22ª)

 LIGA CHE?

La Serie A è più divertente della Liga? No, non si tratta di uno scherzo di Carnevale o di un pesce d’aprile posticipato.

In Italia si segna di più rispetto a Spagna.  2.65 gol a partita contro i 2.62 della Liga. La Serie è inoltre il quarto campionato più “prolifico” dopo Eredivisie ,Bundesliga e Belgian Jupiler Pro League.

I numeri dicono tutto? No, la competitività (ma anche il tasso tecnico e l’evoluzione tattica) non si misura solo in base alle statistiche, ma qualcosa forse nel nostro movimento calcistico sta cambiando.

ADDIO TOTTI, ARRIVEDERCI SERIE A

Descrivere un finale di campionato così, è davvero difficile.  Ci ho messo più del solito per trovare le parole, guardo fisso fisso la tastiera nel tentativo di scrivere qualcosa, provando a buttar giù tutto ciò che ho sentito dentro di me in queste settimane e, soprattutto quest’oggi. Oggi che non c’è più nulla, che il campionato è finito, che le leggende se ne sono andate. Un po’ come quando perdi una persona, un tuo caro, la sensazione è quasi, probabilmente la stessa. Irrazionalmente speravo non arrivasse mai questo momento. Perché la domenica successiva e quelle dopo per praticamente tre mesi, non saranno le stesse domeniche.

Ti aspettiamo con tanta ansia cara Serie A, curiosi di scoprire cos’altro saprai darci, nel bene e nel male. Noi la vivremo quasi come fosse un terzo tempo, perché il terzo tempo c’è sempre. “E mentre il tempo passa, tabula resta”.

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