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Cosa è mancato a Diego Costa?

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Diego Costa ha lasciato l’Atletico Madrid, ottenendo dal club la rescissione del contratto che li legava fino al prossimo giugno. La sua esperienza madridista può definirsi un vero tira e molla, in quanto la camiseta rojiblanca è stata indossata in tre periodi distinti; il bilancio complessivo è di 83 reti in 216 presenze.

Le motivazioni dell’addio non sono state rese note: inizialmente si è parlato di problemi personali, ma numerosi giornali hanno riportato un violento retroscena con Simeone, che avrebbe portato all’epilogo.

Per quanto tali informazioni vadano prese con le pinze, la carriera dello spagnolo è la storia di un attaccante che ha saputo farsi spazio tra i grandi, ma a cui è mancato il salto di qualità definitivo.

Vagabondo in Spagna

Diego Costa arriva all’Atletico Madrid nel 2007, ma registra la sua prima presenza colchonera nella stagione 2010/2011, dopo le esperienze con Braga, Celta Vigo, Albacete e Real Valladolid. Mette a segno 8 reti tra Liga, Copa del Rey ed Europa League, su 39 presenze.

Tuttavia, l’esplosione è rimandata: il rendimento superlativo di Radamel Falcao e la rottura del legamento crociato portano nuovamente la Bestia ai margini del progetto. L’Atleti sceglie ancora la via del prestito, questa volta ai cugini del Rayo Vallecano. La trattativa si completa definitivamente nel gennaio 2012.

Nonostante la lunga inattività e il poco tempo a disposizione, il nueve trascina i flanjirrojos, siglando 10 reti in 16 presenze e contribuendo alla rocambolesca salvezza della squadra.

Fonte: ABC.es

DÉCIMA E DÉCIMA

Il ritorno alla base avviene a giugno. Dopo una stagione all’ombra del Tigre, nella successiva ecco la consacrazione. Con la cessione del colombiano al Monaco, è Diego Costa il finalizzatore principe del club. Simeone gli affianca il neoacquisto David Villa, con cui mostra fin da subito grande intesa. I risultati sono sorprendenti: i rojiblancos tornano ad essere competitivi in Spagna e in Europa.

Diego Costa è il leader indiscusso, nessuno meglio di lui incarna lo spirito e la grinta richiesti dal tecnico argentino. Nonostante ciò, un problema alla coscia lo perseguita e lo costringe a saltare la partita che vale la Liga, al Camp Nou contro il Barcellona. L’Atletico riesce comunque nell’impresa, strappando un punto che vale il decimo campionato della sua storia, ben diciott’anni dopo.

La stagione degli Indios non è ancora finita. Il 24 maggio 2014 hanno la possibilità di aggiudicarsi la prima Champions League della loro storia, contro i cugini del Real Madrid. Il numero 19 brucia le tappe per essere della partita, e Simeone lo rischia da titolare. Sfortunatamente, il riacutizzarsi del problema lo costringe ad alzare bandiera bianca dopo soli nove minuti di partita. Dopo essere stati in svantaggio per buona parte del match, i blancos trovano il gol del pareggio nel recupero con Sergio Ramos. Il contraccolpo psicologico è enorme: i colchoneros crollano sotto i colpi degli avversari, che portano a casa l’agognata Décima.

La stagione della squadra e del suo goleador restano comunque memorabili. Diego Costa conclude l’annata marcando 36 reti tra tutte le competizioni, di cui 27 in Liga, che gli sono valsi il premio Zarra come miglior marcatore di nazionalità spagnola.

Fonte: CalcioWeb

TRA POLEMICHE E VELENI

Il 1 luglio 2014 viene ufficializzato il trasferimento dell’attaccante al Chelsea. José Mourinho lo ritiene il profilo giusto per sostituire il partente Demba Ba e tornare a vincere in Premier League nella sua seconda esperienza londinese.

L’esperienza blues si rivela fin da subito positiva per lo spagnolo, che colleziona trofei e gol. La stagione 2016/2017 è il punto di svolta definitivo. Roman Abramovic esonera lo Special One e incarica Antonio Conte. La forte personalità dell’allenatore salentino si scontra fin da subito con quella dell’attaccante.

Tante sono state le indiscrezioni, che narrano di un rapporto in costante tensione, figlio di un feeling mai sbocciato. Un retroscena è stato recentemente svelato da un ex compagno di squadra, Cesc Fabregas, in una rivista a ESPN:

“Andammo sul campo del City – Conte mi mandò in campo e giocai benissimo, vincemmo 3-1 e nella gara successiva affrontavamo il WBA. Conte mi lasciò in panchina e così Diego Costa si avvicina al bordocampo e comincia ad urlare verso Conte di mettermi subito in campo”.

Dopo pochi mesi, il rapporto era già ai minimi termini. La vittoria casalinga del 16 ottobre 2016 contro il Leicester ne è un ulteriore esempio: Diego Costa, stanco dei continui rimproveri da parte dell’allenatore, chiede platealmente di essere sostituito.

La frattura definitiva si verifica nell’estate successiva, quando il tecnico scarica definitivamente il 19 tramite un messaggio, nonostante una stagione molto positiva a livello collettivo e personale.

Dopo 6 mesi da separato in casa, Diego Costa lascia Londra, tornando per la terza volta a Madrid. Nonostante l’importante spesa del patron Enrique Cerezo, pari a 60 milioni di euro, il ritorno non è come sperato. I rapporti con Simeone non sono più idilliaci come un tempo, e la continua concorrenza di Torres prima, Morata e Joao Felix poi, non aiutano.

Lo spagnolo ottiene a fatica un posto da titolare al fianco del giovane portoghese, ma l’arrivo di Luis Suarez nell’estate 2020 gli fa nuovamente perdere terreno.

Gli atteggiamenti in campo sono sempre più indisponenti, con i compagni e gli avversari. Il 6 aprile 2018, a Barcellona, perde la testa e si fa espellere per proteste dopo 28 minuti di partita. Rimedia una maxi-squalifica di ben 8 giornate. Dopo la vittoria casalinga contro l’Athletic Bilbao, in un’intervista, si scaglia nuovamente contro i direttori di gara, affermando:

“Gli arbitri mi odiano.”

Neanche in nazionale lascia il segno: nonostante la doppietta all’esordio nel mondiale 2018 contro il Portogallo, la sua Spagna viene eliminata dalla Russia, agli ottavi di finale. Il suo modo di giocare è inadatto alla Roja, che predilige attaccanti meno statici ma con maggior predisposizione al palleggio e alla profondità.

È il canto del cigno di un calciatore che, a modo suo, ha saputo farsi notare, ma dal quale era lecito aspettarsi molto di più.

E il mercato…

Oggi, a 32 anni, Diego Costa è in cerca di una squadra. Molti club italiani sono alla ricerca di un attaccante, il Milan su tutti, privo di un vice-Ibrahimovic. L’attaccante di origini brasiliane, nel suo ultimo contratto con l’Atleti, percepiva oltre 8 milioni di euro netti, una cifra impensabile per il nostro campionato. Pertanto, le sirene cinesi, che lo avevano tentato anche anni fa, tornano a farsi sentire. Sarà lui a scegliere se accettare o regalarsi un’ultima sfida, nel mondo dei grandi che ne ha ammirato pregi e difetti.

Fonte immagine in evidenza: talkSPORT

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Cairo sugli aiuti al mondo del calcio: “Serve un sostegno ai club”

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Torino, Cairo parla sulle condizioni di Juric

Il presidente del Torino Urbano Cairo ha espresso il suo parere sugli emendamenti presentati in Parlamento per sostenere il mondo del calcio.

Il governo avrebbe infatti deciso di dilazionare in 5 anni il pagamento dei 480 milioni di euro che i club avrebbero dovuto versare nelle casse del fisco.

Cairo si è espresso così ai microfoni dell’ANSA:

Premesso che come molti sanno spesso mi capita di non essere d’accordo con Lotito, stavolta la pensiamo alla stessa maniera. La situazione è sotto gli occhi di tutti: il nostro è un mondo che vive da tempo difficoltà, molto aggravate negli ultimi anni dalla pandemia. Certo, sono stati fatti sbagli, ma errori di gestione se ne fanno anche in altri settori della società, che pure ricevono aiuti rilevanti dallo stato. Ad esempio penso al tax credit per il cinema”.

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Turris-Avellino 1-3, le pagelle del match: Fabio Tito devastante!

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Modena

L’Avellino passa 1-3 contro la Turris e ottiene il terzo risultato utile consecutivo. I lupi, cinici e compatti, giocano una buona gara, trascinati da un devastante Fabio Tito, autore di una doppietta. Nel primo tempo meglio la Turris, che però all’intervallo si trova sotto 1-2. Tito apre le danze al ventottesimo, con un sinistro chirurgico da fuori area. Pochi minuti dopo, Gambale raddoppia di testa. I padroni di casa non mollano e al 37esimo Maniero accorcia le distanze con un colpo di testa che si insacca alle spalle di Pane. Nella ripresa l’Avellino addormenta la partita e colpisce al momento giusto; al 64′ Tito realizza un gol fotocopia del primo. I lupi sorpassano i corallini in classifica e si avvicinano alla zona playoff.

TURRIS

Perina 6: Incolpevole sui gol subiti. Compie delle parate importanti che evitano un passivo più pesante.

Manzi 5: I due gol di Tito arrivano sulla sua fascia. Non riesce a contenere Russo e sul terzo gol dei lupi è a dir poco disastroso.

Boccia 4,5: Il peggiore dei suoi. Mai in partita, si addormenta sul gol di Gambale e, insieme al sopraccitato Manzi, combina un pasticcio in occasione della terza rete dell’Avellino.

Frascatore 5: Nella giornata disastrosa della difesa corallina, non si salva neanche lui.

Contessa 5: Beccato dai suoi stessi tifosi, gioca male, tanto da apparire svogliato. Lo si nota dalle innumerevoli palle perse e dai primi controlli quasi sempre sbagliati.

Vitiello 5,5: Poco attento e quasi mai coinvolto nella costruzione del gioco. Nel primo tempo svirgola all’interno dell’area di rigore sprecando una buona occasione da rete. (Dal 57′ Haoudi 6: entra bene in partita e si mette in mostra con qualche dribbling e giocate interessanti).

Acquadro 6,5: Centrocampista totale. Corre, imposta, recupera palloni ed è sempre in partita. Realizza l’assist per la rete di Maniero. (Dal 82′ Ardizzone s.v.)

Gallo 6: A centrocampo fa quel che può. Nulla di più, nulla di meno. Sufficiente. (Dal 75′ Longo 6: prova a dare vitalità al reparto offensivo, ma il tempo a disposizione è davvero poco).

Ercolano 6: Disputa una gara discreta. Corre tanto ed effettua qualche percussione interessante. (Dal 57′

Giannone 6: Entra e prova a dar manforte a Maniero. Si fa vedere al limite dell’area con un paio di conclusioni dal limite).

Maniero 7,5: In questa categoria conta l’esperienza. E lui ne ha da vendere. Da ex di turno gioca una gara perfetta; difende e spazia su tutto il fronte offensivo creando non pochi pericoli alla retroguardia avellinese. Il gol è la ciliegina sulla torta.

Leonetti 5: Sbaglia un gol clamoroso che, a 5 minuti dall’inizio del match, avrebbe potuto cambiare le sorti dell’incontro. Anche a fine partita spreca la palla del 2-3 calciando addosso a Pane.

AVELLINO

Pane 6,5: Sempre attento nelle uscite, incolpevole sul gol subito. Compie un grande intervento su Leonetti a tempo quasi scaduto.

Rizzo 6: Attento in fase difensiva, non si sbilancia più di tanto perché alla fase offenisiva ci pensa Fabio Tito.

Moretti 6,5: Compie un miracoloso salvataggio sulla linea a inizio partita, per il resto normale amministrazione.

Auriletto 5,5: Il peggiore dell’Avellino. Nel complesso non gioca male ma si fa sovrastare da Maniero in occasione del gol.

Tito 8: Attento in difesa, letale nella trequarti avversaria. Due conclusioni a incrociare sulle quali Perina non può nulla. Devastante. (Dal 73′ Zanandrea 6: Normale amministrazione, come è normale che sia al rientro dall’infortunio).

Maisto 6: Il classe 2003 gioca una buona gara. Sempre attento in fase di copertura, ogni tanto rischia anche giocate dal più elevato coefficiente di difficoltà. (Dal 77′ Illanes s.v.)

Matera 6,5: Anche lui interpreta benissimo le due fasi. Ottimi i tempi di inserimento e soprattutto le cavalcate palla al piede. (Dal 83′ Franco s.v.)

Casarini 6,5: Ottimo sia in fase di costruzione sia in fase di non possesso. Si conferma ancora una volta il faro del centrocampo dei lupi. (Dal 73′ Garetto 6: normale amministrazione).

Russo 7: Ancora una volta, dimostra di essere, qualitativamente parlando, il migliore dell’Avellino. Gli stop a seguire, così come i passaggi per i compagni, sono giocate sopraffine. Spazia su tutto il fronte d’attacco e serve a Gambale l’assist per lo 0-2.

Trotta 6: Non segna ma si sacrifica per la squadra. Sempre il primo a difendere, ottimo nel pressing.

Gambale 6,5: Ciò che tocca, diventa oro. Alla prima occasione è cinico e con un colpo di testa manda il pallone alle spalle di Perina. Re Mida.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

 

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Bayern Monaco, De Ligt chiarisce: “Mai vicino al Chelsea”

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de Ligt

Mattijs De Ligt, ex della Juventus, ora in forza al Bayern Monaco, ha parlato dai Mondiali in Qatar delle voci circolate circa un possibile interessamento in estate da parte del Chelsea:

LE DICHIARAZIONI DEL DIFENSORE

Il difensore olandese conferma di essere concentrato sul Bayern Monaco e respinge altre voci:

“Sapevo che il Chelsea era interessato ma con me non hanno mai parlato. Io stavo pensando al Bayern. Non sono mai stati vicini, forse si sono parlati con la Juventus. Onestamente non ho mai avuto contatti con loro in via personale”.

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Inghilterra – Senegal: Sterling fuori a sorpresa

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Pronostico Inghilterra-Senegal

Il Mondiale entra nel vivo e dopo la vittoria contro la Polonia per 3-1, stasera la Francia conoscerà chi tra Inghilterra e Senegal sarà la propria avversaria ai quarti. A sorpresa sarà assente Raheem Sterling che, come spiegato dalla FA, non sarà a disposizione per motivi familiari.

Di seguito le formazioni ufficiali.

Inghilterra: Pickford, Walker, Stones, Maguire, Shaw; Bellingham, Rice, Henderson; Saka, Kane, Foden.

Senegal: Edouard Mendy, Sabaly, Koulibaly, Diallo, Jakobs, Ciss, Nampalys Mendy, Ndiaye, Diatta, Ismaila Sarr, Dia.

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