8 giornate di Serie A e 3 di Champions League. Tanto è bastato per declassare l’Atalanta da pretendente allo scudetto a squadra, almeno fin qui, mediocre. Un risultato che sicuramente potrebbe essere confermato o ribaltato dall’esito del match di Anfield mercoledì sera o dai prossimi impegni in campionato con Verona, Udinese e Fiorentina. Quel che fin qui pare certo è che la Dea ha perso qualche punto di troppo nelle ultime uscite, ma forse sarebbe meglio non giungere a conclusioni troppo affrettate. Proviamo a scendere dall’ottovolante dei titoli di giornale per analizzare i problemi di questa squadra in maniera meno sensazionalistica.

I RISULTATI

Le critiche degli addetti ai lavori corrono tra le colonne dei quotidiani più veloci di Gosens e Hateboer sulle fasce del campo del Gewiss Stadium. Sui social si leggono i commenti dei primi tifosi scontenti che attaccano Gasperini, Zapata, addirittura la società. Qualcosa che fino a pochi mesi fa, alla vigilia dei quarti di finale di Champions League contro il Paris Saint-Germain, sembrava impensabile.

Cosa è successo nel mezzo? Semplicemente un avvio di stagione più complicato del previsto. Anzi a dirla tutta, l’Atalanta era partita con tre vittorie più che convincenti contro Torino, Lazio e Cagliari, condite da 13 reti realizzate. Poi i quattro schiaffi del San Paolo contro il Napoli e lo sgambetto a domicilio della Samp. Due gare difficili, giocate al di sotto delle aspettative, forse per via degli impegni europei con Midtjylland e Ajax a rubare forze fisiche e soprattutto mentali. Una vittoria col Crotone e due pareggi, uno con l’Inter e l’altro sabato con lo Spezia chiudono le prime 8 uscite di questo campionato.

La classifica vede l’Atalanta settima, con 6 punti di ritardo dal Milan, uno scenario tutt’altro che catastrofico. Se si paragona il cammino dei bergamaschi fin qui con quello dello scorso anno poi, viene quasi da sorridere: stessi punti fatti (14), stessi goal fatti (18) e solo due goal subiti in meno (12 ad ottobre 2019, 14 oggi). Forse sarebbe il caso di essere più severi con il Papu e i compagni per il pessimo primo tempo contro i Lanceri e per la figuraccia contro il Liverpool, inaccettabile per una squadra che ha messo alle corde i vicecampioni d’Europa.

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(Fonte immagine: profilo Instagram @atalantabc)

TROPPI INFORTUNI

Tutti i grandi cicli sono destinati a finire. È toccato al Milan degli olandesi, all’Inter del triplete e quest’anno potrebbe essere la volta della Juve dei 9 scudetti consecutivi. Anche i Gasperini-boys non potranno scappare per sempre a questa legge non scritta del calcio, ma dire che quel momento sia già arrivato sembra decisamente prematuro. Tuttavia sarebbe sbagliato anche difendere eccessivamente un gruppo che in questo momento affronta un momento no.

All’origine di queste difficoltà c’è sicuramente un gran numero di infortuni e problemi di vario genere. Si parte da Ilicic, miglior marcatore della scorsa stagione, oggi ancora alla ricerca della condizione migliore dopo il buio portato dalla pandemia. Ci sono poi diversi problemi muscolari che hanno colpito uno alla volta tutti gli esterni a disposizione, oltre che un elemento come Marten De Roon, rientrato contro i liguri. Altro gradito rientro è stato quello di Gollini, alle prese con un problema al crociato dalla fine della scorsa stagione. Insomma, il tecnico degli orobici non ha avuto praticamente mai a disposizione tutti i suoi uomini più importanti, un handicap non indifferente.

UN MERCATO DA RIVEDERE

Il tema degli infortuni si lega spesso a quello della preparazione sbagliata. L’Atalanta ha concluso l’ultima stagione più tardi rispetto a tutte le altre squadre del campionato italiano, eccezion fatta per l’Inter. È risaputo tra l’altro che l’intensità, sia in allenamento che in partita, sia uno dei cardini sui quali si basa il gioco dei nerazzurri. Indubbiamente la Dea sta pagando la somma di tutti questi fattori, ma va anche detto che la variabile della sfortuna non può essere calcolata in questa equazione. Quello che si può invece studiare e che, forse, andava studiato meglio, è l’organico da mettere a disposizione del tecnico.

In estate l’Atalanta ha accolto molti giocatori, tra i quali tre esterni, Depaoli, Mojica, Piccini e due giocatori offensivi come Miranchuk e Lammers. Per quanto riguarda questi ultimi, viene da chiedersi se ci fosse effettivamente bisogno di entrambi, vista la presenza in squadra di Pasalic (riscattato dal Chelsea sempre nell’ultima sessione di mercato) e Malinovskyi, anch’essi impiegati spesso a ridosso della punta. Pessina è rientrato dal prestito al Verona ed è rimasto quasi per caso, ma sta trovando pochissimo spazio, solo 169′ (anche per via di un infortunio). Forse sarebbe servito un altro rincalzo per la coppia De Roon – Freuler?

IL PROBLEMA È SULLE FASCE

Potrebbe sembrare fin troppo drastico, ma pare proprio che l’origine dei problemi sia sulle fasce. Il gioco dell’Atalanta non può prescindere dalla grande intensità portata dai suoi esterni e quest’anno qualcosa non sta funzionando in quel settore. La cessione di Castagne si sta rivelando molto più sanguinosa del previsto perché nessuno dei nuovi arrivi ha dato l’impressione di essere alla sua altezza. Nello scorso campionato, l’esplosione di Gosens ha relegato il belga al ruolo di prima alternativa, ma questo consentiva a Gasperini di avere sempre un cambio importante da spendere a destra o sinistra per buttare legna sul fuoco scatenato dalla fase offensiva nerazzurra. Basti pensare che, nonostante sia il tedesco che Hateboer abbiano superato le 40 presenze, lui ne abbia collezionate 33 tra campionato e coppe. Mojica si è fatto superare nelle gerarchie da Ruggeri, molto promettente, ma giustamente ancora acerbo. Piccini e Depaoli per ora non sono stati all’altezza, anche per i guai fisici che li stanno tormentando.

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(Fonte immagine: profilo Instagram @robingosens)

Insomma, se l’Atalanta non riesce ancora ad esprimere il suo gioco, probabilmente è perché ci sono troppe defezioni sulle fasce. Il calendario fitto non aiuta, ma certamente questa squadra non è al termine del suo ciclo e prima della sosta natalizia potrebbe già aver ritrovato la sua dimensione. Avversarie avvisate.

(Fonte immagine di copertina: profilo Instagram @atalantabc)