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United-CR7, atto secondo: i pro e i contro dell'affare

Calcio Internazionale

United-CR7, atto secondo: i pro e i contro dell’affare

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Nel pomeriggio di venerdì 27 agosto è arrivata anche l’ufficialitàCristiano Ronaldo sarà un nuovo giocatore del Manchester United. Le prime istantanee con la maglia dei Red Devils si vedranno, probabilmente, dopo la sosta, dato che ora il campione portoghese dovrebbe rimanere a Lisbona e aggregarsi direttamente ai suoi compagni di Nazionale.

Alla Juventus andranno 15 milioni più 10 di bonus – di cui cinque facilmente raggiungibili – andando a registrare una leggera minusvalenza (per evitarla, era necessario incassarne almeno 28/30). Il giocatore, invece, dovrebbe guadagnare 25 milioni più bonus per i prossimi due anni. Addentriamoci ora nei meandri di questo affare clamoroso.

 

CR7-UNITED, CAPITOLO SECONDO

Le visite mediche sono ancora da svolgere e la firma sul contratto non è ancora stata apposta, ma ormai si può tranquillamente dare l’acquisto per ufficiale. Cristiano Ronaldo torna nel suo United, club che lo ha consacrato definitivamente a livello europeo e con cui ha vinto la prima Champions League e il primo Pallone d’oro.

L’addio ai Red Devils si materializza ufficialmente il 6 luglio 2009, quando Ronaldo si accasa al Real Madrid, sulle ali dell’entusiasmo pronto per spiccare il volo. Chissà se quel giorno gli inglesi avranno pensato ad un suo ritorno, ma quel che è certo è che, adesso, CR7 is coming home. E la mediazione di Sir Alex Ferguson sembra essere stata chiave.

Già, Sir Alex, il padre calcistico del fuoriclasse lusitano: l’uomo che lo ha forgiato, accudito, spronato e consigliato. L’uomo del destino, ancora una volta. Scommettiamo di vederlo in tribuna l’11 settembre, quando dopo la sosta il Manchester United affronterà il Newcastle: sarà già esordio-bis?

 

GLI ASPETTI NEGATIVI DELL’AFFARE

C’è un primo aspetto negativo del trasferimento, che va però a coinvolgere lo stesso portoghese. A differenza di quando, tre anni fa, era atterrato a Torino in piena sessione di mercato, quest’anno non sarà per lui possibile vestire la maglia numero sette, già sulle spalle di Cavani. Nemmeno il 9 – numero che Ronaldo ha utilizzato in alternativa al 7 –  è disponibile (ce l’ha Martial): le regole della Premier League impediscono di cambiare numero a campionato già inoltrato.

Per giustificare l’investimento, inoltre, lo United dovrà necessariamente tornare a vincere. Una spesa totale di circa 75 milioni in due anni per un trentaseienne sono tutt’altro che pochi ma, direte giustamente voi, non li guadagnerà ad un signore qualunque. In ogni caso, anche per i Red Devils l’esborso si fa consistente (considerando, ad esempio, che allo stipendio di Ronaldo si aggiungono anche le 19,5 milioni di sterline per De Gea, 15,08 per Pogba e 13 per Martial, ma non solo).

Oltre ai due punti precedenti, sarà difficile per Solskjær trovare un assetto tattico che possa esaltare le qualità Ronaldo. Il 4-2-3-1 utilizzato finora andrà certamente rivisitato: il portoghese non ha più né l’età per giocare sulla fascia sinistra nei tre dietro la punta, né lo spirito giusto per interpretare al meglio proprio quel ruolo da prima punta (alla Juventus ne sanno qualcosa).

Non sarà banale far coesistere con CR7 altri campioni del calibro di Bruno Fernandes, Cavani, Pogba o il neo arrivato Sancho. All’allenatore norvegese – ex compagno dello stesso Ronaldo – l’arduo compito di schierare più qualità possibile senza far perdere alla squadra l’equilibrio necessario.

 

GLI ASPETTI POSITIVI DELL’AFFARE

Il primo pensiero che viene in mente studiando questo trasferimento è tanto semplice quanto indicativo: Cristiano Ronaldo vuole vincere ancora. Dopo tre anni in cui è stato malamente sbattuto fuori da casa sua (Ajax, Lione e Porto i carnefici) l’alieno lusitano torna a Manchester sperando di poter arricchire ulteriormente la propria bacheca, con più fame che mai.

Non dovrebbe poi avere nemmeno la necessità di adattarsi ad un campionato che già conosce molto bene. Trova una squadra ancora in fase di costruzione (il pareggio contro il Southampton ha lasciato molto amaro in bocca tra i tifosi dei Red Devils), motivo per cui lui non dovrebbe far fatica ad inserirsi. Il problema, semmai, sarà di altri.

Con il suo ingaggio – sarà scontato ma bisogna pur dirlo – lo United si candida prepotentemente alla vittoria della Premier League, trofeo che manca addirittura dalla stagione 2012/2013. La concorrenza è più agguerrita che mai, dal City di Guardiola al Chelsea di Tuchel o, perché no, al Liverpool di Klopp. La sensazione è che saranno queste quattro a giocarsi il titolo di campione d’Inghilterra: non può che giovarne lo spettacolo e l’esponenziale ed inarrestabile crescita della Premier stessa.

A perderci, invece, è purtroppo ancora la Serie A.

 

Immagine in evidenza: Licenze Google Creative Commons

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[VIDEO] – Bruttissimo fallo di IShowSpeed sull’ex Milan Kakà

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Kakà

Scene da rimanere attoniti in arrivo dal Qatar, con protagonista in negativo IShowSpeed. Lo streamer americano ha preso parte a una partita di beneficienza insieme a tanti campioni e personaggi illustri del mondo del web. L’evento ha preso il nome di “Match for Hope“, il cui obiettivo è quello di raccogliere fondi per bambini che non hanno accesso a scuole e all’educazione. Tra i calciatori che hanno preso parte alla partita troviamo due vincitori della Coppa del Mondo come Roberto Carlos e David Villa, le leggende del Chelsea Hazard e Drogba, e per chiudere, il Pallone d’Oro del 2007 Ricardo Kakà.

ISHOWSPEED ENTRA MALISSIMO SU KAKA – IL VIDEO DEL TACKLE

Minuto 27 del primo tempo, la palla rotola tra i piedi di Kakà, che la porta avanti molto lentamente verso la trequarti avversaria. IShowSpeed prende la rincorsa dalla metà del cerchio di centrocampo opposta rispetto quella da dove era passata la palla qualche istante prima, raggiugendo velocemente la posizione dell’ex 22 del Milan. A quel punto lo streamer si esibisce in una scivolata completamente sulla gamba di Kakà, che carambola a terra per fortuna senza conseguenze.

Divenuto famoso per la sua ossessione per Cristiano Ronaldo, IShowSpeed ha disputato la partita con la 7, il numero della leggenda portoghese. Certo che il gesto molto poco apprezzabile non ha reso onore al suo idolo.

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Benzema si lega all’Al Ittihad: “Io in Europa? Tanti bugiardi”

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Benzema

Benzema ha giocato la seconda partita ufficiale con la maglia dell’Al Ittihad nel 2024. Il centravanti francese non ha di certo reso indimenticabile il suo match, realizzando al 25′ l’autogol che aveva portato in vantaggio gli avversari. Alla fine i suoi compagni di squadra sono riusciti a ribaltarla, portando il punteggio sul 2-1 finale, che considerando anche lo 0-0 dell’andata, ha permesso all’Al Ittihad di passare il turno.

La partita in questione era infatti il ritorno degli ottavi della Champions League asiatica, disputati dagli arabi contro gli uzbeki del Navbahor Namangan. Decisiva la rete di Hamdallah al tramonto del primo tempo, e il secondo autogol di giornata, quello di Tabatadze.

BENZEMA TORNA IN CAMPO CON L’AL ITTIHAD – LE PAROLE DELL’EX PALLONE D’ORO

Che bisognasse riequilibrare i rapporti tra Benzema e l’Al Ittihad era chiaro. Dopo il lungo periodo che lo ha tenuto lontano dai compagni, facendo venire a galla anche una sua presunta sparizione, l’ex Real Madrid ha speso parole per chiarire quale sarà il suo futuro. Benzema ha anche parlato del rapporto con Gallardo, che secondo i media era uno dei responsabili del malessere del francese verso l’Al Ittihad e l’Arabia.

Di seguito le sue parole.

SUL RITORNO IN EUROPA –Sono tornato e ora sto meglio. La storia della mia partenza non è vera e sono felice in Arabia Saudita. Non ho problemi con Gallardo, tutti quelli che dicono che voglio tornare in Europa sono bugiardi. Sono molto felice ad Al Ittihad. Da parte mia non ho problemi con nessuno. Chiedete all’allenatore della mia assenza, io ero pronto per lo stage a Dubai“.

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La Serie A vola nel ranking UEFA: staccata la Bundesliga di 1000 punti

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dove vedere rennes-milan in tv e streaming

Le squadre italiane continuano il loro percorso nelle competizioni europee e fanno guadagnare punti alla Serie A nel Ranking UEFA. Nella serata di ieri, sia il Milan che la Roma si sono qualificate per gli ottavi di finale di Europa League, battendo rispettivamente Rennes e Feyenoord. Entrambi sono stati match sofferti: i rossoneri, forti del 3 a 0 all’andata, passano nonostante la sconfitta per 3 a 2. I giallorossi, invece, dopo aver replicato l’1 a 1 della gara di andata hanno raggiunto gli ottavi solo ai calci di rigore.

IL RECAP SUI VARI PAESI

Mentre succedeva tutto questo, la Spagna perdeva una squadra: il Betis Siviglia è stato eliminato dalla Conference League per mano della Dinamo Zagabria. Stessa cosa per la Germania, la quale ha perso l’Eintracht Francoforte, uscito sconfitto dal doppio confronto con l’Union Saint-Gilloise. Discorso ancora peggiore per la Francia, con 3 squadre eliminate dall’Europa League: Rennes, Lens e Tolosa.

L’IMPORTANZA DEL RANKING UEFA

Fare un buon cammino europeo avrà, soprattutto quest’anno, conseguenze importanti per le prossima stagione: la Champions League, infatti, avrà enormi novità. Non ci sarà più la fase a gironi, si passerà da 32 a 36 squadre nel turno principale e la qualificazione alla competizione non arriverà solo tramite il piazzamento nel proprio campionato. Due squadre si qualificheranno in base all’andamento di questa stagione delle varie nazioni.

Il Ranking UEFA, insomma, guadagna importanza. L’Italia guadagna ancora terreno ed è in testa, motivo per il quale la Serie A, ad oggi, manderebbe 5 squadre in Champions.

IL RANKING UEFA AGGIORNATO

1. Italia 15.571 (7 squadre partecipanti su 7)
2. Germania 14.500 (5 squadre partecipanti su 7)
3. Inghilterra 13.875 (6 squadre partecipanti su 8)
4. Spagna 13.187 (5 squadre partecipanti su 8)
5. Francia 13.250 (3 squadre partecipanti su 6)

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“Milan serve di più” – La Rassegna del Diez

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La rassegna stampa è senza alcun dubbio il miglior modo per iniziare la giornata. Ecco quindi le prime pagine dei principali quotidiani sportivi internazionali per la giornata di oggi.

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