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Crespo e Stankovic, dai successi in campo alle gioie in panchina

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Crespo e Stankovic, dai successi in campo alle gioie in panchina

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Hernan Crespo e Dejan Stankovic, entrambi ex Inter, stanno replicando i loro successi ottenuti sul campo anche in panchina. Rispettivamente allenatori di San Paolo e Stella Rossa, le due ex glorie nerazzurre si stanno dimostrando campioni anche da mister tanto da ottenere importanti record.

HERNAN CRESPO

L’ex attaccante argentino è diventato l’allenatore del San Paolo da appena due mesi, ma è già diventato l’allenatore del club paulista ad avere la miglior partenza nel XXI secolo.

Le statistiche parlano chiaro: 10 partite, 8 vittorie, un pareggio ed una sola sconfitta. Hernan Crespo ha letteralmente rivoluzionato la squadra. Il “Tricolor Paulista”, che non vince un titolo dal 2012, ha ritrovato la speranza dopo l’arrivo del tecnico 45enne. Crespo ha meritatamente guadagnato fiducia di tifosi, stampa e dirigenza attraverso le magnifiche prestazioni ed le 25 reti segnate e le solo 6 subite ne sono la dimostrazione.

DEJAN STANKOVIC

L’allenatore serbo, invece, a casa sua, Belgrado, sta letteralmente dominando. La Stella Rossa si è laureata campione di Serbia per la quarta volta di fila e la seconda da quando in panchina siede Stankovic. Dopo 34 partite giocate la squadra biancorossa ha ottenuto ben 32 vittorie e 2 pareggi che fanno 98 punti totali conquistati.

Fonte: profilo IG stankovic

Adesso oltre al campionato, l’ex centrocampista ha messo nel mirino diversi record. Infatti, secondo le proiezioni, la Stella Rossa potrebbe arrivare addirittura a 110 punti, risultato che sarebbe davvero stupefacente. Qualora, invece, dovessero arrivare 4 sconfitte, il Partizan, secondo in classifica, potrebbe solamente agguantare la capolista, che resterebbe avanti grazie alla classifica avulsa.

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Lecce, Baschirotto: “Siamo più propositivi e lasciamo qualche spazio in più”

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Baschirotto

Il Lecce, a differenza della scorsa stagione, si trova in una posizione di classifica davvero al di sotto delle aspettative. Seppur i punti di vantaggio sulla zona a rischio siano 4, il gruppo di squadre a caccia della salvezza è folto e, di settimana in settimana, la classifica potrebbe subire importanti variazioni.

A trascinare il Lecce in questo ultimo rush di campionato ci penserà Federico Baschirotto, capitano della squadra e reduce da una stagione finora con più ombre che luci. Lo stesso centrale è stato ospite di Ora Lecce su Antenna Sud, programma al quale ha avuto modo di rilasciare un’intervista sul suo stato di forma e su quello dei salentini.

LE PAROLE DI FEDERICO BASCHIROTTO

LA MENTALITÀ – Io sono sempre lo stesso giocatore che ero sin da quando giocavo in promozione. Quel giocatore che ha la mentalità del lavoro e la voglia di sacrificarsi per gli altri, mettendo tutto sé stesso a disposizione della squadra”.

LE RETI SUBÌTE – “Non sta succedendo nulla. Semplicemente rispetto all’anno scorso quest’anno cerchiamo di fare un calcio magari un po’ più propositivo, così si lascia qualche spazio in più. In tante altre partite, tipo Lazio e Genoa su tutte, abbiamo si perso ma subendo poco e creando tanto. Non meritavamo di perdere. Poi sì, penso che se non riesci a vincere devi portare a casa almeno un punto, poi dipende sempre dal tipo di partita e dall’andamento della stessa”.

LA STAGIONE CON BARONI E CON D’AVERSA – “Io non farei tanti paragoni rispetto all’anno scorso. L’unico obiettivo del Lecce è la salvezza e anche quest’anno ci siamo ancora dentro. Con un metodo o un altro non ha importanza. Quello che conta è mantenere la categoria, abbiamo una buona posizione in classifica”.

IL SUPPORTO DEI TIFOSI – “La Curva ci ha sempre spronato e così ha fatto indicandoci la strada dopo la gara con l’Inter. Questo ci ha aiutato perché ci fa capire ancora di più quanto è importante fare di tutto per renderli felici perché lo meritano questa gente e questa città. Sono fantastici. Se penso al fatto che dopo un quarto d’ora il settore ospiti di Frosinone è già esaurito mi viene la pelle d’oca. Questo ci fa capire quanto ci tengano a noi, alla città ed ai tifosi. Ciò ci dà carica ed entusiasmo, è una marcia in più per queste tre partite”.

IL PERIODO DI FORMA – Se ne esce tutti insieme, di gruppo, di voglia, di determinazione e soprattutto di entusiasmo. Non dobbiamo dimenticare che siamo riusciti a fare 24 punti e che queste partite che ci aspettano sono alla nostra portata. Possiamo fare bene”.

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Calcio Internazionale

I convocati dell’Argentina per le amichevoli di marzo: c’è Valentin Carboni

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Argentina

Il passare dei giorni detta l’avvicinamento alla prossima sosta per le Nazionali. Le amichevoli in programma, da qui sino al mese di giugno, saranno per i rispettivi tecnici dei test importanti in vista delle prossime edizioni delle competizioni intercontinentali, come l’Europeo e la Copa America.

La Nazionale campione in carica di quest’ultima, l’Argentina, nel corso della prossima finestra, avrà modo di confrontarsi con Costa Rica ed El Salvador e, per l’occasione, il CT Lionel Scaloni ha diramato una folta lista di convocati, nella quale figurano diversi calciatori della Serie A. Ci sono infatti Nehuen Perez dell’Udinese, Paredes e Dybala della Roma, Nico Gonzalez della Fiorentina, Lautaro Martinez dell’Inter e anche il gioiellino classe 2005, attualmente in forza al Monza ma di proprietà dell’Inter, Valentin Carboni. In attacco Scaloni, oltre ai soliti noti, ha chiamato anche Garnacho del Manchester United e Facundo Buonanotte del Brighton di De Zerbi.

iAndiamo a vedere nel dettaglio le convocazioni effettuate dal ct dell’Albiceleste.

LA LISTA DEI CONVOCATI DELL’ARGENTINA

PORTIERI: Armani, Benitez, Martinez.

DIFENSORI: Pezzella, N. Perez, Otamendi, Romero, Tagliafico, Senesi, Molina, Barco.

CENTROCAMPISTI: Palacios, De Paul, Paredes, Mac Allister, Enzo Fernandez, Lo Celso.

ATTACCANTI: Nico Gonzalez, Garnacho, Buonanotte, V. Carboni, Di Maria, Messi, Alvarez, Lautaro Martinez, Dybala.

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Calcio Internazionale

I convocati del Brasile per i match di fine marzo: Danilo unico “italiano”

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Richarlison, giocatore del Brasile

Il nuovo Brasile di Dorival Júnior è arrivato. Le convocazioni dell’ex allenatore del Sao Paulo sono state rese pubbliche quest’oggi, 23 giorni prima dell’amichevole contro l’Inghilterra di Southgate. Dopo il match di Wembley, i verdeoro affronteranno anche la Spagna al Santiago Bernabeu. Due impegni da non sottovalutare per il Brasile che potrà iniziare a capire il proprio livello in vista della Copa America di quest’estate. Tra i convocati ci sono diversi nomi interessanti, ma la nostra Serie A porta soltanto Danilo della Juventus. Di seguito le convocazioni del Brasile per le amichevoli di fine marzo.

CONVOCAZIONI BRASILE, DANILO C’È

Ecco la lista dei convocati del Brasile per le amichevoli di marzo contro Inghilterra e Spagna:

Portieri:

Bento – Athletico-PR (BRA)

Ederson – Manchester City (ING)

Rafael – São Paulo (BRA)

Difensori:

Danilo – Juventus (ITA)

Yan Couto – Girona (SPA)

Ayrton  Lucas – Flamengo (BRA)

Wendell – Porto (POR)

Beraldo – PSG (FRA)

Gabriel Magalhães – Arsenal (ING)

Marquinhos – PSG (FRA)

Murilo – Palmeiras (BRA)

Centrocampisti:

André – Fluminense

Andreas Pereira – Fulham (ING)

Casemiro – Manchester United (ING)

João Gomes – Wolverhampton (ING)

Bruno Guimarães – Newcastle (ING)

Douglas Luiz – Aston Villa (ING)

Lucas Paquetá – West Ham (ING)

Pablo Maia – São Paulo (BRA)

Attaccanti:

Endrick – Palmeiras

Rodrigo  – Real Madrid (SPA)

Gabriel Martinelli – Arsenal (ING)

Raphinha – Barcelona (SPA)

Richarlison – Tottenham (ING)

Savinho – Girona (SPA)

Vinicius Junior – Real Madrid (SPA)

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Mchedlidze: “Sono andato a Empoli a vedere gli allenamenti, Nicola è bravissimo”

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Empoli

In casa Empoli l’arrivo di Davide Nicola in panchina ha dato la scossa che serviva alla squadra per riprendersi dal pessimo momento. Con la lotta salvezza ancora pienamente aperta, l’intenzione dei toscani è quella di rimanere un punto fisso del campionato di Serie A. Questo scorcio di stagione, infatti, sarà giocato al pieno delle forze da parte della squadra.

L’ottimo lavoro svolto sin qui dal tecnico italiano è sotto gli occhi di tutti e, a proposito di ciò, l’ex attaccante dell’Empoli, Levan Mchedlidze, ha rilasciato dichiarazioni interessanti riguardanti lo stato della squadra in un’intervista concessa a “La Nazione”.

LE PAROLE DI LEVAN MCHEDLIDZE

LA CONTINUITÀ DELL’EMPOLI – “È una formazione in salute e spero tanto che continui con questi risultati, che non si fermi dopo tre vittorie e tre pareggi. Io non mi perdo mai una partita, anche adesso che sono appena tornato in Georgia continuerò a seguirli sempre”.

IL CAMBIO DI MARCIA GRAZIE A NICOLA –  “Nei giorni scorsi ero a Empoli e sono andato ad assistere ai suoi allenamenti. È bravissimo. Si vedeva subito, fin dal primo giorno, che i giocatori lo seguono al massimo. I risultati infatti non arrivano per caso.

LE SEDUTE DI ALLENAMENTO – “Quello che ho visto dal vivo è stato molto interessante, sia a livello tattico che mentale. Avrei voluto allenarmi anch’io da quanta carica mi trasmetteva perché Nicola è molto coinvolgente e non molla un secondo. I giocatori devono sfruttare le qualità di questo allenatore che ha risvegliato la squadra. Ha tirato su di morale tutti e, se lo seguono, continueranno a fare risultato e così si salveranno”.

IL RISCHIO CAGLIARI – L’Empoli deve solo continuare a fare quello che sta facendo, a crederci sempre fino alla fine come contro il Sassuolo. Per la salvezza sarà una battaglia fino all’ultimo e sono vietati cali”.

L’ARRIVO DI NIANG – “È stata molto brava la società sul mercato a gennaio. Niang ha fatto tre centri in tre partite e speriamo non si fermi più. È un giocatore d’esperienza che conosce il nostro campionato quindi sarà sempre più importante dentro gli schemi. E poi non dimentichiamoci di Cambiaghi e Zurkowski che sono davvero forti e devono soltanto credere in loro stessi e in tutto quello che fanno”.

L’AMBIENTE EMPOLI – Come a Empoli non si sta da nessuna parte. Io ho un po’ girato nella mia carriera ma qui è un posto unico per l’armonia fra giocatori, staff e società. Non è solo un club ma una famiglia che ti fa maturare. Io avevo 14/15 anni quando sono arrivato e Fabrizio Corsi è stato fondamentale nella mia crescita. Il “Pres“ mi è stato accanto nei momenti difficili e in quelli belli. Empoli è speciale”.

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