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Crisi Borussia: il fiore di Favre è appassito?

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Crisi Borussia: il fiore di Favre è appassito?

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Cinque pesanti ceffoni sul volto di una squadra irriconoscibile da ormai troppo tempo e sempre più in caduta libera. Il Borussia Dortmund di Lucien Favre abdica al trono in favore del Bayern di Kovac, dominatore assoluto di un Klassiker che vede protagonisti i bavaresi dal primo all’ultimo minuto, grazie alle reti di Hummels, Gnabry, Martinez e alla doppietta del solito Lewandowski.

Ora i giallo-neri sono costretti a rincorrere i campioni in carica, attualmente primi a +1 ma lanciati verso il 7º titolo consecutivo a 6 giornate dal termine. Dopo la pesante eliminazione in Champions League, il Borussia Dortmund deve rialzarsi velocemente per non lasciarsi sfuggire il sogno scudetto, cullato per tutto la stagione e fatalmente allontanatosi dopo la pesante debacle di ieri pomeriggio.

PRIME AVVISAGLIE

Nonostante fosse impensabile l’arrivo di una sconfitta così pesante nel match che vale una stagione, qualche piccolo segnale di difficoltà era già stato manifestato da Reus e compagni negli ultimi mesi. In un campionato in cui Bayern e Borussia viaggiano al triplo della velocità delle avversarie, i giallo-neri avevano subito una brusca frenata nel mese di Febbraio, permettendo ai bavaresi di risalire la china dopo un pessimo avvio di stagione.

Con Francoforte, Hoffenheim e Norimberga sono arrivati soltanto tre pareggi, aggravati dalla sconfitta due giornate dopo, in casa dell’Augusta, che ha definitivamente riaperto la corsa scudetto. La fase difensiva ha perso la solidità mostrata a inizio campionato: nelle prime dieci giornate erano stati incassati soltanto 10 goal e sui 30 punti disponibili ne sono stati raccolti ben 24; da Gennaio la retroguardia ha mostrato segni di cedimento e con essi sono arrivati i primi risultati negativi, subendo 19 reti in 11 partite, pareggiando in tre match e perdendone altri due, tra cui quello fondamentale di ieri con il Bayern di Kovac, con il rischio di aver alzato definitivamente bandiera bianca.

FATTORE ESPERIENZA

Il dato incontrovertibile è che il Borussia Dortmund abbia staccato la spina nel momento cruciale della stagione, rischiando di passare dalla gioia di tornare ad alzare un trofeo alla tragica possibilità di chiudere un altro anno senza coppe. Difficile ipotizzare un altro avvio negativo del Bayern Monaco come quello avuto in questa stagione: i bavaresi hanno già iniziato a muoversi per ringiovanire la squadra e potenziarla con futuri campioni, riducendo ancor di più le chance delle avversarie di avvicinarsi o comunque provare a interrompere questa egemonia e se il Borussia non dovesse riagguantare la vetta della classifica entro fine campionato, i rimpianti per i punti persi potrebbero trasformarsi davvero in un persistente incubo.

Certamente il progetto del Borussia è in pieno work in progress e l’obiettivo della società è quello di formare i giovani talenti che in futuro dovranno trascinare la squadra verso importanti traguardi. Il lavoro di Favre, arrivato dal Nizza quest’estate, ha fatto però in modo che i suoi giovani talenti potessero giocarsela alla pari con il Bayern già dai primi turni di questo campionato, eppure nei momenti decisivi, è venuta a mancare quell’esperienza necessaria ad amministrare il grande vantaggio di 7 punti costruito con tanta fatica, partita dopo partita. Sicuramente l’età media di circa 25 anni, scesa perfino a 23,5 nella gara di ottobre contro l’Augusta, ha influito parecchio su questa crisi: ad oggi la freschezza tecnico-tattica dei giovanissimi del Borussia non ha saputo sopperire l’importanza dell’esperienza e della capacità di mantenere i nervi saldi quando la posta in palio si fa più alta.

SEGNALI DI RESA

La pesante sconfitta contro il Bayern Monaco nel Klassiker ha evidenziato l’aspetto forse più preoccupante della situazione dei giallo-neri: dopo il buon avvio nei primi minuti, culminato con il palo di Dahoud al 6′ minuto, la squadra di Favre è sembrata incapace di continuare a mettere sotto pressione gli avversari, spietati nel banchettare sulle ferite del Dortmund e a trovare subito il vantaggio da angolo con Hummels, al suo primo goal in campionato. Da quel momento Reus e compagni hanno assistito impietriti al dominio bavarese, senza mai trovare la forza necessaria nemmeno ad opporre resistenza ad un passivo che andava appesantendosi sempre più.

La sensazione è che la gara di ieri sintetizzasse lo stato mentale del Borussia Dortmund, come se la grande cavalcata condotta da inizio stagione fino a ieri fosse rimasta incollata a quel palo di Dahoud, infrangendo con esso ogni speranza di vittoria finale. A sei giornate dal termine può ancora succedere di tutto ma difficilmente i bavaresi perderanno punti per strada e i giallo-neri non sono nelle condizioni migliori per proseguire questa splendida ma difficilissima rincorsa.

Lo stesso Favre al termine del match non è sembrato particolarmente positivo sul futuro prossimo, sottolineando la grande prestazione degli avversari ma anche la fragilità dei suoi ragazzi, spazzati troppo velocemente dal campo nella gara che valeva più di metà titolo:

“Questa è stata una lezione, una partita molto, molto difficile per noi. Il Bayern ha fatto molto meglio, giocava con molta più velocità. A partita finita è facile dire che non è stata una scelta giusta rinunciare a Mario Götze, ma non so se sarebbe stato meglio in altro modo. Volevamo dare profondità, sfortunatamente non ci siamo riusciti. Ora dobbiamo solamente concentrarci sulle prossime partite. Ma se scenderemo in campo come oggi sarà molto difficile, è chiaro”.

La parola d’ordine è dunque concentrazione. Sarà fondamentale per il Borussia rialzarsi già dal prossimo match interno con il Mainz, cercando di trovare conforto e sostegno nei propri tifosi, indispensabili in questo rush finale. Il fiore giallo-nero sta appassendo ma tenerlo in vita non è impossibile: è partita ufficialmente la caccia all’ultimo e decisivo spiraglio di luce.

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ESCLUSIVA – Ferretti, sindaco Rozzano: “Con l’Inter fermi da ottobre, deadline ad aprile”

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Giovanni Ferretti, sindaco di Rozzano - Inter

San Siro è tornata un’ipotesi concreta per il futuro di Inter e Milan. Dopo alcuni mesi nei quali l’uscita delle due squadre da Milano sembrava ormai destino già scritto, nelle ultime settimane si sono registrati incontri nei quali il sindaco Sala e i suoi funzionari hanno provato a convincere i dirigenti rossoneri e nerazzurri a rimanere nella Scala del Calcio. Alle squadre sono stati presentati progetti di ristrutturazione dello stadio ormai vetusto, anche se né Milan né Inter sembrano convinte della fattibilità della proposta.

Nessuna delle due squadre ha chiuso definitivamente la porta a San Siro, ma se per il Milan si parla insistentemente di San Donato – si è tenuta a fine gennaio una conferenza di presentazione del progetto – per l’Inter al momento tutto tace. I nerazzurri hanno individuato un terreno a Rozzano come ipotetica nuova casa, ma non si registrano novità sostanziali dalla fine del 2023. Per questo abbiamo intervistato il primo cittadino del comune milanese Giovanni Ferretti.

L’INTERVISTA

I più attenti noteranno che non si tratta della prima chiacchierata con il sindaco. Avevamo già intervistato Ferretti a metà ottobre, quando ci aveva detto di aver incontrato Antonello, AD Corporate dell’Inter, ad inizio mese. Siamo partiti da questo punto.

Sappiamo delle novità tra Inter, Milan e il comune di Milano. Lei ha avuto modo di parlare con i dirigenti dell’Inter in questi mesi?

No. Apprendo le novità sul tema stadio dai giornali. L’Inter non ci ha avvisato di nulla, siamo fermi all’incontro di ottobre. La prelazione sul terreno a cui è interessata l’Inter per lo stadio scadrà il 30 aprile e credo che quella data possa essere decisiva. Se non ci saranno novità, vorrà dire che Rozzano sarà abbandonata come idea per costruire lo stadio. Se ci dovesse essere una proroga o, come mi auguro, uno studio di fattibilità, allora vorrà dire che le intenzioni sono serie”.

In questo momento dunque l’ottimismo dei mesi scorsi è svanito?

“Non conosco i dettagli della proposta di Milano. Credo che giocare in uno stadio vuoto non sia l’obiettivo delle due squadre. Non credo sia facile ristrutturare lo stadio per due, se non tre stagioni, e consentire allo stesso momento al pubblico di accedervi. Credo che i lavori potranno garantire una presenza solo parziale di pubblico. A meno di garanzie importanti, credo che questa proposta debba essere riformulata“.

Ha un messaggio da lanciare all’Inter per spingerla ad approdare a Rozzano?

“I pro e i contro sul lasciare Milano devono essere valutati dalle due squadre. In tutta Europa la direzione è quella di avere uno stadio di proprietà, che garantisce indotti e fatturati importanti. Inter e Milan hanno manager capaci che sapranno fare la scelta migliore. Come ho già detto Rozzano non ha mai avuto uno stadio, quindi mal che vada si rimarrà come sempre, anche se io mi auguro che la scelta dell’Inter possa ricadere sulla nostra città“.

Si ringrazia Giovanni Ferretti per la grande disponibilità.

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Calcio Internazionale

Sirene tedesche per De Zerbi: è il piano B del Bayern Monaco

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Brighton De Zerbi

Roberto De Zerbi è tra i nomi più caldi in vista del molto probabile valzer di panchine che coinvolgerà le big europee la prossima estate. Il tecnico del Brighton, al momento settimo in Premier League, ha attirato su di sé le attenzioni di Liverpool e Barcellona, che al termine della stagione saluteranno rispettivamente Klopp e Xavi. Oltre ad una possibile permanenza in Premier o un trasferimento in Spagna, per De Zerbi potrebbe farsi strada la possibilità di un’esperienza in Bundesliga.

Come riportato da Sky Deutschland, infatti, il tecnico bresciano è finito nella rosa delle alternative come futuro allenatore del Bayern Monaco per il prossimo anno. Il Bayern infatti ha già annunciato che le strade tra il club e il tecnico Thomas Tuchel si separeranno al termine della stagione. L’obiettivo numero uno dei bavaresi resta Xabi Alonso, che con il suo Bayer Leverkusen sta volando verso la vittoria del campionato tedesco. Il Bayern sta comunque valutando anche dei piani B e C, nel caso in cui dovesse fallire l’assalto al tecnico spagnolo, e nelle analisi è rientrato anche De Zerbi.

Il tecnico 44enne ad oggi ha un contratto fino al 2026 con il Brighton. Gli inglesi non vorrebbero salutare colui che ha portato il club per la prima volta in Europa. Ed è per questo che sono pronti ad offrirgli un rinnovo di contratto. Al momento, però, le possibilità che De Zerbi resti sulla panchina dei Seagulls sembrano essere poche, viste le tante big interessate al suo profilo. Intanto, comunque, De Zerbi resta focalizzato sugli ultimi mesi di questa stagione che potrebbero regalare ancora gioie ai tifosi del Brighton. Il club inglese, infatti, oltre ad essere in lotta in campionato per un posto in Europa, è agli ottavi di Europa League, dove affronterà la Roma.

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Flash News

Moggi: “Allegri e Pioli criticati senza motivi. Vi dico dove potrebbe allenare Conte”

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Moggi

Luciano Moggi, ex dirigente sportivo di Roma, Lazio, Torino, Napoli e soprattutto Juventus, ha tracciato una panoramica sul campionato di Serie A, attraverso le pagine di Libero. Un commento che spazia dalle milanesi alla squadra bianconera di Torino, passando per il futuro di Antonio Conte, fino al Bologna di Thiago Motta.

INTER – “Quest’anno l’Inter sta emulando lo scorso campionato del Napoli. A differenza degli azzurri, vince giocando di squadra“.

MILAN E JUVE – “Entrambe le rivali dei nerazzurri sono super criticate dai media, in particolare i due allenatori. Quando il Milan non vince il ciclo di Pioli sembra sempre al capolinea. Peggio per Allegri, al quale ogni giorno viene chiesto di andarsene perché la squadra, secondo opinionisti e tifosi, vince giocando male, ma soprattutto perché avrebbe dovuto tenere il passo dell’Inter, non essendo impegnata nelle competizioni europee. Addirittura, circolano nomi di possibili sostituti di Allegri, nonostante sia secondo in classifica”.

ANTONIO CONTE, THIAGO MOTTA E NON SOLO – “Pioli potrebbe convincere i tifosi solo se dovesse vincere il campionato, cosa che ovviamente non può fare, e forse non sarebbe neanche sufficiente. Lodi sperticate invece per Thiago Motta: è uno dei mister più gettonati per un approdo su una big, anche Palladino e Gilardino. Si fanno poi mille congetture su Antonio Conte, che secondo noi potrebbe approdare al Bayern Monaco.

 

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Flash News

Fiorentina, quanta imprecisione: tre rigori consecutivi sbagliati

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Nico Gonzalez

Un dato che farà discutere, quello dei rigori della Fiorentina. Nel 2024 i viola ne hanno già falliti 4 tra campionato e Supercoppa. Sono 3 gli errori consecutivi dal dischetto per la Fiorentina che anche stasera contro la Lazio non è riuscita ad andare in rete dagli 11 metri. Nico Gonzalez, dopo aver sbagliato il rigore contro l’Inter, ha fallito nell’intento anche stasera. Oggi è stato il palo a fermare l’argentino. È un dato piuttosto triste quello dei rigori della Fiorentina. Sono ben 3 i rigoristi differenti negli ultimi 4 sbagliti nel 2024.

FIORENTINA E RIGORI NON VANNO D’ACCORDO: IL DATO

Al 6 di gennaio è arrivato l’errore di Bonaventura che fallì un rigore contro la Fiorentina. Partita poi persa per 1-0. In Supercoppa è stato pesantissimo l’errore di Ikone che sul 1-0 per il Napoli fallì dal dischetto a pochi minuti dalla fine del primo tempo. Il Napoli avrebbe poi vinto la partita per 3-0 accedendo alla finale della competizione, poi persa contro l’Inter. Il terzo errore è proprio contro i nerazzurri. Dagli 11 metri ci va Nico Gonzalez che con un rigore molto debole consegna la vittoria all’Inter. Sempre Nico Gonzalez ha sbagliato di nuovo anche stasera nel posticipo del lunedì sera contro la Lazio. Fortunatamente per lui, i viola sono riusciti a portare a casa i tre punti facendo pesare meno questo rigore sbagliato.

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