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Cristiano Ronaldo a 360°

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Numeri spaventosi, da fuoriclasse assoluto. Quando la posta in palio è altissima, Cristiano Ronaldo è un cannibale. Segna tre gol nella semifinale di Champions League contro l’Atletico Madrid, sale a quota 103 centri nella competizione e porta il suo Real a un passo dalla finale di Cardiff. Discutere “soltanto” di cifre potrebbe risultare banale, anche se sarà doveroso farlo: questi numeri, difatti, hanno il sapore di qualcosa di leggendario, innaturale, inimitabile. Noi amiamo soffermarci sui dettagli e scegliamo di scoprire ed ammirare la figura di Cristiano all’interno di una partita.

IMPECCABILE

Uno degli esempi positivi rispetto al cambio di posizione in campo di Cristiano Ronaldo è sicuramente stata la doppia sfida contro il Bayern Monaco. Gol, giocate e movimenti che hanno messo in crisi l’intera difesa bavarese. Difficile dire che il Bayern sia rimasto sorpreso del cambio tattico del portoghese, eppure Ronaldo ha fatto veramente ciò che ha voluto nell’area di rigore avversaria. Al netto dei torti arbitrali del sig. Kassai, ad aver eliminato la squadra di Ancelotti è stato proprio il portoghese, che tra il match d’andata e quello di ritorno ha collezionato ben 5 gol.

Copione che si ripete alla perfezione nella partita d’andata contro l’Atletico, forse anche meglio. Perché Ronaldo si mette anche a fare l’esterno e quando punta l’uomo lo salta con successo, allungando spesso la falcata e dando una mano a Marcelo in fase di ripiegamento. Tutto ciò ci mostra che gli anni passano, ma che Mr. 4 palloni d’oro  trova sempre un percorso da seguire per risultare il migliore, anche facendosi in 4 per aiutare i suoi difensori, oltre a finalizzare ogni palla sfiorata. Poi, come se tutto fosse scontato, avverte sempre il bisogno di ringraziare chi gli confeziona l’assist o la giocata che porta al goal, festeggiandovi assieme. L’essenza di Cristiano Ronaldo è proprio questa; afferra il Real Madrid per mano e lo trascina ad un passo più vicino verso un’altra finale. Perché quando il fuoriclasse ex-Manchester United decide di vincere, chi si interpone tra di lui ed il suo obiettivo rimane, spesso, schiacciato.

Cristiano celebra il compagno Lucas Vazquez, che gli ha appena offerto l’assist del 3-0

CAMBIAMENTI

Soffermandoci sul nuovo stile di gioco del 32enne, chiaramente, andiamo ad intuire che mantenere la continuità mostruosa ottenuta giocando da attaccante esterno e segnando un elevato numero di goal – come accadeva qualche anno fa – è ardua da perseguire. Così, nell’ultima stagione, abbiamo visto una vera e propria trasformazione nel modo di giocare di CR7.

Cristiano, di ritorno dall’ennesimo infortunio al ginocchio sinistro, ha infatti optato per un cambio di posizione, passando da attaccante esterno a punta centrale con il beneplacito di Zidane. Si tratta di  una metamorfosi che racchiude tanti aspetti positivi sulla partecipazione del portoghese alla manovra offensiva merengues, ma che nasconde anche tante problematiche rispetto all’intesa che si è venuta a creare con la BBC; come, ad esempio, il ruolo sacrificato di Karim Benzema che spesso e volentieri è costretto ad allargarsi ricoprendo il ruolo di esterno sinistro.

Un cambio utile, soprattutto quando Ronaldo è in giornata, dove la sua tecnica, il suo intuito, la sua fame di gol e il suo senso della posizione fanno sì che possa essere devastante con poche palle gol a partita.

Conclusioni a partita (media) nei 5 grandi campionati:

Giocatore Conclusioni a partita*
1. Cristiano RONALDO (Real Madrid) 5,8
2. Lionel MESSI (Barcellona) 5,2
3. Edin DŽEKO (Roma) 4,7
4. Sergio AGÜERO (Manchester City) 4,6
5. Zlatan IBRAHIMOVIĆ (Manchester United) 4,1
5. Robert LEWANDOWSKI (Bayern) 4,1

 

NONOSTANTE TUTTO

È il minuto 24′ di Real Madrid – Real Sociedad quando Cristiano Ronaldo prova una giocata spettacolare nella trequarti avversaria, e parte qualche fischio. Da lì in avanti – a prescindere da prestazioni e goal – molto spesso si verifica che a qualche piccolo episodio sfortunato, Cristiano inizia ad esser fischiato, poi applaudito, poi fischiato ancora.

Già, nel suo Bernabeu c’è stato qualcuno che ha avuto il coraggio di farlo. Non capiterà più, viene da pensare, dopo l’ennesima dimostrazione di strapotere fornita all’interno delle gare più importanti della stagione. Il conteggio cumulativo – proprio grazie a quelle reti – sale a 400 gol con la maglia del Real Madrid, 10 dei quali in questa edizione della Champions, otto dei quali tra i quarti contro il Bayern e nel derby.

Ronaldo, però, quei fischi ricevuti dalla sua gente negli ultimi mesi non li hai mai digeriti. E così l’ennesima tripletta, una delle più importanti della sua carriera super, è stata l’occasione per togliersi qualche sassolino con un’esultanza inequivocabile. Ha mimato un fischio, ha fatto “no, no” con la mano rivolto agli spalti e poi ha sfoggiato un bel sorriso. «Io do sempre tutto per questa maglia», ha poi spiegato.

Un caso molto simile, proprio in “casablanca” successe anche a Zinedine Zidane, che qualche mese fa ha spiegato di non capire questo scetticismo del Bernabeu verso un giocatore come lui; tuttavia, ha aggiunto che comunque era convinto del fatto che tali fischi si sarebbero placati, proprio come successe con lui, che rispose sul campo con grandi prestazioni e goal decisivi.

ESEMPIO DI VITA

Con ogni probabilità tutto nasce dal suo stile di vita, dalla sua famiglia e dalle persone a lui molto care. Perché all’interno del campo lui agisce come ha sempre fatto nella quotidianità, comportandosi da vera e propria figura fondamentale, decisiva, da punto di riferimento. Perché Cristiano è anche e soprattutto questo; la forza nei confronti della mamma, del fratello, una presenza paterna per il piccolo Cristiano Junior e l’affiatamento e rispetto per il procuratore Mendes. Colui che viene considerato a metà tra il fratello maggiore e il papà che si prende cura di lui, che lo porta a migliorare, che gli permette di andare avanti.

Ecco cos’ha detto in un discorso a tavola con lui, tratto dal film di Cristiano Ronaldo:

“Lui? Lui è il mio figlio speciale. Non servono tante parole perché lui lo sa già. Sono ossessionato da lui ogni giorno. Ma se lo merita. Io continuo per te ogni giorno. Sono orgoglioso di poter lottare per te ogni giorno. Te lo meriti. Perché vali molto più di quello che io potrei fare per te! Vali tanto che potrei fare il doppio di quanto faccio, e non sarà mai abbastanza per essere al tuo livello. Le tue capacità e le tue qualità, sia umane che sportive, sei un mostro! Il migliore, lo dico sinceramente. Il migliore sportivo al mondo. E sono orgoglioso di averlo qui al mio fianco perché e qualcosa di davvero straordinario”.

Cr7 ed il suo potente procuratore, Jorge Mendes

Eppure, nonostante ciò, Cristiano viene visto da sempre come il ragazzo presuntuoso, spavaldo, pronto a fare di tutto per attirare l’attenzione su sé stesso. Sono tanti a cui la sua appariscenza non va particolarmente a genio. E, seppure Cristiano sia ben cambiato da allora, è rimasto agli occhi di parecchia gente come “l’esterno tutto finte e dribbling” dei primi mesi a Manchester.

Probabilmente è ancora detestato perché così tremendamente decisivo ed abile, e lo dimostra giorno dopo giorno. Cristiano Ronaldo, infatti, non è solo un esempio fuori dal campo, con grande correttezza e sportività, CR7 è verosimilmente l’esempio vivente che nella vita se ci credi, se dai tutto, se lavori con passione e sacrifico, senza mai mollare, ottieni risultati straordinari.

Obrigado, Cris!

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Flash News

Verso Turris-Avellino: Rastelli recupera Aya

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Turris Avellino

In casa Avellino, continua la preparazione verso il match contro la Turris in programma domenica alle 17:30. Gli irpini, dopo il pareggio casalingo contro la Juve Stabia, sono obbligati a vincere per sperare ancora nei playoff.

Il tecnico Massimo Rastelli però, dovrà ancora far fronte alla situazione infortunati. Aya ha recuperato definitivamente ed è tornato ad allenarsi in gruppo ma è l’unica nota positiva. Dall’Oglio e Di Gaudio infatti, stanno ancora smaltendo i fastidi lavorando a parte. Così come Ricciardi e Micovschi, che stanno continuando il programma di recupero prima del reintegro.

L’Avellino ha disperato bisogno di trovare punti lontano dal Partenio Lombardi. Il rendimento esterno, sino ad ora, è stato disastroso. Soltanto 4 punti conquistati in 8 uscite, frutto del pareggio contro il Foggia e della vittoria di Francavilla, alla prima in panchina di Rastelli.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

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ESCLUSIVA – Luca Toselli sulla Juve: “Giusto confermare Allegri”

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Juventus

La Juventus sta attraversando uno dei periodi di maggior difficoltà della sua storia. Risultati che faticano ad arrivare e dimissioni improvvise di tutto il C.D.A., situazioni che non fanno passare nottate tranquille ai tifosi bianconeri. In esclusiva per Numero Diez la voce di Luca Toselli, influencer grande esperto e tifoso della Vecchia Signora seguito da centinaia di migliaia di persone sui propri account social. Di seguito l’intervista.

L’ERA ANDREA AGNELLI

Nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane e cinque Coppe Italia, questi i successi della Juventus nei dodici anni di gestione Andrea Agnelli. Quali parole ti senti di rivolgere nei confronti dell’operato dell’ormai ex presidente?

“Un ringraziamento per gli anni che ci sono stati di vittorie e successi nonostante gli ultimi non siano andati bene. Probabilmente la presidenza di Andrea Agnelli era ormai giunta al termine. Il fatto che si sia arrivati alla divisione per altre cause è un dispiacere ma probabilmente ci stava dopo dodici anni un cambio in cima alla piramide della Juventus”.

LE PREOCCUPAZIONI DEL MOMENTO

Da tifoso che sente la maglia bianconera come una seconda pelle, quali sensazioni stai provando in questo periodo così delicato?

“Confusione e sorpresa. Non mi spaventa il fatto di avere un presidente, bensì la dinamica e le tempistiche nel quale è avvenuto questo cambiamento. Vista dalla nostra prospettiva viviamo questo avvenimento in modo confusionario e, come un qualcosa in continua evoluzione”.

LE POSSIBILI NUOVE FIGURE DIRIGENZIALI

Prima Del Piero poi Trezeguet: due leggende del club che si sono proposte di tornare per aiutare la loro vecchia squadra. Pensi che potrebbero contribuire alla rinascita del club?

“Vedo molto più adatto Del Piero a livello dirigenziale, Trezeguet penso sia maggiormente un uomo da campo. È ovvio che due figure del genere che nel momento più buio della storia bianconera hanno deciso di scendere all’inferno con la Vecchia Signora è un qualcosa che non può fare altro che piacere”.

IL RUOLO DI MASSIMILIANO ALLEGRI

L’unico mai messo in discussione in questi giorni così intensi è stato Massimiliano Allegri. Si è parlato di possibili dimissioni non accettate, condividi la scelta di tenere il tecnico o avresti optato per un altro profilo?

“Riguardo Allegri penso sia un discorso in continua evoluzione. In caso di dimissioni di Agnelli per un nuovo progetto tecnico avrei capito un immediato cambio in panchina ma, in questa situazione di confusione, cambiare anche l’allenatore sarebbe stato un problema per i giocatori. Allegri dovrà tenere il ruolo di collante in questo momento così delicato”.

LA POSSIBILE REAZIONE IN CAMPO DELLA SQUADRA

In conclusione, come credi possa reagire la squadra sul lato sportivo al rientro dalla sosta? Riusciranno i ragazzi a gestire il peso di giocare in queste condizioni?

“Questa è la mia più grande paura. Sicuramente il momento non è felice e, qualcuno, potrebbe avere delle preoccupazioni a livello di campo. Sappiamo tutti benissimo che all’interno del rettangolo verde di gioco la testa conta tanto e, tutta questa situazione extra-campo, potrebbe provocare dei malumori”.

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Calcio Internazionale

Barcellona, interesse per Onana: le ultime

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Onana

Il Barcellona, nonostante i problemi riguardo alla liquidità, agirà sul mercato di gennaio: sono infatti tanti i nomi di Inter e Milan e che piacciono al club blaugrana.

BARCELLONA-MILANO: ASSE CALDO

Al Barcellona piacciono tanti nomi dell’Inter: si comincia da Lautaro e Skriniar concludendo con Brozovic. Ma non si ferma qui, infatti passando all’altra parte di Milano piacciono molto sia Rafael Leao, che Bennacer.

Secondo Tuttosport, però, l’obiettivo principale del Barcellona per gennaio è un portiere che faccia da vice a Ter Stegen: tutti gli indizi portano ad Onana. L’ex Ajax è un obiettivo concreto dei blaugrana, che stanno preparando un piano per sferrare l’attacco finale a gennaio.

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Calcio Internazionale

Tata Martino non è più il CT del Messico: le ultime

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Messico

Nonostante la vittoria del Messico ieri sera, ormai l’esperienza di Gerardo Martino sulla panchina della Nazionale Messicana sta per volgere al termine. Decisiva sembra essere stata infatti la non qualificazione agli ottavi di fiamme dei Mondiali in Qatar.

MESSICO-TATA MARTINO: È FINITA

Lo ha confermato lo stesso Tata Martino ieri sera dopo la partita con l’Arabia Saudita:

Dovrò trovarmi un altro futuro, la mia esperienza sulla panchina del Messico è terminata quando l’arbitro ha fatto il triplice fischio. Il mio contratto con la Nazionale termina qua”.

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