C’è chi forse la brama ancora e chi, invece, forse comincia a sentirla un po’ stretta. Sono i sentimenti che animano le carriere di Paulo Dybala e Cristiano Ronaldo. Due campioni che stanno vivendo due momenti cruciali e ugualmente delicati della loro avventura nel club campione d’Italia in carica. L’albiceleste è reduce da una serie di infortuni anche abbastanza seri e da una situazione contrattuale all’apparenza complicata da risolvere. L’ex stella del Real Madrid è stato autore di una grande stagione sin qui da un punto di vista personale, senz’altro da quando veste la maglia della Juventus. Una maglia di cui probabilmente si è stufato e che, in un periodo difficile, potrebbe tornare a vedere di buon occhio solo in compagnia del diez. Per formare di nuovamente il duo Cristiano Ronaldo-Dybala, la coppia che scoppia.

“ANDREA, LIBERATI DEL PESO TECNICO DI CRISTIANO”

Cristiano Ronaldo e Dybala celebrano il goal contro il Frosinone con la Dybala mask

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Agnelli ed Allegri a colloquio

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Ma il duo Cristiano Ronaldo-Dybala, la coppia che scoppia, è visto bene? La risposta sembra paradossale, ma è negativa. Il mancato placet tattico, impartito da Massimiliano Allegri, è netto e racchiude due cose, legate fra loro: la fine della sua esperienza sulla panchina bianconera e l’essenza di un pensiero ancora più profondo, rivelato ad Agnelli; il fenomeno di Funchal blocca la crescita del progetto tecnico, in generale. Dell’argentino, in particolare. La stagione 2018-2019 incorona il numero 7 a Re Sole della manovra finalizzatrice bianconera. Per poter godere della sua balistica letale, bisogna giocare con un riferimento boa in attacco. Identikit rintracciato più nell’imponenza fisica e nel senso tattico-agonistico di Mandzukic che nella spaziatura più dispersiva ma più qualitativa dell’argentino. Nel 4-3-3 per lui c’è spazio solo nell’inedito ruolo di ala destra, a fungere da raccordo con il centrocampo. L’etichetta di tuttocampista diviene presto solida realtà. In una sola mossa, seppur forzata, si dissolve un triennio precedente da 68 goal.

LA FINALIZZAZIONE DEL 7 E LA REGIA DEL 10

La prima proposizione della coppia che scoppia in rosa e in reparto è assolutamente deludente. L’elastico, che deve curare minuziosamente in estensione tra le due zone di campo, lo riscopre più regista offensivo con una limitata licenza per colpire. Su 42 gettoni spesi in gare ufficiali, 10 sono le realizzazioni che portano la sua griffe. La metà di queste arrivano in campionato, le altre 5 danno prestigio alla propria Champions League. La differenza con il più illustre compagno è abissale: Cristiano ne segna 18 in più, di cui 21 in Serie A, 6 nella massima rassegna continentale e 1 in Supercoppa Italiana. Ma per tutto c’è una logica, che, nella fattispecie, dipende da questi dati: secondo quanto appreso da WhoScored.com, il classe 1985 presenta un indice di tiri in porta a partita, che oscilla tra il 5.3 (Serie A) e il 5.7 (Champions League). Il nativo di Laguna Larga conclude molto di meno, ma dimostra, in proporzione, di saper legare il gioco: il suo score statistico ci dice che inquadra il bersaglio secondo un valore assestante sul 2.2 (Serie A) e 2.3 (Champions League); la rifinitura dell’azione gli consente di essere più determinante nel Bel Paese (1.7) che in ambito internazionale (0.8). Proiezioni che si materializzano con 4 assist complessivi.

LONTANI MA VICINI

Un sorridente Sarri si rivolge al gruppo in una seduta d'allenamento

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Cristiano Ronaldo-Dybala si abbracciano dopo un goal

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I numeri, appena snocciolati, producono un’ulteriore scudetto, l’8° consecutivo. E una certezza di stampo allegriano: i due non possono coesistere in un tandem d’assalto che si rispetti; il predetto pensiero non trova sponda in Maurizio Sarri. Si passa dal 4-3-3 al 4-3-1-2. Dybala torna a giocare in posizione avanzata, vincendo spesso il ballottaggio con Higuaín. Certo, privarsi per scelta di una punta di peso costituisce uno svantaggio sulla carta. Che l’ex allenatore del Napoli cerca di annullare con l’inserimento per vie centrali delle mezze ali e del trequartista. Le loro transazioni senza palla allertano i difendenti, che, preoccupati nello scappare all’indietro, lasciano spazi per la conduzione a convergere dei due. Ronaldo dall’out mancino e Dybala proveniente dal settore di destra hanno quindi libertà di essere protagonisti della partita: il primo lo fa per suo tornaconto; le sue 31 “sinfonie” (35 totali) , suonate nello scorso campionato, stanno lì a celebrare il modo in cui sfrutta più del dovuto le chance che gli capitano: gli expected goals, fornitici da understat.co, il portoghese ha un valore xG di 29.43. Ciò vuol dire che ha un credito con la rete di -1.57. E un senso della condivisione della gioia molto ridotto rispetto alla Joya: il classe 1993 trasforma in oro ciò che gli rimane a disposizione. 11 goal per lui (15 in tutto), ma iscrive meno alla voce degli assist rispetto a quanto meriti: delle 6 sulle 8 giocate indirette vincenti, da lui propiziate, ha un debito di xA, che si aggira sul +1.19. Dati da 9° tricolore di seguito.

CONSIDERAZIONI FINALI

Questi fattori producono sicuramente due conclusioni: Ronaldo è il cannibale della rete. Dybala potrebbe esserlo, ma non lo è più come prima del suo avvento; adesso lui utilizza il proprio bagaglio tecnico per lavorare più per la squadra, più per Ronaldo. Più per esaltare il noi che l’io e dare logica ad una partnership in cui la logica principale sta nel dare tanto, ricevendo poco. Più per far funzionare la Cristiano Ronaldo-Dybala, la coppia che scoppia.

(Fonte immagine di copertina: profilo Instagram @Cristiano)