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Croazia-Grecia non è una vacanza

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Croazia-Grecia non è una vacanza

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Team Numero Diez

Sembra una meta vacanziera di una crociera perfetta, un viaggio che da Spalato e le azzurre coste croate giunge fino ai monoliti storici e alle bianche spiagge greche. Invece, pur non essendo una guerra, la sfida play-off fra Croazia e Grecia riserba un gran potenziale calcisticamente bellico, in cui tenacia e muscoli sono i requisiti minimi per non arrivare sprovvisti all’incontro. Le situazioni di entrambe le fazioni sono alquanto diverse e i destini, inevitabilmente, prenderanno strade separate: impegno e gloria per chi vincerà il doppio confronto, rassegnazione e pianti per chi rimarrà fuori. Croazia-Grecia si svolgerà in due atti teatrali parecchio cruenti in cui tuttavia non ci sarà l’en plein di attori previsti dalla carta della spettacolarità, perché entrambe le selezioni hanno degli indisponibili pesanti e costretti al forfait, se si vuole l’unico neo di una spettacolarità alquanto annunciata. Da un certo punto di vista questo rende il principio della gara ancora più eroico e imprevedibile, un finale tutto da scrivere in cui, oggettivamente, si intravedono comunque dei favoriti. Nel calcolo delle probabilità la Croazia sembra essere la maggior accreditata a potersi sedere a dicembre all’estrazione dei gironi russi a Mosca nonostante la tranquillità dello spogliatoio non sia così placida e conservata a causa del recente cambio di allenatore; dal canto suo, la Grecia deve ovviare a questo sfavore iniziale che non fa altro che far ribollire il sangue di un popolo, quello ellenico, costretto da tempo a soffrire difficili e poco calcistiche questioni politiche. Due Paesi e due popoli dal passato ruvido e drammatico, una storia mondiale che pende più dei greci e uno sviluppo economico-sociale in favore dei croati: Grecia-Croazia, come tutto il mondo del calcio, non può essere solo un confronto sportivo.

LA GRECIA

Il diario di bordo della spedizione greca verso Russia 2018 rischia seriamente di fermarsi domenica 12 novembre ad Atene: l’avversario balcanico è un nemico barbaro e feroce, una squadra che oltre a un complessivo gruppo di ottimi giocatori negli anni ha anche aggiunto personalità globalmente eccellenti. La sfida per il tecnico tedesco Michael Skibbe si è inasprita col fatto che dopo aver raggiunto l’inevitabile secondo posto nel girone è capitata ai play-off una squadra troppo difficile da affrontare. Il calcio non vive certo di scienza, ma se si dovesse puntare un dollaro su una vincitrice, in pochi scommetterebbero sull’impresa greca. Impossibile parlare di filosofia e storia: la Grecia ha bisogno contro la Croazia di pragmatismo e fortuna, di forza fisica e concentrazione. La nazionale di Atene deve necessariamente e sfortunatamente annoverare tra le sue assenze la più soffribile di tutte, tale il forfait di Kostantinos Manolas della Roma fermo ai box dopo l’infortunio procuratosi contro il Napoli; quindi spazio ai big names che il passaporto greco offre: Mītroglou del Marsiglia, Samaris del Benfica, Papasthathopoulos del Borussia Dortmund, Papadopoulos dell’Amburgo, Fortounis dell’Olympiacos. Un organico solido ed esperto, una selezione che non permette l’ingresso a troppi giocatori giovani, se non validamente affermati all’estero. L’attaccante del Marsiglia Mitroglou è l’ottavo marcatore della storia greca e fra tutti, escluso Manolas, è il giocatore greco più riconosciuto sul piano internazionale. Skibbe lo ha posto come membro essenziale del reparto offensivo ellenico in un 4-4-1-1 già adottato dal selezionatore tedesco contro la corazzata Belgio: il modulo che verrà proposto venerdì potrebbe essere lo stesso utilizzato contro De Bruyne e compagni nel match più ostico di tutto il girone. In difesa, con la forzata assenza di Manolas, spazio a Sokratis-Papadopoulos al centro, una coppia “tedesca” con i due difensori avversari ogni anno in Bundesliga. Il problema per la Grecia sarà il primo match in Croazia, quello di venerdì, dove a Zagabria, sul campo della Dinamo, il tifo cruento e focoso dei locali sarà il dodicesimo uomo di una squadra che già di per se sembra insormontabile. L’obiettivo per la formazione ellenica è di tornare ad Atene con le ossa non troppo rotte per poi giocarsi in casa la qualificazione nell’altrettanto asfissiante tifo ateniese. Il fattore campo, almeno, riescono a pareggiarlo.

https://www.youtube.com/watch?v=JYD1zYFXesM

CROAZIA

L’ultima volta che la Croazia non è andata ai Mondiali è stato nell’edizione 2010, quella di Sudafrica in cui vinse la Spagna; per il resto i biancorossi dei Balcani si sono sempre qualificati ai gironi – tra l’altro senza sfigurare – e quest’anno la possibilità di “ripetere la storia” è molto vicina. Una Nazionale composta da top player pijatutto come Luka Modric, Ivan Rakitic, Mario Mandzukick: una troupe di attori abituati a sfilare a Hollywood e che adesso sono chiamati a dimostrarsi in maniera assoluta per quello che sono. Non che ce ne sia troppo bisogno, ma a dargli una mano ci saranno Perisic dell’Inter, Subasic del Monaco, il milanista Kalinic, il fiorentino Badelj (a rischio) e il centrale del Liverpool Dejan Lovren. La Croazia è una squadra che, paragonata a un club, può dirsi molto completa visti i tanti giocatori di livello internazionale in organico e uno spartito gruppo di giovani super tecnici definitivamente in rampa di lancio come Rog, Pasalic o Caleta-car, un futuro roseo e incline alla vittoria qualora prosperassero nel modo giusto. Il vero e unico problema della squadra croata è la questione relativa al recente cambio in panchina dei biancorossi, costretti all’esonero di Calic dopo il deludente 1-1 in casa della Finlandia che aveva seriamente compromesso la possibile qualificazione a Russia 2018. Ad oggi il ct si chiama Zeltko Dagic ed è stato per tutto questo tempo l’allenatore dell’Al-Ain a Dubai: un tecnico che è stato a sua volta importante nell’economia della nazionale croata da giocatore ma che adesso, nei panni di tecnico, deve dimostrare tutto il suo valore. Per Dagic il doppio confronto con i greci saranno la seconda e terza partita sulla panchina della sua Nazionale visto che l’esordio era avvenuto in ottobre contro l’Ucraina a Kiev, match vinto per due reti a zero. La partita contro gli Ucraini è stato l’atto finale di un girone troppo sofferto dai balcanici che avrebbero dovuto fare molto di più, e proprio per questo Cacic ha pagato con il licenziamento. Un gruppo di qualificazione in cui oltre alla Croazia si distinguevano per valore solo la post-Europeo Islanda e la mina vagante Ucraina. Per ora la sfida si chiama Grecia e l’avversario, per quanto ostico si voglia montare, non arriva comunque ai livelli della nazionale croata, una selezione che se approdasse ai Mondiali potrebbe essere seriamente un problema per le sue avversarie: per il panzer croato l’opposizione ellenica non può e non deve essere un problema. Il rischio di una debacle c’è perchè, come per gli avversari greci, il pallone è rotondo.

 

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Bundesliga

Kane e Luka Romero da urlo, Dionisi verso l’addio – Rassegna social

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Punto d’informazione, di impressioni e passioni condivise, i social network oggi più che mai raccontano le emozioni dei tifosi. Numero Diez vi presenta la rassegna dedicata ai più importanti messaggi della giornata di ieri.

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Flash News

Cioffi: “Partita più brutta della mia gestione, Samardzic si assuma delle responsabilità”

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cioffi inter udinese verona

Il Genoa si è imposto per 2-0 sull’Udinese nell’anticipo della 26′ giornata. Dopo la partita il tecnico bianconero Gabriele Cioffi è apparso molto amareggiato ai microfoni di DAZN.

LE PAROLE DI CIOFFI 

SUGLI EPISODI – “Parliamo di calcio, quelle sono scelte arbitrali. Sono episodi che condizionano le partite, l’ammonizione di Lautaro dopo un minuto, ma andiamo avanti. Abbiamo fatto una partita sottotono, equilibrati, ma poco coraggiosi e poco aggressivi, pochi duelli. Paradossalmente siamo stati più aggressivi in dieci nel secondo tempo che nel primo tempo”.

COSA MANCA? – “Noi sappiamo la posizione di classifica. Abbiamo riempito poco e girato poco con i tre dietro, non abbiamo trovato le mezzali e alzato i quinti senza creare superiorità, è la peggior partita sotto la mia gestione. Bisogna ripartire con coraggio, la squadra è viva e non rispecchia la posizione che ha. Dobbiamo dimostrare che non meritiamo questa classifica”.

SU SAMARDZIC Samardzic deve assumersi le responsabilità, perché le partite di sacrificio le ha fatte. Oggi sgomitava e non accettava la situazione della squadra e non è facile prenderla in mano quando più di un giocatore non è al suo massimo. Ne dovevo cambiare quattro, ne ho cambiato uno subito per dare un segnale. Bisogna guardare al buono che abbiamo fatto e chiudiamo il brutto capitolo di oggi”.

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Gilardino: “Abbiamo fatto una buona gara, Retegui bomber vero”

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Gilardino

Le parole di Alberto Gilardino dopo Genoa-Udinese, terminata 2-0. Grande soddisfazione per il tecnico rossoblu, che a DAZN esprime tutta la sua soddisfazione per la gara di oggi, lodando Retegui e, in generale, tutto il gruppo genoano.

PRESTAZIONE – “Sono felice per la prestazione, l’atteggiamento della squadra e sapevamo che non era una partita così semplice perché l’Udinese è una squadra strutturata. Abbiamo avuto la pazienza, la calma di riuscire a creare i presupposti per fargli male. Nella prima parte sembrava che stavamo addormentando la sfida ma stavamo scardinando la loro difesa, abbiamo preso parecchi calci d’angolo e poi l’abbiamo sbloccata. Abbiamo fatto una buona gara, abbiamo anche avuto il coraggio di andare a fare il secondo e per poco non facevamo anche il terzo“.

RETEGUI – “Se in queste condizioni fisiche e mentali è un giocatore forte, ha un margine di miglioramento importante. Vive da vero bomber l’area di rigore, ha margini di miglioramento nella manovra, nel primo passaggio ma dentro l’area di rigore sente la porta e deve solo continuare a lavorare ed avere fame di migliorarsi. Da qui alla fine deve essere un crescendo per lui“.

SODDISFAZIONI – “Sicuramente essere riusciti a creare questo legame forte con la nostre gente, merito dei ragazzi in campo. Credo di inculcare una mentalità alla squadra e la volontà di migliorarsi di ogni singolo giocatore. Li tengo tutti sul pezzo e tutti concentrati, ci penso giorno e notte perché ho giocatori importanti che spesso devo lasciare fuori e questo a volte non è semplice perché sono legato a loro non solo tecnicamente ma anche umanamente. Però lo devo fare per il bene della squadra, mi devo prendere queste responsabilità“.

SALVEZZA – “Ho detto ieri che ci servono 42 punti, dobbiamo fare uno step superiore e dobbiamo pensare a lavorare perché adesso arrivano partite come Inter, Monza e Juventus. Festeggiamo dopo questa vittoria, gli lascio qualche giorno libero però dobbiamo tenere sempre la mentalità alta e la voglia di superare ogni tipo di situazione con la perseveranza“.

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Balzaretti non ci sta: “Il gol di Lucca è un contrasto, così non si può giocare”

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Federico Balzaretti, Udinese - Serie A

In serata l’Udinese non è riuscita strappare punti al Ferraris contro il Genoa, che si è imposto 2-0. Dopo la gara il direttore sportivo dei bianconeri Federico Balzaretti è intervenuto ai microfoni di DAZN per commentare il match, ma anche l’episodio della rete annullata a Lucca.

LE PAROLE DI BALZARETTI

SUL GOL ANNULLATO A LUCCA – “È gol tutta la vita perché è un contrasto. Se questo non è gol non si può più giocare perché vanno tutti e due sul pallone e non è più calcio. Può aver toccato anche De Winter ma questo è il calcio e ci sono i contrasti, ci si tocca e ci si sfiora altrimenti va fischiato tutto. Anche a Napoli è stato dato un rigore per un tocco di Ebosele. Nelle altre nazioni ci ridono dietro, questo è un contrasto punto. Il VAR in Inghilterra interviene una volta a partita, qui tre”.

SULLA DINAMICA – “Nella dinamica vanno entrambi sul pallone. Bisognerebbe lasciar proseguire, perché altrimenti fischiamo 50 falli a partita. Rispetto le opinioni perché è un episodio borderline. Per me la dinamica di campo è molto importante e dal campo non sembrava fallo. Con la lente d’ingrandimento si vede tutto, ma questo è un contrasto e non ci può essere contrasto senza contatto. Oggi è molto difficile giocare in area di rigore, non si può, è sempre fallo”.

SULLA CLASSIFICA – “Noi dobbiamo salvarci, c’è da lavorare e stare in trincea. Lo sappiamo e non ci spaventa il fatto che dobbiamo lottare fino alla fine. Ora testa alla Salernitana, una gara da battaglia vera. Dobbiamo proseguire migliorando perché stiamo faticando nella reazione all’errore perché all’episodio negativo non riusciamo a reagire. Per salvarci serve la lotta continua e restare in partita. Dobbiamo migliorare su questo”.

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