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Cuore cileno

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Vidal serie a getty

Abbiamo fatto tutto il possibile, non abbiamo nulla da rimproverarci. Abbiamo corso fino all’ultimo pallone e non abbiamo rimpianti. Ora è importante vincere e portare a casa questa finale, ma quello che conta di più è che rimaniamo uniti, come lo siamo stati fino ad adesso. Pase lo que pase, succeda quel che succeda, comunque vada a finire siamo consapevoli della forza di questo gruppo. Se un compagno dovesse sbagliare, stiamogli vicino, un errore può capitare a tutti, ma non sarà questo ad intaccare la nostra forza.

È stato più o meno questo il discorso che Vidal ha fatto ai suoi compagni della Nazionale prima dei rigori contro il Portogallo, in semifinale di Confederations Cup.

Poi, da buon capitano, Vidal è andato a battere il primo rigore. Si è preso la squadra sulle spalle e l’ha portata meritatamente in finale, dopo una partita che il Cile avrebbe potuto vincere senza nemmeno passare dai rigori, considerate le numerose occasioni avute e l’incredibile errore arbitrale (e della VAR) durante il secondo tempo supplementare.

TUTTO IN UN DISCORSO

Nel discorso di Vidal c’è l’essenza di questa squadra. Una squadra che negli ultimi anni ha saputo stupire, vincendo due volte di fila la Copa America, e sfiorando l’impresa di eliminare il Brasile ai Mondiali del 2014.

Nel discorso di Vidal c’è innanzitutto la considerazione del gruppo come vera forza della squadra, la consapevolezza che quando si gioca in Nazionale si rappresenti un Paese intero, e che quindi la garra e l’unità del collettivo siano qualità fondamentali.

C’è inoltre anche la voglia di iniziare ad ottenere risultati a livello mondiale, e non solo all’interno del proprio Continente. La Confederations conta poco è vero, ma la fame di vittoria conta molto, e un ipotetico successo nel torneo delle Confederazioni sarebbe un ottimo biglietto da visita per il Mondiale dell’anno prossimo.
Una vittoria che rafforzerebbe ancora di più l’unità e la passione di questa Nazionale, che è consapevole del valore tecnico elevato di questa generazione e che, quindi, vuole continuare a sfruttarlo.

16 GIUGNO 2010

Questa data può essere considerata come il giorno della rinascita della Nazionale cilena. Ai Mondiali in Sudafrica il Cile sconfisse l’Honduras per 1-0, tornando al successo in una fase finale della Coppa del Mondo dopo 48 anni. Il Brasile eliminò il Cile negli ottavi, con un netto 3-0. Qualcosa, però, era cambiato: la squadra aveva disputato un ottimo Mondiale, inoltre iniziavano a farsi conoscere nel panorama internazionale calciatori che di lì a poco avrebbero trascinato la squadra a successi importanti (Bravo, Isla, Medel, Sanchez, Valdivia, Beausejour).

Jorge-Valdivia

Jorge Valdivia, Creazione di N10 ©.

Il triennio d’oro però iniziò con il Mondiale del 2014, in Brasile. Il Cile riuscì a superare un girone di ferro, eliminando i Campioni del Mondo della Spagna. Agli ottavi, la traversa di Pinilla al 120’, e la successiva sconfitta ai rigori contro il Brasile padrone di casa sono ormai storia. Il Cile aveva confermato il suo periodo di crescita, disputando un torneo al di sopra delle aspettative. I due trionfi consecutivi in Copa America nel 2015 (in casa) e nel 2016 (Copa America del Centenario, negli USA) sono arrivati dunque alla fine di un percorso di crescita continua, e dopo due finali vinte sempre contro l’Argentina, non una squadra qualunque.

Un gruppo che si è saputo guadagnare con pazienza i propri trionfi e, come detto prima, ha saputo sfruttare un valore tecnico non indifferente.

DUE CHE HANNO LASCIATO IL SEGNO

Il cuore, la garra, il sentimento d’appartenenza, ma anche tanto talento, modellato da ottimi allenatori. Due in particolare, che hanno lasciato il segno su un gruppo che negli ultimi sei/sette anni ruota sempre attorno allo stesso nucleo di giocatori. Bielsa e Sampaoli, che hanno saputo dare spregiudicatezza alla squadra ma anche ordine tattico, consapevolezza della propria forza ma tanta umiltà. Due allenatori votati all’attacco, che hanno saputo mettere le basi per un gioco corale, fatto di velocità, ripartenze e rapide verticalizzazioni. Due che hanno saputo sfruttare al meglio il talento emergente di una generazione di calciatori. Di mezzo, l’esperienza fallimentare di quasi due anni di Claudio Borghi.

Tanti talenti, molti dei quali emigrati in Europa. Quasi tutti, eccetto forse il più talentuoso degli ultimi anni: un diez puro, Jorge Valdivia. Gli altri invece che si sono resi protagonisti nei migliori campionati europei: Bravo, Vidal, Sanchez, Vargas, ma anche Isla, Pinilla, Mati Fernandez, Beausejour, Medel.

Juan Antonio Pizzi, allenatore del Cile.

Alcuni di questi giocatori in Nazionale si trasformano, altro segno della forza di questo gruppo. Isla, Vargas, lo stesso Valdivia quando c’era: discontinui con i club, giocatori veri con la maglia della Roja.

Un gruppo forte, unito, talentuoso, che sa come sopportare il peso delle partite importanti. Una squadra che vuole confermarsi anche a livello mondiale, iniziando dalla Confederations Cup. Pizzi, dopo il successo in Copa l’anno scorso, sarà l’uomo chiamato a portare il Cile anche ai Mondiali in Russia.

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Pastore sull’Argentina: “Messi e Maradona sono diversi”

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Mondiale

Javier Pastore ha parlato ai microfoni di Sky Sport del confronto tra Messi e Maradona: “Sono diversi nel modo di trasmettere la leadership. Sono diversi, ma il messaggio è sempre lo stesso, quello di chi vuole vincere sempre e ti fa migliorare sempre. È gente che non ti fa passare un errore, in allenamento come in partita. Hanno la stessa cosa, è diversa la maniera in cui lo comunicano ma il messaggio è sempre quello, di chi vuole essere il migliore al mondo”.

Nella seconda parte dell’intervista, gli è stato chiesto di un possibile ritorno a Palermo e Pastore ha risposto così: “Non lo so, la verità è che adesso ho lasciato l’Elche, abbiamo deciso di salutarci. Ho giocato poco finora e non era una cosa positiva né per me per il club. Ho bisogno di giocare, non si sa mai. Il Palermo per fortuna è risalito in Serie B, la squadra si sta riprendendo molto bene e sono felice per loro. Ho passato lì due anni magnifici della mia carriera, il desiderio è augurar sempre il meglio per loro, per la città e per i tifosi. Mi hanno sempre dimostrato amore”.

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Senegal, l’analisi di Koulibaly: “Abbiamo iniziato bene, il nostro futuro sarà importante”

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Koulibaly

Kalidou Koulibaly ha parlato ai microfoni della Rai dopo la sconfitta contro l’Inghilterra, che ha sancito l’uscita dal Mondiale del suo Senegal:  “Abbiamo giocato contro una grande squadra e iniziato bene, ma loro sulla prima azione hanno fatto gol e questo ci ha un po’ destabilizzato. Abbiamo subito poi il 2-0 in ripartenza poco prima dell’intervallo. Siamo rientrati nella ripresa con la voglia di fare il gol che ci avrebbe rimesso in gioco, ma abbiamo subito il 3-0 ed è diventato ancora più difficile. Siamo comunque orgogliosi del nostro cammino e dei giovani che si sono messi in mostra. Il nostro Mondiale si ferma qua, ma siamo sicuri che il futuro sarà importante per quello che abbiamo fatto vedere in Qatar”.

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Arturo Vidal fissa gli obiettivi: Mondiale 2026 e panchina del Cile

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Vidal serie a getty

Arturo Vidal, attualmente in forza al Flamengo, ha fissato dei paletti che scandiscono i prossimi avvenimenti del suo futuro. Nel mirino non solo il prossimo Mondiale ma anche un futuro da allenatore.

LE DICHIARAZIONI DI VIDAL

A Prensa Futbol il cileno ha parlato del suo futuro:

Mondiale del 2026? Se Dio vuole, punto ad esserci. L’importante è avere cura di sé, ma mi sento bene, ho 35 anni, un buon contratto con la squadra più forte del Sudamerica. Continuerò a lottare per esserci, se qualcuno vuole prendere il mio posto deve giocare in una squadra più forte di me. Futuro? Vorrei diventare ct del Cile. Voglio finire la mia carriera, prendere il patentino da allenatore e poi allenare la Nazionale”.

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Tutti pazzi per Moises Caicedo: 70 milioni la richiesta, due squadre interessate

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Moises Caicedo è uno dei talenti più puri del calcio europeo e con il suo Ecuador ha impressionato al Mondiale, attirando l’interesse di diverse squadre. Il Brighton è stato chiaro: la base d’asta parte da 70 milioni per convincere la squadra di De Zerbi a cedere il loro gioiello sudamericano. Come riportato dal Sunday Sun, al momento le squadre interessate sarebbero due: Manchester United e Newcastle sono pronte a darsi battaglia per assicurarsi il cartellino di Caicedo, che probabilmente lascerà la sua squadra in una delle prossime sessioni di mercato.

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