Jesse Marsch, tecnico statunitense attualmente impegnato al Salisburgo, sarà ufficialmente il nuovo allenatore del Lipsia a partire dalla prossima stagione. Marsch, che da giocatore è stato un pilastro della MLS nel primo decennio del 2000, sarà solo il terzo allenatore statunitense della storia a sedersi su una panchina della Bundesliga. Fino ad oggi, Pellegrino Marazzo, attuale allenatore del sorprendente Stoccarda, e David Wagner, tecnico dello Schalke 04 nel 2019-2020,  sono gli unici due mister nati negli States ad aver mai allenato nella massima serie tedesca. Se la Germania è stata, fin qui, povera di allenatori statunitensi (e nordamericani in generale), il trend si inverte notevolmente, però, per quanto riguarda i calciatori!

TRA STORIA E CALCIOMERCATO: PERCHE’ GLI STATUNITENSI SCELGONO LA GERMANIA?

La Bundesliga, e questo è un dato di fatto, è il primo campionato in Europa per numero di giocatori nati negli Stati Uniti. Ma quali sono i motivi che spingono così tanti ragazzi del nuovo continente a scegliere la Germania? Le ragioni sono sostanzialmente di due tipi: storiche e tradizionali.

Durante il secondo dopoguerra, gli alleati Americani, per dare dimostrazione della propria forza ai Russi, contro i quali si accingevano a combattere una guerra fredda, puntellarono il territorio tedesco delle loro basi militari. Tali basi finirono per portare, periodicamente, soldati statunitensi in Germania. Proprio in questo modo è arrivato in Europa, precisamente a Kaiserslautern, l’attuale centrocampista della Juventus e originario del Texas, Weston McKennie, il cui padre, militare di professione, si traferì in territorio germanico.

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McKennie con la maglia dello Schalke 04

Tradizionalmente, poi, quello tedesco è sempre stato un campionato meno ricco di competizioni come Serie A, Premier League e La Liga. Per questo motivo, gli osservatori tedeschi hanno sempre cercato strade alternative e di queste quella preferenziale porta proprio agli Stati Uniti, ma non solo. In Bundesliga, infatti, hanno esordito il primo giapponese, il primo sudcoreano, il primo cinese e il primo iraniano del calcio europeo.

ALPHONSO DAVIES: IL CAPOSTIPITE DELLA NEW GENERATION NORDAMERICANA

A spalancare le porte del campionato tedesco a tutti i ragazzi nati a ridosso del 2000 negli States, è stato, ironia della sorte, un canadese: Alphonso Davies. E’ il Gennaio del 2019 e Hasan Salihamidžić, osservatore del Bayern Monaco, vola in nord America alla ricerca di nuovi talenti. La tappa principale del suo viaggio è Vancouver, città dei Vancouver Whitecaps. Nella squadra della città si dice un gran bene di un ragazzo, appena maggiorenne, nato in Ghana ma naturalizzato canadese che, con la sua forza fisica e la sua supersonica velocità, sta stupendo tutti in MLS; il suo nome è, ovviamente, Alphonso Davies. A Salihamidžić bastano pochi giorni per convincersi a sborsare i 10 milioni di euro richiesti dai Whitecaps e portare in Baviera la promettentissima stellina Americana.

fonte: profilo instagram @alphonsodavies

In Europa, Davies è esploso definitivamente, vincendo la bellezza di nove trofei in appena due anni e consacrandosi come uno dei terzini più forti al mondo. Il ragazzo ha anche il merito, non indifferente, di aver portato sempre più osservatori europei in MLS alla ricerca di nuovi, potenziali, talenti. Ah, il canadese deve ancora compiere 21 anni!

PULISIC E MCKENNIE, LE PRIME AVVISAGLIE DI UN’ARIA NUOVA

Se Alphonso Davies è stato colui che ha fatto esplodere il movimento nordamericano in Germania, ci sono due ragazzi, curiosamente nati entrambi nell’estate 1998, che di questo movimento ne hanno costruito le fondamenta: Christian Pulisic Weston McKennie.

Dopo esser nato e cresciuto in Pennsylvania, Pulisic viene acquistato, alla tenera età di 16 anni, dal Borussia Dortmund. Dopo la trafila nelle squadre giovanili dei gialloneri, Christian esordisce in Bundesliga a 18 anni mettendo a referto, nella sua prima stagione, 2 gol in appena 386 minuti. Grazie alla sua proprietà tecnica e al suo talento, lo statunitense farà breccia nelle gerarchie del Borussia conquistandosi, in poco tempo, un posto nell’11 titolare. Dopo 127 presenze, 19 gol e 26 assist in Germania (numeri tutt’altro che scontati per un ragazzo di allora non ancora 21 anni) Pulisic si trasferisce, per la cifra monstre di 64 milioni di euro, al Chelsea nell’estate del 2019.

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fonte: calciomercato.com

Duttilità, coraggio, intensità e discrete capacità di inserimento, queste le caratteristiche che hanno convinto lo Schalke 04 a puntare su Weston McKennie. Il giocatore nato a pochi chilometri da Dallas arriva in Germania ancor prima dell’amico Pulisic; ha solo 5 anni, infatti, quando si trasferisce con la famiglia a Kaiserslautern, causa impegni militari del padre.  Dopo un ritorno in patria, il destino dell’americano si incrocerà nuovamente con quello della nazione tedesca quando, a 18 anni, Weston si trasferirà allo Schalke 04. A distanza di 4 anni, 91 presenze, 5 gol e 7 assist, lo statunitense lascerà Gelsenkirchen e verrà acquistato dalla Juventus nell’estate 2020.

IL FUTURO DELLA BUNDES E’ A STELLE E STRISCE

Attualmente, come detto, quello tedesco è un campionato che pullula di giocatori statunitensi, alcuni di questi molto giovani, ve ne proponiamo un paio.

Nato in Inghilterra nel Novembre del 2002 e successivamente naturalizzato statunitense, il figlio d’arte Giovanni Reyna, è, insieme a Pulisic, il miglior prospetto che gli Stati Uniti abbiano da offrire. La sua rapidità e capacità di tiro, fanno di lui un ottimo centrocampista. Ad appena 18 anni, in questa stagione Reyna ha messo finora a referto 29 presenze, condite da 4 gol e 7 assist con la maglia del Borussia Dortmund.

fonte: profilo instagram @gioareyna

Altre caratteristiche per Tyler Adams, mediano del Lipsia nato a New York nel 1999. Dopo tutta la trafila nel Red Bulls New York, il giocatore arriva in Germania nel gennaio del 2019, da quel momento ha collezionato 74 presenze, 3 gol e 10 assist con la maglia dei tori rossi.

Nato nel Missouri e ormai da tre anni stabilmente al centro dell’attacco del Werder Brema, Josh Sargent è poi un altro dei maggiori prospetti degli USA. Classe 2000, Sargent è una punta centrale discretamente mobile e con un buon fisico. Con la casacca verde, l’attaccante americano ha giocato 78 partite segnando 13 gol, numeri, indiscutibilmente, destinati ad aumentare.

fonte: profilo Instagram @_joshsargent_

FUTURO AL MIELE PER GLI STATES!

Dopo la clamorosa esclusione dai mondiali di Russia 2018, gli Stati Uniti hanno messo in atto un ricambio generazionale che ha partorito indiscutibili talenti. I giocatori fin qui citati hanno, infatti, doti tecniche indiscutibili e talento da vendere. Chissà, dunque, se questi giocatori si renderanno protagonisti di una nuova ed inedita gold generation. Ai posteri l’ardua sentenza, noi comunque, nel frattempo, abbiamo una certezza: gli Stati Uniti hanno in mano un futuro più che roseo.

Fonte immagine in evidenza: profilo Instagram @usmnt