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Da De Rossi a Bernardeschi: storie di 10

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Il numero 10 rappresenta la perfezione, come anche l’annullamento di tutte le cose. La somma delle sue cifre, 1+0, illustra l’eterno rincominciare. Il significato del numero 10 quindi è da ricondurre alle parole ‘perfezione’ e ‘annullamento’.

Il calcio non è escluso da questa simbologia esoterica, anzi ne abbraccia quasi completamente la filosofia. La maglia col numero 10 sulle spalle è da sempre la più ambita e carica di significato, ed è per questo motivo che è anche la più volatile, impegnata nel proprio circolo di morte e rinascita.

E se da una parte riesce ad interrompere questo eterno ciclo, trovando il suo nirvana grazie a dei bodhisattva come Diego Armando Maradona a Napoli e Francesco Totti a Roma, dall’altra possiamo osservare come la ’10’ vaghi di proprietario in proprietario alla ricerca della propria dimensione, scenario che si propone in particolar modo con la Nazionale italiana, dove gli interpreti cambiano arrendendosi allo scorrere del tempo.

LA 10 DOPO TOTTI: LO SCUDIERO

Il post Mondiale 2006 è davvero identificativo per quanto riguarda la fase di annullamento: la maglia numero 10, dopo aver raggiunto la perfezione con la conquista della Coppa del Mondo sulle spalle del giocatore che più di tutti in Italia poteva rappresentarla, viene indossata da Daniele De Rossi nonostante la presenza in rosa di Alessandro Del Piero e Antonio Cassano. È così che il giocatore che nell’immaginario collettivo meno rappresentava l’archetipo del ’10’ si ritrova a vestire la maglia più ambita, come a voler rappresentare un momento di transizione. Una responsabilità che solo Daniele De Rossi, fido scudiero di Francesco Totti poteva assumere, nell’attesa che l’aspettativa generata da quei due numeri scemasse.

LA 10 DI TOTÒ

Le scorie dell’eliminazione ai quarti di finale contro la Spagna in Austria si ripercuotono sulle prestazioni della Nazionale anche nelle partite successive. In particolare il periodo post Europeo è riconosciuto come uno dei peggiori dal punto di vista del talento. L’Italia si è ritrovata ad affrontare anche l’addio di Del Piero, con un pilastro come Cannavaro nella fase calante della propria carriera. La spedizione italiana in Sudafrica nel Mondiale 2010 è guidata nuovamente da Marcello Lippi, che punta tutte le sue fiches in attacco sul 30enne Totò di Natale, fresco capocannoniere del campionato con 29 reti. L’attaccante napoletano sceglie la numero 10, cercando di assumere la figura del salvatore, l’uomo che proverà a caricarsi la squadra sulle spalle. Le sue prestazioni saranno le migliori della squadra che affonderà ai gironi sotto ai colpi di Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia, contro la quale segnerà anche un gol.

FANTANTONIO!

L’Europeo del 2012 porta in dote facce nuove e una ventata di freschezza ad una Nazionale ferita dalle ultime uscite internazionali. Sarà l’inizio della coppia Bonucci-Chiellini, dell’emergenza del talento di Marchisio e dell’attacco composto da genio e sregolatezza: Cassano-Balotelli. Il talento di Bari Vecchia, lasciato più volte ai margini da Marcello Lippi (qualcuno pensa per motivi extra calcistici), viene chiamato da Cesare Prandelli per dare una boccata d’aria fresca alla Nazionale. Cassano non esita un secondo, ereditando la 10 che pare avere in questo momento il suo legittimo proprietario. Fantantonio termina il girone con un gol e un assist che valgono la vittoria contro l’Irlanda, contribuendo con buone prestazioni alla cavalcata che porterà gli azzurri in finale, dove cederanno il passo alla Nazionale spagnola più in forma di sempre.

La sconfitta sarà bruciante, ma le sensazioni intorno al progetto di Prandelli sembrano essere positive, specie se quella coppia li continuasse a funzionare. Cassano pare trovarsi a meraviglia con un Balotelli appena 22enne che sta dimostrando al mondo il suo reale valore.

Due anni più tardi sono sempre loro a guidare l’attacco azzurro nella spedizione in Brasile, ma Cassano non riesce ad incidere, soccombendo con tutta la squadra in seguito alle sconfitte contro Costa Rica e Uruguay, sancendo una storica doppia eliminazione ai gironi per gli azzurri. È il punto più basso della storia del calcio italiano, e Cassano, come altri, pagherà cara la spedizione sudamericana non vestendo più l’azzurro. La maglia numero 10 rimane ancora una volta senza padrone.

IL 10 PIÙ DISCUSSO

La Nazionale che prepara il cammino ad Euro 2016 è probabilmente quella che meno possiede la fiducia da parte dei propri tifosi. Troppe le delusioni ottenute in precedenza, e nessun vero nome che possa ergersi a paladino e rappresentante della squadra. È vero, ci sono Buffon, Bonucci, Barzagli e Chiellini, ma non sono nomi vendibili al grande pubblico. L’attacco è composto da Eder e Pellè, nomi sicuramente meno altisonanti e blasonati di quelli che hanno vestito la maglia azzurra in precedenza. Il vero grande acquisto dell’Italia è l’allenatore: Antonio Conte, che ha poco tempo prima lasciato in modo netto la Juventus per abbracciare il progetto azzurro.

Il popolo italiano, esaurita l’indignazione per le convocazioni che sempre divideranno il paese, si scaglia contro la squadra poco prima della partenza per la Francia: la numero 10 è assegnata a Thiago Motta.
La scelta non solo certifica per i tifosi l’impoverimento del calcio italiano, ma viene interpretata una vera e propria decadenza di valori, un atto provocatorio. Motta è infatti uno dei calciatori più discussi di sempre in maglia azzurra dai tifosi: considerato troppo lento, svogliato, sicuramente non ‘bello’ da vedere in campo, ma di estrema efficacia per i suoi allenatori.

Sicuramente lontano dall’archetipo del 10 classico, Motta, come De Rossi, decide di assumersi la responsabilità del 10 portando sulle spalle all’Europeo una maglia che tutti gli altri percepivano come troppo pesante, troppo esigente. E magari è lui è che dobbiamo ringraziare per aver attirato addosso a se tutte le critiche, permettendo all’Italia di giocare con la testa più libera un ottimo europeo, che solo le fatalità dei rigori sono riusciti ad interrompere.

La strada che porta ad Euro 2020 è ancora lunga, ma siamo sicuri che l’ultimo numero 10, Federico Bernardeschi, abbia le capacità tecniche e mentali per onorare quella maglia tanto desiderata e tanto chiacchierata. La partita di apertura contro la Finlandia lascia sperare un futuro luminoso per questa Italia.

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Calciomercato

Spezia, la pista Lasagna sembra solo una suggestione

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Lasagna

Lo Spezia è alla ricerca di attaccanti e potrebbe affondare il colpo già nella prossima sessione di mercato di gennaio 2023. Secondo Calcio Spezia, il club ligure ha mostrato interesse per Kevin Lasagna. Tuttavia, non è mai stato un vero e proprio interesse concreto da parte degli aquilotti. Ecco perchè quella che legherebbe Lasagna allo Spezia sembra solo una suggestione senza fondamento.

Lasagna sembra essere quasi un pesce fuor d’acqua con la maglia degli scaligeri, con cui non è mai riuscito ad essere davvero decisivo. In totale ha accumulato 62 presenze in gialloblù, con 6 gol e 5 assist. Sull’ex Udinese sembrerebbero forti anche le voci relative a Cremonese, Monza e perfino Lazio, alla ricerca di un centravanti puro come vice-Immobile.

 

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Olanda-Argentina 6-5 d.c.r. , le pagelle: Messi infinito, Gakpo non incide

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Olanda-Argentina

Olanda-Argentina è storia. Al termine di una partita pazza è l’albiceleste ad ottenere il pass per le semifinali della Coppa del Mondo dopo la lotteria dei rigori. Prestazione monstre da parte di Messi, autore di un assist meraviglioso per Molina al 35′ e di un rigore realizzato al 73′. Illude gli Orange uno straripante Weghorst, autore di una doppietta con le realizzazioni all’83’ ed al 100′.

Grande delusione per i ragazzi allenati da Van Gaal, in grado di effettuare una rimonta sensazionale. L’Argentina ottiene dunque la qualificazione alle semifinali della competizione, dove martedì prossimo affronterà la Croazia. Cruyff e Maradona hanno potuto assistere dall’alto un grandissimo spettacolo, spot per lo sport più bello del mondo. Di seguito le pagelle del match.

LE PAGELLE DELL’OLANDA

Noppert 5.5: si prende troppi rischi giocando il pallone con i piedi da dietro, incolpevole sui gol subito.

Timber 5.5: poco lucido nelle scelte, difficoltà evidenti nel giocare il pallone nella fase di manovra.

Van Dijk 6.5: leader indiscusso, non cambia il giudizio positivo nonostante il rigore sbagliato.

Aké 6.5: il migliore della retroguardia difensiva, una sicurezza nei contrasti aerei.

Dumfries 6: prestazione senza infamia e senza lode.

De Jong 6: muove bene il pallone, tradito dai pochi movimenti senza palla dei suoi compagni di squadra.

De Roon 5: 45′ nell’ombra del centrocampo argentino. Troppo poco per una partita di questa portata. (Dal 46′ Koopmeiners 6.5: geniale intuizione sulla rete del 2-2, geniale).

Blind 5: troppo lento nel fare la diagonale alle spalle di Aké in occasione del gol di Molina. Errore da matita rossa. (Dal 64′ De Jong 6: molto efficace nel gioco aereo, gestisce palloni importanti).

Depay 6: cerca di inventare qualcosa senza grandi risultati, rimane il migliore dell’attacco orange. (Dal 78′ Weghorst 7.5: leggendaria doppietta che entrerà nella storia, grande soddisfazione personale).

Bergwijn 5: nullo. Non prova mai l’1vs1 non creando mai problemi alla retroguardia albiceleste. (Dal 46′ Berghuis 6.5: ottimo ingresso in campo, fornisce qualità e visione di gioco. Sfiora il gol del 2-2).

Gakpo 5.5: non riesce ad incidere nella partita più importante. Il suo rimane un Mondiale super positivo. (Dal 113′ Lang sv).

LE PAGELLE DELL’ARGENTINA

E. Martinez 7.5: l’eroe della serata, para due rigori alla lotteria.

Romero 6.5: cattivo agonisticamente e grandi anticipi sugli attaccanti olandesi (Dal 78′ Pezzella 5.5: distratto).

Otamendi 5.5: prestazione da leader macchiata dalla punizione concessa a pochi istanti dal termine dell’incontro dove si è sviluppata la rete del 2-2.

L. Martinez 6: paga la scelta di Scaloni di lanciarlo dal 1′. Perfetto in fase d’impostazione, difesa a 3 promossa. Si perde Weghorst al centro dell’area. (Dal 106′ Montiel sv). (Dal 111′ Di Maria sv).

Molina 7: attacca uno spazio dove solo Messi è in grado di far arrivare il pallone. Lucido nell’insaccare il pallone di fronte a Noppert, si perde Weghorst sul 2-2).

De Paul 6.5: poco appariscente ma essenziale. Lavoro senza palla da top del ruolo, giocatore insostituibile per Scaloni. (Dal 66′ Paredes 5: nervoso e impreciso, prestazione da dimenticare).

E. Fernandez 6.5: performance meno appariscente rispetto alla media ma comunque sufficiente, non sbaglia una scelta. Sfiora il gol al 120′.

Mac Allister 6: sempre posizionato nella zona corretta del campo. Una spina nel fianco con i suoi movimenti tra centrocampo e difesa.

Acuna 6.5: rimedia un’ammonizione sciocca che gli costerà l’assenza nella semifinale. Rimane la sua prestazione migliore in questa competizione. (Dal 78′ Tagliafico 6: buone incursioni sulla fascia sinistra).

Messi 8: vede cose in campo che nessun essere umano è in grado di vedere, dipinge un’opera d’arte da esporre al Louvre con l’assist a Molina. Finisce pure a referto nel tabellino come marcatore con la realizzazione del calcio di rigore: Messi è il volto di una nazione intera.

Alvarez 5: insufficiente. Si sacrifica tanto senza risultare mai incisivo. (Dall’82’ Lautaro Martinez 6: qualche spunto interessante, entra con la voglia giusta. Suo il rigore decisivo).

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Flash News

Emiliano Martinez para due rigori: in semifinale ci va l’Argentina!

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Argentina

Ai calci di rigore, l’Argentina conquista la semifinale contro la Croazia battendo l’Olanda 6-5. L’Albiceleste, in vantaggio di due reti grazie a Molina e Messi, si era fatta raggiungere nel finale dei tempi regolamentari dagli Oranje, a segno due volte con Weghorst, che ha mandato la gara ai supplementari.

Nulla è cambiato nella mezz’ora di extra-time e per decidere la seconda semifinalista di Qatar 2022 sono serviti i tiri dagli undici metri. Emiliano Martinez ha neutralizzato i primi due tentativi olandesi di van Dijk e Berghuis, Enzo Fernandez ha spaventato i tifosi della Seleccion sbagliando il penultimo rigore, ma Lautaro Martinez non ha fallito.

Martedì 13 dicembre sarà Croazia-Argentina per decidere la prima finalista che si giocherà la Coppa del Mondo.

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Flash News

Turris, Leonetti avvisa la Viterbese: “Faremo una grande partita”

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Turris

Domenica la Turris è attesa dalla trasferta sul campo della Viterbese in occasione della 17ª giornata di Serie C – Girone C. Gli uomini di Di Michele si stanno preparando in vista di questa sfida cruciale, dove i Corallini sono chiamati a cercare di ottenere la vittoria.

Oggi si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della sfida tra le due squadre, ma non ha presenziato Di Michele per cause sconosciute. Al suo posto ha risposto alle domande dei giornalisti l’attaccante della Turris, Vito Leonetti.

LA CONFERENZA STAMPA DI LEONETTI PRE VITERBESE-TURRIS

L’attaccante dei Corallini h sostituito mister Di Michele in conferenza stampa quest’oggi. Queste le parole di Leonetti in conferenza stampa:

Che Turris dobbiamo aspettarci a Viterbo? Cosa ha lasciato la partita contro l’Avellino?

“Contro l’Avellino ci è mancato l’approccio giusto. Il gran gol di Tito ci ha fatto cedere mentalmente. Contro la Viterbese faremo una grande partita, sappiamo tutti la nostra posizione in classifica e dobbiamo far di tutto per portare a casa la vittoria”.

Il tridente offensivo è stato il punto di forza della scorsa stagione, ma nonostante il rafforzamento con l’arrivo di Maniero sembra esserci una regressione. Come si spiegano i tanti errori sotto porta e i tanti gol su palla inattiva?

“Penso che in questo momento ci sta mancando qualcosa davanti, ma penso sia solo un momento no”.

Cosa manca a questa Turris? Equilibrio, serenità o qualità?

“Manca un po’ di serenità vedendo la classifica. Dobbiamo risalire in classifica per ritrovare la giusta serenità”.

Nonostante tre allenatori differenti le difficoltà sono persistenti. C’è stata una presa di coscienza dello spogliatoio oltre il cambio della guida tecnica?

“Nello spogliatoio siamo sempre uniti sotto ogni punto di vista, anche su ogni cambio allenatore. Ci diamo tanta forza tra noi, ma in questo momento non ci sta dicendo bene. Speriamo di superare questo momento a partire già da domenica”.

Sei in scadenza di contratto, la Turris ha avanzato una proposta di rinnovo?

“Ad oggi sono un calciatore della Turris a tutti gli effetti, e penso di concludere la stagione qui. Del rinnovo ne parleremo più avanti perché ora sono concentrato sul campionato e a provare ad uscire da questa brutta situazione di classifica”.

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