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Da Diez in giù! FIGC bocciata, Inter perfetta e Vlahovic non pervenuto...

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Da Diez in giù! FIGC bocciata, Inter perfetta e Vlahovic non pervenuto…

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Da Diez in giù, le pagelle di Numero Diez per la settimana calcistica!

10 – Inter tedesca.

Tatticamente geometrica, con un occupazione del terreno di gioco pressoché perfetta; mentalmente cinica, dominante, a tratti soverchiante. La difesa è granitica, l’attacco semplicemente il migliore del campionato. Questa Inter è un treno lanciato verso lo Scudetto, e trovare un varco, un punto debole nella macchina di Inzaghi è ad oggi molto difficile. Sarri ci prova, ma cade sotto i 17 tiri contro la porta di Strakosha, e solo un uscita a vuoto di Handanovic, che emula il futuro portiere nerazzurro Onana dall’altra parte del mondo, regala ai biancocelesti una fiammella di speranza poi subito spenta.

9 – Chi ben comincia…

Se il 2021 di Rafael Leao era iniziato con l’album Beginning, nel 2022 possiamo dire con certezza che il viaggio del portoghese è iniziato, ed è anche sulla giusta carreggiata. Straripante, incontenibile, ondeggiante, il dribbling del portoghese è l’arma letale di questo Milan. Contro la Roma strappa in due la difesa capitolina e chiude i giochi, mentre fra le insidiose onde della laguna mette i rossoneri in acque tranquille dopo soli tre minuti. Buoni propositi per il nuovo anno? Aggiustare quel tiro che può farlo diventare definitivamente un top player…

8 – Torino formato Europa League.

La partita che suona come l’attestato di merito al lavoro di Ivan Juric, la sublimazione del calcio atletico, aggressivo, spregiudicato, che per la prima volta in stagione diventa anche lucido sotto la porta avversaria. In Torino- Fiorentina i granata chiudono con una precisione tiri del 66%, 72% di contrasti vinti, primi sul 70% delle prime palle e sul 95% delle seconde. Il Toro ora è nono, con una partita in meno e con una finestra vista Europa League. Se un anno fa avessimo raccontato di questa partita e di questa classifica ai tifosi granata molti non ci avrebbero creduto.

7 – Atalanta spietata.

Cosa dire dopo sei gol? Atalanta feroce, impietosa anche contro un’Udinese mandata al patibolo causa positivi. La Dea parte con il nuovo anno con l’ormai solito Pasalic, ritrovando Muriel e trovando Maehle, alla prima prestazione rilevante in stagione dopo l’Europeo da urlo. Ora per Gasperini e i suoi arriva l’esame cruciale, la sfida Gewiss Stadium contro la corazzata Inter, la partita che sarà il termometro delle ambizioni bergamasche per questa seconda parte di stagione.

6 – La miglior neopromossa da…

L’Empoli è la sorpresa di questa Serie A, più del Bologna e molto più di Fiorentina e Torino. A sorprendere non è solo la classifica, che ne fa senza dubbio la migliore neopromossa dai tempi dello stesso Empoli di Sarri, ma a sorprendere sono le prestazioni messe in campo dai toscani. Aurelio Andreazzoli è riuscito a ricalibrare in formato Serie A lo spumeggiante gioco di Dionisi che la scorsa stagione ha dominato la Serie B; e l’ex Sarri è rimasto trafitto dai semi che lui stesso aveva piantato nel suolo toscano. Un gioco rapido e pulito, con la squadra di Andreazzoli che è riuscita a mantenere il controllo del campo pur rinunciando spesso alla sfera. Solo un Milinkovic Savic in stato di grazia salva Sarri dalla definitiva umiliazione.

A riportare l’Empoli con i piedi per terra ci pensa poi l’altro ex Dionisi, che con un secco 5-1 non si fa sorprendere.

5 – Eppur si muove.

Già troppe volte avevamo elogiato la Juventus dopo qualche rantolo nel mezzo dell’agonia di questa stagione, per poi ripiombare la settimana successiva nel baratro, questa volta non ci caschiamo. Nella surreale serata di Juventus- Napoli, fra ASL e quarantenati, i bianconeri tentano una timida aggressione ai partenopei decapitati da Covid, Coppa d’Africa ed infortuni, per poi prendere le solite sembianze di Juve rintanata in area di rigore; mentre all’Olimpico un’insolita ed inaspettata reazione di carattere ed orgoglio permette alla Vecchia Signora di ribaltare la Roma di Mourinho.

Una rondine non fa certo primavera, il gioco è sempre remissivo e spezzato in due, ma le significative seppur piccole arrembate dell’Allianz e il moto d’orgoglio di Roma fanno ben sperare, qualcosa di vivo c’è sotto la casacca bianconera

4 – Cade l’ultima bandiera.

Era nell’aria da un po’ ma in questa settimana è arrivata l’ufficialità: Lorenzo Insigne sarà un nuovo giocatore del Toronto FC. Fare la morale ad un professionista è sbagliato, la scelta di Insigne è legittima per quanto non condivisibile, la meritata pensione poteva senza dubbio attendere. Ma ad essere sbagliate sono le tempistiche dell’annuncio, in pieno campionato e nel clou della crisi del Napoli, a partire dai punti che da dicembre scarseggiano arrivando alla delicata situazione Covid e infortuni. Il divorzio si consumerà lentamente, sotto gli occhi di quelli che da sempre sono il suo popolo e da quindici anni i suoi tifosi, con il rischio di sgradevoli addii. Dall’ultima bandiera del calcio italiano ci aspettavamo di più.

3 – La prova del 9.

Vlahovic ha già dimostrato abbondantemente il suo valore in un anno di prestazioni continue, ma se vali 70 milioni le critiche dopo partite come quella di Torino sono doverose. Il bomber serbo, capace di 16 reti in 20 partite, è letteralmente scomparso nella partita dove più serviva alla sua Fiorentina, annullato da una prestazione magistrale di Bremer, che ora lo affianca come grande oggetto del desiderio delle big italiane. L’arrivo di Piatek e la bocciatura a venti minuti dalla fine sono un segnale, Vlahovic non è più insostituibile, e non lo è neanche sul mercato vista l’esplosione del rivale Scamacca. Così dopo un anno rose e fiori potrebbe arrivare ora il primo momento duro della carriera del serbo, proprio quando sta per decollare, è il momento di affrontare la vera prova del 9.

2 – La Roma ha toccato il fondo?

Questa settimana la Roma ha raggiunto forse il limite estremo, è difficile per Mourinho e i suoi arrivare più in basso di così. Nevrotica e isterica si fa superare agilmente da un Milan in piena crisi e si fa rimontare dalla Juventus in una grottesca partita che per venti minuti è sembrata quasi una partita di terza categoria messa a velocità x2. Organizzazione tattica inesistente, errori tecnici banali e continui blitz verso l’arbitro, per poi crollare definitivamente dopo il rigore sbagliato. La reginetta dell’Estate sta facendo i conti con la dura realtà.

1 – FIGC non ci siamo…

Ma la grande sconfitta di questa settimana è senza dubbio la Federazione. Dopo l’esponenziale aumento dei contagi dell’ultimo mese i vertici federali sono rimasti di stucco di fronte alla (prevedibile) epidemia fra calciatori a cui abbiamo assistito; e nel silenzio della Lega, ASL e squadre hanno preso il sopravvento generando la più totale anarchia. Fra squadre bloccate a metà strada, giocatori in quarantena scesi in campo e formazioni pesantemente rimaneggiate causa Covid la FIGC non è riuscita a trovare un indirizzo comune, completamente in balia degli eventi generando un (mezzo) turno di campionato a dir poco unico. Infine l’ultima, il tetto dei 5000 spettatori, un contentino democristiano che però scontenta tutti

(Fonte immagine in evidenza: diritto Google creative Commons)

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ESCLUSIVA – Ferretti, sindaco Rozzano: “Con l’Inter fermi da ottobre, deadline ad aprile”

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Giovanni Ferretti, sindaco di Rozzano - Inter

San Siro è tornata un’ipotesi concreta per il futuro di Inter e Milan. Dopo alcuni mesi nei quali l’uscita delle due squadre da Milano sembrava ormai destino già scritto, nelle ultime settimane si sono registrati incontri nei quali il sindaco Sala e i suoi funzionari hanno provato a convincere i dirigenti rossoneri e nerazzurri a rimanere nella Scala del Calcio. Alle squadre sono stati presentati progetti di ristrutturazione dello stadio ormai vetusto, anche se né Milan né Inter sembrano convinte della fattibilità della proposta.

Nessuna delle due squadre ha chiuso definitivamente la porta a San Siro, ma se per il Milan si parla insistentemente di San Donato – si è tenuta a fine gennaio una conferenza di presentazione del progetto – per l’Inter al momento tutto tace. I nerazzurri hanno individuato un terreno a Rozzano come ipotetica nuova casa, ma non si registrano novità sostanziali dalla fine del 2023. Per questo abbiamo intervistato il primo cittadino del comune milanese Giovanni Ferretti.

L’INTERVISTA

I più attenti noteranno che non si tratta della prima chiacchierata con il sindaco. Avevamo già intervistato Ferretti a metà ottobre, quando ci aveva detto di aver incontrato Antonello, AD Corporate dell’Inter, ad inizio mese. Siamo partiti da questo punto.

Sappiamo delle novità tra Inter, Milan e il comune di Milano. Lei ha avuto modo di parlare con i dirigenti dell’Inter in questi mesi?

No. Apprendo le novità sul tema stadio dai giornali. L’Inter non ci ha avvisato di nulla, siamo fermi all’incontro di ottobre. La prelazione sul terreno a cui è interessata l’Inter per lo stadio scadrà il 30 aprile e credo che quella data possa essere decisiva. Se non ci saranno novità, vorrà dire che Rozzano sarà abbandonata come idea per costruire lo stadio. Se ci dovesse essere una proroga o, come mi auguro, uno studio di fattibilità, allora vorrà dire che le intenzioni sono serie”.

In questo momento dunque l’ottimismo dei mesi scorsi è svanito?

“Non conosco i dettagli della proposta di Milano. Credo che giocare in uno stadio vuoto non sia l’obiettivo delle due squadre. Non credo sia facile ristrutturare lo stadio per due, se non tre stagioni, e consentire allo stesso momento al pubblico di accedervi. Credo che i lavori potranno garantire una presenza solo parziale di pubblico. A meno di garanzie importanti, credo che questa proposta debba essere riformulata“.

Ha un messaggio da lanciare all’Inter per spingerla ad approdare a Rozzano?

“I pro e i contro sul lasciare Milano devono essere valutati dalle due squadre. In tutta Europa la direzione è quella di avere uno stadio di proprietà, che garantisce indotti e fatturati importanti. Inter e Milan hanno manager capaci che sapranno fare la scelta migliore. Come ho già detto Rozzano non ha mai avuto uno stadio, quindi mal che vada si rimarrà come sempre, anche se io mi auguro che la scelta dell’Inter possa ricadere sulla nostra città“.

Si ringrazia Giovanni Ferretti per la grande disponibilità.

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Calcio Internazionale

Sirene tedesche per De Zerbi: è il piano B del Bayern Monaco

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Brighton De Zerbi

Roberto De Zerbi è tra i nomi più caldi in vista del molto probabile valzer di panchine che coinvolgerà le big europee la prossima estate. Il tecnico del Brighton, al momento settimo in Premier League, ha attirato su di sé le attenzioni di Liverpool e Barcellona, che al termine della stagione saluteranno rispettivamente Klopp e Xavi. Oltre ad una possibile permanenza in Premier o un trasferimento in Spagna, per De Zerbi potrebbe farsi strada la possibilità di un’esperienza in Bundesliga.

Come riportato da Sky Deutschland, infatti, il tecnico bresciano è finito nella rosa delle alternative come futuro allenatore del Bayern Monaco per il prossimo anno. Il Bayern infatti ha già annunciato che le strade tra il club e il tecnico Thomas Tuchel si separeranno al termine della stagione. L’obiettivo numero uno dei bavaresi resta Xabi Alonso, che con il suo Bayer Leverkusen sta volando verso la vittoria del campionato tedesco. Il Bayern sta comunque valutando anche dei piani B e C, nel caso in cui dovesse fallire l’assalto al tecnico spagnolo, e nelle analisi è rientrato anche De Zerbi.

Il tecnico 44enne ad oggi ha un contratto fino al 2026 con il Brighton. Gli inglesi non vorrebbero salutare colui che ha portato il club per la prima volta in Europa. Ed è per questo che sono pronti ad offrirgli un rinnovo di contratto. Al momento, però, le possibilità che De Zerbi resti sulla panchina dei Seagulls sembrano essere poche, viste le tante big interessate al suo profilo. Intanto, comunque, De Zerbi resta focalizzato sugli ultimi mesi di questa stagione che potrebbero regalare ancora gioie ai tifosi del Brighton. Il club inglese, infatti, oltre ad essere in lotta in campionato per un posto in Europa, è agli ottavi di Europa League, dove affronterà la Roma.

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Flash News

Moggi: “Allegri e Pioli criticati senza motivi. Vi dico dove potrebbe allenare Conte”

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Moggi

Luciano Moggi, ex dirigente sportivo di Roma, Lazio, Torino, Napoli e soprattutto Juventus, ha tracciato una panoramica sul campionato di Serie A, attraverso le pagine di Libero. Un commento che spazia dalle milanesi alla squadra bianconera di Torino, passando per il futuro di Antonio Conte, fino al Bologna di Thiago Motta.

INTER – “Quest’anno l’Inter sta emulando lo scorso campionato del Napoli. A differenza degli azzurri, vince giocando di squadra“.

MILAN E JUVE – “Entrambe le rivali dei nerazzurri sono super criticate dai media, in particolare i due allenatori. Quando il Milan non vince il ciclo di Pioli sembra sempre al capolinea. Peggio per Allegri, al quale ogni giorno viene chiesto di andarsene perché la squadra, secondo opinionisti e tifosi, vince giocando male, ma soprattutto perché avrebbe dovuto tenere il passo dell’Inter, non essendo impegnata nelle competizioni europee. Addirittura, circolano nomi di possibili sostituti di Allegri, nonostante sia secondo in classifica”.

ANTONIO CONTE, THIAGO MOTTA E NON SOLO – “Pioli potrebbe convincere i tifosi solo se dovesse vincere il campionato, cosa che ovviamente non può fare, e forse non sarebbe neanche sufficiente. Lodi sperticate invece per Thiago Motta: è uno dei mister più gettonati per un approdo su una big, anche Palladino e Gilardino. Si fanno poi mille congetture su Antonio Conte, che secondo noi potrebbe approdare al Bayern Monaco.

 

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Flash News

Fiorentina, quanta imprecisione: tre rigori consecutivi sbagliati

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Nico Gonzalez

Un dato che farà discutere, quello dei rigori della Fiorentina. Nel 2024 i viola ne hanno già falliti 4 tra campionato e Supercoppa. Sono 3 gli errori consecutivi dal dischetto per la Fiorentina che anche stasera contro la Lazio non è riuscita ad andare in rete dagli 11 metri. Nico Gonzalez, dopo aver sbagliato il rigore contro l’Inter, ha fallito nell’intento anche stasera. Oggi è stato il palo a fermare l’argentino. È un dato piuttosto triste quello dei rigori della Fiorentina. Sono ben 3 i rigoristi differenti negli ultimi 4 sbagliti nel 2024.

FIORENTINA E RIGORI NON VANNO D’ACCORDO: IL DATO

Al 6 di gennaio è arrivato l’errore di Bonaventura che fallì un rigore contro la Fiorentina. Partita poi persa per 1-0. In Supercoppa è stato pesantissimo l’errore di Ikone che sul 1-0 per il Napoli fallì dal dischetto a pochi minuti dalla fine del primo tempo. Il Napoli avrebbe poi vinto la partita per 3-0 accedendo alla finale della competizione, poi persa contro l’Inter. Il terzo errore è proprio contro i nerazzurri. Dagli 11 metri ci va Nico Gonzalez che con un rigore molto debole consegna la vittoria all’Inter. Sempre Nico Gonzalez ha sbagliato di nuovo anche stasera nel posticipo del lunedì sera contro la Lazio. Fortunatamente per lui, i viola sono riusciti a portare a casa i tre punti facendo pesare meno questo rigore sbagliato.

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