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Da Diez in giù! Il Cholito, i problemi della Lazio e Mou contro tutti...

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Da Diez in giù! Il Cholito, i problemi della Lazio e Mou contro tutti…

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Da Diez in giù, le pagelle della giornata calcistica.

Diez – Salah è il miglior giocatore del mondo?

Chi, al momento, è migliore di lui?”. Così Jurgen Klopp circa una settimana fa riapriva un annoso dibattito: chi è il giocatore più forte del mondo? Finito il regno di CR7 e Messi tutti eravamo sicuri che a contendersi il trono fossero Neymar e Mbappè, con Haaland pronto ad inserirsi; ma non avevamo ancora fatto i conti con Momo Salah; e proprio questo fine settimana l’egiziano ha messo in atto il suo colpo di Stato. Il Liverpool umilia gli storici rivali dello United, e Salah è un vero e proprio mattatore. Tre reti e un assist, a certificare col sangue dei Red Devils la sua superiorità. Salah è il miglior giocatore del mondo? Oggi probabilmente sì. Voto, Diez.

https://twitter.com/MoSalah/status/1452633176761843715/photo/1

9 – Il poker del Cholito

Il Cholito Simeone cala il poker alla Lazio ed il secondo gradino del podio non può che essere il suo. Il rampollo del Cholo entra così nel prestigioso club dei “pokeristi” della Serie A, un club che può contare 28 membri, fra cui Marco Van Basten, Christian Vieri, Gianni Rivera e Roberto Baggio. L’ultimo ad esser riuscito nell’impresa era stato, ironia della sorte, proprio il capitano della Lazio sconfitta Ciro Immobile, quando nel 2018 schiantò con 4 reti la Spal a Ferrara. Il Cholito è ora poi ufficialmente l’incubo di Sarri, dopo aver già fatto perdere con una tripletta a Firenze il famoso “Scudetto dell’albergo”.

8 – L’esplosione di Barrow (?)

Musa Barrow si è affacciato alla Serie A giovanissimo, nel 2018 ad appena 19 anni; ed è forse per questo che molti colpevolmente lo annoverano già fra gli ex-prospetti inesplosi. Il gambiano ha però ancora 22 anni e tutto da dimostrare, e le ultime partite, fanno ben sperare per il suo futuro. In gol da 4 partite consecutive, Barrow è da un paio di settimane protagonista di una serie di prestazioni da capogiro; ultima quella contro il Milan, dove è proprio lui a riaprire clamorosamente il match prima con un angolo di Palanchiana memoria che invita Ibrahimovic all’autogol e poi con la rete propiziata dallo splendido assist di Soriano.

7 – Barella Gump

Nonostante la traversa di Calhanoglu e il gol di Dzeko è Niccolò Barella l’uomo copertina dell’Inter nel derby d’Italia. Prima fa prendere un colpo ai suoi tifosi zoppicando durante il riscaldamento, poi il dolore passa e corre per 90′. Barella non è l’uomo in più di questa Inter ma è almeno due o tre uomini in più; se i nerazzurri sono riusciti per il secondo tempo a contenere una Juve arrembante è tanto merito suo.

6 – La Roma blocca il Napoli

Mentre Mourinho prosegue la sua personale battaglia contro il mondo, la sua Roma blocca la striscia positiva del Napoli fermando la squadra di Spalletti sullo 0-0. La Roma è questa volta lo specchio perfetto del gioco del suo allenatore, difesa solida, marcature strette e tentativi di far male in ripartenza. Questo e tanta intensità bastano a fermare il Napoli, a dir il vero non il migliore della stagione. Nota negativa i tifosi romanisti, che dopo il falconiere laziale settimana scorsa hanno subito ribattuto nel derby fra curve con cori razzisti contro Victor Osimhen.

5 – IZ back?

Il gol e l’assist salvano Ibra da una bocciatura più pesante. Lo svedese accentra il gioco e sbaglia vari passaggi; se questo è il nuovo Ibra il Milan può tranquillamente farne a meno. Zlatan non è più quello di qualche anno fa, e se vuole tornare ad essere centrale in questo Milan è bene che si tolga dalla testa Benjamin Button. La classe c’è, il gol e l’assist lo testimoniano, ma per integrare Ibra nel Milan ad alta velocità bisogna indubbiamente fare degli accorgimenti tattici.

4 – Dumfries fa il patatrac

Un intervento ingenuo e scomposto costa all’Inter due punti pesantissimi. Denzel Dumfries, arrivato con l’arduo compito di sostituire Hakimi, sta già diventando un caso. Le oggettive difficoltà che ha evidenziato il laterale vanno oltre il normale processo di ambientamento al calcio italiano; criticità tecniche ma anche tattiche, nell’interpretazione dell’esterno a tutta fascia di Inzaghi. Sull’olandese è stato fatto un investimento importante, 12.5 milioni di euro, ma se la situazione continua ad essere questa Marotta farà bene a guardarsi intorno.

3 – Barcellona in declino

Il Barça perde il quarto Clasico di fila, certificando ancora di più la crisi nera. Un Clasico decadente, lontano dai fasti di Messi e Ronaldo, che vede però prevalere la squadra più solida, dentro e fuori dal campo. Dall’addio di Messi i blaugrana sembrano sciogliersi come neve al sole; i catalani hanno portato in campo un gioco di posizione e possesso inconcludente e grossolano, a tentare di replicare i successi del passato in modo goffo e grottesco, venendo surclassati dalla speculazione madridista.

2 – Lazio sull’altalena

Era partita come una delle favorite per il podio, dopo la sconfitta col Milan è diventata, quando va bene, una versione molto sbiadita del Napoli di Sarri; quando va male, come contro il Verona, una macchina totalmente inceppata. È forse questo il problema di Sarri: il Comandante ha bisogno di una macchina perfetta, con un’organizzazione netta e chiara, ed una velocità di esecuzione altissima. La Lazio di adesso è invece lenta, con poco ritmo e grinta, e soprattutto poco flessibile e capace di gestire i momenti. Ma soprattutto, com’è possibile che una squadra possa prescindere in questo modo da Luis Alberto? Il giocatore che, insieme a Milinkovic-Savic, formava il miglior tandem di centrocampisti del campionato e che ora è ai margini della squadra?

1 – Lo United umiliato.

I tifosi che abbandonano lo stadio a partita in pieno svolgimento è la fotografia di cosa abbia significato Manchester United- Liverpool. Un’umiliante e bruciante sconfitta, la peggiore incassata nella storia del derby d’Inghilterra. Ha inoltre significato, ancora una volta, la vittoria dell’organizzazione sul denaro. Infatti, mentre a Marsiglia i campioni del PSG restano a secco, a Manchester i milioni di sterline dei Red Devils vengono subissati da una serie di sessioni di mercato oculate e mirate, e da un’organizzazione tattica impeccabile e ben definita. Il problema, ad una settimana dall’acquisto del Newcastle da parte del fondo PIF, è: quando lo capiranno?

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Nuova avventura per Cuper: ufficiale la sua nomina alla guida di una Nazionale

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Cuper

Si apre un nuovo capitolo nella carriera da allenatore di Hector Cuper. L’ex allenatore di InterValencia tra le altre è pronto ad una nuova esperienza che lo vedrà vestire i panni da ct di una nazionale per la quinta volta in carriera.

È infatti ufficiale il suo approdo sulla panchina della Siria, così come comunicato dai vertici della Federcalcio siriana. Cuper aveva chiuso la sua ultima esperienza da allenatore lo scorso agosto, dopo la fine della parentesi sulla panchina della nazionale della Repubblica Democratica del Congo. Oltre a svariate esperienze da allenatore sulle panchine di squadre di club, tra cui spiccano le 109 panchine nella Milano nerazzurra a cavallo tra il 2001 e il 2003, l’argentino conta una lunga esperienza da consulente tecnico di diverse nazionali. La prima panchina internazionale assoluta risale al 2008 in qualità di ct della Georgia. Da lì in poi diverse nazionali si affideranno alle sue capacità, come testimoniato dagli incarichi alla guida di Egitto, Uzbekistan e la già citata Repubblica Democratica del Congo.

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Altri guai per Benzema: il francese esce contro il Valencia per infortunio

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Benzema

Sono minuti di grande preoccupazione in casa Real Madrid. In un match tutto sommato tranquillo, condotto per 2-0 contro il Valencia, si è infortunato Karim Benzema.

Il francese stava giocando sin lì strepitosamente, ed era riuscito a mettere a referto due preziosi assist per Asensio e Vinicius Jr. Al sessantesimo minuto di gioco, però, Benzema si è accasciato a terra per dei dolori muscolari. A quel punto, anche per precauzione, mister Ancelotti ha deciso di toglierlo dal campo in favore di Rodrygo. Seguiranno aggiornamenti nelle prossime ore.

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Tegola infortuni in casa Porto: preoccupazioni in vista della sfida contro l’Inter

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Come riportato dal quotidiano portoghese Record, il Porto è alle prese con diversi guai muscolari.

Ai già infortunati Francisco Meixedo (portiere della squadra B del Porto, ma aggregato anche alla prima squadra e che si stima possa tornare per il 28 febbraio), il mediano Marko Grujic (soffre di un problema muscolare dal 24 gennaio), e l’ala sinistra Gabriel Veron (infortunatosi alla caviglia il 30 gennaio), si aggiungono anche due fari della squadra, ossia Otavio ed Eustaquio. 

Il primo ha accusato un problema alla coscia destra, durante l’ultima sfida contro il Maritimo, che gli ha fatto lasciare anzitempo il campo. Il secondo, invece, ha accusato un problema al legamento collaterale interno del ginocchio sinistro.

Questi infortuni preoccupano il mister della squadra Sérgio Conceição, sia per il proseguo del campionato, essendo il Porto secondo in classifica, e distante 8 punti dalla capolista Benfica, ma soprattutto anche in vista della sfida di andata degli ottavi di finale del 22 febbraio, contro l’Inter. 

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Rui Costa sul trasferimento di Enzo Fernandez: “Non ha mostrato alcuna voglia di restare”

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Il presidente del Benfica Rui Costa ha rilasciato un’intervista sul portale Bwin Portugal. L’argomento principale dell’intervista è stato il passaggio dell’ex centrocampista dei lusitani Enzo Fernandez al Chelsea.

Ha parlato in primis di come lui ha reagito al volere di Enzo Fernandez di trasferirsi. Rui Costa voleva evitare ciò, ma il ragazzo è stato inamovibile nella sua scelta:

“Si è fatto tutto perché non accadesse. Sono triste per aver perso il giocatore, ma ho la coscienza pulita di aver fatto il meglio per il Benfica. Enzo non ha mostrato alcuna voglia di restare. Temevamo che qualcuno superasse la clausola, abbiamo provato a offrirgli un aumento, ma la proposta che il Chelsea ha fatto ad Enzo per noi era irrealizzabile”.

Il numero 1 del Benfica ha poi proseguito:

 “Dal momento in cui ha capito che avrebbero pagato la clausola, Enzo è stato intransigente. Abbiamo insistito, ma non ha mostrato alcuna disponibilità a proseguire al Benfica. Ho proposto al Chelsea di farlo restare fino all’estate per poi averlo ad un prezzo inferiore. Il giocatore, anche così, non ha voluto continuare al Benfica. Ed è qui che tutto è cambiato. Un giocatore che, anche con la possibilità di non perdere un euro e con un contratto sicuro con il Chelsea, non vuole restare, non potrebbe mai continuare a giocare al Benfica. Enzo Fernandez non sarebbe più potuto entrare negli spogliatoi“.

Ancora triste per il trasferimento del classe 2001, ma Rui Costa ora pensa al futuro del club. Sia per le prestazioni in campo, che fuori, per la sua crescita:

“Speravo che volesse lottare con noi per il titolo. Quando ho capito che non voleva, non volevo nemmeno che indossasse di nuovo la maglia del Benfica. Al Benfica, e questo vale anche per le giovanili, ci sono solo giocatori orgogliosi di vestire la maglia del Benfica. L’impegno è non battersi il petto quando torna utile. L’impegno è ciò che abbiamo fatto ad Arouca”.

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