Dove trovarci

Archivio generico

Da Diez in giù! Napoli, Palmeiras e il tridente neroverde…

Da Diez in giù! Napoli, Palmeiras e il tridente neroverde…

Da Diez in giù: le pagelle di Numero Diez per la giornata appena trascorsa!

10 – Il Napoli di Mertens, capolista solitario.

Manca Osimhen? Nessun problema, ci pensa Mertens! Nella notte di Maradona il Napoli torna da solo in testa alla classifica staccando il Milan, e lo fa nel migliore dei modi: vincendo per 4-0 contro una big. I partenopei allontanano le critiche e i detrattori con una prestazione magistrale, e si confermano come una seria contendente per lo Scudetto. Il fatto che la vittoria poi arrivi con quattro reti da premio Puskas è la ciliegina sulla torta…

9 – Palmeiras campione.

Nella semi-indifferenza dei media europei il Palmeiras vince la sua terza Copa Libertadores, la seconda di fila. Nella finale tutta brasiliana fra Palmeiras e Flamengo trionfano i Verdão per 2 a 1, grazie al gol nei supplementari di Deyverson. L’ex Alaves è stato fra l’altro protagonista di un siparietto che ha fatto il giro del mondo, una simulazione tanto plateale quanto patetica. Tante vecchie conoscenze nella finale del massimo torneo continentale sudamericano, fra cui Gustavo Gomez e Felipe Melo fra le file dei paulistiMauricio Isla, Pedro e l’incredibilmente ancora in attività Diego fra i carioca.

8 – Il tridente neroverde.

Il Sassuolo impartisce una lezione inibendo il Milan di Pioli, e a distinguersi nella partita dell’anno per i neroverdi è il tridente, ma non quello offensivo bensì quello di centrocampo. Il semi-sconosciuto trio Frattesi-Maxime Lopez-Matheus Henrique ha fatto girare la testa ai rossoneri, ed è paradossale che i tre siano praticamente quasi sempre stati fuori dai radar dei grandi club.

Il primo, instancabile incursore, ha sempre gravitato in orbita Sassuolo, girando però vari anni in prestito e arrivando alla Serie A solo in questa stagione. Il secondo è l’unico ad aver avuto esperienze in grandi club di livello europeo; Maxime Lopez è infatti già stato per quattro anni uno dei pezzi pregiati dell’Olympique Marsiglia, ma nonostante questo è arrivato al Sassuolo nel silenzio, e nel silenzio si è preso il campo fino alla fragorosa esplosione contro la Juventus. L’ultimo invece è la più fresca delle scoperte neroverdi, appena alla terza presenza. Il brasiliano Matheus Henrique infatti, appena sbarcato dal Gremio si è imposto per la prima volta contro il Milan, palesandosi come la più lieta sorpresa della giornata. Tre centrocampisti intercambiabili, un trio dinamico, caparbio, tecnico ed intelligente, che ha condannato il non più capolista Milan alla seconda sconfitta di fila.

7 – La Toscana è azzurra.

In una regione per nulla caratterizzata dalle rivalità cittadine si è svolto il derby dell’Arno; e l’ammiraglia Fiorentina è crollata contro la frazione Empoli. Un pesante ridimensionamento per la squadra di Italiano, che rimette i piedi per terra dopo aver spiccato il volo contro il Milan. Il solito Vlahovic porta in avanti i gigliati, che poi si rilassano e pagano dazio. Un Bajrami in stato di grazia cambia l’inerzia della partita e, sospinti dal proprio pubblico, gli azzurri trovano prima il pareggio con Bandinelli e poi all’ultimo respiro il gol della beffa con Pinamonti. La Fiorentina frena con l’amaro in bocca, e l’Empoli si conferma all’undicesimo posto come una delle squadre rivelazione di questa Serie A.

6 – Samp fuori dalla melma (?)

Mentre i cugini genoani affondano sempre di più la Samp cerca di uscire dalle sabbie mobili della zona retrocessione. La fiducia confermata a D’Aversa ha dato i suoi frutti, e per i blucerchiati dopo le tre sconfitte di fila sono arrivate due vittorie; l’ultima particolarmente importante perché arrivata contro il finora sorprendente Verona di Tudor. Adesso la Samp è quindicesima, a cinque punti dalla zona retrocessione; un tesoretto esiguo ma che in una lotta così serrata e ricca di squadre potrebbe rivelarsi provvidenziale.

5 – Tagliar la testa al Toro.

Un’insufficienza più che altro punitiva per il Torino, che ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per lottare a livelli più alti. Juric si è arenato in una versione quasi manieristica del suo gioco, tanto possesso palla, come sempre tanta aggressività, ma fine a se stesso, ben poco concreto. Per il Toro è già la quarta sconfitta di fila fuori dalle mura amiche, ed ora senza Belotti serve una svolta per tornare a stupire…

4 – Il Milan si è montato la testa?

Il Milan crolla per la seconda volta di fila, e la somiglianza sul come sono arrivate le due sconfitte è preoccupante. Una squadra che è forte, e forse ne è troppo consapevole: poco cinismo e superficialità sono i titoli di queste due disfatte. Contro il Sassuolo i primi 30 minuti sono funambolici, con il Diavolo che assalta con 6 uomini e fa del Sassuolo quello che vuole, ma non finalizza. Poi i due inaspettati gol del Sassuolo, la luce si spegne e il pallino del gioco passa di mano. Da un lato uno dei migliori Milan della stagione, dall’altro quello che è sicuramente il peggiore. Delle due partite restano zero punti e sette gol subiti, la maggior parte dei quali provenienti da stupidi errori in uscita.

3 – Juventus (all or) nothing.

La settimana del lancio della serie tv All or nothing: Juventus si è trasformata in un incubo per i bianconeri. Prima l’imbarcata presa dal Chelsea, poi la sconfitta interna in campionato contro l’Atalanta – che non arrivava dal 1989 – e venerdì pomeriggio il blitz della Guardia di Finanza, che ora bracca i dirigenti bianconeri sulle plusvalenze gonfiate e sul bilancio “aggiustato ad-hoc”; Si addensano le nubi sopra Torino…

2 – Il ritorno del Covid?

Lo spettro del Covid 19 torna ad aleggiare sugli stadi europei. In questo fine settimana sono state già due le partite dei grandi campionati pesantemente influenzate del virus. In Portogallo a causa della positività di ben 17 giocatori il Belenenses è stato costretto a scendere in campo contro il Benfica con soli 9 giocatori, di cui 2 portieri. Dopo un primo tempo impietoso la partita è stata sospesa a causa di ulteriori defezioni. In Germania invece il Red Bull Lipsia è sceso in campo con una rosa parecchio rimaneggiata nella partita contro il Bayer Leverkusen a causa di un focolaio scoppiato al ritorno della trasferta di Champions League a Bruges. La situazione è ancora sotto controllo, ma quella domenica di Marzo 2020 è ancora nella memoria di tutti noi.

1 – Il tramonto di Maurizio Sarri?

Un Napoli straripante, allegro, sembra la squadra del 2018, quella di Maurizio Sarri, e invece il toscano siede dal lato opposto della barricata. È arrivato il momento del processo per la Lazio, e sul banco degli imputati c’è Maurizio Sarri. Nelle ultime sei partite gli aquilotti hanno raccolto i tre punti solo due volte, nella risicata vittoria contro la Fiorentina e contro la modesta Salernitana; gli uomini di Sarri hanno poi pareggiato contro l’Atalanta e perso contro Juventus, Verona e adesso Napoli. Un bottino magro per una squadra che ad inizio anno sembrava poter essere una seria candidata alla zona Champions, ma che lentamente si scioglie come neve al sole. A preoccupare però più che i risultati sono le prestazioni; il sarrismo non ha attecchito, la squadra è slegata e la fase difensiva è da mani nei capelli. In quello che era il suo tempio si è svolta l’esecuzione in pubblica piazza di Maurizio Sarri.

Lascia un commento

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altro in Archivio generico