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Da Diez in giù! Piqué nella storia, un altro Haaland e in Italia…

Da Diez in giù! Piqué nella storia, un altro Haaland e in Italia…

Diez – Piqué nella storia.

Il Barcellona sta vivendo il periodo più difficile della sua storia recente, ed è anche per questo che uno dei pochi residui del grande Barça merita un premio. Se Koeman e i suoi hanno trovato i primi tre punti in Champions il merito è solo di Gerard Piqué. Ma il Diez non è dovuto alla bellezza o al peso del gol, a dire il vero non particolarmente degni di nota; bensì al fatto che con questa rete il catalano abbia raggiunto quota 16 gol in Champions League, diventando il difensore con più reti nella storia della competizione.

Un riconoscimento particolarmente importante sia perché arrivato in un periodo difficile, sia perché con questa rete Piqué ha staccato il rivale di sempre Sergio Ramos, fermo a quota 15. Un traguardo che ancora una volta inserisce lo spagnolo negli annali della storia del calcio.

9 – La macchina azzurra.

Il Napoli vince e convince, e se il secondo aspetto ormai non è una novità, il primo lo è, almeno per quanto riguarda i gironi di Europa League. I partenopei conquistano infatti i primi tre punti del girone dominando la capolista Legia Varsavia; ma a valere il voto ed il prezzo del biglietto sono i 3 gol. Insigne apre la partita dopo 75 minuti di calcio pirotecnico con un capolavoro di controbalzo; Osihmen raddoppia strappando il Legia Varsavia in contropiede sempre su assist di Insigne; e infine Politano la chiude in solitaria con un sinistro da 30 metri. Ora per il Napoli è pronto un test fondamentale contro la Roma.

8 – Il pressing del Porto.

Le abilità tattiche di Conceicao si erano già viste l’anno scorso, quando ha ingabbiato la Juve di Pirlo eliminandola dalla Champions. Ma quella vista martedì è forse la migliore prestazione fatta fin ora in Champions dal Porto di Conceicao. Una macchina da pressing perfetta, capace di allungarsi e contrarsi senza perdere equilibrio, sempre in superiorità numerica in zona palla, vertiginosamente verticale in fase offensiva.

Il Milan per la prima volta in stagione è sembrato impotente contro i ritmi frenetici del Porto, e probabilmente solo la coppia difensiva rossonera e le qualità tecniche non eccelse dei centravanti dei Dragoni hanno salvato i rossoneri da un’imbarcata.

7 – Il nuovo Haaland?

Il Salisburgo è una delle vetrine più pregiate per i talenti europei. Haaland e Szoboszlai sono solo gli ultimi talenti usciti dalla fucina Red Bull ed in questa tornata di Champions un altro talentino è uscito allo scoperto. È il caso di Noah Okafor, classe 2000 con già 4 gol all’attivo in campionato, che contro il Wolfsburg ha messo a segno una doppietta decisiva per la vittoria dei suoi.

È bastato questo per entrare nel poco prestigioso club dei “nuovi …”, guadagnandosi l’appellativo di nuovo Haaland; club in cui si sta già piuttosto stretti a dir la verità, dato che sono già presenti il compagno di squadra Adeyemi, Daka del Leicester e il norvegese Botheim, principale mattatore della Roma di Mourinho.

Tempo al tempo, intanto… via al televoto!

6 – Atalanta guerriera.

Forse, nonostante le vittorie di Inter e Juventus, l’italiana di cui andare più orgogliosi (nota bene) in questa giornata di Champions è l’Atalanta. La squadra di Gasperini va ad Old Trafford e cerca di imporre il suo gioco e per un bel po’ ci riesce andando in vantaggio con due gol nella prima mezz’ora. Poi l’emergenza difensiva si fa sentire e se gli avversari fanno entrare dalla panchina Sancho, Pogba e Cavani la situazione si complica non poco. Bastano delle semplici disattenzioni difensive per regalare ai Red Devils una vittoria che per un momento è sembrata lontana.

L’amarezza resta, ma l’Atalanta in Europa continua fare bella figura e la qualificazione è ancora perfettamente a portata di mano…

5 – Lipsia ancora a zero punti.

L’unica attenuante è un girone di ferro. Ma l’inizio di stagione del Lipsia è disastroso ed i punti nel girone lo testimoniano a pieno. Ultimo posto nel girone ed ottavi in campionato, per i tori Red Bull è definitivamente crisi nera.

4 – I gol presi dal Dortmund.

Un Ajax in versione 2018/19 affonda il Dortmund con 4 gol. Giovane, spavaldo, che diverte e che si diverte, la formula Ajax non tradisce mai e i lancieri sembrano pronti a sfornare una nuova generazione di talenti.

I tedeschi invece si aggrappano al loro di talento, ma Erling Haaland non può far tutto da solo. Il fenomeno norvegese prova a caricarsi la squadra sulle spalle ma è isolato dal resto dei compagni, intrappolati nella vorticosa macchina dell’Ajax. La grinta del campione non basta e solo il portiere Kobel salva il Borussia dall’umiliazione più totale.

3 –  La resa incondizionata dello Shakhtar Donetsk.

Non ci si aspettava di certo che la squadra ucraina ripetesse l’impresa dello scorso anno battendo i Blancos. Non era troppo chiedere, però, un po’ più di vivacità da parte degli arancioneri, spinti dal calcio offensivo di Roberto De Zerbi. Invece, dopo la dura sconfitta al primo turno contro lo Sheriff, quarta forza del girone, e gli zero gol segnati nelle prime due partite, i ragazzi allenati dall’ex Sassuolo subiscono un’imbarcata. Sembrano i segni di una resa…

2 – Gli accoppiamenti della Conference League.

Le partite che la nuova Conference League ci regala sono sempre più stranianti e grottesche. Dagli slovacchi dello Slovan Bratislava contro il Lincoln, squadra dello Stato di Gibilterra fino ad arrivare agli estoni del Flora costretti ad un pareggio dai ciprioti dell’Anorthosis.

Nel Girone H invece gli azeri del Qarabag hanno sfidato i kazaki del K. Almaty, in una sfida dal sapore ex-sovietico. E se pensavate che la Roma, costretta fino ai ghiacchi norvegesi, meritasse di diritto il premio “Scarpinata” fareste meglio a vedere il Girone A, dove gli israeliani del Maccabi Tel Aviv si sono imbarcati in un moderno esodo fino ad Helsinki, subissando peraltro la squadra di casa per 5-0, alla faccia di chi si lamenta della stanchezza del viaggio.

(Special) 1 – Mou lo scaricabarile

La Roma si arena come il Titanic fra i ghiacci di Bodo. Il 6-1 umilia la squadra di Mourinho, che merita la bocciatura totale, ma come se questo già non fosse abbastanza lo Special One in conferenza stampa ci mette del suo.

La famiglia Roma è molto forte dal punto di vista dell’amicizia, ma sapevo che siamo una squadra con tanti limiti. I primi 12-13 giocatori sono una cosa, gli altri sono un’altra”.

I panni sporchi si lavano nello spogliatoio ed umiliare pubblicamente i proprio giocatori in questo modo è solo un modo per cercare di farsi scudo dalle critiche; non aggiunge niente alla partita ed al dibattito, è solo una scusa, peraltro poco convincente. Infatti fra gli undici della Roma di ieri sera c’erano giocatori dal livello acclarato, non certo campioni, ma sicuramente al livello del Bodo; da Villar ad Ibanez, passando per Kumbulla, Diawara ed il portiere Rui Patricio. E poi, se le riserve sono tutte di livello inferiore, perchè metterle in campo tutte insieme?

 

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