I nordamericani, all’opposto dei loro cugini del Sud, con il calcio non hanno mai avuto un grande feeling. I piedi non sono mai stati la parte del corpo preferita per colpire una palla per gli statunitensi, che hanno sempre preferito le mani o al massimo una mazza. Hanno provato a farselo piacere quello strano sport chiamato soccer, prima fra la fine degli anni 70′ e l’inizio degli anni 80′, quando l’allora campionato USA, la NASL, vide approdare sulle sue sponde la prima ondata di campioni: Pelè, Cruijff, Beckenbauer, sono solo alcuni dei nomi transitati dal paese a stelle e strisce durante quel periodo.

La seconda ondata si ebbe negli anni 2000 e perdura ancora oggi, periodo in cui i club della MLS iniziarono a fare incetta di campioni sulla via del tramonto: Pirlo, Beckham, Henry, Ibrahimovic e molti altri. E proprio di questa seconda ondata è figlia la nuova generazione di calciatori statunitensi e canadesi che si sta facendo spazio nel Vecchio Continente.

Fonte: profilo ig @alphonsodaviess

La vittoria della Champions League da parte del Bayern Monaco ha segnato un momento storico ed epocale per il soccer. Infatti la Champions 2019/20 ha visto per la prima volta un giocatore nordamericano trionfare nella competizione; e non solo trionfare, perchè il giocatore in questione è Alphonso Davies, canadese rivelazione assoluta di questa Champions League, che si è imposto in questa stagione come uno dei terzini più forti del mondo e come uno dei protagonisti delle corazzata bavarese. Il canadese è il primo fra i giocatori nordamericani a dimostrare un tale talento, e sopratutto è il primo grande giocatore sfornato dalla MLS, simbolo per il nuovo movimento calcistico USA e dimostrazione che l’MLS non è più solo una pensione per vecchi campioni, ma un incubatore di talenti a cui guardare seriamente.

LA “NEW WAVE” A STELLE E STRISCE

Da Christian Pulisic al neo-juventino McKennie sono molti i talenti “made in USA” che si stanno imponendo nelle squadre europee. Pulisic è stato il primo di questa generazione d’oro a farsi notare nel Vecchio Continente, prima con la maglia del Borussia Dortmund e poi con quella del Chelsea, a cui è passato per la cifra record per un calciatore statunitense di 64 milioni. Pilastro della nascente nazionale USA Pulisic ha però ancora l’aria di talento inesploso; infatti, nonostante le sue doti tecniche siano sotto gli occhi di tutti, in maglia Blues non si è ancora imposto come il grande campione che ci si aspettava al suo acquisto. Il prossimo, con un Chelsea nuovamente competitivo, sarà l’anno del verdetto per il ventiduenne: eterno talento o campione?

IL “CORRIDOIO RED BULL”

Altro momento storico vissuto dal soccer nel 2020 è stata la partita di quarti di finale di Champions League fra RB Lipsia e Atletico Madrid. Questa partita infatti non solo ha portato alla squadra di Nagelssman la prima semifinale di Champions della sua storia, ma ha anche sancito il primo gol di un calciatore statunitense in un quarto di finale di Champions League. A segnare un’altro talento a stelle e strisce, questa volta ancora tutto da sgrezzare, il ventunenne del Lipsia Tyler Adams.

Il centrocampista del Lipsia poi, oltre questo già straordinario traguardo, rappresenta il simbolo e il compimento di un percorso che in molti hanno seguito e molti ancora seguiranno, quello Red Bull. Il “corridoio del toro” percorso da Tyler Adams è infatti uno dei percorsi preferenziali per arrivare dall’MLS all’Europa. Adams, cresciuto nel vivaio della “filiale” RedBull newyorkese è infatti approdato nel 2018 a Lipsia con corsia preferenziale, arrivando velocemente alla titolarità nella compagine tedesca. Non è un caso poi che la panchina del RB Salisburgo sia stata affidata a Jesse Marsch, primo allenatore statunitense a fare strada in Europa.

Fonte: profilo ig @west.mckennie

Ultimo talento statunitense affermatosi in una grande squadra al di qua dell’Atlantico è il nuovo rinforzo della Juventus di Pirlo, Weston McKennie. A soli 22 anni con 75 presenze McKennie è da ormai 3 anni un titolare della mediana dello Schalke 04; centrocampista antitetico allo stesso Pirlo, McKennie è il classico pitbull della mediana, sì dotato tecnicamente ma che fa dell’esasperato atletismo il suo punto di forza. Straordinario recuperatore di palloni, McKennie sarà l’equilibratore della squadra bianconera, e andrà a sostituire Blaise Matuidi che, per contro, raggiungerà l’america di McKennie andando in forza all’Inter Miami.

 LA NUOVA GIOVANISSIMA NAZIONALE USA

Ma questi sono solo i talenti Yanks ad essersi imposti nel panorama europeo, ma sono molti ancora quelli che aspettano solo di esplodere. Basti vedere la nazionale statunitense che l’anno scorso ha stupito tutti al mondiale U-20, non per le prestazioni, in verità piuttosto deludenti, ma per il cristallino talento mostrato dai suoi interpreti.

Primo fra tutti il capocannoniere della squadra, Sebastian Soto, attaccante classe 2000 in forza all’Hannover che, vice-capocannoniere del torneo con 4 reti, ha brillato in Polonia per il suo senso del gol che è costato alla Francia un posto ai quarti. Da subito chiamato l’Inzaghi d’America Soto si distingue, proprio come Superpippo, per il suo killer instict davanti al portiere.

Fonte: profilo ig @sabastian.soto9

E’ emerso meno rispetto a Soto il suo compagno di reparto Timothy Weah. Il figlio di George che, come il padre, fa dell’esplosività la sua arma principale, sembra essersi un po’ perso dopo un inizio di carriera fulminante che ha fatto di lui il più giovane marcatore della storia della Nazionale statunitense. Solo 3 presenze quest’anno con la maglia del Lille ma, complice anche l’addio di Osimhen, si spera che la prossima stagione possa trovare più spazio.

E poi Giovanni Reyes, centrocampista completo che si sta facendo lentamente strada fra le gerarchie del Borussia Dortmund; Sergiño Dest, terzino rivelazione dell’Ajax richiesto, fra gli altri, dalla Juventus di Pirlo; Josh Sargent, altra prima punta considerato dai tifosi del suo Werder Brema un predestinato.

Questa l’ossatura di una nazionale USA che per la prima volta potrà dire la sua contro le grandi potenze del calcio. Il grande banco di prova sarà il Mondiale 2022, intanto la bandiera a stelle e strisce coccola la sua nuova golden generation.

(Fonte immagine in evidenza: profilo instagram @cmpulisic)