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Dalla Champions League alla Serie B

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Dalla Champions League alla Serie B

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16 maggio 2010: in una stagione che si rivelerà trionfale per il calcio italiano grazie all’impresa dell’Inter di Mourinho in Champions League, la Sampdoria di Luigi Del Neri, Giampaolo Pazzini e Antonio Cassano raggiungerà il quarto posto in classifica accedendo ai preliminari di Champions League, ventun anni dopo l’ultima volta. I goal di Cassano e Pazzini, rispettivamente nove e diciannove in Serie A, accompagnarono i blucerchiati fino al quarto posto grazie alla vittoria contro la Roma alla quartultima giornata, chiudendo la stagione imbattuti tra le mura amiche e come miglior difesa casalinga tra i maggiori campionati europei; solo 10 i goal subiti a Marassi per la Samp di Del Neri, meglio di Barcellona (11) e Manchester United (12).

CHAMPIONS LEAGUE

18 agosto 2010: Inizia l’avventura in Champions League per una Samp galvanizzata dal risultato ottenuto nella stagione precedente: l’impatto con l’Europa è però di quelli da dimenticare finendo nel tritacarne del Werder Brema che demolisce le certezze blucerchiate con un netto 3-1. A una settimana dal ritorno, inizia a incrinarsi qualcosa dalle parti di Bogliasco.

24 agosto 2010: Pazzini e Cassano, Cassano e Pazzini. La coppia che Garrone ha eletto a sua salvatrice porta la Sampdoria sul 3-0 al minuto 85 tra le mura di Marassi, e la sentenza della rinascita blucerchiata sembra si stia per incidere sulla lapide del Werder Brema. É prima Rosenberg, in pieno recupero, a spezzare i sogni di gloria blucerchiati mandando la sfida ai tempi supplementari segnando il goal che riporta la sfida in equilibrio dopo il risultato dell’andata. Si può così dire che lo psicodramma sampdoriano inizi proprio qui: nei primi minuti dei supplementari dove le certezze granitiche divennero macigni insopportabili, quando lo stadio amico fino alla stagione precedente diventa un girone infernale dal quale sembra non esserci ritorno. É Pizzarro a svegliare Cassano e compagni da un sogno lungo una stagione, ricacciando la Sampdoria in fondo al tunnel chiamato Europa League, in quella crisi psicologica che sfocerà nel dramma sportivo del maggio successivo.

Fonte immagine: profilo Instagram ufficiale di Cassano

I COLPI DI GRAZIA

3 Gennaio 2011: Colpo di grazia alla stagione già compromessa della Sampdoria lo infliggerà il mercato di riparazione delle grandi di Italia. Prima Cassano, il 4 gennaio, passerà al Milan dopo una furente lite con Garrone andando a vincere l’ultimo scudetto del diavolo. Poi sarà il turno di Pazzini, autore di sei goal in campionato (che sommati ai 19 della stagione precedente portano il totale a 25 in un anno e mezzo) che raggiungerà i campioni d’Europa in carica dell’Inter in piena corsa scudetto contro il Milan di Allegri. Sarà la prima vera rivoluzione economica che la Sampdoria post quarto posto affronterà, rinunciando ai due autori di cotanta impresa. Dopo i 41 punti conquistati nel girone di ritorno della stagione precedente, ecco che la seconda parte di quella in corso si preannuncia come lotta per la sopravvivenza nella massima serie.

8 maggio 2011: l’ultimo, definitivo, colpo che affonda la nave blucerchiata è il derby della Lanterna dell’8 maggio 2011. La Samp, in corsa per ottenere punti validi per sperare nella salvezza, si gioca con il Lecce di Chevanton l’ultimo piazzamento per rimanere in Serie A. Nella sfida tra Lecce e Napoli al Via del Mare però, Chevanton regala ai pugliesi il goal vittoria che condannerebbe, anche se non matematicamente, i rivali blucerchiati alla serie B. Nella notte di Marassi il Genoa, già vittorioso nel derby d’andata e decimo in classifica, potrebbe accettare le voci di una combine che accontenterebbe tutti, sindaco compreso. La città ha bisogno di due squadre in Serie A e la torta consentirebbe alla Sampdoria di rimanere ancora a galla per la giornata successiva, quando avrebbe affrontato il Palermo  a Marassi giocandosi tutto davanti ai propri tifosi.

La partita scivola lenta e l’1-1 maturato alle soglie dei minuti di recupero fa pensare che effettivamente, a Genoa e Samp vada bene così, e che non ci sia motivo per infierire sulla terribile stagione vissuta dai concittadini. É il minuto 82, e Ballardini, tecnico del Genoa, concede pochi scampoli di match a Mauro Boselli, argentino di Buenos Aires giunto a Gennaio e autore di sei reti fino a quel momento con la maglia rossoblù. Doveva essere nient’altro che una comparsa all’interno di un copione già scritto, un attore non protagonista su un palcoscenico che stava per spegnere le luci su un pareggio che lasciava ancora speranza di redenzione. Divenne il retrocessore in quel lasso di tempo che gli bastò a stoppare il pallone verticalizzato da Milanetto e a girarlo con precisione irripetibile all’angolino lontano dove Da Costa non immaginava potesse finire il pallone. La bolgia che si scatenò a Marassi dopo il goal coinvolse il tifo rossoblù che, grazie a quell’argentino, vinse il secondo derby stagionale e condannò, almeno virtualmente, la Sampdoria alla retrocessione.

15 maggio 2011: Termina lo psicodramma blucerchiato con la sfida al Palermo in cui tutte le speranze sono riposte in uno stadio che un tempo aveva costituito la roccaforte da cui costruire i propri sogni europei. La sconfitta ad opera dei rosanero è devastante, la Samp retrocede davanti ai propri tifosi dieci mesi dopo aver fatto risuonare la musica della Champions League tra le mura del Ferraris.

CASO ISOLATO?

Non è però un caso isolato quello della Sampdoria: accadde che, nel 2006/07, quando il Milan vinceva la sua ultima Champions League, il Chievo di, ironia della sorte, Del Neri, approdasse ai lidi della Champions League per poi retrocedere in serie B. I fatti di calciopoli della stagione 2005/06 portarono i clivensi al quarto posto in classifica spedendo la squadra dell’allora tecnico Pillon in Bulgaria, precisamente contro il Levski Sofia che, proprio come il Werder Brema, distrusse le speranze europee della squadra di Verona nei tempi supplementari. La stagione, deludente in Europa e tragica in campionato, si spegnerà progressivamente verso una retrocessione sancita dalla sconfitta nello scontro diretto con il Catania, dopo sei anni dalla conquista della Serie A.

Fonte immagine: profilo Instagram ufficiale del Chievo (@acchievoverona).

Psicodrammi societari con riflessi calcistici, questo l’unico plausibile motivo per una caduta verticale di questo tipo nell’arco di dodici mesi: Sampdoria e Chievo ritornano in Serie A l’anno successivo, appena in tempo per etichettare come episodiche stagioni drammatiche come queste.

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[FOTO] Retegui sblocca Genoa-Udinese in rovesciata: 2-0 all’intervallo

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Retegui Genoa Gudmundsson

RETEGUI GENOA UDINESE – Primo tempo avvincente al Ferraris tra Genoa e Udinese. Occasioni, corsa e anche un gol spettacolare.

L’andazzo della gara si capisce già dal primo minuto, con Giannetti che dopo pochi secondi stende Retegui e si prende il giallo. Dopo i tentativi, vanificati, di Ehizibue e Walace, Lucca colpisce di testa in area, venendo però fermato dalla traversa. Subito dopo, al 27′, Okoye si supera sul tentativo a botta sicura di Vasquez, che dopo sei minuti, di testa, trova anche il palo a impedirgli la gioia del gol. Poi il momento della serata: cross in mezzo, Giannetti devia ma la palla s’impenna, servendo a Mateo Retegui l’occasione perfetta per coordinarsi e colpire in rovesciata. Palla sul palo e vantaggio Genoa. I rossoblu aumentano i giri e, sette minuti dopo, trovano anche il raddoppio con Bani, che devia in rete un cross perfetto di Gudmundsson.

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Altri Sport

ESCLUSIVA – Zapelloni: “Difficile non pensare Verstappen campione del mondo, Pioli è a fine corsa”

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Pioli

Umberto Zapelloni, nota penna sportiva de il Giornale e Il Foglio, è intervenuto ai nostri microfoni per analizzare la stagione di Formula 1 che verrà, alla luce dei test terminati ieri in Bahrain, e per parlare della situazione del Milan, il cui prossimo mese sarà decisivo per le sorti europee e per la panchina dell’allenatore Stefano Pioli.

Diciannove piloti sanno che non vinceranno il Mondiale quest’anno“. Ha ragione Alonso alla luce dei test appena terminati in Bahrain?

Credo proprio che Alonso abbia ragione. Ad oggi è difficile pensare un esito diverso da Verstappen campione del mondo, soprattutto per come è terminata la scorsa stagione e per come è iniziata quella corrente. Altrettanto difficile, però, che possa vincere ventiquattro gare su ventiquattro o un numero simile a quello dell’anno scorso. Penso che solo un terremoto interno alla Red Bull, con il caso che ha avvolto il Team Principal Horner, possa essere l’unica possibilità per non dare ragione ai risultati finora visti in pista. La stabilità e costanza della monoposto Red Bull sono qualcosa di superiore: hanno modificato completamente il concetto di auto, traendo spunto da una filosofia Mercedes, e sono comunque riusciti a rimanere davanti. Bisogna però valutare quanto effettivamente siano davanti a tutti. L’anno scorso il distacco fu impressionante, forse quest’anno sarà inferiore. Non hanno provato le gomme morbide (che nel primo GP della stagione non verranno utilizzate, ndr), mentre la Ferrari già l’anno scorso sul giro secco era molto rapida. Questo aspetto è tutto da vedere“.

Un’opinione più specifica sulla Ferrari? Come ha lavorato in questi giorni di test?

Ha sicuramente lavorato bene. È arrivata ai test con una macchina migliore dello scorso anno. I piloti sono contenti del loro feeling con la vettura e c’è una costanza di rendimento importante, cosa che nel campionato precedente era mancata. Quest’anno il setup è più facile da mettere a punto, c’è una buona base su cui migliorare. Uno dei punti deboli era il degrado gomme, ma dai test ora sembra abbastanza contenuto. È una macchina sincera: a differenza dell’anno scorso in cui ogni curva era un’incognita, ora i piloti sanno come la vettura effettivamente si comporta. Lo sviluppo è sempre stato punto uno dei punti deboli della Ferrari, ma già lo scorso anno abbiamo visto una scuderia che è riuscita a migliorare positivamente la macchina. Auguriamocelo anche per quest’anno.

Senna e Prost. La sfida infinita” (edito da 66thand2nd e pubblicato a gennaio 2024, ndr) è il titolo del suo ultimo libro: possiamo aspettarci un’altra vera rivalità quest’anno o i discorsi sono rinviati al 2026?

L’augurio è che possa capitare. Negli ultimi anni il più eclatante è stato il duello Hamilton-Verstappen ed è stato bellissimo. A differenza di Senna e Prost in questo caso c’è una differenza generazionale enorme, forse sarebbe meglio un confronto Verstappen-Leclerc, ma qui la differenza sta nel curriculum. L’olandese vanta un palmarès che il monegasco per ora si sogna. Senna-Prost è stato un confronto senza eguali: in primo luogo erano compagni di pista, poi erano bravissimi ad alimentare le polemiche fuori dalla pista, cosa che, per esempio, Hamilton fa, ma Verstappen no, se non sporadicamente a inizio stagione. Senna-Prost è una rivalità unica nel mondo dello sport, non solo nel circus della Formula 1“.

Il Milan affronterà nel prossimo mese Atalanta, Lazio, il doppio confronto con lo Slavia Praga, Hellas Verona e Fiorentina. È il mese decisivo per le sorti europee e per quelle di Pioli sulla panchina rossonera?

Sarà un mese fondamentale. Il Milan deve mantenere il posto Champions in campionato. Il distacco in classifica dalle inseguitrici c’è, ma considerate le ultime uscite in cui subiscono due gol a partita non si sa mai. Inoltre portare a casa l’Europa League creerebbe consapevolezza nei giocatori e ciò aiuta a vincere ancora, vedasi l’Inter dell’anno scorso. Il Milan è da diverso tempo che non vince un trofeo diverso dallo scudetto, quindi un successo europeo servirebbe eccome.

Sono convinto che Pioli sia a fine corsa: in certe partite ormai si notano troppi scollamenti. Lui ha fatto benissimo con il Milan, lo ha portato a un livello di consapevolezza che la squadra non aveva prima. Ha sì fatto qualche scivolone di troppo come i cinque derby persi, ma la media punti in questi anni rimane discreta. Anche le squadre di Serie A dopo un po’ devono cambiare allenatore. La prossima partita con l’Atalanta è complicata. Loro sono una squadra pericolosa e in questo momento sono molto in forma. Sono curioso di vedere De Ketelaere contro il Milan perché sta diventando il giocatore che probabilmente aveva intravisto Maldini, ma che Pioli non aveva saputo riconoscere“.

Nel caso in cui Pioli lasciasse il ruolo di allenatore, chi sarebbe il suo preferito per la panchina del Milan?

Se le alternative sono Conte o Thiago Motta farei il cambio, se invece sono meno intriganti allora rimarrei con Pioli e penserei a sistemare le lacune che questa squadra ha. L’allenatore sta comunque facendo miracoli con la rosa di cui dispone. Conte mi piacerebbe tantissimo, è un allenatore che riesce a tirare fuori il 130% della squadra che allena. Se lui dovesse accettare l’incarico, è perché la società gli ha proposto un mercato di livello, per cui la situazione sarebbe molto interessante. Thiago Motta sta facendo un ottimo lavoro con giocatori che non sono di primissimo livello. Se arrivassero lui e Zirkzee insieme sarei molto contento“.

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Pioli in conferenza: “Ricordo tutti su CDK, sul calendario…”

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Pioli in conferenza

PIOLI IN CONFERENZA – È appena terminata la conferenza stampa di Stefano Pioli in vista del big match di domani sera contro l’Atalanta. Il tecnico del Milan ha affrontato, ovviamente, anche il tema Europa League e il sorteggio con lo Slavia Praga.

PARTITA – “La partita di domani è molto importante per la classifica perché sotto continuano a fare punti. Affrontiamo una squadra che sta bene che insieme a noi e all’Inter ha fatto più punti nell’ultimo periodo. Troviamo un avversario che sta bene, che ci ha sconfitto già due volte. Prepareremo la partita quest’oggi e cercheremo di far bene“.

EUROPA LEAGUE –Atalanta favorita? Noi ce la giochiamo come Liverpool, Bayer Leverkusen e Atalanta. Anche noi vogliamo vincere l’Europa League. Quando è uscito lo Slavia Praga non ho penato niente. Dobbiamo penserà solo a noi. Non è stato un sorteggio facile perché lo Salvia è arrivato davanti alla Roma e sta lottando per il campionato“.

INFORTUNI – “Kalulu sta bene e con oggi completerà la prima settimana di lavoro con la squadra. Tomori sta pure bene. Avremo a disposizione tutti gli effettivi tranne Pobega che invece ha bisogno di più tempo. Oggi valuterò Bennacer“.

CDK –Ricordo i vostri sguardi su De Ketelaere, quando si diceva che aveva qualità e che Maldini e Massara non avessero preso un pacco o un bidone. In tanti in Italia hanno bisogno di un anno. Gasperini bravo a trovarvi una posizione più offensiva, poi ogni ambiente ha le sue aspettative e la sua storia“.

MONZA –Delle critiche meno se ne parla e meglio è, io non voglio essere negativo. Pensiamo a domani. Credo che abbiamo una rosa forte, credo che le scelte di Monza fossero quelle giuste per la condizione dei giocatori“.

CALENDARIO –Mi era stato proposto di giocare lunedì col Monza, ma siccome avevamo due partite casalinghe abbiamo preferito avere un giorno in più per il ritorno col Rennes. Ci era stato proposto di giocare lunedì con l’Empoli e non abbiamo accettato, ma non sapevo che avremmo giocato alle 15:00“.

MAIGNAN –Rimane uno dei migliori al mondo. È un professionista incredibile, ha l’ossessione di diventare il migliore al mondo. Lui esce sempre migliorato da qualsiasi situazione“.

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Sassuolo, Toljan out anche contro l’Empoli

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Atalanta Sassuolo formazioni ufficiali

Guai in vista per il Sassuolo che dovrà fare a meno di Jeremy Toljan nella sfida contro l’Empoli. Il match si giocherà domani alle 15 al Mapei Stadium. Il tedesco è stato un giocatore importantissimo per la squadra di Alessio Dionisi. Un infortunio lo sta tenendo fuori dal campo da più di un mese e probabilmente sarà ancora così per qualche settimana. Una lesione al bicipite femorale sinistro è quello che ha tenuto fuori il calciatore. I medici pensano che il rientro completo sarà rimandato di almeno una settimana.

JEREMY TOLJAN: OUT CONTRO L’EMPOLI

La conferma arriva direttamente da mister Dionisi che ha detto le seguenti parole: “Non recuperiamo nessuno rispetto alla gara precedente, si stanno avvicinando, qualcuno lo vedo dentro o vicino alla squadra, non faccio nomi ma a breve li riavremo e come sempre dobbiamo focalizzarci sull’allenamento di oggi che è l’ultimo in vista della gara di domani. Erlic ci sarà? Chi non c’era con l’Atalanta non ci sarà nemmeno domani”.

18 partite giocate, mai sostituito e 6 assist messi a referto. Toljan continua ad essere un giocatore insostituibile per il Sassuolo. Dionisi e i compagni lo vogliono quanto prima in gruppo, in vista delle partite più importanti della stagione neroverde.

 

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