L’Ajax, come ormai ben noto, è la più grande fabbrica di talenti europea; è pressochè infinita, infatti, la lista dei grandi nomi usciti dalle giovanili dei Lancieri. Un’accademia all’avanguardia che raramente sbaglia nella valutazione di un giovane. Ma, come spesso accade, c’è un’eccezione che conferma la regola; ed è il caso di Dani De Wit, da scarto dell’Ajax a diez dell’AZ.

Fonte: profilo Instagram @danidewit

IL RIMPIANTO DELL’AJAX

Classe 1998, de Wit arriva nell’academy dell’Ajax giovanissimo, ad appena 11 anni. Fra le file dei Lancieri percorre tutte le categorie giovanili, uscendo allo scoperto a 17 anni quando nel 2017/18 diede un contributo fondamentale alla squadra riserve per la conquista della Eerste Divisie, la seconda serie del calcio orange. Grazie a queste ottime prestazioni nel Febbraio 2018 fa il suo esordio con la prima squadra. Sembrava dover essere l’erede di De Jong, ma l’impatto con il grande calcio è traumatico. 12 presenze e 0 reti in due anni, i piani alti degli ajacidi non credono in lui, e lo svendono per 2 milioni di euro all’AZ Alkmaar nell’estate 2019.

Nella cittadina al nord dell’Olanda inizia la sua rinascita. All’AZ de Wit trova una generazione d’oro, che con lui si completa e porta il club biancorosso ad uno straordinario primo posto in Eredivise a pari merito con l’Ajax fino alla sospensione, e poi cancellazione, del campionato olandese causa Covid.

DIEZ CARRO ARMATO

Fonte: profilo Instagram @danidewit

Un diez sicuramente inusuale Dani de Wit, in primo luogo per il suo fisico. In un calcio che ci ha abituati a numeri dieci bassi e agili il nome di de Wit stona fra questi; un vero corazziere l’olandese che unisce 1,83 metri d’altezza a 76 kg di muscoli. Non a caso il suo ruolo prediletto nel 4-3-3 dei biancorossi è quello di centrocampista centrale, in modo da fare da raccordo fra la difesa e l’attacco. Infatti, al suo imponente fisico, de Wit unisce una tecnica sopraffina e una visione di gioco fuori dal comune. Aperture con il compasso, corsa, senso tattico, e un colpo di testa velenoso che può fare decisamente comodo.

Per la sua capacità di coniugare potenza fisica a doti tecniche potrebbe essere paragonabile a Zinedine Zidane o a Johan Micoud, sarà il tempo a decretare chi dei due sia il più azzeccato. Le sue versatili caratteristiche fanno poi di lui un giocatore estremamente duttile, non a caso in questi ultimi tempi, causa focolaio di Covid nello spogliatoio dell’AZ, de Wit è stato impiegato nei ruoli più disparati; ultimo di questi la punta centrale, ruolo dove si è ritrovato la scorsa settimana contro il Napoli, e che l’ha visto segnare il suo primo gol europeo.

NON SOLO DE WIT

De Wit è il diez ed uno degli elementi centrali dell’AZ Alkmaar, ma i Cheese Farmers sono molto di più, una delle squadre più interessanti del calcio europeo.

Vittoria contro l’Ajax sia all’andata che al ritorno, 0-0 interno contro il Manchester United, e record di punti in 17 partite eguagliato (record appartenente ad un certo Louis van Gaal). Poi una serie infinita di talenti lanciati: dall’allenatore, Arne Slot, alla primissima esperienza come primo allenatore; passando per Oussama Idrissi, ala da 13 reti in 25 match venduto al Siviglia per 12 milioni di euro; finendo con i due gioiellini, Calvin Stengs, jolly offensivo e implacabile assistman della squadra, 2,5 passaggi chiave a partita, 13 assist e 9 gol, un altro di cui sentiremo parlare; e infine il bomber, Myron Boadu, autentico trascinatore dell’AZ vicecapocannoniere dell’Eredivise a soli 19 anni con 14 reti, cercato in Estate anche da grandi  club come Napoli e Milan.

Fonte: profilo Instagram @danidewit

Questa stagione per l’AZ non è però cominciata nel migliore nei modi. Decine di giocatori positivi al Covid e solo 5 punti in 4 partite. Ma, anche nella burrasca, nel firmamento orange continua a brillare la stella di Dani de Wit, che con 3 reti tiene a galla la barca. Dani de Wit, il diez dell’AZ e dell’Olanda U21, uno dei pochi capaci di essere un rimpianto per l’Ajax.