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Danny Ings: one of our own

Un sapore speciale. È quello che lascia sempre una vittoria in un derby, che ci sia qualcosa in palio o meno. Una gioia particolare. È quella che resta nel cuore di chi di quel derby è stato il protagonista indiscusso, lasciando la propria firma non per una, bensì per due volte in quello che per lui non può essere etichettato come un match uguale a tutti gli altri. L’apoteosi. È quella che prova l’autore di quella doppietta, fiero indossatore di quel bianco-rosso che da sempre per lui rappresenta l’amore sconfinato per la squadra del cuore. Ancor di più nel giorno della stracittadina. Portsmouth-Southampton del 24 settembre scorso è significato tutto questo per Danny Ings, autore di due goal nel netto 4-0 con il quale i Saints hanno piegato il Pompey nel terzo turno di Carabao Cup, mettendo fine al cammino dei “cugini” nella competizione. Mai si era visto un risultato così roboante a favore del Southampton a Fratton Park, in un derby che non si disputava dal 2012 e che per gli uomini di Ralph Hasenhuttl ha significato anche la prima vittoria sul campo del Portsmouth negli ultimi 35 anni.

Una notte speciale. Ciliegina sulla torta della, finora, incredibile stagione di Danny Ings.

“Significa il mondo per i tifosi. Per me, essendo di Southampton, è un grande momento. Quando c’è stato il sorteggio non potevo credere di dover giocare un altro derby nella mia città. I nostri tifosi sono stati straordinari, hanno cantato dall’inizio alla fine e ci hanno aiutato a vincere. Segnare contro il Pompey è qualcosa di pazzesco. Per me questo è il derby più importante di tutti. Non vedevo l’ora di giocarlo” [Danny Ings intervistato da PA Agency].

L’attaccante inglese in questo ultimo scorcio di 2019 sta vivendo il periodo di forma migliore della sua intera carriera. Lo dimostrano i 9 goal già realizzati in Premier League, numero che lo pone al quinto posto della classifica marcatori del campionato. Cinque di questi sono arrivati consecutivamente nelle ultime cinque gare, avvicinando il bomber di Winchester a un record che in maglia Saints dura dal 1966, quando Ron Davies riuscì ad andare a segno per 10 match di fila in quella che all’epoca era nota come Division One.

https://www.instagram.com/p/B57Ni7Aj4Ii/?igshid=ahkpbprqb6nc

9 goal in 16 gare di Premier League. Così Ings ha già superato i suoi stessi numeri realizzati nella scorsa stagione, quando si dovette fermare a 7 reti in 24 match. Aggiungendoci poi la favolosa doppietta messa a referto nel derby di coppa contro il Portsmouth, l’ex Liverpool fino a questo momento si è reso autore di 11 marcature. Mai così performante nei primi mesi di una nuova stagione.

“He’s one of our own”. Questo il coro che i tifosi dei Saints hanno deciso di dedicargli da quella magica notte a Fratton Park. “Uno dei nostri”, a sottolineare l’appartenenza che da sempre Ings prova quando si trova a scendere in campo con la maglia del Southampton.

LA LUCE

Fonte foto: profilo Instagram ufficiale di Danny Ings

Nato a Winchester il 23 giugno 1992 e cresciuto a Netley, nell’Hampshire, Ings ha avuto il suo primo contatto con i Saints quando non era ancora entrato nella pubertà. Grazie alla Netley Abbey Primary School ottenne infatti il pass per iniziare una carriera nella “sua” squadra, salvo poi venire rilasciato dal club quando aveva solo 10 anni (era il periodo in cui i Saints erano focalizzati sulla crescita di Adam Lallana, Theo Walcott, Alex Oxlade-Chamberlain e Gareth Bale). Un primo incontro infelice che gli ha insegnato fin da subito che per raggiungere grandi traguardi è necessario lottare giorno dopo giorno, lasciandosi guidare da chi sa come trasformare una semplice camminata in una corsa inarrestabile. Per Ings questa persona è stata suo padre. Mentore e migliore amico, come prova il tatuaggio che il giocatore ha deciso di marchiarsi sul busto. Un bambino che con una mano stringe un pallone e che nell’altra si aggrappa al palmo di un uomo. Come quello che papà Ings tese al figlio dopo il ‘l’arrivederci’ pronunciato dai Saints e grazie al quale Danny iniziò a giocare per l’Itchen Tyroin, club di Sunday League Football con sede ad Hamble, dove il ragazzo frequentava la secondary school. Ex calciatore, suo padre era infatti allenatore di quel piccolo club che in poco tempo gli permise di recuperare la motivazione in se stesso e di mettersi alla prova con una nuova sfida: entrare nel Bournemouth.

Fonte foto: profilo Instagram ufficiale di Danny Ings

A 15 anni Ings ha infatti iniziato il suo cammino nelle giovanili delle Cherries, trovando anche il tempo per vivere un prestito al Dorchester Town (dove rimase per qualche mese prima di essere richiamato dal Bournemouth, bisognoso di lui poiché devastato dagli infortuni).

Nel 2011 la decisione di passare al Burnley, dove ad aspettarlo c’erano Eddie Howe, tecnico che lo fece debuttare nel calcio professionistico con il Bournemouth, e Charlie Austin, altro attaccante che ha segnato il recente passato del Southampton con i suoi goal. Ed è qui che, nell’industriale nord dell’Inghilterra, lo stakanovista Ings ha trovato il club ideale nel quale impressionare. Sia in campo che fuori. Nominato ‘Championship Player of the Year’ per la stagione 2013/2014, nella quale con i suoi 22 goal contribuì alla promozione del Burnley in Premier League (i Clarets finirono quel campionato al secondo posto della classifica di Championship, ndr), il traguardo più importante lo ha tagliato però fuori dal campo. A soli 22 anni ha infatti deciso di fondare il ‘Danny Ings Disability Project’, una fondazione che si occupa di fornire un allenamento calcistico a bambini con disabilità nell’area di Burnley.

Un’idea che al giocatore inglese venne con ogni probabilità dopo essersi fatto oltre 50 yards di corsa al termine di un match per regalare le proprie scarpe a Joseph Skinner, tifoso 13enne del Burnley, affetto da disabilità.

IL BUIO

Fonte foto: profilo Instagram ufficiale di Danny Ings

Dopo non essere riuscito a evitare la retrocessione del Burnley nel 2015 e aver visto scadere il proprio contratto, Ings quell’estate passò al Liverpool per 6.5 milioni di sterline, più 1.5 di bonus. Cifre decise dal Tribunale della PFA, come previsto dal regolamento. All’epoca l’attaccante non aveva superato i 24 anni di età e, non avendo Burnley e Liverpool raggiunto un accordo economico, il prezzo del cartellino del giocatore fu stabilito dall’organo di competenza.

Una decisone che per Danny doveva rappresentare l’inizio della consacrazione e che invece ha finito per permettere al buio di avere la meglio sulla luce. La sua parentesi in maglia Reds è infatti riassumibile in una sola parola: infortuni. Rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro al primo allenamento sotto la nuova guida di Jurgen Klopp e primo lungo stop. Altro infortunio questa volta all’altro ginocchio in un match di coppa contro il Tottenham e secondo lungo stop.

Chiuso poi dal favoloso trio formato da Mané, Firmino e Salah, nel 2018 Ings chiese e ottenne la cessione al Southampton, realizzando così il sogno di una vita.

Un trasferimento arrivato nell’ultimo giorno di mercato e che per un anno portò l’attaccante inglese in prestito ai Saints. Per il passaggio a titolo definitivo al Southampton ha infatti dovuto aspettare la scorsa estate, quando ha posto anche la firma su un contratto per i prossimi tre anni.

LA NUOVA LUCE

Fonte foto: profilo Instagram ufficiale del Southampton FC

Una ventata d’aria fresca che ha riacceso la luce nella mente di Ings, tornato a fare la differenza.

“Questo è il risultato di un ragazzo che lavora sempre. È esattamente dove deve essere ed è sempre positivo. Non potete credere quanto si impegna per vincere, per lavorare per la squadra. È fantastico. Segna perché è sempre nel posto giusto. Ha trovato il suo ritmo ora”.

Parole di coach Ralph Hasenhuttl dopo l’ultima vittoria contro il Norwich. Le stesse che avrebbe potuto pronunciare dopo le gare contro Liverpool, Tottenham, Chelsea, Wolverhampton, Everton, Arsenal o Watford. Perché Ings in questa stagione si è dimostrato inarrestabile ogni weekend, a dispetto di una classifica che per il Southampton recita 18esimo posto dopo 16 giornate.

Una posizione al momento poco piacevole ma che non ha ancora gettato i tifosi dei Saints nella disperazione. Il motivo? Danny Ings. L’uomo che può riaccendere la luce. Che può salvare una città.  

“Danny Ings. He’s one of our own”.

Fonte immagine in evidenza: profilo Instagram ufficiale di Danny Ings

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