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Che fine ha fatto Davide Lanzafame? Dalla Juventus alla rinascita in Ungheria

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Frosinone

CHE FINE HA FATTO DAVIDE LANZAFAME? DALLA JUVENTUS ALLA RINASCITA IN UNGHERIA – Il calcio italiano ha da sempre sfornato giovani promesse e permesso loro di diventare grandi, ma non sempre è andata così bene. In alcune circostanze, infatti, il talento non è bastato e molti di loro non sono riusciti ad imporsi in prima squadra dopo l’exploit della Primavera. Uno di loro è senza dubbio Davide Lanzafame, centrocampista dotato di buona corsa e tecnica oltre che molto intelligente.

Alla Juventus emerge, appunto, dalle giovanili della squadra torinese, mettendosi subito in mostra dopo aver vinto un Campionato Berretti, un Campionato Primavera, una Coppa Italia Primavera, una Supercoppa italiana Primavera e un Torneo di Viareggio. Nel corso delle competizioni Lanzafame si traveste da goleador e cattura così l’attenzione della prima squadra. Per lui prima e unica presenza stagionale nel giugno del 2007, successivamente arriva il saluto alla città e si trasferisce in prestito al Bari.

PRIMI SCORCI DI TALENTO IN PUGLIA, POI IL PALERMO

Alla prima stagione da professionista nel campionato cadetto italiano il ragazzo di Torino lascia un’impressione molto positiva. Sono 38 le presenze messe a referto tra Serie B e Coppa Italia e 11 le reti. Un bottino notevole e degno di nota quello racimolato da Davide Lanzafame, il quale lancia un chiaro segnale alle big di Serie A (Juventus compresa). A Bari apprendere molto più di quanto avrebbe continuato a fare nelle giovanili dei bianconeri e questo anche grazie ad Antonio Conte. Durante il suo primo anno in Puglia, infatti, è proprio l’ex allenatore di Juventus e Inter a guidare la formazione biancorossa e lo stesso Lanzafame.

Pronto per il salto di qualità, il giocatore decide di accettare le avance del Palermo e approdare per la prima volta nel massimo campionato italiano la stagione successiva. Ma l’esperienza con la casacca siciliana dei rosanero non è delle migliori e dopo 10 apparizioni e zero reti sceglie di tornare al Bari per giocare con più continuità: da gennaio a giugno totalizza 18 presenze, 2 gol e raggiunge la promozione insieme ai suoi compagni.

L’AVVENTURA AL PARMA E IL RITORNO ALLA JUVENTUS

Nell’estate del 2009 Davide Lanzafame arriva al Parma e mette in scena un’altra stagione superlativa (dopo quella alla prima esperienza con il Bari). Per lui 7 marcature dall’importanza fatale (vedi doppietta con la Juventus) in 28 presenze e l’appellativo di “nuovo Cristiano Ronaldo” che gli si attacca addosso. La sua velocità e la sua strabiliante tecnica, infatti, vedono paragonare il giovane centrocampista italiano al fuoriclasse portoghese, ma nel giro di pochi mesi tutto torna a tacere.

Nel 2010, quindi, dopo aver concordato la destinazione di Lanzafame tra Palermo e Juventus (entrambi proprietari del suo cartellino) il calciatore torna a vestire la maglia della Vecchia Signora. Questa volta per lui 9 apparizioni complessive da giugno a gennaio (di cui 6 in Europa League) e nella finestra di calciomercato invernale lascia definitivamente la squadra che l’ha cresciuto per cercare fortuna altrove.

TANTE METE MA NESSUN SALTO DI QUALITÀ

Negli anni successivi alla Juventus Lanzafame non trova il suo posto nel calcio dei grandi e finisce per girare senza una meta ben precisa. Brescia, Catania, Grosseto, Honved, ancora Catania, Perugia e Novara, tutte destinazioni che hanno contribuito al declino della sua carriera prima della dura decisione di lasciare l’Italia.

Il paragone con CR7 ha decisamente influito con il percorso di Lanzafame, il quale ha prontamente deluso le aspettative e optato per una nuova vita lontano dai trascorsi. Nel 2016, infatti, si trasferisce nuovamente in Ungheria al Honved e poi al Ferencvaros. Da lì il centrocampista ritrova la miglior condizione fisica e mentale: per lui 66 gol in quattro stagioni e valanghe di assist per i suoi compagni. Nel 2020 sbarca sei mesi in Turchia e gioca con la maglia dell’Adana Demirspor prima di tornare in Italia. Al Vicenza, infatti, arriva per aiutare la squadra a raggiungere la promozione in Serie A, ma nel febbraio del 2022 capisce di non poter contribuire al raggiungimento dell’obiettivo e molla tutto. Finisce per lasciare il calcio giocato qualche giorno dopo.

IL SOGNO DI DIVENTARE ALLENATORE

Appesi gli scarpini al chiodo, Lanzafame ha intrapreso il percorso della formazione per poter restare nel mondo del calcio e diventare un allenatore professionista. L’ex centrocampista della Juventus è protagonista a Coverciano per terminare il corso da tecnico Uefa B e ripartire con il suo nuovo impiego. Già da adesso Davide allena una squadra di Budapest che milita nella quarta serie nazionale (il PSK) e presto potrà ambire a traguardi più elevati.

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Calcio Internazionale

Marocco-Portogallo sarà anche Hakimi vs Cancelo, la sfida dei terzini moderni

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Marocco-Portogallo

Finalmente Qatar 2022 entra nel vivo e, come ogni grande evento calcistico, anche questo strambo e inusuale mondiale ci ha riservato e continua a riservarci delle sorprese. Spagna, Germania e Brasile inaspettatamente eliminate da compagini nettamente inferiori, ma anche grandi outsider come il vivace Marocco e la Croazia, che fino ad oggi hanno disputato un mondiale impeccabile.

Una delle sfide di questi quarti vede infatti scontrarsi proprio il Marocco contro il Portogallo, inaspettatamente senza Ronaldo negli 11 titolari, altro insolito tratto di questo folle mondiale.

Anche senza il campione portoghese, ad oggi spirito libero data la sua discussa rescissione con lo United, la sfida tra queste due squadre rimane comunque molto interessante, dato che pone sul tavolo diversi temi e discussioni tecnico tattiche.

Una tra tutte l‘affascinante sfida tra i terzini delle due nazionali: da una parte Achraf Hakimi, esplosiva scheggia del PSG, dall’altra Joao Cancelo, qualitativo e dinamico esterno tuttofare del City di Guardiola. Parliamo di due dei più forti esterni “difensivi” del mondo, ma con fondamentali differenze di gioco.

IL TERZINO TECNICO

Il portoghese è un giocatore particolarmente tecnico e raffinato, veloce e con un’ottima visione di gioco. Solo apparentemente schierato nel ruolo di terzino sinistro in una difesa a 4, il lusitano si rivela essere in realtà fondamentale nella manovra dei citizens, quasi come se fosse una mezz’ala aggiunta.

L’intuizione di Guardiola nello schierarlo a piede invertito (ruolo che ricopre anche in nazionale) si è rivelata essere azzeccatissima. L’ex Juve e Inter, infatti, in questo modo va ad agire in zone più centrali del campo e si ritrova a giocare col suo piede naturale (il destro), fungendo da orologio tecnico della squadra e apportando qualità a tutta la manovra.

Data la licenza offensiva conferitogli dal cervellotico allenatore spagnolo, Cancelo si ritrova spesso a incidere anche da ala d’attacco, dando così la possibilità all’attaccante esterno di ruolo di riempire l’area di rigore e accentrare il proprio raggio di azione.

TERZINO DI PROGRESSIONE

Hakimi è un giocatore ugualmente incisivo ma con caratteristiche più “classiche”. Il marocchino è un esterno con una progressione fuori dal normale e devastante in campo aperto.

Non brilla nella tecnica, nonostante sia assolutamente di livello, ma risulta essere particolarmente incisivo nell’aggressione allo spazio e nel dribbling in velocità. Ottimo tra l’altro nel recupero palla, anche grazie alla sua predominanza dal punto di vista fisico e della velocità, caratteristica che potrebbe mettere in notevole difficoltà il talento classe ’94 portoghese sopracitato.

IL DUELLO

Il duello tra i due sarà sicuramente avvincente e intrigante, gli uno contro uno saranno molteplici e l’ago della bilancia della partita verterà molto anche su chi sarà più incisivo durante i 90 minuti.

Una cosa è certa: il terreno di gioco sulle due fasce subito dopo il match non sarà in buone condizioni.

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Calcio e dintorni

L’ultimo Mondiale: Qatar 2022 e l’addio dei giganti

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Müller, che bordata a Haaland!

Il Mondiale di Qatar 2022 è ormai entrato nella sua fase decisiva, tra tonfi clamorosi e liete sorprese.
Mentre l’attenzione è rivolta alle ultime partite del torneo, si pensa già alla prossima kermesse, quella del 2026 che si svolgerà tra USA, Messico e Canada.
Il prossimo Mondiale, però, segnerà uno spartiacque nella Storia del calcio: sarà infatti il primo senza i due fenomeni che hanno cannibalizzato gli ultimi 20 anni dello sport più amato al Mondo.
Qatar 2022 sarà l’ultima recita di Lionel Messi e Cristiano Ronaldo sul palcoscenico più importante, la vera e propria fine di un’epoca per tutti gli appassionati.
Ma i due campioni non sono gli unici che non vedremo più in un Mondiale, per ragioni anagrafiche; Qatar 2022, infatti, rappresenta il canto del cigno  per molti nomi che sono stati parte integrante del mondo del calcio per anni e, soprattutto per alcuni di loro, non vederli più in campo porterà sentimenti contrastanti.

VECCHIE VOLPI DEL GOL

Iniziamo questo viaggio quasi mistico dall’Uruguay, una delle sorprese negative dei gironi, che ha lanciato alcuni talenti, ormai sulla cresta dell’onda, come Federico Valverde e Darwin Nunez, ma, allo stesso tempo, saluta alcuni pilastri che hanno fatto la storia della Celeste.
Con la vittoria, inutile, per 2-0 contro il Ghana, infatti, hanno salutato Fernando Muslera e Diego Godin, due monumenti difensivi uruguagi e, soprattutto, una delle coppie gol più temute di sempre: Edinson Cavani e Luis Suarez. L’ultimo ballo al Mondiale per loro meritava di essere certamente diverso, ma nulla potrà mai cancellare quanto fatto negli anni da questi quattro calciatori.

RIFONDAZIONE LENTA

Parlando di delusioni non si può rimanere indifferenti alla clamorosa debacle della Germania. I tedeschi, già usciti ai giorni in Russia, non riescono ad uscire dalle sabbie mobili degli ultimi tempi, e nonostante alcuni talenti interessanti (Musiala e Havertz su tutti) falliscono nuovamente l’appuntamento con il Mondiale.
Come se non bastasse, la partita contro il Costa Rica segna l’ultima nella competizione iridata per Thomas Muller, autentico mattatore del calco tedesco degli anni 2000 che chiude con 19 gettoni al Mondiale, conditi da 10 reti. Le stesse presenze le ha racimolate Manuel Neuer, altro pilastro dei tedeschi Campioni del Mondo nel 2014. Due addii che lasceranno sicuramente un grosso buco in una Germania che, però, dovrà essere brava a voltare rapidamente pagina, in vista dell’Europeo casalingo del 2024.

DAL CENTRO AMERICA TANTI SALUTI

La Germania, come detto, ha salutato il Mondiale con un’inutile vittoria contro la Costa Rica. I tedeschi hanno segnato 4 gol ai Ticos, che schieravano tra i pali il totem Keylor Navas. Il portiere del PSG, 11 presenze al Mondiale, in realtà non ha ancora dichiarato l’addio ufficiale alla Nazionale, ma la possibilità di vederlo ancora in porta nel 2026, a 40 anni suonati è molto bassa.
Rimanendo nel Centro America, più precisamente in Messico, salutiamo un protagonista assoluto degli ultimi Mondiali, Guillermo Ochoa, che anche in Qatar non ha deluso le aspettative. Il portiere messicano, che durante la competizione iridata si trasforma in un muro invalicabile, ha respinto un rigore a Lewandowski e ha dimostrato ancora una volta le sue capacità. Nel 2026 avrà 41 anni, chissà se ci sorprenderà ancora una volta e si farà trovare in campo nel Mondiale casalingo…

LA FINE DELLE GENERAZIONI D’ORO

Qatar 2022 segna anche la fine di due grandi epopee, quella polacca e quella belga, che hanno raccolto certamente poco in relazione alla qualità dei loro uomini in campo.
Partiamo dai Diavoli Rossi, usciti mestamente al girone dopo tre partite decisamente scialbe e con un evidente logorio degli uomini più talentuosi.
La squadra che ha portato il Belgio addirittura al primo posto nel Ranking FIFA è ormai ai titoli di coda; i vari Vertonghen, Alderweireld, Witsel, Mertens, Hazard e De Bruyne saranno ormai ultratrentenni nel 2026 e, con ogni probabilità non si vedranno in America. Discorso diverso per Romelu Lukaku, che a 33 anni potrebbe regalarsi un ultimo ballo e per Thibaut Courtois, che in porta potrebbe ancora giocarsi le sue carte.
Spostandoci verso est arriviamo in Polonia, dove la Nazionale biancorossa non ha mai saputo sfruttare al meglio quella macchina da gol di nome Robert Lewandowski. Il bomber del Barcellona ha segnato i suoi primi due gol al Mondiale proprio in Qatar e saluterà a breve la Nazionale (o forse lo vedremo ancora all’Europeo?), assieme ad altri pilastri come Kamil Glik e Grzegorz Krychowiak, apparsi già in fase involuta al Mondiale.

LA FINE DEL SOGNO

Dopo la brillante cavalcata ad Euro 2020, dalla Danimarca ci sia aspettava certamente un salto di qualità, anche in virtù del recupero di Eriksen dopo il tremendo incidente occorsogli all’esordio del torneo.
La realtà, invece, ha riportato tutti con i piedi per terra, danesi fuori al girone con 1 solo gol segnato e tre prestazioni decisamente negative.
Oltre alla triste e prematura fine del torneo, gli scandinavi dovranno salutare alcuni nomi che hanno contribuito alla crescita della Nazionale negli ultimi anni. Dal figlio d’arte Kasper Schmeichel a Simon Kjaer, fino ad arrivare a lui, Christian Eriksen, l’uomo di punta. Sicuramente già il fatto di aver potuto veder giocare Eriksen in un Mondiale, a poco più di un anno dall’arresto cardiaco, è una notizia splendida, così come la sua piena riabilitazione; resta però il rimpianto di non aver potuto apprezzare fino in fondo il talento smisurato di un ragazzo che, fortunatamente, ha vinto la battaglia più importante.

I SOLITI CROATI

La Croazia, finalista a Russia 2018, si è presentata in Qatar fortemente ridimensionata, dopo alcuni addii importanti. Le prestazioni dei balcanici non sono state sicuramente all’altezza di quelle dell’exploit russo, ma, mentre scrivo, la Croazia deve ancora giocare i quarti di finale contro il Brasile, per scrivere un’altra pagina di storia calcistica.
Ad ogni modo, comunque andrà a finire il match contro i verdeoro, la Croazia dovrà salutare alcuni nomi molto importanti, a cominciare dal Pallone d’Oro 2018, Luka Modric.
Il metronomo del Real Madrid, dopo una carriera ricca di soddisfazioni è pronto a salutare la sua Nazionale, così come Perisic, Brozovic, Lovren e Vida, prefissando così un nuovo ricambio generazionale in casa croata già i vista dei prossimi Europei.

I GRANDI VECCHI

Uno è già uscito, gli altri due, invece, si sfideranno nei quarti, in una partita che promette emozioni forti.
Partiamo da Sergio Busquets, che è appena uscito dal Mondiale con la sua Spagna, sbagliando anche un rigore nella lotteria contro il Marocco.
Il mediano del Barcellona, uomo imprescindibile per anni nello scacchiere tattico dei blaugrana e della Roja, lascerà assieme a Dani Carvajal, Jordi Alba e Cesar Azpilicueta. La Spagna, però, è già lanciata verso il futuro, e i vari Gavi, Perdi, Ferran Torres e Balde già pronti per spiccare il volo verso nuovi traguardi.
I due che, invece, si devono ancora sfidare sono Harry Kane e Karim Benzema.
Partiamo dal Pallone d’Oro in carica, perché, in realtà, questo Mondiale non l’ha ancora visto protagonista per colpa di un infortunio alla vigilia dell’esordio. La speranza di Deschamps è di poterlo recuperare al più presto, anche se nel frattempo Olivier Giroud (un altro che saluterà a fine torneo) non lo sta facendo rimpiangere. Oltre a loro, la Francia saluterà quasi certamente anche Hugo Lloris, l’uomo che ha sollevato la Coppa del Mondo in Russia.
Passando all’Inghilterra, invece, Harry Kane, capocannoniere dell’ultimo Mondiale, potrebbe ancora essere protagonista nel 2026, quando avrà 33 anni, vista anche la maturità che ha raggiunto e il cambiamento del suo stile di gioco. Tutto, però, lascia pensare che l’attaccante del Tottenham possa decidere di salutare la Nazionale per dedicarsi esclusivamente al suo club.
Anche per l’Inghilterra, il ricambio generazionale è già iniziato, con i vari 
Bellingham, Foden, Mount e Saka già sulle copertine.

GLI ALTRI 

Oltre a quelli citati in precedenza, il Mondiale in Qatar è stato il primo e l’ultimo per Gareth Bale, che chiude con un gol segnato all’esordio contro gli USA; per Yann Sommer, il carnefice dell’Italia nelle qualificazioni, che chiude una carriera internazionale sicuramente positiva con la sua Svizzera e per gli argentini Nicolas Otamendi, German Pezzella e Angel Di Maria.
Menzione speciale per Elji Kawashima, portiere del Giappone, che non è sceso in campo in Qatar, ma è rimasto nel cuore di tutti gli appassionati per le sue prestazioni nei precedenti tornei.

O’NEY

L’articolo si è aperto con Messi e Ronaldo, perciò è doveroso chiudere con il terzo calciatore più emblematico degli ultimi anni, Neymar.
O Ney, che è ormai ad un solo gol di distanza da Pelè nella classifica di marcatori con la maglia verdeoro, è molto vicino a concludere la sua esperienza internazionale, stando alle voci degli ultimi mesi.
Sicuramente chiudere con la vittoria della Coppa del Mondo sarebbe molto suggestivo, ma nulla può assicurare che davvero il torneo in Qatar sarà l’ultimo di Neymar con il Brasile.
Discorso diverso, invece, per Casemiro e Thiago Silva, che, con ogni probabilità, saluteranno molto presto.

Insomma, con la conclusione di Qatar 2022 un’intera generazione di calciatori lascerà il calcio internazionale, segnando un vero e proprio confine tra i primi anni del nuovo millennio e i prossimi, dove vedremo all’opera tanti nuovi campioni, che già stanno facendo vedere le proprie capacità.

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I Nostri Approfondimenti

Dove vedere Crystal Palace-Napoli in tv e streaming

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Dove vedere Crystal Palace-Napoli

DOVE VEDERE CRYSTAL PALACE-NAPOLI IN TV E STREAMING – Mentre in Qatar le ultime 8 Nazionali rimaste si danno battaglia in campo per conquistare l’ambita Coppa del Mondo, i club italiani stanno svolgendo la preparazione in vista della ripresa.

Tra questi c’è anche il Napoli, in ritiro in Turchia. Domenica 11 Dicembre i partenopei scenderanno in campo contro gli inglesi del Crystal Palace: l’appuntamento è fissato alle ore 16 presso il Regnum Carya Golf & Spa Resort di Antalya.

COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE

Il Napoli, nella prima parte di stagione, sì è dimostrata una delle squadre più in forma del panorama calcistico italiano e non solo. Ad oggi si trova in testa alla classifica di Serie A con addirittura 8 punti di vantaggio sul Milan ed ha terminato il girone di Champions League a punteggio pieno. La formazione azzurra, dunque, vorrà continuare sulla stessa cresta d’onda anche nella seconda metà di stagione. Quella contro il Crystal Palace sarà il secondo test amichevole per i partenopei, che hanno già battuto 3-2 l’Antalyaspor.

Il Crystal Palace, invece, ha condotto una prima parte di stagione piuttosto tranquilla con 19 punti conquistati in 14 giornate di Premier League e un undicesimo posto in classifica. Gli inglesi sono già scesi in campo in terra turca, conquistando due pareggi contro Botafogo e Trabzonspor.

DOVE VEDERE CRYSTAL PALACE-NAPOLI IN TV E STREAMING

L’amichevole tra Crystal Palace e Napoli verrà trasmessa in diretta su Dazn, Sky Go e Now Tv. In alternativa, per gli utenti non abbonati, il match potrà essere seguito in diretta gratis su CN24 TV, canale 79 del digitale terrestre.

PROBABILI FORMAZIONI

Mister Spalletti dovrà fare a meno di ben cinque nazionali, ovvero Anguissa, Olivera, Kim, Zielinski e Lozano, ma avrà a disposizione Kvicha Kvaratskhelia, vero e proprio trascinatore di questo Napoli. In attacco, insieme al georgiano, ci saranno Raspadori e Osimhen. Da valutare le condizioni di Matteo Politano, colpito da un infortunio al ginocchio nel corso degli ultimi allenamenti, oltre ai calciatori già indisponibili. Di seguito vi riportiamo le probabili formazioni di Crystal Palace-Napoli.

CRYSTAL PALACE (4-3-3): Butland; Clyne Tomkins, Guehi, Ward; Olise, Schlupp, Milivojević; Gordo, Edouard, Zaha. Allenatore: Vieira.

NAPOLI (4-3-3): Meret; Zanoli, Di Lorenzo, Ostigard, Mario Rui; Ndombele, Elmas; Zerbin; Raspadori, Osimhen, Kvaratskhelia. Allenatore: Spalletti.

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Calcio e dintorni

Arriva il fuorigioco semiautomatico in Italia: tutte le novità e i cambiamenti

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Fuorigioco semiautomatico

FUORIGIOCO SEMIAUTOMATICO – È ufficiale: dal 4 gennaio 2023 la Serie A adotterà la nuova tecnologia del fuorigioco semiautomatico per limitare ai minimi termini gli errori riguardanti il fuorigioco. Testata per la prima volta per il Mondiale per Club e poi la Supercoppa Europea, la “Limb-tracking technology” è stata utilizzata e vista dai più durante il Mondiale di Qatar 2022.

COSA CAMBIA?

La FIFA doterà gli stadi di una tecnologia in grado di riportare al computer la posizione in campo di giocatori e palla, secondo per secondo. Come spiegò il direttore dello sviluppo tecnologico FIFA Johannes Holzmuller: “Questa tecnologia prevede l’installazione di 10/12 telecamere sotto il tetto di ogni stadio, che seguiranno la palla e calciatori, rilevando in essi 29 punti del corpo 50 volte al secondo”. Ciò permetterà di ricostruire in computer grafica, quasi in tempo reale, la partita stessa”.

Con un comunicato del 1 luglio 2022 la FIFA ha aggiunto: “Il pallone offrirà un ulteriore elemento vitale per il rilevamento del fuorigioco poichè un sensore di misura inerziale (IMU) sarà piazzato al centro della palla. Questo sensore manda dati alla stanza di operazione video 500 volte al secondo, permettendo un rilevamento molto preciso del punto in cui è stato calciato”.

LE DECISIONI ARBITRALI

Sul fuorigioco semiautomatico si è espresso anche Pierluigi Collina, presidente della commissione arbitri: “La decisione sul fuorigioco viene presa dopo aver analizzato la posizione dei calciatori ma anche il loro coinvolgimento”. La tecnologia traccia la linea ma la valutazione di un’interferenza con il gioco o con un avversario resta all’arbitro“. La centralità del ruolo dell’arbitro non sarà dunque messa in discussione.

L’INTRODUZIONE IN SERIE A

Il presidente della Lega Serie A Lorenzo Casini ha parlato a Rai Italia sulla possibile introduzione. Queste le sue dichiarazioni: Siamo pronti dal 4 gennaio, questo è quello che puntiamo a fare in Italia“.

 

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