E’ il 16 gennaio 2021, stadio “Olimpico Grande Torino”. Il Toro affronta in casa lo Spezia, gara fondamentale per il campionato dei granata, a dir poco disastroso fino a quel momento. La partita sembra essere indirizzata dopo solo 8 minuti: Vignali falcia in modo scomposto Murru e viene punito dall’arbitro con il cartellino rosso.

Il punteggio però non si sblocca, resta inchiodato sullo 0-0 fino al 90′, con lo Spezia che non demerita e ha addirittura le occasioni più ghiotte per passare in vantaggio; Giampaolo le prova tutte, ma non c’è niente da fare: la partita termina 0-0. Il Torino continua il momento di crisi, con l’incubo della Serie B che si fa sempre più soffocante. La dirigenza granata, che non ha mai smesso di ribadire la propria fiducia per Giampaolo, è obbligata a esonerare il tecnico ex Milan e Sampdoria, e chiamare al suo posto Davide Nicola.

 

La drammatica espulsione di Vignali, immagine estratta da Eurosport.it

 

IL DEBUTTO DI NICOLA

Nicola non ci pensa due volte e accetta subito la chiamata del Toro. Il 18 gennaio dirige il suo primo allenamento al Filadelfia, conosce i giocatori e tenta di restituire identità alla squadra. In 4 giorni molti potrebbero pensare che sia impossibile, nessun allenatore può cambiare una squadra in così poco tempo. Il 22 gennaio c’è Benevento-Torino, la prima di Nicola in granata; il Toro è sotto 2-0, ma il tecnico non smette per un attimo di incitare e spronare i suoi giocatori.

Qualcosa sembra essere cambiato, il Toro riesce a costruire belle azioni offrendo sprazzi di bel gioco. E Quello stesso Torino che si era fatto rimontare tante, troppe volte durante la gestione Giampaolo, rimette in equilibrio il match al 93′. Come un segno del destino arriva quella zampata di Simone Zaza nel recupero, una boccata d’ossigeno per il morale di un intero popolo.

Nicola abbraccia i suoi, festeggia come se i granata avessero vinto: e poi, come sempre, raduna tutta la squadra a centrocampo, trasmettendo ai giocatori il vero spirito tipico della tradizione di questo club, uno spirito che tanto era mancato al gruppo durante la gestione Giampaolo, e che Davide Nicola conosce molto bene. 

 

L’ANNO IN GRANATA

Si, perché Davide Nicola conosce molto bene lo spirito del Torino, cosa significa per i tifosi e cosa trasmette. Ha disputato la stagione 2005/06 all’ombra della Mole ed ha segnato un gol decisivo per l’intera stagione granata. precisamente nella gara di ritorno dei playoff vinta contro il Mantova 3-1. Quel gol è ancora nella testa di ogni supporter del Torino, ed ha instaurato un legame d’amore reciproco tra Nicola e la tifoseria. Il tecnico torinese non ha mai nascosto la sua fede granata, e la foto che lo ritrae dopo aver segnato il gol contro il Mantova (in evidenza) ritaglia alla perfezione il concetto di grinta abbinato a cuore, che contraddistingue il Torino da tutte le altre squadre.

 

PRE-NICOLA

Durante la gestione Giampaolo il Torino si schierava in campo con il 4-3-1-2. Le difficoltà per la squadra nascevano in fase di impostazione, a causa della mancanza di un play e di un trequartista adeguati. In queste due posizioni sono stati spesso adattati Tomás Rincón e Saša Lukić : il serbo, dopo un periodo in cui sembrava aver trovato finalmente la sua collocazione, via via è andato spegnendosi, mentre Rincón ha faticato enormemente nel ruolo di regista assegnatogli da Giampaolo.

Lo sguardo di Giampaolo, immagine estratta da CalcioMercato.com

La squadra intera non riusciva ad esprimere in campo le idee dell’allenatore, anche per un problema di tenuta mentale: infatti, durante la gestione Giampaolo, il Torino ha perso 23 punti da situazioni di vantaggio in 18 partite. Numeri impressionanti, che hanno avuto come conseguenza una media punti disastrosa (0,72 punti a partita), oltre ad un clima teso all’interno dello spogliatoio.

 

CON NICOLA

Con l’approdo di Nicola, il Toro ha di fatto raddoppiato la propria media (1,42 punti a partita).  Si è anche ribaltata la situazione legata alle rimonte subite: con il nuovo tecnico, infatti, la squadra ha guadagnato 10 punti da situazioni di svantaggio. Alcune rimonte descrivono perfettamente l’immagine che Nicola ha saputo dare al suo Toro. Il pareggio di Benevento, la rimonta da 3-0 a 3-3 con l’Atalanta, il match ribaltato da 0-2 a 3-2 con il Sassuolo negli ultimi 15 minuti…eventi che con Giampaolo non si erano mai verificati.

Al di là degli accorgimenti tattici portati da Nicola, come l’ingresso in squadra di Sanabria e Mandragora, l’impronta che il tecnico è stato in grado di trasmettere alla squadra “contiene” tutti i valori del Toro: grinta, cuore, passione e anima. Per questo i tifosi granata considerano Nicola un idolo, al di là dei risultati calcistici. Infatti il tecnico incarna come pochi, pochissimi allenatori, la vera essenza del Toro.

Tutti i giocatori in rosa godono della sua fiducia, e nello spogliatoio si respira un clima di collaborazione e serenità; lo stesso Verdi ha iniziato finalmente a rendere da mezz’ala di centrocampo, mostrando sul terreno di gioco le sue reali qualità. Doti che erano presenti anche nella precedente gestione, ma che non venivano mai messe in luce.

La differenza sostanziale consiste proprio nella fiducia che Nicola ha nei suoi giocatori e nella passione che riesce a trasmettergli. Zaza ha segnato 5 gol in 10 partite da riserva di Sanabria, dopo un’annata da dimenticare. Bonazzoli vive la rivalità come una motivazione in più, scherza con i compagni di reparto vivendosi in maniera sana la competizione.

Tutta la squadra ha beneficiato dell’arrivo di Nicola, che ha portato la squadra a 30 punti in classifica e che viaggia a vele spiegate verso una gloriosa salvezza.

(Fonte immagine in evidenza: Toro.it)