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Editoriale

De Ketelaere-Milan, telenovela senza (lieto?) fine

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Milan. arriva De Ketelaere

La telenovela Charles De Ketelaire continua… Davvero senza fine il tira e molla tra i belgi del Bruges, tenutari del cartellino del giocatore e il Milan che lo vorrebbero invece acquisire e mettere a disposizione dell’allenatore  rossonero per aumentare il tasso tecnico e la qualità del gioco sulla trequarti offensiva. Molteplici i tentativi sin qui effettuati dal duo Maldini-Massara – tutti puntualmente andati a vuoto – per provare a battere la testardaggine e le impuntature del Presidente Bart Verhaeghe ma soprattutto dell’intransigente Direttore generale Vincent Mannaert che, ovviamente, non si lasciano per nulla abbindolare dalla dialettica, dall’enorme fascino e dal carisma dei due dirigenti rossoneri ai quali hanno fatto sapere che il giocatore può lasciare il club ma contro pagamento cash di 35 milioni più bonus. Dal canto suo, il Milan, s’è arrampicato sino a raggiungere la soglia di 32 milioni cash, bonus compresi ma, come si vede, ancora non basta e difficilmente si potrà sperare che qualcosa di positivo possa accadere nei prossimi giorni.

C‘è però da rilevare che per la “prima” del campionato belga il giocatore non è stato tra i convocati (per sua precisa   scelta, non certo per volontà della società) e questo potrebbe essere un segnale incoraggiante, da non sottovalutare. Nel frattempo, comunque, i rossoneri provano a guardarsi attorno per tentare di trovare un’alternativa valida, l’opzione B. L’unico al momento disponibile (perchè fuori dai programmi del Chelsea e del suo tecnico, Thomas Tuchel) è Hakim Ziyech, esterno destro e fantasista marocchino. Si può avere anche in prestito con futuro riscatto – il Chelsea pretende l’obbligo, il Milan punta al diritto -, ma quel che più raffredda i desiderata rossoneri è l’ingaggio del giocatore che s’aggira intorno ai 6 milioni annui. Difficile se non addirittura impossibile…

E’ lì, in quella posizione di campo che, comunque, non si deve abbassare la guardia e non farsi distrarre, perchè è lì che serve l’uomo ad hoc per far fare al Milan il decisivo salto di qualità. Certo, fosse De Ketelaire o Ziyech, sarebbe un colpo davvero superlativo e che farebbe felice il popolo milanista, ma serve farlo e anche con una certa urgenza per non mettere in ulteriori ambasce Pioli e il suo staff. Non si può continuamente tergiversare e portare avanti per settimane intere una trattativa senza tangibili risultati; se il giocatore interessa si faccia uno sforzo ulteriore e lo si porti a casa. Altrimenti, non si commetta l’errore di buttare al vento ulteriore sforzi e tempo prezioso, lo si lasci dov’è, almeno fino alla finestra di mercato invernale, a gennaio, quando riprovarci sarà doveroso imperativo. 

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Mondiali, quali sono le scaramanzie più particolari della storia?

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Mondiali

Nel mondo del calcio, e non solo, sono celebri alcuni episodi scaramantici che gli sportivi fanno prima o durante le partite. Possono essere le cose più disparate: oggetti o riti. Ognuno ricorda qualcosa di particolare. Per esempio al Livorno era celebre il presidente Spinelli che andava a vedere gli incontri della sua squadra sempre col cappotto giallo. Ma quali sono gli episodi più particolari nella storia dei mondiali di calcio?

SCARAMANZIE AI MONDIALI

Nella storia dei mondiali se ne sono viste di ogni. Probabilmente gli italiani ben ricordano Giovanni Trapattoni, quando nei mondiali in Corea del Sud e Giappone del 2002 portava con sé dell’acqua santa che versava sul campo prima delle partite.

Famoso poi è anche il bacio di Laurent Blanc sulla testa di Fabien Barthez prima del fischio d’inizio, ai mondiali di Francia 1998. Rimanendo sempre coi francesi, nel 2008 il CT Raymond Domenech ammise che si fidava dell’astrologia quando doveva schierare la formazione. Così è stato per gli europei di quell’anno, ma anche nei mondiali del 2006 e 2010. Così bene però non gli ha portato in entrambi i casi l‘astrologia.

Andando ancora più indietro nella storia, l’attaccante inglese Gary Lineker, capocannoniere dei mondiali del 1986 in Messico, disse che nel riscaldamento non tirava mai in porta, proprio per non sprecare i gol prima dei 90 minuti. Celebre è anche il caso di Eusebio, vincitore della medaglia di bronzo nei mondiali del 1966 in Inghilterra, il quale giocava sempre con una monetina nella scarpa. Sempre nei mondiali giocati in terra britannica, il padrone di casa Bobby Moore era sempre l’ultimo a indossare i pantaloncini.

Anche il portiere belga Michel Preud’homme aveva la sua scaramanzia, ovvero sotto la divisa di gioco indossava la maglietta dello Standard Liegi, suo primo club. Fa specie però che ha abbandonato questa pratica solo nei mondiali di USA 1994, quando paradossalmente fu votato come miglior portiere della competizione.

NON SOLO NEL CALCIO

Non è solo una cosa propriamente del calcio. Uno dei casi più celebri è Rafael Nadal, che prima di ogni battuta si mette i capelli dietro le orecchie e sistema pantaloncini o mutande. Questa è la più nota, ma in realtà il tennista spagnolo è uno degli sportivi più scaramantici in assoluto e fa anche molte altre cose, come una doccia ghiacciata di 45 minuti prima di ogni partita, o il salto prima del lancio della monetina, solo per dirne alcune.

Ce ne sono di particolari anche nel basket. Infatti solo per citarne uno, Jason Kidd, leggenda dei New Jersey Nets e Dallas Mavericks, ora allenatore degli stessi texani, prima di ogni tiro libero si toccava il sedere con una mano e poi con la stessa mandava un bacio verso il canestro.

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Roma: adesso si scarica

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Zaniolo

Finiti i gironi europei, finalmente. E finalmente perché per i giallorossi è stato semplicemente un patema. Dal principio, perché aver pescato il Betis Siviglia nonostante Mourinho si presentasse ai nastri di partenza come “testa di serie” è stata solo che una disgrazia. Che poi, ad onor del vero, il doppio scontro con gli spagnoli non è stato poi cosi male. Eppure a 90 minuti dal termine, la Roma ancora non era qualificata e ad un tempo dal gong, i capitolini erano matematicamente eliminati, clinicamente morti dall’Europa League. Perché per quanto nella prima frazione la Roma possa aver creato discretamente, la bellissima rete di Rick da fuori area, con i centrocampisti colpevoli di averlo lasciato calciare, ha inguaiato i capitolini.

Poi, per una volta, il fato da la spinta nel modo giusto: il destino si, ma non solo. Perché l’ingresso in campo di Nicoló Zaniolo, troppe volte discontinuo in questo inizio di stagione, significa crederci. Prima guadagna un calcio di rigore, dopo un assist di petto di Tammy Abraham – altra gara da invisibile per lui – in cui il trequartista ex Inter è bravissimo a spostare il baricentro, mettendo il corpo davanti al pallone. Poi dopo, ne prende un altro. Due volte dal dischetto va Pellegrini, due volte che significano rimonta. La rete del sigillo, quella del 3-1, la mette a segno ancora Zaniolo. Nel messo un super Volpato, che gioca trentacinque minuti, con la spensieratezza di un ragazzo appena maggiorenne. Una qualificazione faticosa, nemmeno troppo meritata, forse. Ma adesso si scarica. Si passa dai play off, incrociando le dita. Appellando ancora a quel fato di giovedì, nella speranza che l’urna delle dodici non accoppi la Roma con il Barcellona, ma questa è un’altra storia.

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È un Napoli di qualità, il Milan ha perso smalto

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Dove vedere Napoli-Ajax in tv e streaming

Inarrestabile Napoli! I partenopei di mister Spalletti accelerano e ampliano il divario in classifica con le dirette concorrenti al titolo – Milan soprattutto – e diventano, al momento, la squadra assoluta padrona del campionato. L’undici azzurro è il collettivo fin qui imbattuto, ma anche assai bello da vedere in campo con meccanismi perfettamente sincronizzati e giocatori di spessore in grado di trovare spazi nei quali inserirsi e fare decisamente la differenza.

È un Napoli di qualità, straordinariamente motivato e – cosa tutt’altro che trascurabile – con un organico desideroso di mostrare il proprio talento e la propria volontà di arrivare a… dama, senza che il tempo ne possa arginare l’impeto o frenarne la corsa.

Avevamo già detto in precedenza che il Milan non ci sembrava la squadra impetuosa e granitica ammirata la passata stagione, quella dello scudetto. I rossoneri di mister Pioli (fresco di rinnovo contrattuale), infatti, pare abbiano perso smalto e, in parte, quelle certezze e quella personalità che ne avevano caratterizzato l’incedere.

È vero che la stagione è solo ad un quarto del suo cammino e che pertanto la strada da percorrere è ancora lunga e non priva di ostacoli, ma se oltre a perdere pezzi per strada (davvero troppi gli infortuni patiti fin qui…) si adombrano anche vuoti preoccupanti di gioco oltre che un pericoloso scadimento nella condizione fisica e mentale in alcuni soggetti determinanti (vedi Leao, Theo Hernandez ed altri ancora), che ci si può aspettare da qui in avanti dalla squadra campione d’Italia? È indubbiamente un grosso punto interrogativo che coinvolge tutta l’intera stagione, Champions League compresa, il cui passaggio del gironcino ancora non è stato messo in cassaforte.

Ma se disquisiamo, com’è giusto e logico fare, del Milan, chi ancora dobbiamo mettere sul banco degli imputati? Forse l’Atalanta che seppure fra alti e bassi – così come entrambe le romane – si sta giocando le proprie carte, mentre l’Inter, dopo qualche brutta scivolata iniziale, pare ora essere in ripresa sia di gioco che di risultati.

E la Juventus? Bah, che dire… Il collettivo è “decente”, non così il gioco che continua a tenere parecchio in ansia società e tifosi. È ancora presto per dare i bianconeri per spacciati, ma attenzione perchè la Champions League insegna!

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“Napoli alieno” – La Rassegna del Diez

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Rassegna Stampa

La rassegna stampa è senza alcun dubbio il miglior modo per iniziare la giornata. Ecco quindi le prime pagine dei principali quotidiani sportivi nazionali e internazionali per la giornata di oggi.

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