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La nostra prima pagina

Serata dal sapore agrodolce

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Quella di ieri sera è stata la 116esima presenza in nazionale per Daniele De Rossi che così raggiunge Andrea Pirlo al quarto posto della classifica all-time delle gare giocate con l’Italia. Oggi, infatti, ci soffermiamo sul numero sedici della nostra nazionale, nonché detentore della fascia da capitano della Roma, diventata sua in seguito all’addio di Francesco Totti al calcio giocato.

1(16) MOTIVI PER CAMBIARE

Diventa impossibile, arrivati a questo esatto momento di qualificazioni al Mondiale, non notare le difficoltà azzurre nel vedere un giocatore come De Rossi che fatica spesso in mezzo al campo, impreciso nei lanci sia corti che lunghi e latitante in fase di copertura. La partita di ieri continua a darci delle perplessità che vanno a braccetto con l’insistenza del CT a schierare solo due centrocampisti e abbondare invece con i 4 d’attacco, trasformando l’Italia in qualcosa di incomprensibilmente controproducente.

Poco da fare o da dire: finché Giampiero Ventura si ostinerà a mantenere il sistema attuale di gioco, che sia un 4-4-2 o un 4-2-4 mascherato, le critiche sono destinate a moltiplicarsi. Perché si tratta di un modulo che non si adatta alle caratteristiche dei giocatori a disposizione, ma li comprime, li schiaccia, li snatura. Contro l’Albania, a marzo, Verratti e De Rossi hanno dato l’illusione di poter felicemente coesistere, ma i nodi sono venuti presto al pettine. Centrocampo letteralmente senza filtro, che fa fatica a costruire anche con un giocatore importante come Verratti, incapace di poter sfruttare appieno le sue qualità a causa di un attacco troppo sbilanciato, troppo impegnato a stare su.

Forse, anzi con ogni probabilità, il problema nasce da lì, e De Rossi gioca una partita deludente, la partita record, la centosedicesima in nazionale, che forse avrebbe voluto fosse dal sapore diverso, un sapore più particolare, un sapore speciale.

 DÈJÀ VU

Il primo tempo non è di certo simile a quello giocato contro la Spagna quattro giorni prima, ma spiccano evidenti difficoltà di manovra, di giro palla, ma anche per quanto riguarda ripiegare nel momento giusto per dare una mano al settore difensivo che qualche brivido effettivamente non se l’è fatto mancare. L’Israele, infatti, ha messo in seria difficoltà De Rossi e compagni arrivando molto spesso nel cuore dell’area di rigore e calciando ripetute volte tra i pali difesi da Buffon.

Il 16 azzurro tenta di lasciare il timbro, di sbloccare una gara fondamentale soprattutto per aiutare a sciogliere il nodo in gola dei compagni, ancora forse troppo scossi dal tris subito pochi giorni prima dalle furie rosse, ma purtroppo non è questa la serata giusta. Dopo una serie di tentativi a testa bassa da parte dell’Italia infatti, la conclusione arriva dalla distanza ma praticamente sparata in curva dal piede di De Rossi. Dieci minuti più tardi, le conclusioni diventano due ma con lo stesso esito: ancora azione con palla scaricata dietro e destro per la seconda volta privo di convinzione e voglia di far male agli avversari color biancoblu.

https://www.youtube.com/watch?v=rscksll65nQ

RIPARTIRE

Dopo la sfuriata di Ventura negli spogliatoi, l’Italia ritorna in campo con un altro spirito. Più aggressiva, più propositiva, più pericolosa. I minuti però, inevitabilmente scorrono e la lucidità e la voglia di vincere sembrano andare ad intermittenza, perché è vero, l’Italia a centrocampo sostanzialmente riesce a far meglio, De Rossi aggredisce subito i portatori di palla avversari e recuperato il pallone alza immediatamente il ritmo del gioco provando più volte a verticalizzare per fare attaccare la profondità al poker di giocatori schierati davanti a lui, ma i palloni continuano ad essere imprecisi e poco convinti.

https://www.youtube.com/watch?v=KbVma-YMd9Y

La serata del capitano giallorosso continua ad essere maledettamente troppo sfocata e tutt’altro che viva e particolare, qualche altro errore di troppo in fase di rifinitura dell’azione ed ennesima conclusione verso la porta, questa volta facendo uso di un debole sinistro, che centra sfortunatamente in pieno una serie di avversari terminando poi in calcio d’angolo.

Parlando di numeri e soffermandoci sulla gara di ieri sera, la partita di De Rossi si conclude portando a casa una statistica “particolare”, riesce a giocare un’elevata quantità di palloni, 159, un record per un giocatore dell’Italia nelle qualificazioni ai prossimi Mondiali.

In questo momento cosi delicato, forse il più duro dell’era Ventura, viene in mente una frase significativa, buttata giù da Fabio Caressa a pochi minuti da un momento difficile ma storico del Mondiale 2006, la partita che l’Italia vinse contro l’Australia a recupero scaduto con rigore di Totti (probabilmente non serve ricordarlo).

“Il cammino è ancora lungo, il campo base alle spalle. Abbiamo lasciato lì le nostre paure, ma bisogna andare avanti, fino all’Eldorado.”

Nient’altro da aggiungere, solo consapevolezza che c’è ancora troppo da lavorare. E allora testa, grinta, cuore ed umiltà prima di tutto. Ti aspettiamo Dani, ti aspettiamo Italia… fino all’Eldorado!

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Fiorentina, le pagelle autunnali: terza ed ultima parte

Fiorentina: la terza ed ultima parte delle pagelle di metà stagione. A voi il giudizio e le considerazioni sui nostri voti

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pagelle Fiorentina

Siamo alla fine di queste pagelle autunnali sulla Fiorentina. Dopo la prima parte dedicata ai portieri ed ai difensori, la seconda ai centrocampisti ed agli attaccanti, oggi tocca ad allenatore, Società e Proprietà. Allora cominciamo subito.

Cliccate qui per leggere le pagelle, della prima parte di stagione, sui portieri e difensori della Fiorentina

Cliccate qui per leggere le pagelle, della prima parte di stagione, sui centrocampisti e gli attaccanti della Fiorentina

Italiano 6: dopo il preliminare di Conference League superato ai danni del Twente, la squadra paga il suo rigido dogmatismo in fatto di gioco e modulo. Da uomo intelligente quale è, ha però il merito di aver cambiato idea e di aver modificato le sue convinzioni in base alle caratteristiche dei giocatori a disposizione. E, vi assicuriamo, che tra gli allenatori non è consuetudine un atteggiamento del genere! Figliol Prodigo.

Pradè 5,5: siamo sicuri che si prenda tante colpe che in realtà sono di Barone. Un po’ di coraggio in più a difendere le proprie idee, quindi, non guasterebbe. Incompreso.

Barone 5: il vero deus ex machina della Fiorentina. Per i soldi spesi in questi anni dalla Società, forse si poteva fare meglio. Autoritario.

Commisso 6,5: è vero che se un dirigente sbaglia e lo si mantiene al proprio posto la colpa è “quasi sempre” del padrone. Ma più che metterci i soldi, stare vicino alla squadra, nonostante uno stato di salute non perfetto, portare avanti nobili battaglie nello sporco mondo del calcio (seppur attraverso metodologie un pochino opinabili) cosa potrebbe fare? Affettuoso.

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Flash News

L’ex Fred: “Vorrei l’Argentina in semifinale e vedere Messi piangere”

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Frederico Chaves Guedes, meglio noto come Fred, ha espresso il suo parere e i suoi desideri riguardanti il proseguimento del torneo che si sta spingendo ormai verso la fase più calda.

L’ex attaccante della Seleçao si è espresso così ai microfoni della versione brasiliana di Espn:”Non vedo l’ora che si giochi Brasile-Argentina, voglio questa come semifinale dei Mondiali.E vi dirò di più. Voglio il caos, le risse, le giocate irriverenti di Neymar e Messi che scoppia in lacrime”. 

Chi è amante del calcio condivide sicuramente questo spirito che non vede l’ora di gioire per le sfide più grandi della storia di questo sport.

I vari accoppiamenti che potrebbero capitare hanno tutti una storia particolare e vedrebbero alcuni tra i top 5 giocatori della storia recente a confronto.

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Flash News

Joao Felix: “Non parlerò del futuro, sono concentrato sul Mondiale”

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Joao Felix

In conferenza stampa, Joao Felix non ha dato alcuna nuova indicazione sul suo futuro. I rapporti con l’Atletico Madrid sono ai minimi storici e un addio è sempre più probabile. Tuttavia, il portoghese si è detto concentratissimo sul Mondiale, dopo il quale prenderà una decisione.

Queste le sue parole: “Non parlerò di Atletico Madrid e del mio futuro in questo momento. Ne parlerò solo dopo il Mondiale. Sono concentrato al 100% sul Mondiale, io qua rappresento il mio paese”.

Finchè il classe ’99 rappresenterà il Portogallo in Qatar non si parlerà di Atletico Madrid.

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Flash News

Per il Torino obiettivo Baniya del Karagumruk, ma occhio alla Roma

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Bayeye

Rayyan Baniya è un giocatore turco classe ’99 del Karagumruk. Il suo ruolo è il difensore centrale ma ha anche il vizio del gol, ed è ciò che farebbe al caso del Torino per rinforzare la difesa.

Secondo quanto affermato da TMW, i granata hanno preso contatto con i turchi per un possibile acquisto. Tuttavia, dovranno fare i conti con la concorrenza della Roma, alle prese con la spinosa situazione legata a Smalling.

Tornando a Baniya, il calciatore è stato nell’ultimo periodo frenato da un infortunio, che lo ha tenuto fuori dal campo per un mese, ma sembra essere tornato in ottima forma. Ha infatti siglando una doppietta nel pareggio contro il Gaziantep.

Il giocatore ha militato in passato nella primavera del Verona e successivamente in Serie C nel Renate e nel Mantova prima di passare in Turchia.

Sul turco ci sono anche le big della Super Lig, Galatasaray e Fenerbache oltre anche a due squadre tedesche.

Ciò che lo rende appetibile è anche la sua valutazione che balla tra i 5 e i 7 milioni di euro.

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