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Inter-Empoli

Può un singolo giocatore capovolgere le sorti di un’intera squadra? È probabilmente una delle domande che si pongono più frequentemente i direttori sportivi durante il mercato di gennaio. Una finestra breve e bloccata, che il più delle volte porta a colpi sterili e inconcludenti, con ovviamente qualche significativa eccezione. Dare una svolta alla rosa con un solo colpo è sicuramente un compito difficile, ma non impossibile. Lo ha dimostrato Walter Sabatini, che nell’ultima finestra di mercato con un singolo acquisto ha cambiato volto all’Inter. Il colpo in questione è ovviamente Rafinha, che si è preso immediatamente i nerazzurri e si sta sempre più affermando come uno dei protagonisti del nostro campionato.

ARRIVO IN SORDINA

Al suo arrivo a Milano il brasiliano sembrava più un oggetto misterioso che un buon acquisto. figuriamoci l’uomo della svolta. Reduce da un lunghissimo infortunio, una manciata di presenze nell’ultimo anno e una condizione fisica mancante. L’insoddisfazione palesata anche da Spalletti, che non credeva che Rafinha potesse risolvere i problemi dell’Inter. In realtà nessuno lo credeva, eppure è stato così. Dai primi ingressi con Crotone e Bologna, in cui ha dato segnali positivi, alla prima da titolare col Benevento. Sempre in crescita, prendendosi gradualmente sulle spalle l’Inter.

All’inizio qualche lampo, isolato dal resto della squadra. Poi si è calato nelle trame della squadra, anzi le ha create, visto che i nerazzurri stentavano a creare gioco nel periodo del suo arrivo. Ormai il brasiliano è un punto fisso della squadra di Spalletti, complice anche l’annata nera di Borja Valero. Sicuramente la rinascita dell’Inter è passata anche da altri protagonisti, da Cancelo a Brozovic, ma il brasiliano è quello che per primo ha dato la scossa ai nerazzurri.

A fari spenti, Rafinha si è dimostrato imprescindibile per l’Inter. Senza proclami, mettendosi a lavorare duramente sin dal primo giorno. Digerendo le critiche a priori, metabolizzando la sfiducia manifesta. Vincendo anche i pregiudizi di Spalletti. Arrivato in sordina, l’ex blaugrana è esploso, illuminando il centrocampo nerazzurro che con lui ha finalmente trovato linfa nuova.

SVOLTA TECNICO-TATTICA

L’innesto di Rafinha ha stravolto l’Inter sia tatticamente che tecnicamente. Dopo mesi zoppicanti, finalmente Spalletti ha trovato un trequartista al suo 4-2-3-1. Borja Valero e Brozovic hanno sempre, o quasi, steccato in quel ruolo e l’assenza nel ruolo si è fatta sempre più pesante con lo scorrere delle giornate. Non a caso con l’innesto di Rafinha, Spalletti ha trovato una quadratura anche nei due davanti alla difesa. Il brasiliano infatti si è subito ritagliato un ruolo da regista offensivo, dettando i tempi dell’azione e prendendosi la responsabilità di costruire gioco. La partenza dal basso è così migliorata qualitativamente di parecchio e l’apporto del brasiliano ha tolto compiti di costruzione ad un giocatore come Gagliardini che faticava tantissimo a gestire i tempi di gioco.

L’apporto qualitativo di Rafinha anche è stato mostruoso. La convivenza con gente come Messi e Iniesta si vede e parecchio. Il brasiliano parla un’altra lingua calcistica, aulica e pura. Gioca il pallone con una qualità immensa, sprecando raramente e pulendo palle sporche. È sempre al centro del palleggio, ritrovandosi alle volte anche lontano dalla porta ma orchestrando al meglio ogni azione. L’andatura di gioco passa poi sempre dai suoi piedi, che accelerano e decelerano a suo piacimento. Superiore per distacco a tutti in qualità, ha indossato le vesti da direttore d’orchestra e ha aggiustato la cacofonica melodia nerazzurra rendendola un piacevole canto.

I dubbi principali erano certamente sulla sua condizione fisica. Anche questa ha stupito tutti quanti in positivo. Si è preso quasi subito il posto da titolare, riposando davvero lo stretto indispensabile. È un moto continuo all’interno della partita, nonostante il difficile e faticoso compito di cucire i due centrocampisti e Icardi. Si abbassa spesso tra i mediani eppure è sempre presente nelle azioni offensive. Si butta in area, ma è subito pronto a dare supporto da dietro per fornire palloni di qualità. Non corre tanto, ma corre bene, intelligentemente. Sa dove andare e dove posizionarsi, dove serve la sua qualità. Una dote innata che lo rende ancora più unico.

FUTURO ENIGMATICO

Il futuro di Rafinha è però quanto mai nebuloso. Ci fosse la disponibilità non ci sono dubbi che verrebbe immediatamente riscattato, ma il discorso non è così semplice. Vi sono varie condizioni che concorrono alla decisione finale. Innanzitutto c’è il discorso Champions. Senza la qualificazione alla massima competizione europea, difficilmente i nerazzurri potranno permettersi i 35 milioni del riscatto. Ma anche con la qualificazione in Champions i soldi per comprare Rafinha dovrebbero arrivare dal riscatto di Joao Mario da parte del West Ham. Molto difficile al momento.

L’Inter dovrà anche cercare di riscattare un altro grande protagonista, Joao Cancelo, e potrebbe ritrovarsi a dover scegliere tra i due. Scelta davvero tanto ardua. Per il brasiliano c’è comunque l’ipotesi di poter trattare col Barcellona e provare ad ottenere uno sconto, strada percorribile ma comunque complicata. In ogni modo il futuro di Rafinha è davvero enigmatico, ma il presente è splendido. Sempre col sorriso sulle labbra, il brasiliano proverà a portare i nerazzurri in Champions League. Poi cosa rivelerà il futuro si vedrà. L’importante è che uno dei talenti fino a qualche tempo fa più luminosi del panorama calcistico sia tornato. Questi sei mesi all’Inter potrebbero davvero rivelarsi la svolta nella carriera di Rafinha. E forse anche nella storia recente dei nerazzurri.

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Verso Turris-Avellino: Rastelli recupera Aya

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Turris Avellino

In casa Avellino, continua la preparazione verso il match contro la Turris in programma domenica alle 17:30. Gli irpini, dopo il pareggio casalingo contro la Juve Stabia, sono obbligati a vincere per sperare ancora nei playoff.

Il tecnico Massimo Rastelli però, dovrà ancora far fronte alla situazione infortunati. Aya ha recuperato definitivamente ed è tornato ad allenarsi in gruppo ma è l’unica nota positiva. Dall’Oglio e Di Gaudio infatti, stanno ancora smaltendo i fastidi lavorando a parte. Così come Ricciardi e Micovschi, che stanno continuando il programma di recupero prima del reintegro.

L’Avellino ha disperato bisogno di trovare punti lontano dal Partenio Lombardi. Il rendimento esterno, sino ad ora, è stato disastroso. Soltanto 4 punti conquistati in 8 uscite, frutto del pareggio contro il Foggia e della vittoria di Francavilla, alla prima in panchina di Rastelli.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

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ESCLUSIVA – Luca Toselli sulla Juve: “Giusto confermare Allegri”

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Juventus

La Juventus sta attraversando uno dei periodi di maggior difficoltà della sua storia. Risultati che faticano ad arrivare e dimissioni improvvise di tutto il C.D.A., situazioni che non fanno passare nottate tranquille ai tifosi bianconeri. In esclusiva per Numero Diez la voce di Luca Toselli, influencer grande esperto e tifoso della Vecchia Signora seguito da centinaia di migliaia di persone sui propri account social. Di seguito l’intervista.

L’ERA ANDREA AGNELLI

Nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane e cinque Coppe Italia, questi i successi della Juventus nei dodici anni di gestione Andrea Agnelli. Quali parole ti senti di rivolgere nei confronti dell’operato dell’ormai ex presidente?

“Un ringraziamento per gli anni che ci sono stati di vittorie e successi nonostante gli ultimi non siano andati bene. Probabilmente la presidenza di Andrea Agnelli era ormai giunta al termine. Il fatto che si sia arrivati alla divisione per altre cause è un dispiacere ma probabilmente ci stava dopo dodici anni un cambio in cima alla piramide della Juventus”.

LE PREOCCUPAZIONI DEL MOMENTO

Da tifoso che sente la maglia bianconera come una seconda pelle, quali sensazioni stai provando in questo periodo così delicato?

“Confusione e sorpresa. Non mi spaventa il fatto di avere un presidente, bensì la dinamica e le tempistiche nel quale è avvenuto questo cambiamento. Vista dalla nostra prospettiva viviamo questo avvenimento in modo confusionario e, come un qualcosa in continua evoluzione”.

LE POSSIBILI NUOVE FIGURE DIRIGENZIALI

Prima Del Piero poi Trezeguet: due leggende del club che si sono proposte di tornare per aiutare la loro vecchia squadra. Pensi che potrebbero contribuire alla rinascita del club?

“Vedo molto più adatto Del Piero a livello dirigenziale, Trezeguet penso sia maggiormente un uomo da campo. È ovvio che due figure del genere che nel momento più buio della storia bianconera hanno deciso di scendere all’inferno con la Vecchia Signora è un qualcosa che non può fare altro che piacere”.

IL RUOLO DI MASSIMILIANO ALLEGRI

L’unico mai messo in discussione in questi giorni così intensi è stato Massimiliano Allegri. Si è parlato di possibili dimissioni non accettate, condividi la scelta di tenere il tecnico o avresti optato per un altro profilo?

“Riguardo Allegri penso sia un discorso in continua evoluzione. In caso di dimissioni di Agnelli per un nuovo progetto tecnico avrei capito un immediato cambio in panchina ma, in questa situazione di confusione, cambiare anche l’allenatore sarebbe stato un problema per i giocatori. Allegri dovrà tenere il ruolo di collante in questo momento così delicato”.

LA POSSIBILE REAZIONE IN CAMPO DELLA SQUADRA

In conclusione, come credi possa reagire la squadra sul lato sportivo al rientro dalla sosta? Riusciranno i ragazzi a gestire il peso di giocare in queste condizioni?

“Questa è la mia più grande paura. Sicuramente il momento non è felice e, qualcuno, potrebbe avere delle preoccupazioni a livello di campo. Sappiamo tutti benissimo che all’interno del rettangolo verde di gioco la testa conta tanto e, tutta questa situazione extra-campo, potrebbe provocare dei malumori”.

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Calcio Internazionale

Barcellona, interesse per Onana: le ultime

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Onana

Il Barcellona, nonostante i problemi riguardo alla liquidità, agirà sul mercato di gennaio: sono infatti tanti i nomi di Inter e Milan e che piacciono al club blaugrana.

BARCELLONA-MILANO: ASSE CALDO

Al Barcellona piacciono tanti nomi dell’Inter: si comincia da Lautaro e Skriniar concludendo con Brozovic. Ma non si ferma qui, infatti passando all’altra parte di Milano piacciono molto sia Rafael Leao, che Bennacer.

Secondo Tuttosport, però, l’obiettivo principale del Barcellona per gennaio è un portiere che faccia da vice a Ter Stegen: tutti gli indizi portano ad Onana. L’ex Ajax è un obiettivo concreto dei blaugrana, che stanno preparando un piano per sferrare l’attacco finale a gennaio.

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Calcio Internazionale

Tata Martino non è più il CT del Messico: le ultime

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Messico

Nonostante la vittoria del Messico ieri sera, ormai l’esperienza di Gerardo Martino sulla panchina della Nazionale Messicana sta per volgere al termine. Decisiva sembra essere stata infatti la non qualificazione agli ottavi di fiamme dei Mondiali in Qatar.

MESSICO-TATA MARTINO: È FINITA

Lo ha confermato lo stesso Tata Martino ieri sera dopo la partita con l’Arabia Saudita:

Dovrò trovarmi un altro futuro, la mia esperienza sulla panchina del Messico è terminata quando l’arbitro ha fatto il triplice fischio. Il mio contratto con la Nazionale termina qua”.

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