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Declino giallonero

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Borussia Dortmund

Stagione da dimenticare per il Borussia Dortmund di Tuchel che, con la disfatta di Montecarlo, abbandona la corsa ad un altro trofeo. La compagine giallonera non è riuscita ad incidere come sperava ed è stata letteralmente in balia dei monegaschi che hanno archiviato il match senza problemi. Champions a parte, la formazione della Ruhr quest’anno è stata protagonista di un rendimento altalenante che è costato anche la corsa al titolo. Poche certezze, gioco astratto e tanta discontinuità per un BVB che sembra un lontanissimo parente di quella squadra che nel 2013 aveva stregato l’intero panorama calcistico europeo.

DEBACLE EUROPEA

Ieri si è giocato il quarto di finale di ritorno di Champions League tra Monaco e Borussia Dortmund, dove Tuchel & Co. avevano sulle spalle l’arduo incarico di rimontare il 3-2 subito al Signal Iduna Park. La formazione di casa, tuttavia, si è rivelata cinica e spietata contro 11 gialloneri che, in apparenza, sembravano cavalieri erranti in mezzo al campo. Il merito è stato, per l’ennesima volta, di una coppia devastante come quella composta dal trentunenne Falcao e dall’enfant prodige francese Mbappé, che ieri ha letteralmente mandato in tilt la retroguardia dei tedeschi.

Ciò che fa discutere, comunque, è la scelta iniziale di Tuchel, che ha sorpreso tutti puntando sul 3-4-2-1 con Durm esterno di destra, sacrificando così la stellina Dembelé. Tale scelta, suo malgrado, si è rivelata un harakiri: Mendy e Lemar (i giocatori che dovevano essere contenuti) sono stati semplicemente superbi sulla corsia di sinistra, servendo gli attaccanti per le prime due reti del match, realizzate in soli 17 minuti. Tuchel, conscio di un’errata previsione della gara, ha successivamente tentato di rimediare al suo errore inserendo in campo Dembelé, senza però riuscire a modificare il corso del match nella prima frazione.

Nella ripresa, poi, ci ha pensato Reus a riaprire i giochi, illudendo i tifosi con una rete che, di fatto, rappresentava il gol della bandiera; più tardi, difatti, sarà Germain a porre il sigillo sulla gara, siglando il 3-1 finale che elimina i gialloneri dalla competizione. Borussia irriconoscibile, Monaco incontenibile. Una partita da incubo per la squadra ospite che non è riuscita ad arginare la formazione monegasca, nonostante l’elevato tasso tecnico della propria rosa. La scelta del modulo di Tuchel, comunque, si è rivelata fatale ed è l’emblema, forse, di una stagione astratta caratterizzata dalla mancanza di un’idea di gioco.

NUMERI ALLA MANO

Le statistiche, ovviamente, non sono dalla parte del club tedesco: 33 reti subite quest’anno in campionato; dato non esaltante considerando il fatto della mancanza di una difesa solida su cui contare. L’attacco è stato, in compenso, prolifico (63 reti segnate), tuttavia, un solo reparto non può trainare una squadra che pecca in alcune zone del campo quali difesa e centrocampo che necessiterebbero di un ulteriore restyling per puntare a più obiettivi.

Il Borussia crea molto ma non riesce ad incidere a dovere: tante le occasioni da rete (324 per l’esattezza) ma con un’accuratezza delle conclusioni non sempre dalla parte dei gialloneri (54%), segno evidente di come in più occasioni non sia stata inquadrata la porta.

Un altro dato da considerare è la mancanza di continuità nel saper gestire il possesso palla (56%) che si è rivelato un punto a sfavore in alcuni match della Bundesliga.

Unica nota positiva? La vena realizzativa di Pierre-Emerick Aubameyang. Il gabonese è andato a segno 33 volte tra campionato e Champions dimostrando di essere il catalizzatore della manovra offensiva.

IDENTITÀ CAMALEONTICA

Il 3-4-2-1 sperimentato a Montecarlo è stato forse la goccia che ha fatto traboccare il vaso per una squadra carente di certezze in mezzo al campo. Il modulo, sicuramente, non si addice alle caratteristiche del club che ha già cambiato diverse volte lo schieramento in campo: dal 4-2-3-1 al 4-4-1-1, fino a passare al 3-4-2-1. Insomma, un BVB privo di un’identità stabile, necessaria per cercare di competere ad alti livelli.

Un’altra causa del tracollo può essere identificata nell’inesperienza delle giovani promesse che sono venute a mancare nelle occasioni importanti rivelandosi delle incognite; finora soltanto Dembelè è stato sempre sul pezzo, mentre i vari Weigl, Pulisic e Mor non hanno fatto la differenza nei momenti che contavano. Schurrle, Reus e Gotze, per un motivo o per l’altro, stanno invece vivendo un’annata sfortunata caratterizzata da continui infortuni.

Lo schieramento del Borussia, in sintesi, può essere paragonato ad una macchina che ha ancora bisogno di qualche messa a punto, e necessita anche della benzina adatta (in questo caso i singoli) per ricominciare a sfrecciare proprio come qualche anno fa, quando la formazione allenata da Jurgen Klopp riusciva a far impazzire le big d’Europa e non.

Pagina da strappare quella di quest’anno per Tuchel che ha ancora tanto lavoro da fare per riportare ai giusti livelli una piazza esigente come quella di Dortmund. Nel frattempo continuano a diffondersi le voci che vorrebbero il tedesco lontano dalla città della Ruhr…

IN CONCLUSIONE…

La sconfitta schiacciante allo Stade Louis II ha inoltre alimentato le indiscrezioni sul possibile candidato per il Borussia che verrà. Si fa il nome di Paulo Sousa per la panchina dei gialloneri, il quale sembra abbastanza gradito alla dirigenza che, però, non vuole destabilizzare l’ambiente con scelte dettate dall’istinto, visto che, per ora, c’è un altro obiettivo da provare a raggiungere: la DFB Pokal. Tuchel rimane concentrato sulla stagione in corso, ma era inevitabile aspettarsi una serie di indiscrezioni della stampa tedesca sul suo futuro.

Il Borussia, in sintesi, appare instabile e vede dinnanzi a sé un futuro incerto che sembra assomigliare ad un punto interrogativo.

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Calciomercato

Obiettivo 60 milioni per l’Inter: gli indiziati verso la cessione

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Dumfries

L’obiettivo dell’Inter è di trovare una cifra complessiva di 60 milioni, entro il 30 giugno. Secondo Tuttosport, questo tesoretto sarebbe fondamentale per la dirigenza, che sta giocando ad un puzzle dove tutto deve combaciare. Sì, perché la situazione legata alla cessione dei big non è definita. Il prescelto, stile Hakimi, per la cessione, è Denzel Dumfries. Il Mondiale ha fatto ciò che l’Inter sperava: mettere in mostra le qualità dell’olandese. Ma l’agente del giocatore Pimenta ha fatto presente che l’aumento della sua valutazione porterebbe ad una maggiore difficoltà per la cessione.

Una dichiarazione diretta, che fa capire come ad Appiano Gentile è stato messo in chiaro che l’olandese deve trovare una sistemazione che lo paghi a fior di quattrini. Ma parlavamo di un puzzle, perché il tassello Skriniar potrebbe cambiare la situazione relativa alla cessione di Dumfries, perché il rinnovo non arriva e il PSG spinge. Un mancato rinnovo obbligherebbe i nerazzurri a cedere lo slovacco a gennaio, con conseguente permanenza dell’Orange.

Non basterebbe la cessione di uno dei due per far quadrare i conti: l’obiettivo è anche cedere giocatori come Lazaro e Sensi, investimenti onerosi senza un ritorno adeguato.

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Calcio Internazionale

5 top club su Vlahovic: la risposta della Juve

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Juventus

L’avventura ai Mondiali di Vlahovic, così come la prima parte della stagione vissuta in maglia bianconera, è stata caratterizzata dalla pubalgia che ormai lo affligge da mesi, che da uno stato d’animo inquieto. In Qatar il serbo ha giocato solo 66 minuti realizzando solo un gol, alla Svizzera.

Lunedì, dopo dieci giorni di vacanza post Qatar 2022 Vlahovic sarà di nuovo a Torino, per riprendere la preparazione in vista del 4 gennaio. Il serbo vuole rimettersi in carreggiata per dimenticare questa prima fetta di stagione.

IL MERCATO CHIAMA

Seppur il giocatore sia un punto fermo della rosa di Max Allegri, non sono mancati i tanti sondaggi dei club esteri in particolare. Come riporta Tuttosport, infatti, cinque top club esteri si sarebbero informati sul serbo: nello specifico, si tratterebbe di Chelsea, Manchester United, Arsenal, Bayern Monaco e PSG. La decisione della Juve sarebbe quella di non lasciarlo partire né oggi né in futuro, ma se arrivasse l’offerta giusta il club potrebbe vacillare.

 

 

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Calciomercato

Luis Alberto potrebbe rimanere in biancoceleste: il motivo

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Lazio

La situazione Luis Alberto ha tenuto per diversi mesi i tifosi biancocelesti sulle spine. Le dichiarazioni sia della società che dell’entourage del giocatore hanno fatto comprendere che ormai il rapporto è complicato. Tuttavia, il giocatore si sta allenando con costanza a Formello, sotto gli occhi di mister Sarri, a differenza dei mesi precedenti fatti di “mal di pancia”.

Stando a quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, lo spagnolo sarebbe ormai conscio che la Lazio non ha nessun accordo con possibili acquirenti. Il problema sta nella formula richiesta da Lotito, 20 milioni e a titolo definitivo. I soldi andrebbero subito su Ilic, giocatore del Verona richiesto da Sarri per sostituire Luis Alberto. Le società interessate, quali Valencia, Villarreal e Atletico, mettono come condizione il trasferimento a titolo temporaneo. A queste condizioni non si lavora, Lotito avvisa, e il giocatore avrebbe ripreso gli allenamenti proprio perché sta prendendo sempre più forma la clamorosa riappacificazione con Sarri, dopo la guerra di questo inizio stagione.

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Calciomercato

Il Torino segue Parisi per gennaio: il piano della dirigenza

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Lazio

A meno di un mese dall’apertura del mercato invernale, il Torino di Ivan Juric inizia a muoversi sul mercato per cercare di fare quel salto di qualità che possa portare i granata nella parte sinistra della classifica.

Il D.S. Vagnati è alla ricerca del giocatore giusto da regalare ad Ivan Juric. Come riporta La Stampa, il nome sul taccuino della dirigenza del Torino risponderebbe al profilo di Fabiano Parisi, terzino sinistro in forza all’Empoli. L’ex Avellino è molto seguito sia in Italia (sponda Lazio) che all’estero (Wolfsburg, Everton).

IL PIANO

Parisi potrebbe approdare in Granata grazie ai buoni rapporti tra le società, come si può vedere dal trasferimento di Ricci. Il piano della dirigenza piemontese prevede 2 milioni di euro immediati ed ulteriori 8 a giugno.

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