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Denis Vavro, un nuovo centrale per Inzaghi

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La Lazio è ad un passo dall’acquisto di un nuovo centrale di difesa. Si tratta di Denis Vavro, attualmente in forza al Copenaghen. Il ragazzo, classe 1996, avrebbe trovato un’intesa di massima con Tare e i biancocelesti potrebbero chiudere già questa settimana con il club danese. Su di lui ci sono anche West Ham e diverse squadre delle Bundesliga, ma lo slovacco ha dato la sua parola alla dirigenza della squadra capitolina. Ecco chi è il roccioso difensore pronto a sbarcare in Serie A e come potrebbe inserirsi negli schemi difensivi di Simone Inzaghi.

DAGLI INIZI ALL’ULTIMA STAGIONE

Vavro, come detto, nasce in Slovacchia, per la precisione a Partizanske, il 21 aprile del ’96. Dopo essere cresciuto nelle giovanili, fa il suo esordio nel 2012/2013 con lo Zilina, squadra che nelle ultime stagioni ha impressionato nel campionato slovacco. Gioca per il club gialloverde per ben 6 stagioni arrivando anche a vincere il campionato da grande protagonista nel 2017. In quella stagione il colosso totalizza 25 presenze e realizza addirittura 6 reti. Debutta anche in Champions League dove però la sua squadra non supera il turno preliminare. In quella stagione ottiene poi la prima convocazione in nazionale: nella sua selezione si trova spesso a far coppia con un giocatore del calibro di Milan Skriniar.

Immagine dall’account Instagram di Denis Vavro.

La sua esperienza in patria termina nel 2017 con il passaggio al Copenaghen, costato poco meno di un milione e mezzo di euro. Anche con i danesi riesce ben presto ad imporsi come un giocatore fondamentale, arrivando a quota 85 presenze in due stagioni, una cifra davvero impressionante. All’inizio della scorsa stagione, proprio un suo rigore aveva deciso lo spareggio dell’Europa League contro l’Atalanta. Stagione che si è poi conclusa con la vittoria della Superligaen, con un bottino di 3 goal e 2 assist.

Come anticipato, questi numeri gli sono valsi le attenzioni di diversi club europei, tra i quali c’è appunto la Lazio. I danesi, forti delle due ottime stagioni di Vavro e della sua giovane età, chiedono circa 13 milioni, ma la sensazione è che l’affare possa concludersi a 10, con diversi bonus che potrebbero portare quasi a 12. Una cifra decisamente importante per un giocatore che in pochi conoscono, ma che rinforza ulteriormente le ambizioni della dirigenza e della tifoseria biancocelesti in vista della prossima stagione.

COME GIOCHEREBBE NELLA LAZIO

Nel campionato appena concluso, la Lazio ha fatto ancora una volta affidamento alla difesa a tre. Francesco Acerbi, chiamato a sostituire un giocatore fondamentale quale Stefan De Vrij, ha disputato un’ottima stagione e non ha fatto rimpiangere l’olandese. Difficile dire lo stesso dei compagni di reparto. Radu (il più utilizzato), Luiz Felipe, Bastos e Wallace hanno avuto non pochi problemi e si sono spesso alternati, impedendo alla difesa della Lazio di trovare il giusto equilibrio. L’arrivo di Vavro dovrebbe spingere alla cessione di Wallace e, nelle speranze di Inzaghi, trovare ad Acerbi un compagno stabile. Il terzo posto rimarrebbe quindi a disposizione degli altri tre, con Luiz Felipe chiamato ancora una volta al grande salto.

Lo slovacco è un giocatore molto fisico (con i suoi 193 centimetri) ma comunque piuttosto veloce e che gioca molto sugli anticipi. Queste caratteristiche ricordano proprio Skriniar e lo rendono un compagno ideale per Acerbi. L’ex Sassuolo è molto abile in fase di marcatura e nel mantenere la posizione, il che permetterebbe a Vavro di svariare e di azzardare qualche recupero più rischioso uscendo dai ranghi. Come si è visto dai numeri, poi, il probabile neoacquisto ha anche il vizio – tutt’altro che negativo – del goal: sono fin qui 17 in 196 gare disputate in carriera. Curiosamente nella scorsa stagione, un suo goal contro il CSKA Sofia è stato addirittura eletto come il più bello dell’anno.

Fin qui nulla di negativo ma è bene sottolineare un dettaglio. Il ragazzo è abituato a giocare prevalentemente in una difesa a quattro, agendo come centrale di destra, sia con il Copenaghen che in Nazionale. È difficile immaginare che Simone Inzaghi voglia cambiare modulo alla sua Lazio, come testimonia anche l’acquisto di Manuel Lazzari, ormai in dirittura d’arrivo. Il campionato italiano rappresenta un’occasione importantissima e chi sa che il cambio di modulo non possa addirittura aiutarlo ad esplodere definitivamente.

(Immagine di copertina dall’account Instagram di Denis Vavro.)

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Salvatore Carmando e la storia del fisioterapista amico di Maradona

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Maradona

“Lo sai che io ti amo

ovunque tu sarai, ti seguiremo

nella mente c’è un ricordo che non mi abbandona

Il bacio di Carmando a Maradona!”

C’è una storia forse poco nota al grande pubblico, una storia di amicizia e di sport, la storia di uno dei più grandi fisioterapisti che una squadra di calcio abbia mai avuto. Quel coro sopra riportato rappresenta la testimonianza dell’amore di un popolo, quello partenopeo, che ringrazia e rende omaggio ad un grande professionista.

Mai nella storia del calcio una tifoseria aveva dedicato cori ad un membro dello staff. Quindi, per una volta, non ci soffermeremo a parlare delle gesta di un numero diez ma approfondiremo l’importanza di un massaggiatore all’interno degli equilibri di una squadra e la sua storica amicizia con il numero diez più forte di tutti i tempi, Diego Armando Maradona.

GLI INIZI DELLA CARRIERA

Salvatore Carmando nasce a Salerno ma diventerà napoletano d’adozione, figlio di Angelo Carmando, fisioterapista della Salernitana a cavallo tra gli anni ’40 e ’50, allora guidata da Gipo Viani (di cui approfondiremo nei prossimi articoli la sua importanza).

Salvatore approda al Napoli la prima volta nella stagione 1974-1975, dapprima nelle giovanili e poi nella stagione 1976-1977 come 1° massaggiatore ufficiale della squadra, che lascerà molti anni dopo, precisamente nel 2009.

L’INCONTRO CON MARADONA

Salvatore Carmando è stato per Maradona un amico, un confidente, un fidato consigliere, non semplicemente un massaggiatore.

Maradona e Carmando si trovano subito, nel primo ritiro di Castel del Piano, come afferma lo stesso Salvatore in un’intervista a “La Famiglia Cristiana” <<Mi osservò per un po’ di tempo mentre lavoravo, in silenzio. Poi Maradona mi scelse: sarai tu il mio unico massaggiatore. Non si faceva toccare da altri e per stendersi sul lettino dei massaggi aspettava che tutti i compagni fossero andati via dallo spogliatoio. Restavamo lì, da soli. Per ore. Nacque così un rapporto personale, oltre che professionale»

Ma per capire davvero l’importanza che Carmando aveva per Maradona basta sapere che nel 1986 il pibe de oro, in occasione dei Campionati del Mondo del 1986 che si sarebbero tenuti in Messico, volle Salvatore come massaggiatore della Nazionale Argentina, un’iniezione di stima e fiducia che Carmando ripagherà, anche nei momenti più difficili di quelle settimane.

Infatti come racconta lo stesso ex-fisioterapista, Carmando durante quegli interminabili giorni in Messico, fu per 10 giorni colpito da dissenteria, giorni terribili che misero a dura prova la sua permanenza con la nazionale Albiceleste, ma alla fine sappiamo tutti come ando’ a finire.

Carmando ricorda quei momenti in un’intervista rilasciata ad areanapoli.it “Arriviamo in Messico e per dieci giorni la dissenteria non mi dà tregua. A un certo punto avviso Diego che non ce la faccio più e che voglio andare via. Lui capisce che faccio sul serio solo quando mi vede preparare la valigia: viene in camera mia e mi ferma. ‘Resisti almeno un altro po’, dai’. Un attimo dopo Maradona lascia il ritiro con un componente dello staff della nazionale argentina e ricomparire dopo un’ora, trascinando due cassette d’acqua minerale italiana. Non seppi mai dove le aveva trovate, Ma il mal di pancia mi passò”.

La Nazionale Argentina vince la Coppa del Mondo e Carmando assiste al goal del secolo, dalle tribune del mitico stadio Azteca di Città del Messico e gioisce insieme all’amico Maradona una vittoria aspettata e sognata sin da bambino.

LA MONETINA DI ALEMAO

Un altro avvenimento curioso che rafforza ancora di più il rapporto tra Carmando e i suoi tifosi è rappresentato dal famoso episodio della monetina di Alemao, quel famoso 8 Aprile del 1990, dove in palio c’era uno scudetto e il Napoli di Maradona era ospite al Comunale di Bergamo per giocare contro l’Atalanta.

Vedete, se oggi per un calciatore è difficile giocare solo in alcuni stadi, dove si sente maggiormente la pressione del tifo di casa, un tempo era cosi’ per tutte le partite giocate in trasferta.

Quel giorno, a Bergamo, ci si giocava lo scudetto.

Al minuto 32′ del secondo tempo una monetina da 100 lire colpisce il capo di Ricardo Rogerio de Brito, al secolo “Alemao” che si accascia a terra.

Carmando corre verso il campo per prestare soccorso ed esclama quelle parole che ancora oggi a Napoli ricordano bene: “Statte ‘n terra”. Carmando disse queste parole semplicemente per curare meglio il calciatore brasiliano, ma vennero interpretate dal pubblico come una “bugiardata” fatta ad-hoc per ingigantire l’accaduto.

I tifosi dell’Atalanta si accanirono sul fisioterapista partenopeo per quelle parole che, secondo loro, avrebbero deciso il campionato.

Il Napoli infatti, a 3 giornate dalla fine, riceve la vittoria a tavolino e quella partita resterà negli annali della storia del calcio poichè il Napoli vincerà lo scudetto tre settimane dopo.

Salvatore Carmando, aldilà di questo episodio controverso, è considerato da tutti il re dei fisioterapisti e oggi tutti ne ricordano l’impegno e soprattutto l’amicizia profonda con El Diez più forte di tutti i tempi, Maradona.

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Calcio Internazionale

La FIFA apre un’indagine su quattro calciatori dell’Uruguay!

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Cavani attaccanti Juve

Una delle tante sorprese di questo Mondiale in Qatar è stata l’eliminazione dell’Uruguay. Al fischio finale della partita, in particolare quattro calciatori in maglia celeste (Muslera, Godin, Gimenez e Cavani) si sono avventati contro l’arbitro, reo di non essere stato impeccabile in alcune decisioni. In particolare Gimenez e Cavani, al fischio finale, sono andati dal direttore di gara e avrebbero rispettivamente dato una gomitata ad un membro della FIFA e aver ribaltato il monitor del VAR. La risposta della FIFA non si è fatta attendere, espressa tramite un comunicato ufficiale.

LA RISPOSTA DELLA FIFA

Di seguito le parole del comunicato:

La commissione disciplinare della FIFA ha avviato un procedimento contro l’AUF per potenziali violazioni degli articoli 11 (comportamento offensivo e violazione dei principi del fair play), 12 (cattiva condotta di giocatori e funzionari) e 13 (discriminazione) del codice disciplinare della FIFA in relazione agli incidenti durante la partita dei Mondiali tra Ghana e Uruguay del 2 dicembre. Sono stati aperti fascicoli separati contro i giocatori uruguaiani José María Giménez, Edinson Cavani, Fernando Muslera e Diego Godín per potenziali violazioni degli articoli 11 e 12 del Codice disciplinare FIFA in relazione agli incidenti verificatisi al termine della suddetta partita.”

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Calcio Internazionale

Il messaggio di Pelé per il suo Brasile: “Siamo insieme in questo percorso”

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Pelé

Il Brasile, alle ore 20:00 italiane, si incontrerà con la Corea per una gara valida per un pass per i quarti di finale del Mondiale in Qatar. Pelè, ex fuoriclasse brasiliano, ha mandato un messaggio alla Seleçao in occasione del match di oggi.

“VI SEGUIRÒ DALL’OSPEDALE”

Di seguito il messaggio di Pelè su Instagram:

Nel 1958, in Svezia, camminavo per le strade pensando di mantenere la promessa fatta a mio padre. So che molti della Nazionale hanno fatto promesse simili e sono anche alla ricerca del loro primo mondiale. Voglio ispirarvi amici miei. Guarderò la partita da qui all’ospedale e farò il tifo per ognuno di voi. Siamo insieme in questo percorso. Buona fortuna al nostro Brasile!”.

Nonostante le pessime condizioni di Pelè, l’ex fuoriclasse non fa altro che pensare alla propria Nazionale e a seguirla anche direttamente dall’ospedale.

 

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Nuovo infortunio per Singo: il comunicato del Torino

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Torino

L’esterno del Torino Wilfried Singo ha accusato un nuovo infortunio che lo terrà ai box nei prossimi giorni. A riguardo è appena uscito un comunicato da parte del club granata che ne specifica i tempi di recupero.

SINGO KO: I TEMPI DI RECUPERO

Di seguito il comunicato del Torino:

Ivan Juric ha diretto una sessione tecnica cui hanno preso parte tutti i calciatori attualmente a disposizione ad eccezione di Singo. Gli accertamenti strumentali cui è stato sottoposto l’esterno granata hanno evidenziato una lesione di primo grado del bicipite femorale destro. La prognosi verrà valutata secondo l’evoluzione clinica dell’infortunio”.

Singo resterà quindi ai box circa venti giorni e cercherà il recupero per la ripresa del campionato per la partita contro l’Hellas Verona che si disputerà il 4 gennaio 2023.

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