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Il derby del purgatorio. Fra inferno e paradiso

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Bundesliga

Una tappa nel limbo in attesa di sapere quale sarà il proprio futuro, se l’inferno della 2. Fußball-Bundesliga, più nota Zweite Liga, o il paradiso della più gloriosa Bundesliga. Una tappa nel limbo senza l’attesa di una celeste decisione perché Wolfsburg e Braunschweig sono padroni del loro destino. Andata e ritorno ad armi pari. un’eroica lotta cavalleresca per vedere quale dei due sarà il più valoroso e capace – o magari semplicemente il più fortunato. Un duello ancora più speciale fra i cavalieri dello stesso contado, fra due squadre padrone dello stesso territorio. Solo 35 chilometri a dividere la Volkswagen-Arena dall’Eintarcht-Stadion. Il derby della Bassa Sassonia per redimere i peccati di una stagione nera o per coronare la rincorsa alla massima serie. Wolfsburg e Braunschweig si giocano la stagione e la gloria della propria terra.

UNA STAGIONE NON DA LUPI

Ogni crisi, come spesso accade, non è mai un fulmine a ciel sereno ma la somma di circostanze, atteggiamenti e malumori che invece di essere spazzati e risolti vengono semplicemente nascosti, buttati nella scatola nera delle cose da dimenticare fino a farla esplodere. La crisi dei lupi biancoverdi ha le sue radici nella scorsa stagione. Dopo il secondo posto, i trionfi in DFB-Pokal contro il Borussia Dortmund e in SuperCoppa contro il Bayern Monaco per il Wolfsburg era l’ora del momento del lancio fra le grandi d’Europa, il salto di qualità che non è mai arrivato. Molteplici i motivi e le cause delle due successive stagioni fallimentari. I giocatori prima: mai come punto di arrivo ma semplice punto di partenza verso i top club il Wolfsburg non ha mai goduto di tanto appeal da essere considerata metà di approdo ma solo punto rampa di lancio per i baby campioni pronti a diventare fuoriclasse. De Bruyne il primo a salutare due anni fa. Perisic, Draxler e Schurrle i “Pollicini” che seguirono la strada tracciata dal belga.

Campioni che se ne vanno nonostante l’oppressione del Wolfsburg desideroso di trattenerli a tutti i costi. Questa, molto probabilmente, la colpa della società: un clima ostile e avversivo creato nello spogliatoio per la smania di possesso. Pochi campioni che poi arrivano. Il declino è scritto. La stagione scorsa lanciava i primi segnali di cedimento, nonostante l’eroica uscita dalla Champions nel doppio quarto contro i poi campioni d’Europa del Real Madrid. Segnali che diventarono segni quando al termine delle 36 giornate i lupi biancoverdi si trovarono un magrissimo bottino di “guerra” con la sola gloria dell’uscita eroica contro i blancos. L’ultimo l’ammissibile e lecito anno di transizione, l’anno della ricostruzione che più che punto di partenza sembra essere stato, proprio come il Wolfsburg stesso, il punto di arrivo e, forse, di non ritorno per una squadra sulla strada del declino. “Fatali” furono Lipsia e Werder Brema. Il primo, doveroso, cambio di allenatore dopo 7 giornate e 5 soli punti raccolti. Sulla lavagnetta elettronica della società la sostituzione: fuori Hacking e dentro Ismaël. Lento e quasi impercettibile il cambiamento. Una nuova agonia durata altre 15 giornate. Fino al fatale, per Ismaël, Werder Brema. Altro giro, altra corsa. Altro cambio. Per un Ismaël che usciva, c’era Junker che entrava. Vane le speranze, tranne per qualche sporadica buona prestazione, di aver trovato il salvatore della patria. A nulla poi è servita la cura Junker, se non a Mario Gomez, che con l’olandese era riuscito a trovare un rendimento da grande bomber. 8 reti nelle prime 7 gare con Junker. Il segreto della nuova giovinezza del torero.

Il solio Mario Gomez a rivitalizzare il terzo peggior attacco della Bundesliga con sole 34 reti in 36 giornate. La poca concretezza che fa pagare. E ora c’è il derby-spareggio per smentirlo come punto d’arrivo e annunciarlo come nuovo puto di partenza.

BRAUNSCHWEIG SORPRESA

Continuità, spavalderia e freddezza. Così si riassume la stagione dell’altra squadra della Bassa Sassonia. Niente strappi particolari a smentire chi crede che servano miracoli per una grande stagione. Tutta all’insegna della continuità passando per la concretezza di dei due bomber della squadra. Il “nonno” Doumi Kumbela, capocannoniere interno con 13 reti e una carta d’identità che segna 33 primavere e il 24enne svedese Christoffer Nyman a 2 sole reti di distanza. Un attacco, solo 6°, non fra i più prolifici della Zweite Liga che ha dovuto servirsi anche delle gioie di una delle stelle della squadra, artefice della grande stagione del Braunschweig, come l’esperto terzino Ken Reichel. Da terzino, terzo marcatore di squadra con 7 reti incorniciati da altri 5 assist.

La Braunschweig sorpresa passa anche da una difesa rodata e sicura, una macchina quasi perfetta nel suo campionato, la seconda miglior difesa della Zweite-Liga. Ma altro fattore fondamentale è stato per il Braunschweig la propria casa. Il propio stadio come fortino inviolabile che ha assistito a una sola sconfitta e ha esultato 35 volte. Il secondo miglior attacco fra le mura “amiche”.

IL DERBY DEL LIMBO

Dall’Eintracht-Stadion dovrà passare anche il Wolfsburg nel ritorno del derby-spareggio. Forse già sicuro di un risultato guadagnato e sottochiave alla Volkswagen-Arena oppure a caccia dell’impresa fra le mura del fortino firmato Braunschweig. La tappa, breve, nel limbo tedesco deciderà il futuro delle due squadre della Bassa Sassonia. Un derby cavalleresco ed eroico per la gloria. Di certo i pronostici sono dalla parte dei più esperti e titolati lupi verdi. Ma la stagione negativa del Wolfsburg potrebbe non essere terminata con lo spareggio. Uno spareggio, che per una volta come punto di partenza e non di arrivo, significherebbe successo. Per chi sarà inferno e chi purgatorio sarà il 90esimo dell’Eintracht-Area a narrarlo. Un romanzo di 180 minuti. La battaglia della Bassa Sassonia è pronta a esplodere.

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ESCLUSIVE

ESCLUSIVA – Luca Toselli sulla Juve: “Giusto confermare Allegri”

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Juventus

La Juventus sta attraversando uno dei periodi di maggior difficoltà della sua storia. Risultati che faticano ad arrivare e dimissioni improvvise di tutto il C.D.A., situazioni che non fanno passare nottate tranquille ai tifosi bianconeri. In esclusiva per Numero Diez la voce di Luca Toselli, influencer grande esperto e tifoso della Vecchia Signora seguito da centinaia di migliaia di persone sui propri account social. Di seguito l’intervista.

L’ERA ANDREA AGNELLI

Nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane e cinque Coppe Italia, questi i successi della Juventus nei dodici anni di gestione Andrea Agnelli. Quali parole ti senti di rivolgere nei confronti dell’operato dell’ormai ex presidente?

“Un ringraziamento per gli anni che ci sono stati di vittorie e successi nonostante gli ultimi non siano andati bene. Probabilmente la presidenza di Andrea Agnelli era ormai giunta al termine. Il fatto che si sia arrivati alla divisione per altre cause è un dispiacere ma probabilmente ci stava dopo dodici anni un cambio in cima alla piramide della Juventus”.

LE PREOCCUPAZIONI DEL MOMENTO

Da tifoso che sente la maglia bianconera come una seconda pelle, quali sensazioni stai provando in questo periodo così delicato?

“Confusione e sorpresa. Non mi spaventa il fatto di avere un presidente, bensì la dinamica e le tempistiche nel quale è avvenuto questo cambiamento. Vista dalla nostra prospettiva viviamo questo avvenimento in modo confusionario e, come un qualcosa in continua evoluzione”.

LE POSSIBILI NUOVE FIGURE DIRIGENZIALI

Prima Del Piero poi Trezeguet: due leggende del club che si sono proposte di tornare per aiutare la loro vecchia squadra. Pensi che potrebbero contribuire alla rinascita del club?

“Vedo molto più adatto Del Piero a livello dirigenziale, Trezeguet penso sia maggiormente un uomo da campo. È ovvio che due figure del genere che nel momento più buio della storia bianconera hanno deciso di scendere all’inferno con la Vecchia Signora è un qualcosa che non può fare altro che piacere”.

IL RUOLO DI MASSIMILIANO ALLEGRI

L’unico mai messo in discussione in questi giorni così intensi è stato Massimiliano Allegri. Si è parlato di possibili dimissioni non accettate, condividi la scelta di tenere il tecnico o avresti optato per un altro profilo?

“Riguardo Allegri penso sia un discorso in continua evoluzione. In caso di dimissioni di Agnelli per un nuovo progetto tecnico avrei capito un immediato cambio in panchina ma, in questa situazione di confusione, cambiare anche l’allenatore sarebbe stato un problema per i giocatori. Allegri dovrà tenere il ruolo di collante in questo momento così delicato”.

LA POSSIBILE REAZIONE IN CAMPO DELLA SQUADRA

In conclusione, come credi possa reagire la squadra sul lato sportivo al rientro dalla sosta? Riusciranno i ragazzi a gestire il peso di giocare in queste condizioni?

“Questa è la mia più grande paura. Sicuramente il momento non è felice e, qualcuno, potrebbe avere delle preoccupazioni a livello di campo. Sappiamo tutti benissimo che all’interno del rettangolo verde di gioco la testa conta tanto e, tutta questa situazione extra-campo, potrebbe provocare dei malumori”.

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Calcio Internazionale

Barcellona, interesse per Onana: le ultime

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Onana

Il Barcellona, nonostante i problemi riguardo alla liquidità, agirà sul mercato di gennaio: sono infatti tanti i nomi di Inter e Milan e che piacciono al club blaugrana.

BARCELLONA-MILANO: ASSE CALDO

Al Barcellona piacciono tanti nomi dell’Inter: si comincia da Lautaro e Skriniar concludendo con Brozovic. Ma non si ferma qui, infatti passando all’altra parte di Milano piacciono molto sia Rafael Leao, che Bennacer.

Secondo Tuttosport, però, l’obiettivo principale del Barcellona per gennaio è un portiere che faccia da vice a Ter Stegen: tutti gli indizi portano ad Onana. L’ex Ajax è un obiettivo concreto dei blaugrana, che stanno preparando un piano per sferrare l’attacco finale a gennaio.

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Calcio Internazionale

Tata Martino non è più il CT del Messico: le ultime

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Messico

Nonostante la vittoria del Messico ieri sera, ormai l’esperienza di Gerardo Martino sulla panchina della Nazionale Messicana sta per volgere al termine. Decisiva sembra essere stata infatti la non qualificazione agli ottavi di fiamme dei Mondiali in Qatar.

MESSICO-TATA MARTINO: È FINITA

Lo ha confermato lo stesso Tata Martino ieri sera dopo la partita con l’Arabia Saudita:

Dovrò trovarmi un altro futuro, la mia esperienza sulla panchina del Messico è terminata quando l’arbitro ha fatto il triplice fischio. Il mio contratto con la Nazionale termina qua”.

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Calcio Internazionale

La Francia non ci sta: reclamo alla FIFA dopo la rete annullata a Griezmann

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Francia

Nonostante la Francia fosse già passata, non sono mancate le polemiche ieri pomeriggio al termine del match tra francesi e Tunisia valida per l’ultima partita ai gironi di Qatar 2022. Ha aperto la gara Khazri a cui aveva risposto Griezmann al 98’, ma già al termine della gara l’arbitro ha preso la decisione di annullare la rete  francese. 

POLEMICHE FRANCESI

Secondo quanto riportato dal quotidiano inglese The Mirror, la Federazione Francese è pronta a fare ricorso alla FIFA in segno di protesta per l’annullamento alla rete di Griezmann.

Infatti, al direttore di gara di ieri era stato detto di annullare la rete dell’attaccante dell’Atletico Madrid causa fuorigioco. Ma le regole stabiliscono che un gol non si può annullare a partita già terminata.

Se il gioco è stato interrotto e ripreso, l’arbitro può solo intraprendere una “revisione” e prendere la sanzione disciplinare appropriata, per identità errata o per un potenziale reato di espulsione relativo a condotta violenta, sputi, morsi o estremamente offensivo, offensivo e/o azioni abusive”, si legge nelle regole del gioco dell’IFAB.

In ogni caso la partita di ieri è stata vinta dalla Tunisia, che causa vittoria dell’Australia sulla Danimarca, non è comunque riuscita a passare i gironi della Coppa del Mondo.

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