Pragmatismo, tattica, spirito di sacrificio, anima messa in campo: concetti cardine nel mondo del calcio. Elementi chiave che, come recita la carta, rendono un buon giocatore il fattore decisivo nell’economia della partita. Ma la teoria, nello sport così come nella vita, risulta spesso e volentieri un concetto effimero e talvolta fuorviante dalla realtà dei fatti. È il rettangolo di gioco, del resto, l’unico banco di prova che conta, in cui dimostrare appieno il proprio valore, quel luogo nel quale poter trasformare le speranze in solide realtà.

Fonte: profilo instagram @dilorenzo22

Se il terreno in questione, poi, è la leggendaria vetrina di Anfield in una notte di Champions League, l’impresa diventa ardua per qualsivoglia campione si prenda in considerazione. Nonostante le incognite dell’occasione Giovanni Di Lorenzo ha superato lo scetticismo generale, incarnando alla perfezione i concetti citati in precedenza. Nuovo ruolo, nuovi compiti, nuova interpretazione nel palcoscenico più importante. Tutti fattori che, nonostante il rischio di risultare controproducenti e deleteri, hanno rappresentato una sfida ampiamente superata. Con la convinzione che sia solo l’inizio di quanto possa realmente dare alla causa del Napoli.

DA CASTELNUOVO AD ANFIELD

1886.5. Questa cifra rappresenta la distanza, in chilometri, che intercorre fra Castelnuovo di Garfagnana e Liverpool. E per quanto la lunghezza territoriale possa sembrare lunga, quella calcistica (dalle leghe inferiori del Bel Paese al manto erboso sotto la Kop) lo è ancora di più. Un percorso, dunque, infinito per chiunque, una strada che Di Lorenzo ha reso tracciabile e perseguibile grazie a un fattore su tutti: la costanza.

Mai una parola fuori posto, mai un atteggiamento irrispettoso o quantomeno destabilizzante. Esemplare la gestione delle numerosi provocazioni di Robertson, mercoledì sera. Provocazioni subite che hanno scaturito l’unico momento di disordine in campo in cui Giovanni Di Lorenzo si è limitato a spettatore, lontano dall’essere fuori posto, appunto. Solo campo, corsa, determinazione e duro lavoro, fattori imprescindibili per distinguersi nell’Odissea di quelle leghe minori colme di giovani promettenti con in mano (o meglio, ai piedi) un sogno. Un percorso infinito, eppure lineare, dritto, verso la grandezza, una strada costellata di tappe chiare e decisive. Dalla gavetta delle giovanili di Reggina e Lucchese al Cuneo, quindi nuovamente a Reggio Calabria, passando poi per il Matera, in Serie C. Proseguendo, quindi, a due stagioni fa, quando giunge la chiamata che può cambiare una vita. Quella del palcoscenico della Serie B prima e della A poi, fra le fila di un Empoli che su tutti ha deciso di credere in lui fin dall’inizio. Siamo al 30 agosto 2017, una delle tre tappe decisive di questo viaggio.

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La seconda conduce alla stagione 2018-2019. Un’annata da sogno per lui, all’esordio nel calcio che conta: 5 gol e 3 assist, del resto, sono un bottino d’eccezione per quello che, di ruolo, è un difensore. Una data, su tutte, rimane da incorniciare, quel 3 aprile 2019 nel quale una sua rete contro il Napoli portò 3 punti all’Empoli. Un gol decisivo, proprio contro la sua squadra attuale, che insieme alle realizzazioni di fine stagione contro Sampdoria e Torino convinsero la dirigenza partenopea di puntare su di lui, di credere nelle potenzialità dietro alla costanza che mai ha mancato di mostrare.

Da ruolo di comprimario a elemento fondamentale nell’economia partenopea. Si considerino alcuni numeri su tutti: Di Lorenzo è partito come titolare nel 92% dei casi, giocando, tra l’altro, il 92% dei minuti complessivi disputati dal Napoli. Prendendo parte, poi, al 9% della partecipazione al gol, una buona statistica in virtù del suo ruolo di difensore. Fonte: profilo instagram @dilorenzo22

La società Azzurra è dunque convinta, decidendo di investire sul suo acquisto per 8 milioni di euro. Un’operazione di contorno, erroneamente a detta dei più “impreparati” in materia, del mercato del Napoli, un acquisto mirato sostanzialmente ad allungare una rosa bisognosa di rincalzi per i numerosi impegni. Il terzino, tuttavia, ha ancora una volta fatto della continuità un suo mantra imprescindibile, sconfiggendo lo scetticismo generale. Il risultato ha dell’incredibile: 17 presenze stagionali fin qui (12 in Serie A e 5 in Champions) condite da 1 gol e 2 assist. Fattori che, nel loro insieme, conducono alla terza e ultima tappa (fin qui) del viaggio: quel 27 novembre 2019 nel quale il palcoscenico di Anfield ha premiato il suo cammino.

RIVOLUZIONE TOTALIZZANTE

Nelle partite giocate fin qui con la maglia del Napoli Di Lorenzo non ha mai mancato di mostrare le sue qualità migliori. Corsa, velocità, sovrapposizioni con l’esterno d’attacco, ripiegamenti difensivi, cross. Tutti elementi imprescindibili oramai nel bagaglio del terzino contemporaneo. La chiave di volta nella sua stagione, quindi, è senz’altro rintracciabile nel match fra Liverpool e Napoli.

La partita del terzino di Castelnuovo trova nell’aggettivo rivoluzionario la sua definizione ideale. Si consideri, in primis, l’importanza dell’incontro: un match del genere, in grado di incutere autentico terrore (calcisticamente parlando) a chiunque, Di Lorenzo non l’aveva mai giocato. Il ruolo di titolare nel palcoscenico più infuocato del mondo, quello di Anfield rappresenta un’enorme responsabilità. Specie, poi, se si considera l’occasione, quella della Champions League, peraltro contro i Campioni d’Europa in carica. Tuttavia l’urlo di uno stadio pieno a intonare “You’ll never walk alone” non ha destabilizzato un’ottima prestazione.

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La difficoltà, poi, a livello tattico, stava essenzialmente nel trovare equilibrio fra difesa e attacco. Da un lato, quindi, difendersi di fronte allo strapotere a tutto tondo dei Campioni d’Europa, senza finire, però, col venire schiacciati dalla pressione dei Reds. Andare ad Anfield con l’obiettivo di giocare una partita difensiva, del resto, è praticamente impossibile, a prescindere dalla squadra che sei o che aspiri a diventare. L’atteggiamento tattico di Ancelotti, quantomeno sulla carta, sembrava suggerire un’eccessiva volontà di difendersi. Gli Azzurri, del resto, sono scesi in campo con tre centrali di ruolo (Maksimovic, Koulibaly e Manolas) e Di Lorenzo esterno destro al posto di un insostituibile (almeno finora) Callejon.

L’incontro, tatticamente parlando, va analizzato secondo due chiavi di lettura. La prima è relativa alla fase di possesso palla del Napoli: gli Azzurri, in questa fase, si sono schierati in campo con un 3-4-1-2, dando copertura in caso di ripartenza coi tre centrali e lasciando la fascia agli esterni. Una realtà tecnico tattica nuova per Di Lorenzo, da sempre abituato ai compiti del terzino. Tuttavia il difensore ha ancora una volta dimostrato quel camaleontico pragmatismo che lo rende un valore aggiunto per le idee di Re Carlo. Da terzino in grado di operare su entrambe le corsie a difensore centrale (come in occasione del match contro il Brescia).

Passando, quindi, a esterno d’attacco in casa dei Campioni d’Europa. La copertura difensiva garantita da Maksimovic sulla destra ha lasciato all’ex Empoli ampio spazio di manovra, con la possibilità di sovrapporsi e farsi trovare pronto in fase offensiva. Un compito, quello offensivo, assolto alla perfezione, basti pensare che ha servito l’assist decisivo a premiare la corsa di un Mertens andato poi a segno.

Il tandem fra Maksimovic e Di Lorenzo ha operato alla perfezione nell’interscambio fra le due fasi. In questo caso il difensore serbo (evidenziato in viola) serve in lungo  linea il movimento di Di Lorenzo (evidenziato in azzurro) a superare la pressione di Milner, costretto poi al fallo.

La seconda chiave di lettura riguarda invece la fase di non possesso. Durante la gestione di palla avversaria il Napoli si è schierato con un 4-4-2 più solido e compatto fra le linee, cercando di arginare l’impostazione dei Reds fin dal centrocampo. In quest’occasione Di Lorenzo ha ricoperto il ruolo di esterno destro incaricato sia del primo pressing sulla fascia che del ripiegamento in fase difensiva. Un compito assolto alla perfezione dal difensore: il raddoppio di marcatura con Maskimović sulla fascia gli ha permesso di arginare un cliente scomodo come Robertson, contribuendo esponenzialmente a limitare l’iniziativa offensiva del Liverpool.

La copertura di Di Lorenzo (evidenziato in azzurro) su Robertson (evidenziato in giallo) ha arginato in maniera netta l’iniziativa offensiva dell’esterno scozzese. La collaborazione, poi, con Maksimović (evidenziato in viola) è decisiva per il recupero del pallone.

Da Robertson a Mané,. Per quanto il cliente possa essere scomodo, su quella fascia il tandem difensivo fra Di Lorenzo (evidenziato in azzurro) e Maksimović (evidenziato in viola) è determinante per il recupero palla e relativa ripartenza.

Comunque lo si guardi, insomma, Ancelotti ha trovato così la mossa giusta. Un ruolo pressochè perfetto, quello cucito addosso a Di Lorenzo, per eludere il pressing avversario e venire fuori con il doppio binario di destra, in grado di tenere botta anche in fase difensiva. Con un Napoli che può dunque sorridere sia in termini di prestazione che di classifica. La qualificazione, del resto, è a un solo punto di distanza.

È SOLO L’INIZIO

Dai prati di Castelnuovo alla vetrina di Anfield. Una novella calcistica resa possibile da un gioco, quello di Di Lorenzo, che sta convincendo tutti. Prestazioni convincenti che gli sono valse, tra l’altro, la prima convocazione in Azzurro e l’esordio con la maglia della Nazionale (contro il Liechtenstein). Un traguardo raggiunto, tra l’altro, all’età di 26 anni, in piena maturazione calcistica dunque.

“È un sogno che si realizza”. 

Poche, semplici parole per un giocatore che fa parlare in primis il campo e il gioco che mostra sul terreno di gioco.

2 presenze in occasione della recente chiamata in Nazionale da parte di Roberto Mancini. Esordio, per altro, condito da un assist contro il Liechtenstein. Fonte: profilo instagram @dilorenzo22

L’imperativo categorico, adesso, è quello di non adagiarsi su pericolosi allori, continuando a dare il massimo, sempre e comunque. In ogni caso, nel caos mediatico che sta sconvolgendo a tutto tondo l’universo Napoli, la serata di Di Lorenzo e degli Azzurri come squadra rappresenta una ventata d’aria fresca verso il riscatto di un’intera stagione. D’altro canto siamo solamente a fine novembre, con tutto che ancora può succedere, sia in campionato che in coppa. E con questo Di Lorenzo si può essere certamente più positivi.

(Fonte immagine di copertina: profilo instagram @dilorenzo22)