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Di Maria sì, Di Maria no

Di Maria sì, Di Maria no

Ufficialmente iniziata l’estate, non ancora il calciomercato. Il clima è però già rovente nell’Italia pallonara. I campioni in carica del Milan osservano i cavalli di ritorno di cugini e bianconeri: gli interisti stanno per abbracciare nuovamente Lukaku, a Torino si attende l’annuncio di Pogba. La Juventus sta infatti lavorando principalmente sul mercato degli svincolati e, dopo il Polpo, vorrebbe chiudere l’accordo anche con Angel Di Maria.


E se l’attesa di Di Maria fosse essa stessa Di Maria?
Ogni tifoso juventino si sarà posto, in maniera ironica, questa domanda. La trattativa sta andando decisamente per le lunghe e questo crea qualche malumore nella tifoseria. Giustificato, per quanto mi riguarda. Non tanto per colpa di Angel, credo sia più idoneo ragionare sulla narrazione giornalistica degli eventi. Diversi ultimatum e conti alla rovescia, con date decisive sempre pronte a cambiare una volta superata la casellina sul calendario.

 

La Juve vuole fare un mercato basato su due grandi nomi. Almeno per iniziare. E credo che faccia bene. Ovviamente stiamo parlando di due profili non più giovanissimi ma sulla linea verde (o quasi) a Torino hanno già investito. Nelle ultime sessioni di calciomercato (dall’annuncio di Sarri in poi) sono arrivati volti nuovi come de Ligt, Chiesa, Locatelli e Vlahovic. Stiamo parlando di esborsi economici di livello sia lato cartellino, sia lato ingaggio. Mi viene logico pensare che ora sia necessario aggiungere anche qualche anno in più di esperienza ad una rosa che ha poche vittorie nel palmarès.

 

Con gli addi di Dybala, Morata e Chiellini, infatti, i senatori della Juve sono sempre meno. Bonucci, Cuadrado, Alex Sandro e pochi altri possono essere considerati giocatori “della vecchia guardia”. Pogba ha vinto un Mondiale da protagonista, Di Maria una Copa America e una Champions League con il Real Madrid. Due calciatori con uno status superiore, non c’è che dire.

 

Ragionando sullo scorso mercato estivo, ho notato diverse “perdite” in Serie A sotto il punto di vista della fama e delle vittorie. Cristiano Ronaldo, Lukaku, Hakimi, Conte, Donnarumma, De Paul, Romero e tanti altri sono partiti alla ricerca di fortuna altrove. Ad alcuni è andata bene, ad altri meno. Romelu infatti sta per tornare a Milano, mentre CR7 si sta guardando intorno per trovare una squadra da Champions per una delle sue ultime stagioni di livello.

 

Alla Juve è mancato tutto quest’anno: dall’identità di gioco fino al coraggio, passando anche per la personalità che molte volte è venuta meno nei momenti decisivi. Credo che sia importante ripristinare la fiducia nei mezzi tecnici dei diversi calciatori. Con l’Inter pronta a formare un super tridente e con il Milan scudettato è necessario innalzare il livello della rosa. Pogba e Di Maria sono i nomi giusti, almeno sulla carta.

 

Il rischio è quello di interrompere bruscamente la crescita di alcuni ragazzi, togliendo loro responsabilità. Dall’altra parte però sono felice di non dover contare, ad esempio, solamente su Vlahovic per cercare di sbloccare una gara. E con Chiesa ancora ai box credo che sia giusto aggiungere fantasia e qualità in zona rifinitura, vista anche la cessione di Paulo Dybala.

 

Quindi sì, per me l’arrivo del Fideo è decisamente positivo. Poi però ragiono sull’intera vicenda e comprendo decisamente chi ha dubbi legati all’età, alla durata del contratto e al Mondiale che bloccherà bruscamente il campionato tra novembre e dicembre. Sicuramente non la prospettiva migliore in assoluto per un tifoso dato che l’impressione è quella di essere, almeno al momento, snobbati da Di Maria (che si sta godendo le meritate vacanze). A Torino però sanno perfettamente che dopo due anni non proprio al top lo spazio per gli errori è quasi ridotto a zero.

 

La prossima stagione sarà un crocevia importantissimo per la presidenza di Andrea Agnelli (la famiglia festeggerà il centenario di proprietà Juve proprio nel 2023) e, per forza di cose, per la gestione Allegri. E per tornare a vincere, almeno in Italia, è necessario affidarsi a calciatori forti. Forti come Paul Pogba e Angel Di Maria.

 

Luca Toselli

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