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Dieci ex di Fiorentina-Inter

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Questa sera al Franchi di Firenze, Fiorentina e Inter si affrontano per coltivare le proprie ambizioni di classifica. I nerazzurri devono rispondere alle vittorie negli anticipi di Roma e Milan per non incappare in una selvaggia lotta a 3 per gli ultimi due posti Champions rimanenti. La Fiorentina, dopo il travolgente 4-1 alla Spal, vive uno straordinario periodo di forma e non ha la minima intenzione di arrestare il proprio ruolino di marcia: l’obiettivo dichiarato è quello di tornare in Europa League.

Negli anni, diverse trattative fra queste società hanno portato ad affari più o meno vantaggiosi e oggi vogliamo ripercorrere la strada che dieci grandi ex di Fiorentina e Inter hanno compiuto.

ADEM LJAJIC

Cresciuto calcisticamente nel Partizan Belgrado, il giovane Adem arriva in Italia nel gennaio 2010, quando la Fiorentina decide di acquistarlo per 6 milioni e mezzo. A soli 19 anni, Ljajic incanta Firenze con giocate straordinarie e dialoga alla perfezione col montenegrino Jovetic. Prandelli si fida ciecamente di lui e lo manda in campo con continuità ma il serbo non lo ripaga a dovere: l’altra faccia della medaglia mostra un carattere indomabile che troppo spesso inficia sulle prestazioni in campo. Nella stagione 2012/13 si consacra definitivamente e con 11 goal e 6 assist, trascina la Fiorentina a un passo dal preliminare di Champions League che solo la rete di Mexes in extremis può sottrargli.

Dopo due stagioni con più ombre che luci a Roma, l’Inter lo acquista dai giallorossi. A San Siro il serbo fatica ad esprimere il proprio talento, Mancini lo prova in tutti i ruoli dell’attacco ma i goal faticano ad arrivare. A fine stagione svuota l’armadietto per trasferirsi al Torino.

FELIPE MELO

Anche la carriera del centrocampista brasiliano decolla proprio a Firenze. Nel 2008 arriva dall’Almeria per 8 milioni e dimostra subito tutto il suo valore: Prandelli lo schiera davanti alla difesa e Melo diventa il perno della squadra. La sua forza fisica accompagnata da una discreta visione di gioco, contribuisce a coprire adeguatamente la retroguardia, così la Fiorentina blinda la propria porta e conquista il quarto posto in campionato che vale l’accesso alla Champions League.

Dopo solo una stagione però, il brasiliano saluta la Toscana e vola alla corte della Juventus che lo acquista per 25 milioni, una cospicua cifra per l’epoca. Negli anni però, le qualità tattiche del centrocampista sembrano scemare e le polemiche per le sue entrate poco ortodosse aumentano a dismisura. Quando arriva all’Inter nel 2015 cerca il grande riscatto ma nella confusione generale che il club vive in quegli anni, finisce per perdersi anche lui. Peraltro la sua breve esperienza milanese viene macchiata da un bruttissimo fallo ai danni di Biglia nella gara contro la Lazio che accentua ancora di più lo scetticismo che gravita attorno a lui.

GABRIEL BATISTUTA

Il mezzogiorno e il tramonto della carriera di un fenomeno. Questo sono state Fiorentina e Inter per l’attaccante argentino che in Serie A ha realizzato la bellezza di 184 reti, ottenendo il 12° posto nella classifica dei marcatori all time.

Giunto a Firenze nel 1991, ha indossato la maglia della Viola per nove anni, portandola alla conquista di una Coppa e una Supercoppa italiana e stabilendo il record di goal in giornate consecutive (11) che Quagliarella ha eguagliato nel match contro l’Udinese di questa stagione.

Nel Gennaio del 2003 approda all’Inter dopo aver contribuito alla straordinaria impresa della Roma di conquistare lo scudetto. L’argentino però, giunge a Milano allo stremo delle forze, dopo una carriera afflitta dai numerosi infortuni alle caviglie e a fine stagione è costretto a salutare definitivamente la Serie A per terminare la sua carriera nell’AlArabi.

MARCO BENASSI

L’attuale centrocampista della Fiorentina sta vivendo una straordinaria stagione e per rendimento è sicuramente tra i migliori giocatori di questo campionato. Questa sera fronteggerà il suo passato, quell’Inter che nel 2012 lo fece esordire in Serie A dopo averlo visto crescere per 2 anni nel proprio settore giovanile.

I nerazzurri dovranno prestare molta attenzione ai suoi inserimenti: Pioli ha trovato la posizione perfetta nel suo undici titolare per tenerlo vicino alla porta e la mossa ha dato i suoi frutti perché  dai suoi piedi sono arrivati già 7 goal.

STEFANO PIOLI

L’altro grande ex di questa sera è l’attuale tecnico della Viola. Prima di approdare alla Fiorentina però, nel Novembre del 2016 l’Inter lo aveva chiamato per sostituire Frank de Boer e provare a rialzare la squadra del periodo nero che stava vivendo. L’esordio al Meazza è indimenticabile: dopo un equilibratissimo derby, all’ultimo secondo la zuccata di Perisic fissa sul 2 a 2 il risultato, rispondendo alla doppietta di Suso.

Senza stravolgere il sistema tattico della squadra, Pioli organizza al meglio la squadra e i risultati arrivano subito: tra campionato e coppa ottiene 9 successi di fila e l’Inter agguanta la zona Champions. Dopo un pareggio in casa del Torino però, la squadra sembra mollare il colpo e a fine stagione sarà addirittura fuori dall’Europa League.

Dallo scorso anno è alla Fiorentina e soprattutto in questa stagione si stanno vedendo i frutti di un lavoro certosino che esalta tanto il gruppo quanto le straordinarie individualità dei suoi talenti, su tutti quello di Chiesa. Oggi ha la grande chance di aggrapparsi ulteriormente al treno europeo.

GIAMPAOLO PAZZINI

Cresciuto nel sempre verde vivaio dell’Atalanta, il Pazzo approda alla Fiorentina nel Gennaio del 2004 e si presenta subito da grande bomber: acquistato per 6 milioni e mezzo, dimostra di valerli grazie a pesantissimi goal che nel girone di ritorno aiutano la squadra a salvarsi dallo spauracchio della retrocessione. L’esperienza a Firenze però, non è tra le migliori della sua carriera, complici diversi infortuni ed equivoci tattici.

Prandelli infatti, lo affianca a Toni nel ruolo di mezzapunta ma finisce per allontanarlo dall’area di rigore, suo terreno di caccia. Nel 2009 viene ceduto alla Sampdoria dove vive un periodo d’oro che porta alla chiamata dell’Inter: i nerazzurri lo acquistano nel Gennaio del 2011 e il Pazzo prova a trascinare la squadra allenata da Leonardo verso lo scudetto, vinto però dal Milan, la squadra che l’anno dopo lo accoglie nello scambio con Cassano.

STEVAN JOVETIC

Arrivato anche lui dal Partizan come Ljajic, il montenegrino ha regalato emozioni, spettacolo e divertimento ai tifosi della Fiorentina. In breve tempo conquista subito il loro cuore a suon di reti pesantissime: la sua prima in Champions League è determinante per passare il turno preliminare, poi le doppiette alle titolatissime Liverpool e Bayern Monaco sanciscono definitivamente la sua consacrazione. Con la Viola realizza 40 goal in 134 apparizioni e finisce subito nella lista dei migliori giovani nati dopo il 1989 stilata da Don Balon.

Dopo l’esperienza tra alti e bassi al Manchester City, l’Inter lo acquista per provare a fare il salto di qualità necessario per il grande ritorno in Champions League. Il grande incantesimo che sembrava avvolgerlo però, sembra essere svanito e il montenegrino si perde tra infortuni e prestazioni negative. In 3 anni con la maglia nerazzurra ottiene appena 33 presenze e la dirigenza, stanca di aspettare il suo talento, prova a cederlo ad ogni sessione di mercato. Il rammarico per ciò che è stato ma soprattutto per ciò che sarebbe potuto diventare.

 

SEBASTIAN FREY

Pur avendo ottenuto poca considerazione da parte della Nazionale francese, l’ex portiere di Inter e Fiorentina si è affermato negli anni come uno dei migliori portieri della nazionale bleu. Tanto che in Serie A è addirittura il terzo giocatore straniero per numero di presenze, dietro solo agli inarrivabili Zanetti e Altafini.

Frey deve molto a Zenga che nel ’98 lo segnala alla società e Moratti non ci pensa un attimo ad acquistarlo. Dopo una stagione di prestiti, torna all’Inter da titolare ma il 2001 è un anno nefasto per i nerazzurri che decidono a fine campionato di rivoluzionare la rosa e il francese viene acquistato dalla Fiorentina.

Assieme a Prandelli contribuisce alla crescita della squadra che anno dopo anno, rafforza la propria retroguardia e ottiene diversi piazzamenti molto buoni. Gli infortuni al ginocchio però, lo allontanano spesso dai campi e dopo l’ennesima operazione al ginocchio, nel 2011 viene ceduto al Genoa.

ROBERTO BAGGIO

Il divin codino ha indossato numerose maglie nel corso della propria carriera e con ognuna di esse ha regalato spettacolo in ogni stadio d’Italia. Vale la pena ricordare però, un episodio particolare. È il 12 Febbraio 1989 e la capolista e imbattuta Inter di Trapattoni affronta proprio la Fiorentina di Baggio al Franchi. Dopo 13 minuti gli ospiti sono già in vantaggio e tutto sembra andare in discesa per i nerazzurri, ma alla mezz’ora il fuoriclasse si accende e stravolge il match. Dopo il suo pareggio e il vantaggio di Cucchi, l’Inter ribalta nuovamente e si porta avanti. Nel finale di gara però, il grande Borgonovo sigla una doppietta che ferma la cavalcata interista.

Siamo solo agli inizi della carriera dell’attaccante che dopo anni di goal e successi, nel ’98 si trasferisce all’Inter ma è un’annata terrificante e il divin codino è costretto a partire spesso dalla panchina. Con l’arrivo di Lippi sulla panchina, il suo minutaggio diminuisce ulteriormente, al punto tale da polemizzare con l’allenatore e smentendo le voci sui guai fisici che lo terrebbero lontano dal campo: in realtà erano solo scelte tecniche. A fine stagione saluterà ben volentieri per l’ultimo capitolo di una straordinaria carriera, con la maglia del Brescia.

DANIELE ADANI

Il celebre commentatore di Sky è stato un buon difensore della nostra Serie A, militando nei maggiori club del nostro campionato come Lazio, Fiorentina e Inter. Nel ’99 firma con la Viola e nel triennio si afferma su ottimi livelli, contribuendo notevolmente alla conquista della Coppa Italia nella stagione 2000-01. Nel 2002 la Fiorentina fallisce e Adani da il suo addio a Firenze per approdare all’Inter, dove resterà fino al 2004.

Con i nerazzurri mette a referto 45 presenze segnando ben 5 reti, un bel bottino per un difensore centrale. L’esperienza a Milano dura poco e dopo varie esperienze in provincia, Adani chiude la carriera alla Sammartinese, il club del suo paese, prima di approdare nel mondo della televisione come commentatore tecnico.

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Calciomercato

Salernitana-Bakayoko, affare complicato: la situazione

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Bakayoko

Molte squadre stanno approfittando della sosta Mondiali per sondare il terreno in vista della sessione invernale di calciomercato; la Salernitana starebbe pensando a Bakayoko, in partenza dal Milan.

Quello del centrocampista francese sarebbe il primo nome in cima alla lista degli esuberi e il club rossonero starebbe cercando di piazzarlo. A tal proposito, ci sarebbe stata una prima chiacchierata informativa con il ds dei granata Morgan De Sanctis. Le intenzioni della Salernitana sono chiare: la trattativa può andare in porto soltanto con un’eventuale cessione di Coulibaly o con l’ingaggio del centrocampista a carico del Milan. 

Bakayoko, quest’anno, non è mai sceso in campo. Il club campano rifletterà sulla proposta ma al momento sembrano non sussistere le condizioni necessarie affinchè la trattativa si concretizzi.

 

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Flash News

Dida a 360 gradi: “Con l’Ajax la parata più bella; Ibra e Vieri gli attaccanti più forti mai sfidati”

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Ibrahimovic

Nelson Dida, ex portiere del Milan e attuale preparatore dei portieri, si è raccontato ai canali ufficiali della società durante la Milano Games Week.

L’ex portiere brasiliano si è espresso a 360 gradi, cominciando dagli attaccanti più forti affrontati:

Vieri e Ibra sono fra gli attaccanti più forti che ho affrontato, giocatori che possono risolvere una partita da soli”.

Poi su Maignan:

Mike è un amico ed è venuto al Milan con l’idea di vincere, e ha vinto subito. Faceva di tutto per migliorarsi in allenamento ed è cresciuto veramente tanto. Può crescere tanto e su tutto. Non aveva fatto tanto in senso di preparazione, ma il Milan ha tutto può far crescere questi ragazzi”.

Dida ha poi fatto un salto nel passato:

“Ho avuto una bellissima storia nel Milan, ho vinto due Champions e un campionato. Ho fatto tanto e sono soddisfatto. Serginho era mio amico, lui abita qua a Milano e quindi siamo sempre assieme. Abbiamo questa amicizia da quasi 20 anni”.

Infine sulla parata più bella:

Quella con l’Ajax, me la ricordo tanto, mi sono anche fatto male. Ho fatto il massimo che potevo e mi sono strappato un muscolo della schiena”.

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Calcio Internazionale

Rodri commenta il suo nuovo ruolo: “Da centrale mi trovo bene”

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Delph

Al termine del match contro la Germania, il centrocampista spagnolo Rodri ha parlato ai microfoni di La1.

Il calciatore del Manchester City si è soffermato sul suo nuovo ruolo di difensore centrale:

“Cerco di imparare ogni giorno, è un ruolo diverso ma mi trovo bene con i miei compagni. Capisco il ruolo e l’importanza che devo dare alla squadra”.

Poi, sulla partita:

Sul gol potevamo fare meglio, ma Musiala è stato anche fortunato sul rimbalzo. Sapevamo che sarebbe stato complicato: i tedeschi sono molto forti, ma abbiamo giocato bene e preso un punto che ci permette di arrivare alla sfida col Giappone con le massime garanzie”.

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Calcio Internazionale

Luis Enrique post Spagna-Germania: “Abbiamo cercato di fare il nostro gioco”

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Luis Enrique

Al termine di Spagna-Germania, il tecnico spagnolo Luis Enrique ha analizzato il match ai microfoni della RAI, commentando il pareggio maturato tra le due Nazionali.

L’ex allenatore di Barcellona e Roma ha dichiarato:

“Oggi è stata una partita molto difficile, i tedeschi giocano bene e pressano forte. Abbiamo cercato di fare il nostro gioco, abbiamo fatto degli errori sul risultato di 1-0. Siamo contenti perché siamo primi nel girone ma non abbiamo ancora fatto nulla”.

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