Competizione più antica del mondo, uno degli stadi che a quasi vent’anni dalla sua inaugurazione resta ancora uno dei più moderni d’Inghilterra, squadre che hanno fatto la storia della First Division prima e della Premier League poi. Il match valido per il terzo turno di FA Cup tra Arsenal e Leeds United in scena ieri sera all’Emirates Stadium di Londra aveva tutti gli ingredienti per soddisfare gli esigenti palati degli oltre 58 mila commensali presenti sugli spalti, 9 mila dei quali arrivati dal nord dell’Inghilterra per accompagnare la corazzata sapientemente guidata dal ‘Loco’ Bielsa. Accontentati. I tifosi dei Peacocks grazie all’eccellente prestazione messa in campo dagli attuali padroni della Championship (al pari del West Bromwich Albion, ndr), quelli dei Gunners dal risultato finale che ha sorriso agli uomini di Arteta per 1-0.

Fonte: Numero Diez dall’Emirates Stadium

LA PARTITA

Braccia conserte dietro la schiena, camminata ragionata a schermo della propria panchina, sguardo fisso sui propri giocatori quasi in segno di continua sfida con ognuno degli undici selezionati per scendere in campo. Così Marcelo Bielsa ha vissuto i 96’ in gran parte dominati dal suo Leeds sul prato dell’Emirates. Creatore di una squadra che potrebbe degnamente localizzare il proprio nome tra le prime dieci della classifica di Premier League. Il disavanzo di categoria infatti non si vede per nulla. Anzi, è l’Arsenal di Mikel Arteta a sembrare la compagine di serie b giunta nella capitale per essere la vittima sacrificale di una big. Una big, questo dimostra di essere il Leeds del ‘Loco’ nei primi 45’ paradisiaci minuti della sua visita all’Emirates. Barcellonistici fraseggi, precisi fendenti da una parte all’altra del campo di Beckhamniana memoria. Pressing alto, testa alta e obiettivo chiaro davanti agli occhi: non lasciar respirare i centrocampisti dell’Arsenal e sfruttare costantemente il gioco sulle ali per portare continui pericoli alla porta splendidamente difesa da un giovane ma per nulla sprovveduto Emiliano Martinez. Non sorprende infatti che i migliori interpreti del primo tempo giocato dal Leeds siano Ezgjan Alioski e Jack Harrison, padroni delle corsie laterali che nel corso dell’intera prima frazione fanno impallidire i più esperti Sead Kolasinac e Sokratis Papastathopoulos.

Fonte: Numero Diez dall’Emirates Stadium

La difesa dell’Arsenal è infatti in continua difficoltà. Baricentro basso, comunicazione con il centrocampo interrotta dopo pochi secondi dal fischio d’inizio, tanta paura. Rob Holding dimostra di non saper trattare la palla con i piedi, se non per spazzare in tribuna in preda al timore di essere infilato in velocità da Patrick Bamford. Le scorribande offensive di David Luiz, desideroso di ergersi a condottiero in una notte in cui i Gunners dimostrano di non avere leaders carismatici in campo, non fanno altro che mettere in maggiore difficoltà un reparto difensivo in apnea dal primo istante. Il Leeds macina gioco, costringe i padroni di casa nella propria metà campo, provoca malumori negli stomaci dei supporters in maglia rossa. Solo un coriaceo Martinez riesce a disinnescare i colpi potenzialmente fatali esplosi a più riprese dai piedi di Harrison e Alioski. Schierato al posto di Leno in una gara che secondo quanto anticipato da Arteta alla vigilia sarebbe dovuta servire all’Arsenal a ritrovare fiducia in se stessa e consapevolezza di poter tornare a vincere con continuità. L’attitudine non si compra però al primo gazebo all’esterno della metropolitana al pari di una sciarpa celebrativa, e si vede. Perfetta danza del Leeds al limite dell’area avversaria, millimetrico passaggio di Luke Ayling per Bamford e clamorosa traversa della punta britannica. Il maestoso primo tempo del Leeds può essere riassunto perfettamente in questa azione. Soltanto la più incisiva tra le decine che hanno portato i Peacocks ad arrivare all’intervallo con l’incredibile dato di 15 conclusioni contro le sole 3 dell’Arsenal.

Fonte: Numero Diez dall’Emirates Stadium

Nicolas Pépé e Alexandre Lacazette gli unici a salvarsi in un primo tempo di pura umiliazione per i Gunners. Il primo dimostra voglia di attaccare, lanciandosi spesso in uno contro uno che finiscono però per portarlo al limite dell’area solo se non accompagnato da poca lucidità. Il secondo si sacrifica, rinunciando alla sua indole da prima punta. Scende a dare una mano a centrocampo, gioca spesso spalle alla porta. Fa la lotta, costretto al doppio lavoro vista l’impalpabilità di un Mesut Ozil più impegnato a nascondersi che a fare ciò per cui è stato messo in campo. Il modo in cui Arteta vive il match in panchina è lo specchio di quanto mostrato dai suoi sul terreno di gioco. Seduto, corrucciato, innervosito dall’impossibilità di scendere in campo per dare una svolta alla partita. L’esatto opposto di quanto mostra invece nella ripresa, quando la svolta arriva davvero e lui si muove energico a bordocampo quasi come a voler indossare gli scarpini e tornare ad affondare i tacchetti nel prato dell’Emirates. Ennesima corsa a perdere di Pépé, pallone lavorato ancora da un generoso Lacazette (pochi minuti prima colpitore di una traversa che ha detto no a un destro al bacio scoccato da calcio di punizione, ndr), cross deviato da Gaetano Berardi e inciampo di Reiss Nelson che basta però al classe 1999 per mettere fuori tempo Illan Meslier, permettendogli soltanto di accarezzare il pallone prima che questo termini la sua corsa in fondo alla rete. Un goal sporco, molto sporco. Il turning point del match dell’Arsenal non poteva che arrivare in questo modo. Ritratto della gara disputata fino a quel momento (55’) dai Gunners. Sporca, confusionaria. Mutata però in ordinata e lucente dopo il vantaggio.

Fonte: Numero Diez dall’Emirates Stadium

Finalmente a proprio agio con loro stessi, i padroni di casa hanno infatti dimostrato di poter schiacciare il Leeds nei propri ultimi venti metri, permettendo anche a Meslier di mettersi in mostra con una serie di parate. Sul nuovo entrato Gabriel Martinelli la migliore. Il Leeds la possibilità di pareggiare la partita l’ha poi all’ultimo respiro sui piedi del sempre attivo Harrison. Entrato nell’area di rigore avversaria il numero 22 viene però stoppato da Papastathopoulos. L’Arsenal vola così al quarto turno di FA Cup, dove incontrerà il Bournemouth di Eddie Howe. Il Leeds si intrattiene invece sotto lo spicchio di tribune assiepato dai propri tifosi, lasciandosi abbracciare da un applauso che dimostra la bellezza della gara che i ragazzi del ‘Loco’ sono riusciti a regalare in quel di Londra.

Fonte: Numero Diez dall’Emirates Stadium

LE PAGELLE

ARSENAL

MARTINEZ 8.5

PAPASTATHOPOULOS 6.5

HOLDING 5.5

LUIZ 5

KOLASINAC 4.5

GUENDOUZI 5.5

XHAKA 5

PEPE 7 (90’ SAKA s.v.)

OZIL 5.5 (77’ WILLOCK 6)

NELSON 6.5 (67’ MARTINELLI 6.5)

LACAZETTE 7

 

LEEDS UNITED

MESLIER 8

AYLING 6.5 (78’ STEVENS 6)

WHITE 6.5

BERARDI 6

DOUGLAS 7

PHILLIPS 7.5

HARRISON 8.5

GOOTS 6.5 (60’ DALLAS 5)

KLICH 7

ALIOSKI 8 (61’ COSTA 6.5)

BAMFORD 7.5

(Fonte immagine in evidenza: Numero Diez dall’Emirates Stadium)