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Differenza impietosa

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Differenza impietosa

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Sampdoria

Genoa Sampdoria. Ai poli opposti, quest’anno più che mai. Il derby della Lanterna ha visto trionfare, per la terza volta consecutiva, i blucerchiati, grazie alle reti di Ramirez e Quagliarella. Il trionfo delle idee chiare: in campo, sul mercato, in panchina. La Samp ad oggi è una squadra che ha un’identità ben chiara e giocatori di qualità. Il Genoa, come da diverse stagioni ormai, è un puzzle smontato e rimontato con diverse componenti mancanti e altre fuori posto. Naturale conseguenza è la distanza di 17 punti: la frazione blucerchiata di Genova può ambire davvero all’Europa, mentre quella rossoblù deve fare i conti, ancora una volta, con la lotta per rimanere a galla. Mentre Juric è sempre più vicino all’esonero.

LA PARTITA

Il derby del capoluogo ligure si fa sempre apprezzare a prescindere dalle posizioni di classifica. Stadio pieno, ritmi alti e talvolta, come ieri, la pioggia, a dare toni guerriglieri, quasi epici, al match che mette di fronte due delle più antiche rivali d’Italia.

Quello che manca sono forse le occasioni da gol, la miccia per accendere la partita. La prima grande chance arriva infatti dopo 20 minuti di lotta: sugli sviluppi di una palla inattiva, Lapadula cerca di girare in acrobazia dal centro dell’area ma non trova lo specchio di poco. È uno dei pochi palloni che l’ex Pescara riuscirà a sfruttare. Dall’altra parte, invece, c’è un Zapata versione Re Mida, per cui ogni pallone che tocca diventa oro. Nel caso di questa partita, oro per i compagni. Al minuto 24 il colombiano sfrutta un rinvio di Viviano e, con una sponda di testa alla cieca, lancia Ramirez: l’uruguaiano supera con un tocco dolce Perin e porta in vantaggio la formazione di Giampaolo.

http://gph.is/2iwaZAD

Il Genoa prova a reagire sfruttando la superiorità numerica che ha a centrocampo grazie alle corsie, nonostante sia Linetty che Praet facciano un ottimo lavoro in fase di non possesso su Laxalt e Rosi. Proprio Rosi ha tra i piedi la chance del pareggio: cross di Laxalt dal fondo, la palla arriva in qualche modo all’ex Roma che, dopo il controllo, scarica il destro ma colpisce la traversa. Con il rimbombo del pallone sul montante si chiude il primo tempo.

Dopo 11 minuti la Samp va ad un passo dal raddoppio: Rossettini fornisce un assist a Quagliarella con un retropassaggio troppo superficiale, ma il napoletano non inquadra lo specchio dopo aver saltato Perin in uscita. Risponde due minuti dopo la formazione di Juric, con Rigoni che stacca su un cross di Veloso ma manda alto di poco. A dieci minuti dalla fine è invece Alvarez, subentrato al posto di Praet, a spedire a lato da posizione favorevole. Poco male perché all’84’ la Samp mette la parola fine sul match: palla deviata di Torreira per Zapata, il colombiano anticipa Perin mettendo in mezzo per Quagliarella, che a porta sguarnita mette dentro il suo primo gol nel derby di Genova.

http://gph.is/2ixomk8

I MIGLIORI

Per la Samp, la coppia in foto. Anche se altri si sono messi in luce, tra cui il solito geometra Torreira. Per Quagliarella e Zapata una prova di intelligenza e abnegazione al servizio della squadra. E non a caso i gol passano proprio da loro. Il primo, di Ramirez, nasce da una sponda fantastica del colombiano. Il secondo, sempre su assist dell’ex Napoli, lo segna il 27. Mezzo punto in più per il colosso sudamericano, che conferma una netta crescita da quando si è inserito nel contesto blucerchiato.

Sponda rossoblù, è esemplificativo come Taarabt sia la principale luce offensiva. Un giocatore sì ritrovato, con tutti i meriti che ne conseguono, ma pur sempre un giocatore che in due anni al Benfica aveva collezionato 5 presenze in campionato. La qualità, nella rosa del Grifone, si misura col contagocce. Il marocchino non crea pericoli concreti ai blucerchiati ma è la principale fonte delle offensive genoane. Anche Rigoni, pericoloso coi suoi inserimenti in area di rigore, si salva nel marasma.

I PEGGIORI

Su tutti, il trio difensivo del Genoa. Rossettini palesa la sua insicurezza con un retropassaggio suicida non punito da Quagliarella, Zukanovic si fa bucare facilmente da Ramirez in occasione del gol del vantaggio doriano. Izzo meno peggio, anche se un brutto testone su Quagliarella nel primo tempo poteva (e doveva) costargli caro.

CONSIDERAZIONI FINALI

Quanto detto in apertura riassume la situazione delle due squadre. La Samp ha idee e le sa mettere in pratica. Ha operato con saggezza in estate superando le perdite di Skriniar e Muriel puntellando tutti i reparti. E grazie al lavoro di Giampaolo, iniziato già lo scorso anno, ne è emersa più forte di prima.

Il Genoa si avvia verso un altro cambio in panchina e un’altra faticosa stagione. Una confusione che parte, come ogni anno, da un pessimo lavoro sul mercato e che può risultare, stavolta, davvero fatale. Perché di singoli che facciano la differenza rispetto alle altre contendenti alla salvezza ce ne sono davvero pochi.

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L’Inter lavora in vista del Lecce: Carlos Augusto verso il posto da titolare

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Carlos Augusto calciatore di Inter e Brasile - Serie A, Champions League

Si avvicina il weekend e di conseguenza si avvicina il prossimo turno del campionato di Serie A: una delle partite più importanti della ventiseiesima giornata è quella tra l’Inter di Simone Inzaghi e il Lecce di Roberto D’Aversa, gara che si giocherà al Via del Mare. Vi potrebbero essere novità tra l’undici titolare dell’allenatore piacentino, dato che i nerazzurri devono gestire bene le forze tra il campionato e la Champions League.

LECCE-INTER, LE POSSIBILI SCELTE DI INZAGHI: CARLOS AUGUSTO DAL 1’?

Secondo quanto riportato da SkySport, Simone Inzaghi potrebbe decidere di optare per un turnover contenuto in occasione della partita contro il Lecce: il tutto con lo scopo anche di riservare alcune energie per il ritorno di Champions League contro l’Atletico Madrid al Civitas Metropolitano. A questo proposito, Carlos Augusto potrebbe partire al 1’ minuto al Via del Mare al posto di Dimarco. Non è solo questa la novità: infatti ci potrebbe essere un po’ di turnover anche a centrocampo, con Frattesi ed Asllani che potrebbero sostituire Calhanoglu ed uno tra Barella e Mkhitaryan, con l’italiano favorito sull’armeno per un posto da titolare.

PROBABILE FORMAZIONE INTER (3-5-2): Sommer; Pavard, De Vrij, Bastoni; Dumfries, Frattesi, Asllani, Barella, Carlos Augusto; Lautaro Martinez, Arnautovic. Allenatore: Simone Inzaghi.

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Lippi su Juve e Nazionale: “Mancano i campioni, comprendo la scelta di Mancini”

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Marcello Lippi De Rossi

LIPPI SU JUVE E NAZIONALE – Al cinema Eden di Roma è stato oggi presentato il docufilm autobiografico sulla vita e le gesta calcistiche di Marcello Lippi, ex condottiero della Nazionale e della Juventus tra le altre. Il tecnico originario di Viareggio è uno che di trofei e rose vincenti se ne intende alla grande, ma il coronamento della carriera rimane senza ombra di dubbio il Mondiale conquistato nel 2006. Titolo che lo ha definitivamente consacrato nell’Olimpo degli allenatori più vincenti di sempre, anche considerando il fatto che l’Italia era appena stata travolta dallo scandalo Calciopoli e non era assolutamente tra le favorite alla vittoria finale. I quesiti postigli vertevano proprio sull’attuale Vecchia Signora, ma anche su Nazionale e su due suoi vecchi pupilli, ovvero Francesco Totti e Alessandro Del Piero.

LE PAROLE DI LIPPI

JUVENTUS – “Cosa serve a questa Juve per raggiungere il livello della mia? Innanzitutto i grandi calciatori, come c’erano in quegli anni. La Juve non vince da alcuni anni, perciò siamo vicini a ricominciare: il calcio è fatto di cicli, non vince da tempo e quindi tornerà presto a farlo“.

ALLEGRI – “Dare un consiglio ad Allegri? Non do consigli, non parlo di colleghi e non giudico le scelte che fa il club, posso dire che gli auguro il meglio“.

CONTE – “I tifosi non devono odiarlo perché è andato all’Inter, Antonio ha il cuore bianconero“.

DEL PIERO E TOTTI – “Non capisco perché bisogna per forza fare un paragone tra due calciatori. Attorno a entrambi ho costruito squadre che hanno regalato soddisfazioni, che senso ha dire chi è più forte? Per esempio Messi e Zidane sono di due epoche diverse, l’argentino ha sicuramente segnato la sua vincendo tanti palloni d’oro. Discorso uguale per Zidane, con cui alla Juve ho vinto tanto. Fortunatamente non ha vinto il Mondiale, perché così l’abbiamo vinto noi“.

SPALLETTI E NAZIONALE – Oggi non ci sono i campioni che potevo convocare io, ma nonostante ciò sono convinto sia possibile costruire un grande futuro: Luciano Spalletti è un eccellente commissario tecnico“.

MANCINI – “Io ero sodisfatto di quanto vinto con i club italiani, e così decisi di accettare un’offerta economica mai vista prima, arrivata dalla Cina. Per questo motivo, quando mi si chiede di commentare l’addio all’Italia di Mancini per andare in Arabia Saudita, non posso dire nulla“.

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Zeman saluta il Pescara: il boemo ha rassegnato le sue dimissioni

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pescara

La seconda esperienza di Zdenek Zeman al Pescara è giunta al capolinea. Stamani, infatti, il boemo ha rassegnato le proprie dimissioni alla società abruzzese. Questa mattina, Zeman, il quale si era recentemente sottoposto a un intervento chirurgico, si è recato a Silvi Marina per salutare la squadra. Al suo posto sulla panchina del club biancocelesete siederà il suo vice, Diego Labricciosa. Una decisione difficile ma imposta al boemo a seguito dei suoi problemi di salute. Adesso il compito di rilanciare il club, alle prese con una recente crisi di risultati, spetterà al suo vice.

Il ricongiungimento di Zeman al Pescara aveva fatto sognare i tifosi del Delfino. Il boemo è un simbolo del club che è stato capace di di trascinare in Serie A nella stagione 2011-2012. La sua seconda esperienza in Abruzzo non era stata altrettanto positiva con la promozione in Serie B sfuggita ai playoff lo scorso anno col Foggia. Il Delfino non ha voluto mancare nel salutarlo e augurargli buona fortuna nel percorso che lo aspetta adesso. Di seguito il comunicato del Pescara.

COMUNICATO – “Con il saluto alla squadra e dopo aver formalmente presentato le proprie dimissioni, Zdenek Zeman lascia oggi la guida tecnica della prima squadra biancazzurra. Un grande abbraccio, mister!”.

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Niente recupero in extremis per Zaccagni: l’attaccante non convocato per la sfida col Torino

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Lazio Zaccagni Patric

Arrivano news poco confortanti in casa Lazio. Mattia Zaccagni non ce la fa ed è costretto a saltare il match di recupero della 21^ giornata, in programma stasera allo stadio Olimpico, contro il Torino. L’ex Hellas Verona non figura tra i convocati in quanto ha da poco ripreso ad allenarsi in gruppo dopo l’infortunio al piede patito a metà gennaio. Il biancoceleste non verrà quindi rischiato da Sarri che conta di riaverlo a disposizione per la sfida di lunedì, al Franchi, contro la Fiorentina. Di fatto, il calendario piuttosto intasato che include anche il ritorno di Champions League contro il Bayern Monaco, impone cautela al tecnico laziale.

Sarri sarà quindi privo nuovamente di una delle pedine che più gli sta mancando in questa seconda parte di stagione. Fuori Zaccagni, potrebbe esserci spazio nuovamente per Isaksen in attacco che tanto ben sta figurando nell’ultimo periodo. Per il danese un gol col Bologna e un fondamentale rigore procurato col Bayern Monaco. La speranza dei tifosi biancocelesti è che lo scandinavo possa continuare a non far rimpiangere l’assenza di Zaccagni. Questo l’elenco dei convocati di Sarri per la gara col Torino.

PORTIERI: Mandas, Sepe, Provedel.
DIFENSORI: Casale, Gila, Hysaj, Lazzari, Marusic, Pellegrini, Romagnoli, Ruggeri.
CENTROCAMPISTI: Andre Anderson, Cataldi, Coulibaly, Guendouzi, Kamada, Luis Alberto.
ATTACCANTI: Castellanos, Felipe Anderson, Immobile, Isaksen, Pedro, Sana Fernandes.

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