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Dimitri Payet al vetriolo: “Se non ci sentiamo protetti, non giochiamo”

Dimitri Payet al vetriolo: “Se non ci sentiamo protetti, non giochiamo”

Il quotidiano francese Le Monde ha intervistato un Dimitri Payet da fiume in piena, in merito agli ultimi episodi in cui è risultato vittima di violenza da parte dei tifosi. Il fantasista francese, in forza all’OM, ha condannato fermamente questi eventi. Chiedendo anche maggiore sostegno e appoggio dai suoi colleghi.

Il problema della violenza negli stadi francesi è un fenomeno esploso soprattutto nel post lockdown. Il rientro sugli spalti dei tifosi transalpini è stato traumatico. Prima con le invasioni di campo sempre più frequenti. Poi attraverso il lancio di oggetti contundenti. Tra questi, una bottiglietta, che ha colpito in testa proprio Dimitri Payet, nel corso del match tra Olympique Lione e Olympique Marsiglia dello scorso 21 novembre.

Devo smettere di prendere angoli? Devo smettere di giocare a calcio? Dimmi“, ha esordito il centrocampista francese. Il riferimento non è solo rivolto all’episodio contro di Lione del 21 novembre scorso. Ma anche a quello forse più tristemente celebre di Nizza, del 22 agosto passato.

Sono rimasto ferito tanto dalla bottiglia quanto dall’impressione di essere responsabile della violenza e dell’interruzione della partita. Io dico basta! Sono già abbastanza gli episodi che sono successi. Sono stanco che tutti “mettano i loro due centesimi” senza fornire la soluzione. Spiace, ma va detto. Non è il prefetto che sta sul campo, né il procuratore, né il delegato della Lega, né i presidenti di Nizza, Lione o Marsiglia. I giocatori siamo noi, se non ci sentiamo protetti non possiamo giocare

Infine, è arrivata la stoccata anche ai suoi colleghi calciatori.

“Sono sorpreso che gli “attori” – il governo, la Lega, i club – non si assumano un po’ di più le proprie responsabilità. Ma mi aspetto che i giocatori mostrino più solidarietà gli uni con gli altri, indipendentemente dal club in cui giocano. Quando si tratta della nostra sicurezza, vorrei che dimenticassimo ci sono magliette, gagliardetti o colori. Non possiamo andare avanti così“.

Tanto esuberante in campo, quanto lapidario fuori. Dimitri Payet sa sempre come trovare il modo di far parlare di sè.

Immagine in evidenza presa da flickr con diritti Google Creative Commons

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