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Distruggere la storia per rifondare sul futuro

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Distruggere la storia per rifondare sul futuro

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Da un po’ di tempo a questa parte la Milano rossonera e quella nerazzurra stanno cercando una nuova casa per i due top club meneghini. I progetti presentati negli ultimi anni al comune non hanno mai soddisfatto i requisiti necessari per ottenere il via libera ai lavori. Le intenzioni delle due società sono abbastanza differenti: il Milan vorrebbe costruire un nuovo stadio ex novo, difatti nel 2015 si era parlato molto seriamente di rivitalizzare il quartiere del Portello con il nuovo impianto che sarebbe stato il fiore all’occhiello di tutta la città e degli stadi di proprietà italiani. Per quanto riguarda l’Inter, l’intenzione è sempre stata quella di tenere San Siro, ma operando su di esso, attraverso un pesante restyling: abbattere il terzo anello e rimodernizzare tutta la struttura in modo tale da ottenere uno stadio da 60.000 posti, più piccolo ma con una nuova esperienza di spettacolo da offrire al tifoso. Un concetto tipicamente dei nuovi stadi e club inglesi a cui la superpotenza Suning vuole ambire per riportare in alto la beneamata non solo in ambito sportivo ma anche commerciale e di prestigio del brand.

Negli ultimi giorni si potrebbe essere arrivati alla svolta, con le due società che si sono avvicinate per costruire un nuovo impianto insieme, che ospiterebbe entrambe le società, abbandonando così definitivamente lo storico Giuseppe Meazza. L’unico problema è che se questo progetto dovesse prendere forma, San Siro potrebbe essere demolito, il che lo porterebbe ad essere uno dei tanti impianti sacrificati per fare spazio ad uno più moderno, ma quali sono stati gli stadi storici abbattuti in favore di altri più all’avanguardia?

HIGHBURY

L’Arsenal Stadium meglio noto come Highbury per via del quartiere in cui era situato, è stata la casa dell’Arsenal dal 1913 al 2006. L’impianto conteneva 38.419 posti a sedere per assistere alle giocate di Thierry Henry, ai colpi di Dennis Bergkamp, alla grinta di Patrick Vieira e alle parate di David Seaman. Ad Highbury l’Arsenal ha marchiato indelebilmente la propria storia riempiendo la bacheca di successi: 13 campionati, 10 coppe d’Inghilterra, 2 Coppe di Lega, 10 Community Shield, 1 Coppa delle Coppe ed 1 Coppa delle Fiere. L’Arsenal Stadium era conosciuto come “il salotto del calcio inglese” per via della sua facciata che ricorda lo stile decò e sulla quale si trovava il celebre orologio Clock End. Lo stadio non è andato completamente distrutto dato che alcune parti sono state riadattate a complesso residenziale, ridando così nuova vita ad uno degli impianti più iconici del calcio britannico.

L’attuale casa dei Gunners dal settembre del 2006 è diventato l’Emirates Stadium, che dista qualche centinaio di metri dalla precedente struttura. L’impianto è decisamente più moderno e con molta più capienza, sono 60.260 i seggiolini messi a disposizione del pubblico. L’Emirates non è riuscito al momento a portare ancora nessun trionfo rilevante come la Premier League, solo qualche FA Cup, ma avrà ancora molto tempo per poter emulare le gloriose gesta di Highbury.

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STADIO DELLE ALPI (1990-2006)

Lo Stadio Delle Alpi ha rappresentato gloria e fallimento per la Juventus nel breve periodo in cui ci ha giocato. La costruzione della struttura è iniziata nel 1988 e terminata nel 1990, anno del sua inaugurazione, ad agevolare i lavori e i procedimente burocratici che ruotano intorno alla costruzione di uno stadio è stata l’assegnazione del mondiale del 1990 da parte della FIFA. L’impianto sportivo conteneva ben 69.295 posti a sedere e completamente coperti, al suo interno tra il terreno di gioco e gli spalti emergeva una pista d’atletica a 8 corsie. La storia del Delle Alpi è abbastanza controversa perché ha rappresentato uno dei periodi più importanti della storia della Juventus e del Torino, in particolareper la società bianconera, l’apice è stato raggiunto con la vittoria della Uefa Champions League della stagione 1995/96. Questo è stato il problema: la struttura presentava parecchie problematiche come la distanza delle tribune dal campo di gioco, la cattiva visibilità dagli spalti, pessimi comfort offerti dalle tribune e l’impianto di irrigazione che allagava il manto erboso. Oltre ai problemi strutturali, lo stadio era troppo capiente rispetto al seguito dei tifosi di entrambe le compagini, non era insolito durante le gare trovare interi settori dello stadio deserti, e i costi di gestione erano decisamente elevati.

Uno dei progetti già insito nelle idee della società bianconera fin dagli anni ’90 era la costruzione di uno stadio di proprietà con conseguente “villaggio Juventus” al seguito, ovvero la costruzione di tutto ciò che ruota intorno alla squadra (centro d’allenamento, centro medico, sala stampa, ecc…). Nel 2009 lo Stadio Delle Alpi è stato raso al suolo e dalle sue ceneri è nato l’attuale Allianz Stadium, impianto decisamente moderno che accoglie le richieste e le esigenze dei tifosi Juventini. La capienza è di 41.507 spettatori, assolutamente piccolo per una società come la vecchia signora, ma che permette di essere sempre tutto esaurito.

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WHITE HART LANE (1899-2017)

Mettersi alle spalle 118 anni di storia è davvero difficile, soprattutto se dopo decenni di mediocrità e risultati deludenti le cose iniziano a girare per il verso giusto. Il Tottenham Hotspur ha deciso di seguire i modelli dei Top Club britannici, ha demolito il vecchio impianto cosicché da ricostruire dalle ceneri un nuovo stadio ex novo e provare a dare un nuovo corso alla propria storia, ripartendo magari dalla nuova casa. Dal 1899 White Hart Lane ha ospitato tutte le gare interne degli Spurs, vedendo trionfare sporadicamente la squadra sia in campionato (2 titoli), in FA Cup (8 coppe) e in Coppa di Lega (4 trionfi). La capienza della struttura era di 36.284 spettatori ed ha sempre avuto un seguito costante nonostante i pochi successi nel suo palmares.

Durante i lavori di costruzione dello stadio “i galletti” hanno giocato le proprie gare interne a Wembley. Il debutto nel nuovo stadio denominato “Tottenham Hotspur Stadium” avverà il 3 aprile contro il Crystal Palace, la struttura è la seconda più capiente d’Inghilterra dietro ad Old Trafford (terza se si conta Wembley) con 62.062 seggiolini. La società londinese sogna che con la costruzione della nuova casa possano susseguirsi anche molti trofei, così da dimenticare in fretta il lutto della demolizione di un impianto storico come White Hart Lane.

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STADIO VICENTE CALDERON (1966-2017)

Il Vicente Calderon è stato in tempi recenti uno degli stadi più caldi e tosti di tutta Europa con i tifosi dei colchoneros che lo rendevano un vero e proprio inferno. Il madridismo rappresentato dalla parte rojiblanca della città è sempre stato diverso, ma soprattutto particolare, con il Vicente Calderon che faceva da cornice attiva nell’ideologia e nel tifo di una società che va ben oltre il concetto di futbol. L’impianto è stato inaugurato nel 1966 e prendeva il nome di “Estadio Manzanares” in onore del fiume che passava nei pressi dello stadio e fu il primo all’epoca ad avere tutti i posti a sedere (54.907), ma con solo una tribuna coperta. Successivamente è stato cambiato il nome in onore dell’allora presidente del club Vicente Calderon.

Nel 2017 l’Atletico ha deciso di spostarsi in un nuovo stadio il “Wanda Metropolitano” che è più capiente con 67.703 seggiolini ed oltretutto è interamente coperto. Il nuovo stadio ospiterà la finale di Uefa Champions League dell’attuale stagione 2018/19. Nel frattempo i lavori di demolizione del “Vicente Calderon” sono appena iniziati ed abbatteranno uno dei templi più iconici del calcio moderno. Il Calderon era la casa della Madrid meno gloriosa ma più grintosa, che non si è mai arresa all’idea di essere “l’altra” squadra della capitale.

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BOLEYN GROUND (1904-2016)

Uno degli impianti più iconici del campionato inglese è stato senz’altro Boleyn Ground, meglio noto anche come Upton Park e casa del West Ham. Lo stadio ha ospitato gli Hammers dalla sua inaugurazione nel 1904 fino al 2016, quando la società ha deciso di trasferirsi allo Stadio Olimpico di Londra. La celebrità dell’impianto è dovuta certamente alla squadra che ha calcato il prato verde per più di un secolo, ma anche per la tifoseria che dava spettacolo quando tutto le tribune inziavano a cantare l’inno degli Hammers, I’m Forever Blowing Bubbles. La bellezza coreografica di questa usanza è paragonabile a quella di Anfield quando i supporters del Liverpool intonano You’ll never walk alone.

Come già sopracitato la nuova casa del West Ham è diventato il moderno Stadio Olimpico, molto diverso rispetto agli standard britannici, ma decisamente più capiente. Infatti Boleyn Ground riusciva ad ospitare 36.016 tifosi, mentre l’Olimpic Stadium ben 60.000. Nel 2017 Upton Park è stato raso al suolo, ma le note di I’m Forever Blowing Bubbles riecheggiano anche tra i nuovi spalti.

 

 

 

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Gasperini in conferenza dopo Milan-Atalanta: “Fischiato un rigorino, conquistato un buon punto”

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Gasperini

Un pareggio che tutto sommato può star bene all’Atalanta quello conquistato a San Siro contro un ottimo Milan. Il tecnico bergamasco Gasperini ha commentato la partita in conferenza stampa. Queste le sue dichiarazioni dopo l’1-1 contro i rossoneri.

PUNTO GUADAGNATO – “Quando esci da queste partite con un punto sei soddisfatto. È stata una partita difficile, e il pareggio premia l’attenzione e la voglia di fare risultato”.

MILAN – “Il Milan è una squadra forte, questa sera abbiamo subito la loro qualità e la loro condizione. Non abbiamo mai mollato, portiamo a casa un punto che muove la classifica”.

SCALVINI – “La spalla è uscita e rientrata, domani lo valuteremo“.

EUROPA – “Non ragioniamo sul lungo, dobbiamo lavorare sul breve periodo. Ci aspettano due settimane difficilissime e dovremo pensare partita per partita. Faccio fatica a fare delle previsioni, essere usciti stasera con un punto deve renderci felici. Per noi è importante l’Europa League come il campionato e la Coppa Italia. Cercheremo di andare fino in fondo in tutte le competizioni”.

DE KETELAERE – “Abbiamo fatto fatica sulle fasce e in attacco, abbiamo cercato di cambiare qualcosina con Lookman ed è andata un po’ meglio. In altre partite riusciremo a far di più, poche volte abbiamo subito come questa sera“.

CALCIO DI RIGORE – “Fa parte di quei ‘rigorini’. Ormai ce ne sono tanti, ci sono dei rigori che non vede nessuno e poi tira fuori il VAR. Un rigore così non lo avevamo da tanto tempo, oggi ce lo prendiamo. Vengo da una generazione per la quale il rigore deve essere una cosa seria, evidentemente alle TV piace un altro calcio. Noi siamo comunque in credito”.

SCAMACCA – “Scamacca ha dato contributi importanti, questa sera sicuramente meno ma da occasioni come queste trai gli spunti per fare meglio nelle partite successive“.

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Pioli ribadisce in conferenza dopo Milan-Atalanta: “Mai rigore quello di Holm, Leao è questo”

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Pioli

Si è conclusa con il pareggio tra Milan e Atalanta la domenica della 26esima giornata di Serie A, in attesa di Roma-Torino e Fiorentina-Lazio. I rossoneri disputano una buona gara, ma vedono aumentare il gap con Inter e Juventus. Al termine della partita, Stefano Pioli è intervenuto in conferenza stampa. Queste le sue parole raccolte dalla pancia di San Siro.

SENSAZIONI – “Quando la squadra gioca così bene deve vincere e noi purtroppo non ci siamo riusciti. C’è delusione ma anche soddisfazione per come la squadra ha interpretato questa partita. Siamo stati compatti e aggressivi, sporcando tutti i loro palloni e facilitando gli interventi difensivi. È mancata solo la vittoria“.

RIGORE – “Il rigore non c’era, ma fa la differenza. Holm si mette le mani in faccia ma il contatto era più in basso. Per il metro di Orsato questo non era e non sarà mai rigore“.

RIGORI SUBITI – “A volte siamo stati ingenui, attacchiamo tanto ma non prendiamo quasi mai rigori. Forse dobbiamo essere più scaltri”.

RIPARTIRE – “Ripartire è facile. Guarderemo insieme alla squadra la partita, ma è una questione di dettagli. Se ripeteremo prestazioni del genere probabilmente vinceremo diverse partite da qui alla fine del campionato”.

LEAO – “Credo che sia stata una delle prestazioni più belle da quando lo alleno. Ha aggredito, ha puntato continuamente. Questa prestazione per lui deve essere un punto di riferimento. Gliela farò pesare, perché lui ha questo potenziale. Parlerò con lui per capire cosa ha messo di diverso rispetto alle altre volte”.

 

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Il Cagliari si aggrappa a Luvumbo al 96′: 1-1 con un Napoli che non riesce più a vincere

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Luvumbo, giocatore del Cagliari, Serie A, Coppa Italia

Per una Juventus che torna alla vittoria, c’è un Napoli che, invece, manca ancora il ritorno al successo. Contro un Cagliari ben schierato in campo è 1-1 il punteggio finale. Incredibile l’epilogo finale, con Luvumbo che pareggia i conti al 96′ dopo il gol iniziale di Osimhen. Un pareggio amarissimo per Calzona, che nelle prime due panchine azzurre ha racimolato un pareggio col Barcellona e un pareggio in campionato che fino a un minuto dalla fine era una vittoria.

Il gol di Osimhen per il Napoli è il primo in trasferta dopo 527′ di digiuno. Tutto nasce da un errore di Augello in disimpegno: prontissimo il recupero di Raspadori e il cross dalla destra verso il nigeriano. Troppo facile, poi, per uno come lui buttare la palla in rete. Al 96′, sull’ultima palla buona per il Cagliari, ecco il lancio lungo di Dossena dalla difesa verso l’area del Napoli. Male, malissimo la difesa azzurra (in particolare Juan Jesus) che non riesce a spazzare e Luvumbo riesce poi a bucare Meret.

Niente da dire al Cagliari, che ha rischiato di perdere la partita per l’unica vera disattenzione in 90‘. La squadra di Ranieri è rimasta compatta per tutta la durata del match, ma non ha saputo pungere quando necessario. In fin dei conti il pareggio è un risultato giusto per ciò che si è visto per tutto l’arco della sfida. Ricordiamo che, però, è stato annullato un gol al Cagliari nel primo tempo per fuorigioco di Lapadula sugli sviluppi di un calcio di punizione. Rrahmani aveva involontariamente messo la palla in rete di testa.

Con questo pareggio gli uomini di Calzona rimangono molto lontani dalla zona Champions (il Bologna quarto dista undici punti), ma potranno riavvicinarsi nella sfida di mercoledì contro il Sassuolo. Il Cagliari invece rimane dentro la zona retrocessione, ma solo per gli scontri diretti. Ora Cagliari, Hellas Verona e Sassuolo sono a parimerito a 20 punti, con Sassuolo 17esimo.

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[FOTO] Retegui sblocca Genoa-Udinese in rovesciata: 2-0 all’intervallo

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Retegui Genoa Gudmundsson

RETEGUI GENOA UDINESE – Primo tempo avvincente al Ferraris tra Genoa e Udinese. Occasioni, corsa e anche un gol spettacolare.

L’andazzo della gara si capisce già dal primo minuto, con Giannetti che dopo pochi secondi stende Retegui e si prende il giallo. Dopo i tentativi, vanificati, di Ehizibue e Walace, Lucca colpisce di testa in area, venendo però fermato dalla traversa. Subito dopo, al 27′, Okoye si supera sul tentativo a botta sicura di Vasquez, che dopo sei minuti, di testa, trova anche il palo a impedirgli la gioia del gol. Poi il momento della serata: cross in mezzo, Giannetti devia ma la palla s’impenna, servendo a Mateo Retegui l’occasione perfetta per coordinarsi e colpire in rovesciata. Palla sul palo e vantaggio Genoa. I rossoblu aumentano i giri e, sette minuti dopo, trovano anche il raddoppio con Bani, che devia in rete un cross perfetto di Gudmundsson.

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