Connect with us

La nostra prima pagina

Dodi Lukebakio, la fortuna… del Fortuna

Pubblicato

:

Tra le gare di Bundesliga di sabato pomeriggio vi sarete sicuramente accorti di un colpo di scena, anche se si tratta dell’ennesimo in questa stagione: il Bayern Monaco si ferma in casa contro il neo-promosso Fortuna Dusseldorf, lapidando peraltro un vantaggio di 3-1. Il mattatore dei bavaresi è solo uno, e solo da oggi (o da ieri pomeriggio) il suo nome è sulla bocca di tutti: Dodi Lukebakio, belga di origini congolesi, 21enne da settembre.

UNO COME TANTI(?)

Il percorso di Dodi Lukebakio suona sicuramente famigliare: uno dei tanti giovani belgi con origini congolesi (ragioni da cercare nella storia, durante il periodo della dominazione fiamminga sull’attuale Repubblica Democratica) formatosi in una delle grandi scuole calcio del paese, in questo caso l’Anderlecht. Identico iter di Lukaku (a cui assomiglia non solo per semplice consonanza), simile a quello di Batshuayi o Benteke.

A differenza però di loro, e di tanti talenti cresciuti nel più importante club belga, Lukebakio non esplode nel suo club originario: qualche presenza, poi un prestito al Tolosa con poca fortuna (5 presenze) e uno invece più redditizio al Charleroi (3 gol e 3 assist in 19 presenze), che dura fino a gennaio 2018. A questo punto entra in scena il Watford dei Pozzo, che negli ultimi anni (come sempre fatto con l’Udinese) hanno portato tanti giovani talenti nel quartiere di Londra. Lukebakio non fa eccezione.

Il suo spazio però si riduce a soli 15 minuti in una trasferta contro il West Ham. In fretta e furia arriviamo all’estate di quest’anno, quando il Fortuna Dusseldorf ottiene il prestito del giocatore.

L’IMPROVVISA ESPLOSIONE

In Germania il giovane belga gode subito della fiducia di cui ha tanto bisogno. Subito titolare ad agosto in coppa di Germania contro il Koblenz (5ª divisione) e doppietta. Per quanto possa contare, la seconda rete è una vera perla.

In Bundesliga deve invece accontentarsi di partire dalla panchina, ma ciò gli basta, ad esempio, per regalare una vittoria contro l’Hoffenheim con una rete su rigore all’88’: la prima vittoria della squadra in campionato. Si ripete poco più di un mese dopo nella drammatica trasferta di Francoforte (7-1), segnando però un’altra grande rete su azione personale.

Una decina di giorni dopo mette a referto un’altra doppietta in Coppa di Germania, contro l’Ulm (4ª divisione). Data la buona familiarità con il gol, e lo scarso rendimento delle punte della squadra (una mai utilizzata e l’altra a segno per sole due volte in campionato), Funkel decide di provarlo come riferimento centrale, cercando di sfruttare la sua velocità e la sua stazza (1,87 m di altezza). La nuova posizione porta (neanche a dirlo) fortuna: 4-1 all’Hertha Berlino lanciato in zona Champions, in cui il belga però non va a segno, e il pareggio di ieri contro il Bayern Monaco, firmato interamente dal classe ’97. Erano 17 anni che un giocatore non segnava una tripletta al Bayern in Bundesliga, e mai nessuno prima era riuscito in quest’impresa all’Allianz Arena.

Con 9 gol in 12 presenze, Lukebakio comanda per distacco la classifica marcatori del Fortuna. Ma non solo: attualmente, è anche il 5° miglior realizzatore belga tra tutte le competizioni.

https://youtu.be/_OTpxKzvEak

DA TENERE D’OCCHIO

Veloce, forte fisicamente, tecnicamente valido e con buon senso del gol: Lukebakio è l’ultimo prodotto del moderno calcio belga, che da anni fornisce a profusione giocatori duttili e di spessore internazionale.

Un profilo da tenere d’occhio non solo per osservatori o semplici appassionati, ma anche per il ct della nostra Under -21, Luigi Di Biagio. All’Europeo di categoria che si terrà proprio nel nostro paese, gli azzurrini si troveranno di fronte proprio il Belgio (insieme a Spagna e Polonia). E con la nazionale giovanile Lukebakio sta mantenendo uno score non indifferente: in 9 partite di qualificazione alla competizione, ha messo a referto 4 gol e 3 assist. Tra i compagni di squadra, solo Dimata (guarda un po’, anche lui prodotto dell’Anderlecht) ha fatto meglio, con 7 gol e 2 assist.


Se non ne eravate al corrente, ora sapete chi è Dodi Lukebakio. La fortuna… del Fortuna Dusseldorf.

Continue Reading
Commenta

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

La nostra prima pagina

Southgate stravolge l’Inghilterra: Bellingam verso la panchina?

Pubblicato

:

Inghilterra

L’Inghilterra si sta preparando ad affrontare il delicatissimo match contro il Galles. Domani alle 20 le due squadre si scontreranno per giocarsi l’accesso agli ottavi di finale nell’ultimo match del Gruppo B. Attualmente gli inglesi si trovano in testa al girone a quota quattro punti, seguiti dall’Iran (tre punti), USA (due punti) e Galles (bloccato a quota uno).

CAMBIAMENTI IN VISTA

Possibile che dopo la deludente sfida contro gli Stati Uniti, il c.t. Gareth Southgate apporti dei cambiamenti alla rosa. Secondo il The Sun, il primo stravolgimento potrebbe riguardare la mediana. Jude Bellingham è talentuoso, ma la sua giovanissima età (stiamo parlando di un classe 2003) potrebbe tradire un po’ di emozione e far venir meno l’esperienza necessaria in queste gare. Ecco allora che dalla panchina scalpita Jordan Henderson, il capitano del Liverpool ha collezionato appena ventuno minuti in questo Mondiale, ma è pronto a scendere in campo. In Inghilterra alcuni dubbi di formazione vorticano anche attorno all’attacco. Secondo diversi insiders, uno tra Saka e Sterling potrebbe accomodarsi in panchina, in favore della prima presenza da titolare di Phil Foden.

Continua a leggere

I Nostri Approfondimenti

Che fine ha fatto Lucio? Pedina fondamentale nell’Inter di Mourinho

Pubblicato

:

Inter

CHE FINE HA FATTO LUCIO? PEDINA FONDAMENTALE NELL’INTER DI MOURINHO – Nella storia del calcio più recente abbiamo avuto l’onore di ammirare calciatori talentuosi e dall’estro decisamente creativo, ma è anche vero che negli ultimi anni il panorama calcistico ha accolto e acclamato anche chi con il pallone tra i piedi non ha mai entusiasmato. È infatti il caso dei giocatori più rustici ma mai banali, spesso chiamati a fare il lavoro sporco.

Da Materazzi a Pepe, passando per Chiellini, fino ad arrivare a Lucio, questi rappresentano solo una piccolissima parte della tipologia di atleti appena evidenziata ma che in un modo o nell’altro verranno ricordati. In particolare modo l’ultimo, ormai accasatosi in una parte definita del cuore dei tifosi dell’Inter. Grazie alla sua esperienza in neroazzurro, infatti, Lucio vanta il Triplete del 2010 sotto la guida di José Mourinho.

INTERNACIONAL PRIMA, LA GERMANIA POI

I primi scorci di carriera di Lucio si intravedono nel 1997, quando firma il suo primo contratto da professionista con l’Internacional di Porto Alegre. Rispetto agli altri profili esaminati all’interno di questa rubrica firmata Numero Diez, infatti, il difensore brasiliano scala la classifica e si aggiudica il primo posto per anzianità. In patria ci resta inizialmente per tre stagioni e grazie alle quali riesce a fiondarsi nel calcio europeo. Si trasferisce quindi in Germania, al Bayer Leverkusen, lanciando un chiaro segnale alla Nazionale maggiore: il Mondiale non è solo un obiettivo. Così, dopo aver stregato Scolari a suon di buone prestazioni e gol, si impone al centro della difesa verdeoro trionfando nella Coppa del Mondo del 2002.

E chiunque giochi in Bundesliga spiccando notevolmente finisce per vestire la maglia del Bayern Monaco, matematico. Il suo trasferimento avviene nel 2004 e in Baviera ci resta fino al 2009; con la maglia rossoblù Lucio mette a referto 218 partite e 12 reti che gli permetteranno di confermarsi come uno dei migliori difensori del pianeta.

QUI INTER: IL TRIPLETE È STORIA

Proprio con il passaggio dalla Germania all’Italia e dal Bayern Monaco all’Inter il brasiliano si addentra forse nel periodo più felice della sua carriera insieme a quello della vittoria del Mondiale. In Serie A, infatti, Lucio trascorre solamente tre anni e mezzo lasciando un ricordo indelebile ai tifosi neroazzurri. Sulla panchina del club milanese sedeva José Mourinho e dopo aver conquistato quattro scudetti consecutivi decide di puntare sull’esperto difensore per ambire ancora più in alto.

Così Lucio aggiunge al suo palmarès prima un campionato italiano, allungando il filotto di scudetti consecutivi conquistati in Italia a cinque (poi eguagliato e superato dalla Juventus arrivata a quota nove), dopo la Coppa Italia e infine la Champions League. L’Inter dello Special One diventa quindi la prima squadra italiana a vincere tutte le competizioni presenti in una stagione e a fare il Triplete.

“E’ stato un periodo meraviglioso, con tanto divertimento, tante persone fantastiche e tanti titoli. Mi sono fatto molti amici. E con i compagni nel 2010 abbiamo fatto la storia. Mourinho è stato estremamente importante. Un motivatore che ha tirato fuori il meglio da ogni giocatore. Era molto esigente, ma anche totalmente simpatico, onesto e diretto. Grazie a lui, io e i miei colleghi abbiamo fatto una stagione spettacolare. José è stato il miglior allenatore che ho avuto in tutta la mia carriera” dirà Lucio qualche anno più tardi.

IL CAPITOLO JUVE E IL RITORNO IN BRASILE

Al termine della stagione 2011-2012 il contratto di Lucio viene risolto consensualmente con l’Inter e l’ex Bayern Monaco finisce per approdare a Torino, sponda Juventus. Impensabile fino a qualche mese prima, soprattutto dopo aver vinto tutto con quei colori e considerando la rivalità storica tra le due squadre. Ma allora la Vecchia Signora era solita concludere operazioni a costo zero grazie alla lungimiranza di Beppe Marotta e il trasferimento finì per concludersi senza troppi se e senza troppi ma.

Tuttavia l’esperienza di Lucio sotto la guida di Antonio Conte si rivela inferiore alle aspettative. Il giocatore, infatti, decide insieme alla squadra di dirsi addio dopo appena quattro mesi e quattro presenze. Proprio dopo alcuni screzi con l’allenatore toscano, l’ex Inter lascia per tornare in Brasile, al San Paolo. Ma la carriera del difensore vittorioso sembra ormai in declino, tanto che nel giro di pochi anni finisce per giocare anche per Palmeiras, Goa, Gama e infine Brasiliense senza ottenere risultati positivi.

Nel 2019 annuncia il ritiro dal calcio giocato e resta in attesa di una possibile chiamata che possa concedergli di ricoprire ruoli di dirigente o allenatore. Attualmente, però, Lucio non ha ancora preso impegni e resta alla finestra. Quanto fatto sul terreno di gioco non sarà mai dimenticato e chissà che non possa ripetersi fuori dal rettangolo verde, magari in vesti differenti.

 

Continua a leggere

Flash News

Bologna, Bonifazi e Cambiaso fuori servizio alla ripresa

Pubblicato

:

Cambiaso

Il Bologna di Thiago Motta ha ripreso oggi gli allenamenti dopo le vacanze stabilite per la prima parte della sosta per i Mondiali. In data odierna è quindi iniziata quella che – di fatto – è una seconda preparazione, dopo quella estiva. Questa servirà a trovare la migliore condizione possibile per i primi giorni di gennaio, quando la Serie A riaprirà i battenti ed entrerà nel vivo.

Alla prima sessione di allenamento sul campo dei rossoblù, diretta dal tecnico italo-brasiliano, sono mancati parziamente Kevin Bonifazi e Andrea Cambiaso. I due, secondo quanto riportato dal comunicato ufficiale del Bologna, hanno svolto lavoro differenziato sul campo alla mattina, in palestra al pomeriggio ma sempre separati dal resto del gruppo. Motta spera che possano recuperare al più presto.

Continua a leggere

Flash News

Canelo se la prende con Messi, ma Fabregas difende Leo: i dettagli

Pubblicato

:

Messi

Si sa, i Mondiali portano il calcio sotto la lente d’ingrandimento globale e di frequente molti personaggi appartenenti ad altri mondi si ritrovano a commentare partite, gol, squadre e giocatori. Ciò fa parte dello spettacolo ed è anche divertente, ma spesso e volentieri si possono pure creare equivoci. È il caso della querelle CaneloMessi, che sta tenendo banco sui social nella giornata di oggi. Ma ricostruiamo la vicenda.

FURIA CIECA CANELO

Il famoso pugile Canelo Alvarez, messicano, sembra non aver mandato giù bene la sconfitta patita dalla sua nazionale contro l’Argentina. Per scatenare la sua furia, infatti, è bastato un filmato dei festeggiamenti dell’Albiceleste in spogliatoio dopo la partita, in cui Alvarez ha notato Messi spostare – nel tentativo di togliersi uno scarpino – una maglia del Messico sul pavimento, probabilmente scambiata con un avversario dopo il triplice fischio.

Il boxeur si è scagliato contro la Pulce su Twitter: “Avete visto Messi calpestare la nostra maglia?“, il primo tweet; seguito da altre accuse e minacce: “Prego Dio di non incontrarlo! Così come io rispetto l’Argentina lui deve rispettare il Messico“.

TUTTO UN MALINTESO

Chiaramente, dal video si evince che Messi stava festeggiando e non prestava molta attenzione alla maglia regalatagli, per giunta non l’unico oggetto sul pavimento dello spogliatoio. Ci ha comunque pensato un ex compagno e amico dell’argentino a spiegare la situazione a Canelo: Cesc Fabregas. Ecco la sua risposta di cui – in seguito – riportiamo la traduzione:

Non conosci la persona, nè ti intendi di come funziona uno spogliatoio di calcio o di ciò che succede dopo una partita. TUTTE le magliette, incluse quelle che usiamo noi stessi, vengono messe a terra e poi si lavano. A maggior ragione dopo una vittoria importante“.

 

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

I nostri approfondimenti

Giovani per il futuro

Esclusive

Fantacalcio

Serie A

Trending

Scarica L'App

Copyright © 2022 | Testata giornalistica n.63 registrata presso il Tribunale di Milano il 7 Febbraio 2017 | numero-diez.com | Applicazione e testata gestita da Número Diez SRL 12106070969