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Dove vedere Benevento-Palermo in tv e streaming

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Dove vedere Benevento-Palermo in tv e streaming

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Dove vedere Benevento-Palermo

Dove vedere Benevento-Palermo – Il Benevento di Fabio Cannavaro domani affronterà il Palermo alle 18 allo Stadio Ciro Vigorito, match che chiuderà la quindicesima giornata del campionato di Serie B.

Il club campano arriva da un momento positivo, alla luce del pareggio sul campo ostico della Reggina, e della precedente vittoria nel match precedente in casa della SPAL di De Rossi. 

Tuttavia, nel pareggio contro la squadra di Filippo Inzaghi non sono mancate le polemiche sul gol del 2-2 di Acampora. Un calciatore del Benevento sdraiato a terra infatti ostacolava la vista del portiere della squadra di Reggio Calabria in occasione di una delle reti.

Cannavaro, intervistato da IlNapoliOnLine, ha fornito la sua visione dei fatti nel post-partita: “Gli arbitri possono sbagliare. Tuttavia nell’azione del gol contestato, il mio giocatore non fa volume davanti al portiere amaranto e non partecipa all’azione. Poi con i se e con i ma non si va da nessuna parte. Io penso che se uno è più forte in campo quasi sempre vince. Le polemiche non le alimento”.

Momento no invece per il Palermo di Eugenio Corini, reduce dalla seconda sconfitta consecutiva. I rosanero hanno avuto l’occasione di pareggiare l’ultima sfida ma Brunori, capitano della squadra, ha fallito un calcio di rigore. Persino nella sfida precedente l’attaccante aveva fallito un tiro dal dischetto, concesso al 90′ del match contro il Cosenza, terminato 3-2 per i calabresi. Tale successo ha permesso al Cosenza di raggiungere in classifica il Palermo stesso.

I rosanero e il Benevento si trovano entrambe a quindici punti, i giallorossi non perdono da quattro partite ma hanno vinto solo una volta nelle ultime dieci partite, cinque pareggi e quattro sconfitte. Le Aquile invece dopo l’ultima vittoria contro il Parma non sono più riusciti a portare punti a casa. Si prospetta un match molto combattuto in cui tutti i giocatori daranno l’anima per fuggire dalla zona retrocessione.

PROBABILI FORMAZIONI

BENEVENTO (4-4-2): Paleari; Letizia, Leverbe, Capellini, Masciangelo; Viviani, Schiattarella, Acampora, Improta; Farias, La Gumina.

PALERMO (4-3-3): Pigliacelli; Mateju, Nedelcearu, Marconi, Sala; Segre, Stulac, Broh; Valente, Brunori, Di Mariano.

 

DOVE VEDERE BENEVENTO-PALERMO

Il match verrà trasmesso su Sky Sport CALCIO (disponibile anche in streaming su Sky Go e Now Tv) canale 251, su DAZN e su Helbiz LIVE, presente anche nei Channel di Prime Video. Diretta anche su OneFootball in modalità pay-per-view.

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Coppa Italia

Pronostico Juventus-Lazio, statistiche e consigli per la partita

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PRONOSTICO JUVENTUS-LAZIO – Il tabellone delle semifinali di Coppa Italia 2022/23 si sta delineando sempre di più: da una parte ci sarà Fiorentina-Cremonese; dall’altra, invece, all’Inter toccherà la vincente tra Juventus e Lazio. Stasera, alle ore 21, le due compagini si scontreranno all’Allianz Stadium per la conquista di un posto tra le migliori quattro. Analizziamo nel dettaglio statistiche e pronostico di Juventus-Lazio, ultimo quarto finale della Coppa Italia 2022/23.

COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE

La Juventus sta attraversando un periodo tutt’altro che semplice, sia dentro che fuori dal campo. L’ultimo match disputato ha complicato ulteriormente il percorso dei bianconeri, che si sono dovuti arrendere 2-0 contro il Monza. Non possono certamente essere soddisfatti del tredicesimo posto in classifica e, con la qualificazione in Champions League che sembra un lontano miraggio, la Coppa Italia rappresenta il vero grande obiettivo della Vecchia Signora.

La Lazio, bloccata sull’1-1 dalla Fiorentina nell’ultimo turno di campionato, attualmente si trova al terzo posto con soli due punti in meno rispetto all’Inter. La stagione della Lazio fino ad ora è stata molto altalenante, ma un’eventuale qualificazione alle semifinali di Coppa Italia rappresenterebbe una tappa molto importante del processo di crescita della formazione di mister Sarri.

JUVENTUS-LAZIO: I PRECEDENTI IN COPPA ITALIA

Nel complesso Juventus e Lazio si sono affrontate 24 volte in Coppa Italia. Il computo totale recita nove vittorie per la Juventus, sette pareggi e otto vittorie per la Lazio.

Due degli ultimi tre confronti sono stati nella Finale della competizione, sempre vinta dalla Juventus, nel 2015 e nel 2017. Juventus e Lazio si sono affrontate già due volte ai quarti di finale di Coppa Italia: nella prima occasione a spuntarla è stata la squadra biancoceleste (nella stagione 1999/2000, 4-4 tra andata e ritorno) e nella seconda hanno prevalso i bianconeri (1-0 nel 2016).

L’ultima vittoria della Juventus in casa contro la Lazio in Coppa Italia risale al 13 gennaio 2000: 3-2 proprio nei quarti di finale. Infine, la Juventus ha perso solo una delle ultime 16 sfide in casa contro i biancocelesti in tutte le competizioni: 1-2 il 14 ottobre 2017 in Serie A.

PRONOSTICO JUVENTUS-LAZIO

Nonostante il momento complicato la Juventus, secondo i bookmakers, è la favorita per il passaggio del turno. Il segno 1 è infatti quotato a 2.05, con il pareggio che raggiunge quota 3.30. L’eventuale successo della Lazio è bancato a 3.50.

Quota molto interessante anche per quanto riguarda l’opzione Goal, che oscilla tra 1.85 e 1.90. Infine, la possibilità che il primo tempo si possa chiudere in parità è quotata a 2.10.

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Calcio Internazionale

Jorginho, ma non solo: tutti i giocatori che hanno vestito le maglie di Chelsea e Arsenal

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Arsenal

Tra i tanti derby che dividono quotidianamente la città di Londra, nessuno può vagamente avvicinarsi al palmarès complessivo esibito da Arsenal Chelsea. Nel secolo scorso il predominio cittadino dei Gunners non è praticamente mai stato messo in discussione. Ma negli ultimi 20 anni la situazione è radicalmente cambiata. Come tutti sapranno, l’avvento di Roman Abramovic alla presidenza dei Blues nel 2003 ha rappresentato un punto di rottura. Non solo nella storia del club, divenuto rapidamente uno dei colossi del calcio mondiale. Ma anche dell’intero campionato inglese: il magnate russo ha gettato le basi per la futura “invasione” di capitali stranieri in Premier League.

Da quel momento in poi, l’Arsenal ha trovato un avversario di pari livello, se non addirittura superiore. Il tutto ha dato vita ad una feroce rivalità, che si è nutrita di personalità di livello a rappresentarla (Mourinho e Wenger su tutti). Ma questa opposizione non ha impedito ai due club di fare affari spesso e volentieri. Ultima dimostrazione, in ordine di tempo, il trasferimento di Jorginho da Stamford Bridge all’Emirates Stadium.

Il regista della nazionale italiana diventa addirittura il tredicesimo calciatore a vestire entrambe le maglie dal 2000 in avanti. Andiamo a scoprire gli altri nomi!

EMMANUEL PETIT

Il capostipite di questa tribù è Emmanuel Petit, approdato al Chelsea nel 2001 dopo una tribolata stagione con il Barcellona. Gli anni migliori li aveva tuttavia già trascorsi con la maglia dell’Arsenal, dal 1997 al 2000, quando era rapidamente diventato uno dei pilastri della squadra di Wenger, capace di aggiudicarsi uno storico double (Premier League ed FA Cup) nel 1998. All’allenatore alsaziano, Petit deve praticamente tutto, a partire dall’esordio tra i professionisti nel Monaco (c’era lo stesso Wenger in panchina) fino alla definitiva consacrazione a livello internazionale. È proprio negli anni londinesi infatti che il centrocampista transalpino si afferma come titolare indiscusso della nazionale francese, con cui si aggiudica da protagonista il Mondiale casalingo del 1998 (seguirà poi l’Europeo del 2000, vissuto questa volta da comprimario). Con i Blues, in età avanzata e con reiterati problemi fisici, trascorrerà 3 anni crepuscolari, ritirandosi definitivamente nel 2004.

ASHLEY COLE

Nonostante sia stato uno dei terzini più forti che l’Inghilterra abbia mai prodotto, dalle parti del Nord di Londra, Ashley Cole simboleggia tuttora il traditore calcistico per antonomasia. La dinamica è alquanto semplice: cresciuto nelle giovanili dell’Arsenal, entra rapidamente in prima squadra, trasformandosi da bambino prodigio a colonna insostituibile degli Invincibili (i Gunners nel 2004 si aggiudicano il titolo senza perdere neanche una partita).

Nel 2006 tuttavia, Cole non resiste al fascino dello scintillante Chelsea di Mourinho, che nei due anni precedenti aveva cannibalizzato la Premier League con punteggi da record. Col trasferimento agli odiati rivali in maglia blu, oltre a un soprannome dal significato inequivocabile (“Cashley“) appioppatogli dai suoi vecchi tifosi, Cole si aggiudicherà praticamente tutti i trofei a propria disposizione. Tra cui quella Champions League sfuggitagli clamorosamente nella sua ultima partita con la maglia dell’Arsenal.

WILLIAM GALLAS

Difensore estremamente completo e duttile, la sua storia si interseca con quella del già citato “Cashley” Cole. Gallas è stato, infatti, la contropartita tecnica offerta dal Chelsea per aggiudicarsi il terzino inglese, in uno scambio che infiammò l’estate calcistica del 2006. Dopo 5 stagioni ad altissimi livelli agli ordini di Ranieri prima e Mourinho poi, il centrale francese indossò per 4 anni la maglia dell’Arsenal, di cui fu anche capitano dopo la partenza di Titì Henry, garantendo un ottimo rendimento anche in età avanzata.

LASSANA DIARRA

Considerato in gioventù come uno dei potenziali eredi di un gigante quale Claude Makélélé, la carriera di Lassana Diarra ha avuto sviluppi ben differenti da quelli previsti quando, appena ventenne, approdò al Chelsea nel 2005. Dopo due stagioni con scarso minutaggio, si accasò all’Arsenal, aggiungendosi alla lunghissima lista dei mediani francesi portati a Londra da Wenger. Il quale, tuttavia, gli concesse appena una decina di presenze prima di lasciarlo partire in prestito al Portsmouth senza troppi rimpianti, dopo appena 6 mesi.

NICOLAS ANELKA

Non c’è molto da stupirsi nel trovare Anelka su questo elenco, vista l’incredibile quantità di squadre in cui egli ha militato nella sua lunga carriera. Seconda punta estrosa e dalla testa calda, fu (tanto per cambiare) Wenger a portare il 18enne attaccante all’Arsenal nell’inverno del 1997. Nella sua ultima stagione coi Gunners, nel 1998-99, si consacra segnando 17 reti in campionato.

Per vederlo nuovamente a un livello simile bisognerà aspettare 10 anni esatti, quando. Questa volta con la maglia del Chelsea, i suoi 19 gol gli garantiranno la palma di capocannoniere della Premier League. Nel mezzo, tante maglie diverse, altrettanto talento sprecato, e una quantità ancora maggiore di rimpianti (su tutti, il rigore decisivo paratogli da Van Der Sar nella finale di Champions del 2008).

YOSSI BENAYOUN

Ritenuto da molti addetti ai lavori come uno dei migliori giocatori israeliani di sempre, Benayoun non entra di certo nella hall of fame né del Chelsea (in cui ha militato nel 2010-11 e per i primi 6 mesi del 2013), né dell’Arsenal (dove è arrivato in prestito dai Blues nel 2011-12). In quasi un decennio ha indossato anche le maglie di West Ham, Liverpool QPR.

CESC FÀBREGAS 

Se escludiamo Ashley Cole, Cesc Fàbregas è stato senza dubbio il giocatore criticato più ferocemente per il proprio trasferimento al Chelsea. E come poteva essere altrimenti, dopo che per tanti anni lo spagnolo aveva ammaliato ogni singolo tifoso dei Gunners, in virtù di una classe cristallina che ben pochi avevano mostrato prima di lui da quelle parti?

Già da teenager è uno dei migliori centrocampisti al mondo. Tra il 2004 e il 2011, nella fase di transizione dall’epopea degli Invincibili a quella degli ultimi anni di Wenger in panchina, diventa a pieno titolo una vera e propria leggenda dell’Arsenal. Ottenendo la fascia di capitano da appena 21enne. Dopo 3 stagioni nel “suo” Barcellona tra luci ed ombre, arriverà il contestatissimo ritorno in Inghilterra, al servizio dei Blues, in cui disputerà le ultime stagioni di alto profilo della propria decoratissima carriera. Condite da 2 titoli di Premier League.

PETR CECH

Aver giocato nella stessa era di mostri sacri come Buffon e Casillas, e il non aver fatto parte di una nazionale competitiva come Italia e Spagna, ha sicuramente svolto un ruolo rilevante nella legacy di Petr Cech, mai abbastanza celebrato, pur essendo uno dei migliori portieri degli ultimi 30 anni.

Sbarcato in Inghilterra nel 2004, in 11 stagioni nel Chelsea stabilisce una quantità spaventosa di record di imbattibilità, in virtù di una continuità di rendimento impressionante, che non accenna a calare neanche dopo il tremendo infortunio al cranio che lo costringerà a giocare per sempre con un iconico caschetto protettivo. Coi Blues fa un’abbuffata di trofei, tra cui la Champions League del 2012, eroe assoluto della finale contro il Bayern Monaco. Messo ai margini dall’emergente Courtois, mette la propria esperienza al servizio dell’Arsenal nel 2015. Si ritirerà nel 2019 dopo la finale di Europa League persa proprio contro il Chelsea.

OLIVIER GIROUD

Attuale numero 9 del Milan, nella sua lunga esperienza londinese Olivier Giroud vanta oltre 100 gol con la maglia dell’Arsenal dal 2012 al 2018. Numeri che non gli hanno garantito, però, l’apprezzamento unanime da parte della tifoseria dei Gunners. Da imputare soprattutto al pesante clima di contestazione verso il club in quel periodo. Seppur con un minutaggio minore rispetto a prima, il centravanti francese si è tuttavia tolto non poche soddisfazioni con la maglia del Chelsea nei 4 anni successivi, scanditi dalle medaglie d’oro dell’Europa League del 2019 (capocannoniere della manifestazione con 11 gol, di cui 2 nella finalissima) e della Champions League del 2021 (miglior marcatore dei Blues con 6 reti, pur non essendo neanche titolare).

DAVID LUIZ

Sono passati quasi dieci anni da quando David Luiz, nell’estate 2014, diventò il difensore più costoso della storia del calcio. Tanto che il Chelsea guadagnò circa 50 milioni di euro dalla sua cessione al PSG. Il centrale brasiliano era reduce 3 ottime stagioni con i Blues, culminate con le vittorie in Champions ed Europa League. Eppure, fin dagli albori della propria carriera, David Luiz era sempre stato soggetto a dei cali di tensione letali per un giocatore del suo ruolo. Spesso e volentieri traducibili in imbarazzanti amnesie difensive. A farne le spese come pochi altri sono stati i tifosi dell’Arsenal, squadra in cui Luiz ha militato nel 2019-20.

Arrivato, ormai 32enne, dal Chelsea, dove era tornato dopo due fallimentari stagioni all’ombra della Tour Eiffel, il carioca ha sciorinato una serie di prestazioni estremamente insufficienti, che hanno decretato la fine della sua pluridecennale esperienza nel calcio europeo.

WILLIAN

Dopo David Luiz, ecco un altro capelluto brasiliano, la cui parabola ricorda non poco quella del suo connazionale. Per 7 anni Willian è stato il “dodicesimo uomo” del Chelsea. Un giocatore spettacolare e bello da vedere, ma al tempo stesso estremamente utile e in grado di sacrificarsi per la causa. A tal punto da guadagnarsi la stima di un guru dell’abnegazione e della fatica come Antonio Conte.

Tuttavia, la versione ammirata all’Emirates Stadium nel 2020-21, sua unica stagione con la maglia dell’Arsenal, è stata semplicemente quanto di più lontano dall’identikit descritto sopra. Svogliato, spento, fuori forma, a tratti sovrappeso. Forse l’ultimo grosso buco nell’acqua sul mercato da parte dei Gunners, prima dell’imperiosa rinascita concretizzatasi nelle ultime due stagioni.

PIERRE-EMERICK AUBAMEYANG

Otto anni dopo Fàbregas, ecco un altro ex-capitano dell’Arsenal trasferitosi a Stamford Bridge, con il Barcellona a fare da tappa intermedia. Dopo appena 6 mesi trascorsi in Catalogna, Aubameyang è tornato in Inghilterra durante la scorsa finestra di mercato estivo, accasandosi al Chelsea.

I Blues, col ritorno di Lukaku all’Inter, hanno disperatamente bisogno di un centravanti che abbia già dimostrato di sapersi destreggiare in Premier League. Quello del gabonese, capocannoniere del campionato 2018-19, è sembrato subito il profilo ideale. Nel North London Auba ha infatti messo a segno quasi 100 reti in 4 anni, prima che i dissidi con Mikel Arteta (che lo ha privato della fascia di capitano) decretassero la definitiva rottura con il club. Attualmente dunque, in un’annata estremamente turbolenta per il Chelsea, Aubameyang ha segnato appena 3 gol, mentre la sua vecchia squadra è saldamente prima in classifica.

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Chi è Duda, l’erede di Hamšík acquistato dal Verona

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Quella appena conclusa sì è rivelata una sessione di calciomercato non particolarmente ricca di sorprese per quanto concerne la nostra Serie A, ma diversi trasferimenti sono comunque andati in porto. Tra questi vi è anche quello di Ondrej Duda, che qualche giorno fa è passato in prestito dal Colonia all’Hellas Verona. Dopo un lungo peregrinaggio in giro per l’Europa fra Slovacchia, Polonia, Germania e Inghilterra, la carriera di Duda fa finalmente tappa nel Bel Paese, dove giocherà tra le fila degli scaligeri.

L’EREDE DI MAREK HAMŠÍK

Duda è un centrocampista offensivo, che predilige agire come trequartista alle spalle delle punte. Tuttavia, spesso è stato schierato anche in posizione più avanzata e come centrocampista centrale. Fa del dribbling uno dei suoi cavalli di battaglia. Per caratteristiche tecnico-tattiche, oltre che per la provenienza, viene considerato in patria l’erede naturale di Marek Hamšík.

INIZI IN SLOVACCHIA  E TRASFERIMENTO AL LEGIA VARSAVIA

La carriera di Ondrej Duda inizia con la maglietta del Kosice, club slovacco fallito nel 2017. Nel suo paese di nascita, il centrocampista esordisce a 17 anni dopo l’esperienza nelle giovanili del club. L’avventura in patria gli permette di crescere nel migliore dei modi, fin quando nel 2014 il classe ’94 si trasferisce al Legia Varsavia, club di Ekstraklasa che sborsa 300 mila euro per ottenere le prestazioni del giocatore. In Polonia, Duda si fa notare, segnando 16 reti in 99 presenze con la maglia dei Legionari.  L’opportunità offertagli dal Legia gli permette di mettersi in mostra anche in competizioni internazionali, come l’UCL e la UEL, esperienza che segnerà in maniera negativa il giocatore. La motivazione risale ad un match contro gli albanesi del Kukesi, i cui tifosi lo colpiscono alla testa con un sasso. Complici le buone prestazioni, durante la permanenza presso i polacchi, Duda è convocato dalla nazionale maggiore della Slovacchia, nella quale tutt’oggi è un tassello molto importante.

ESPERIENZE IN GERMANIA E INGHILTERRA

Nell’estate del 2016 viene ceduto all’Hertha Berlino per 4,4 milioni di euro più bonus, diventando il terzo trasferimento più costoso del calcio polacco. Nella capitale tedesca resta fino al 2020, dopo 71 presenze condite da 13 reti. Nel mentre, anche un breve prestito al Norwich, in Premier League, in cui milita da gennaio a settembre 2020. In Inghilterra non trova fortuna, totalizza solo 12 presenze senza reti, quindi nella sessione di mercato estiva fa ritorno all’Hertha Berlino. Tuttavia, nemmeno nella capitale tedesca ha opportunità di riscatto, quindi si trasferisce a titolo definitivo al Colonia. Con la maglia dei Die Geißböcke, in cui ha militato fino a gennaio 2023, fa il salto di qualità definitivo. Realizza 11 reti in 88 gare disputate, con diverse presenze all’attivo anche in Europa e Conference League.

L’APPRODO ALL’HELLAS VERONA

Proprio alla fine della finestra del calciomercato invernale 2023 arriva un cambio di maglia importante per la carriera del giocatore. Ondrej Duda diventa un nuovo giocatore dell’Hellas Verona di mister Zaffaroni. L’acquisto da parte degli Scaligeri è una richiesta esplicita del suo attuale allenatore, il quale gli ha concesso qualche minuto con la maglia gialloblù contro l’Udinese. Riferendosi proprio al trequartista slovacco, Zaffaroni ha recentemente dichiarato: “Duda è entrato bene e sapevamo che con la sua esperienza avrebbe potuto darci una mano fin da subito. Con il suo inserimento mi sembra che le cose abbiano funzionato, siccome con il gioco siamo andati vicini a fare il secondo gol”.

Ora sta proprio all’ex Colonia ripagare la fiducia rivoltagli, cercando di trascinare i suoi alla permanenza in Serie A, condizione che farebbe scattare l’obbligo di riscatto fissato a 2,5 milioni di euro. La tecnica e l’abilità nei piazzati, così come nei rigori, sono le caratteristiche di cui l’Hellas ora ha bisogno, sia nel caso in cui sia schierato come mediano che come trequartista.

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Calcio Internazionale

Dove il calciomercato è ancora aperto: tutti i paesi

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Dove il calciomercato è ancora aperto – La sessione invernale del calciomercato 2023 è giunta al termine, dove in alcuni campionati ha giocato da protagonista grazie ad alcuni colpi non proprio economici. In Premier League, ad esempio, la regina indiscussa è stata il Chelsea, spendendo circa 288 milioni di sterline in un mese. Gli affari che hanno portato Mudryk ed Enzo Fernandez a Londra hanno, infatti, schizzato alle stelle la somma che i blues hanno speso per rinforzare la rosa.

Altrove, invece, i top club hanno preferito non forzare la mano e salvaguardare il portafogli in vista del calciomercato estivo. Anche in Serie A le varie squadre non hanno speso cifre esorbitanti nell’arco di un mese, mentre sarà ancora possibile ricorrere al riparo dove la sessione è ancora aperta.

DALL’AUSTRIA FINO IN UCRAINA: ECCO DOVE SI POTRÀ ANCORA ACQUISTARE E VENDERE

Non tutte le finestre di calciomercato hanno aperto il sipario il due gennaio e richiuso il trentuno. In alcuni paesi, infatti, sarà ancora possibile effettuare trasferimenti con le altre società. Come riportato dal portale online Transfermarket, dunque, sono venti le Nazioni in cui tutto resta in discussione. Per lo più si tratta di Europa e queste sono: Austria, Turchia, Azerbaigian, Serbia, Macedonia del Nord, Montenegro, Romania, Ungheria, Croazia, Liechtenstein, Svizzera, Slovenia, Bosnia, Slovacchia, Russia, Repubblica Ceca, Armenia, Bulgaria, Polonia e Ucraina.

In un periodo di fine calciomercato che oscilla tra il sei febbraio e l’uno marzo, in questi paesi sarà possibile depositare nuovi contratti in Lega per segnare il trasferimento di uno o più giocatori.

Il tempo a disposizione dei club non sarà superiore rispetto a quello a cui siamo abituati, ma semplicemente si tratta di una data di inizio e di fine differente. Molto può quindi succedere in giro per l’Europa calcistica, con nuovi e potenziali cambi di casacca che potrebbero verificarsi nei prossimi giorni.

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