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Dove vedere Italia U21-Inghilterra U21 in tv e streaming

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Dove vedere Italia U21 - Inghilterra U21 in tv e in streaming

DOVE VEDERE ITALIA U21-INGHILTERRA U21 IN TV E STREAMING – Continua il percorso degli Azzurrini in attesa della fase finale degli Europei Under 21. Giovedì, i ragazzi di mister Nicolato, dovranno affrontare l’Inghilterra dei talentuosi Harvey Elliott, Ryan Sessegnon, Morgan Gibbs-White, Cole Palmer e compagni. Il match sarà trasmesso in chiaro su Rai 2 o in streaming su RaiPlay. Venerdì, invece, sarà la nazionale maggiore a scendere in campo.

COME SI PRESENTA L’ITALIA U21

Partiamo da un presupposto. I nostri Azzurrini sono imbattuti da più di 1 anno. L’ultima sconfitta, infatti, risale al 31 maggio 2021 contro il Portogallo U21. Una partita pazza, con un Dany Mota scatenato che nel giro di mezz’ora porta in vantaggio i portoghesi, che poi pareggiano con il gol di Tommaso Pobega. Nel secondo tempo i gol di Scamacca, Ramos e Cutrone portano il match ai supplementari, dove Jota e Conceicao inchiodano il risultato sul 5-3 definitivo.

I ragazzi di Nicolato arrivano da una straripante vittoria per 4-1 contro l’Irlanda U21 a giugno. Al rigore siglato da Nicolò Rovella, si sono aggiunti i gol di Nicolò Cambiaghi, Pietro Pellegri e Giacomo Quagliata. Decisamente inutile la rete di Conor Coventry che al 62esimo aveva provato ad accorciare le distanze dal dischetto. Azzurrini che si sono imposti con circa 22 tiri.

DOVE VEDERE ITALIA U21-INGHILTERRA U21 IN TV E STREAMING

Il calcio d’inizio andrà in scena alle ore 17:30 allo stadio ‘Adriatico‘ di Pescara, giovedì 22 settembre. Per vedere il match in tv, vi basterà cliccare il tasto numero due (o cinquecentodue) del vostro digitale terrestre, ovvero Rai 2. Per quanto riguarda lo streaming, invece, potrete usufruire del servizio gratuito offerto proprio da Rai. Parliamo di RaiPlay, una piattaforma in cui è possibile guardare gratuitamente la diretta di qualunque canale Rai o addirittura rivedere trasmissioni oramai concluse attraverso il servizio RaiReplay.

PROBABILI FORMAZIONI

ITALIA U21 (4-3-3): Plizzari; Bellanova, Okoli, Viti, Udogie; Miretti, Fagioli, Rovella; Cambiaghi, Esposito, Pellegri. All. Paolo Nicolato

INGHILTERRA U21 (4-2-3-1): Bursik; Colwill, Bellis, Aarons, Thomas; Skipp, Garner; Gordon, Gibbs-White, Sessegnon; Balogun. All. Lee Carsley

 

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Calciomercato

Chi è Andrey Santos, il “Busquets brasiliano” paragonato a Juninho

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Chi è Andrey Santos, il "Busquets" brasiliano

CHI È ANDREY SANTOS, IL 18ENNE BRASILIANO SEGUITO DA MEZZA EUROPA – Fisico, muscoli, dinamismo e grinta, Andrey Santos è l’ultimo talento brasiliano con un futuro in Europa. Centrocampista difensivo con propensione alla rottura del gioco avversario, è un classe 2004 tenuto d’occhio da molti club del Vecchio Continente. Tra questi ci sarebbe anche l’Inter, che ha già fatto un sondaggio informale per il calciatore. Ma l’asta si allarga anche a squadre spagnole, inglesi e al PSG.

E proprio di “asta” si tratta, visto che il suo cartellino sfiora già i 40 milioni di euro a soli 18 anni.

IL PRIMO ANNO IN BRASILE

Andrey Santos sale alla ribalta solo lo scorso aprile, quando il Vasco Da Gama decide di promuoverlo tra i “grandi”. L’esordio arriva già a novembre 2021, quando accumula 45 minuti contro il Londrina Esporte Clube, nella sconfitta per 3-0 valevole per l’ultima giornata del campionato.

Il 28 aprile 2022, quarta giornata dell’attuale stagione sportiva, Andrey Santos totalizza i suoi primi 90′ nella partita contro il Ponte Preta, vinta per 1-0. Minutaggio che si ripete per intero nel match successivo, contro il Tombense e dà inizio ad una stagione da protagonista. In questo momento, somma 25 presenze in 31 partite complessive con il suo club, condite da 6 reti.

Il suo primo anno da titolare in Brasile lo elegge, senza alcun dubbio, come uno dei profili verdeoro più talentuosi in prospettiva. Il suo ruolo principale è quello di vertice basso in un centrocampo a tre. Una posizione in cui può dare sfogo alla sua grinta che, però, spesso sfocia anche in falli e in ammonizioni: 8 in 25 partite. Un dato da tenere in considerazione, se si pensa che già in due occasioni rimane fuori per somma di ammonizioni (in Brasile la squalifica arriva alla terza ammonizione accumulata).

Tuttavia, sarebbe sbagliato pensare ad Andrey Santos solo come un giocatore di rottura. In campo, infatti, mostra tanta tranquillità e una maturità di gioco che non ti aspetti da un ragazzo di 18 anni all’esordio assoluto. Più che un giocatore di sola interdizione, Andrey Santos è un equilibratore affidabile. Un equilibratore capace di alternarsi tra il ruolo di “spazzino” che pulisce i palloni sporchi e di creatore di gioco, nel primo passaggio.

LE ATTENZIONI EUROPEE

Un profilo come quello di Andrey Santos passa difficilmente inosservato, tra i più grandi club europei. Non solo è molto ricercato, ma spesso è anche blindato a doppia mandata da chi lo possiede. Basti pensare a tutte le offerte per Kanté rifiutate dal Chelsea, o al ruolo che ha Busquets nell’universo Barcellona.

Sul giocatore del Vasco Da Gama c’è l’attenzione di tantissimi club del Vecchio Continente. Tra questi, proprio il Barcellona avrebbe messo nel mirino il brasiliano, per investirlo del ruolo di erede di Busquets. Le grandi abilità difensive del verdeoro, collegate ad una discreta abilità in fase di finalizzazione, sono apprezzate in Catalunya. E i blaugrana sono indubbiamente la squadra più forte sul giocatore.

Segue a ruota anche il PSG, che potrebbe far valere la sua onnipotenza economica per alzare il prezzo e scoraggiare le contendenti. I parigini, attualmente, sono privi di un giocatore con le caratteristiche di Andrey Santos. Ma attenzione anche alle squadre di Premier League. Il Newcastle ha mostrato di volersi gettare nella mischia, così come l’Everton. Il Manchester City è alla finestra.

C’è anche una squadra italiana: si tratta dell’Inter. I nerazzurri mancano di un giocatore che sappia garantire fase di interdizione ed essere valido in entrambe le fasi. Andrey Santos sarebbe, inizialmente, un colpo da valutare in prospettiva. Potrebbe iniziare come vice Barella, per poi ritagliarsi il suo spazio con maggiore frequenza già dalla prossima stagione.

Sicuramente il prezzo di base dalla quale il Vasco Da Gama intende far partire l’asta sul suo talento non è una cifra da poco. I brasiliani chiedono almeno 35 milioni di euro, con la consapevolezza che molto facilmente si arriverà oltre i 40 milioni.

PARLANDO DI LUI

Il nome di Andrey Santos è già argomento di discussioni all’interno del suo stesso club, che non disdegna paragoni importanti. Il suo profilo sembra già migliore di tanti altri, venuti fuori dal vivaio del club carioca, come Allan, Coutinho e Douglas Luiz. Addirittura è stato scomodato anche un termine di paragone molto pesante, da quelle parti: Juninho Pernambucano.

Tatticamente, sono due giocatori molto diversi. Uno è un trequartista con doti da fantasista e da regista offensivo, che disegnava magie con il suo piede destro. Andrey Santos è un giocatore molto più fisico e concreto. Eppure, lo stesso Juninho ha speso parole di elogio per lui.

Dal punto di vista fisico è un mostro. Senza palla la sua partecipazione al gioco è totale. Vorrei controllare il suo GPS, perché non si ferma mai. Dal punto di vista tecnico, poi, è eccezionale. Non sarà più più forte di me, sarà molto più forte di me. E’ un giocatore molto più completo rispetto al sottoscritto. A diciotto anni non giocavo certamente come gioca lui e non mi vergogno a dirlo“.

A Juninho si unisce anche la voce di Nenê, uno dei veterani della rosa: “Non ci credi che sia così giovane. Ha una maturità incredibile e sembra che sia con noi da molto tempo. Ha visione di gioco, grande qualità e gli piace rompere le trame avversarie. E’ già nell’U20 brasiliana e chissà che presto non possa arrivare in Nazionale maggiore. Diventerà un grande giocatore”.

Le prospettive future, dunque, parlano di un giocatore che ha tutte le carte in regola per diventare un giocatore di livello mondiale. Capace di garantirsi un ruolo di rilievo sia in Europa, con vista sulla Champions League, sia nella Seleçao.

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I Nostri Approfondimenti

La Juve ruota attorno alla Formula 3: il nuovo modulo di Allegri

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Juventus, Allegri pensa a un cambio modulo

La Juventus ruota attorno ad una formazione tattica diversa per cercare il riscatto.

Donare nuova linfa alla squadra: è l’obiettivo, prefissato da Max Allegri nel tentativo di recuperare questo inizio barcollante di stagione. Il tecnico livornese ha ideato un nuovo sistema di gioco, che vede il 3-4-1-2 come migliore soluzione di gioco, subito seguita da un 3-4-3.

Difatti, il cosiddetto “numero perfetto” potrebbe sorridere alla Juventus, impostando una difesa che giovi agli specialisti di reparto e soprattutto al suo capitano. È risaputo che Bonucci riesca ad esprimere al meglio le sue qualità ed impostare il gioco se protetto ai lati; come è risaputo alla stessa maniera che lo stesso Bremer sia abituato ad una difesa a tre, particolarmente esaltante per lui nel periodo granata.

Con questo modulo, Filip Kostic potrebbe spingere maggiormente sulla fascia e El Fideo, più libero, potrebbe servire in modo proficuo i due attaccanti, rendendo Vlahovic e Milik un’infallibile coppia d’attacco.

Questa riflessione tecnica sarebbe potenzialmente resa materiale in campo domenica sera contro il Bologna, giorno della resa dei conti del mister della Juventus.

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I Nostri Approfondimenti

José, ora è il momento di osare

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José Mourinho

Quante volte nella vita ci siamo sentiti dire: “Quella cosa non la puoi fare!”? Sentirsi impotenti davanti alla possibilità di decidere del nostro futuro? Quante volte avremmo voluto prendere una decisione ma qualcosa ce l’ha negato?

E la cosa peggiore è che quando succede questo non puoi fare nient’altro che accettare la dura realtà. Non puoi fare nient’altro che apprendere ciò che è appena accaduto e al massimo urlare per la disperazione.

Questo, o qualcosa di simile, è accaduto alla Roma con Gini Wijnaldum. Questo è ciò che è successo quando a tutti noi è giunta la notizia di un infortunio grave che avrebbe tenuto il centrocampista olandese fuori per oltre sei mesi (poi ridotti a quattro) e che, ad ogni modo, avrebbe privato lo Special One del calciatore cardine in mezzo al campo fino a dopo Natale.

È chiaro come la Roma abbia dovuto ricostruirsi alla notizia del KO dell’ex centrocampista del Liverpool. E così una squadra costruita per giocare con un centrocampista di interdizione accompagnato dall’estro di Gini ci ha immediatamente riportato ad una realtà che avremmo fatto volentieri a meno di conoscere.

Nessuna qualità, ma l’obbligo di ritornare sul mercato per l’acquisto di Camara, con la consapevolezza che il più delle volte avremmo dovuto schierare insieme Cristante e Matic. Nulla di male se presi singolarmente per quanto hanno dato alla causa e per quanto continuano a dare, ma nonostante l’impegno massimo a mio avviso ingiudicabile, giocare con due calciatori di questo tipo insieme in mezzo al campo rischia di essere deleterio.

La domanda sorge spontanea: come giocherà la Roma quando l’olandese tornerà in campo? Sarà più dinamica? Si creerà più occasione per far goal? Andrà ancor meglio, a tal punto da riuscire a sostenere tutti i fantastici quattro insieme in campo dalla trequarti in su? Queste domande rimarranno a noi.

Ad oggi però ciò che preme è la necessità di schierare in mezzo al campo, soprattutto se si prende la via del doppio mediano, un duo che non si sovrapponga, che non sia un doppione, ma soprattutto che abbia almeno un calciatore dal cambio passo pronunciato.

L’ex Atalanta e il serbo assieme creano una diga che in interdizione può anche andar bene, ma che risulta troppo lenta in fase di costruzione, di rapido contropiede in verticalizzazione e soprattutto in fase di copertura quando la squadra avversaria fa girare il pallone molto vicino all’area di rigore giallorossa.

Ne è un esempio lampante il goal preso contro l’Atalanta allo stadio olimpico: Scalvini viene lasciato solo perché il giro palla bergamasco è troppo veloce per la mediana capitolina.

E allora in attesa che il fato ci assista, con il ritorno di Wijnaldum, urge riuscire a gettare nella mischia Camara, che quando ha giocato ha sempre dimostrato cose positive e che probabilmente sotto il punto di vista della rapidità e dell’accelerazione potrebbe essere molto utile. Vai Josè, adesso è il momento di osare.

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Calcio Internazionale

La caduta incredibile di Harry Maguire

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Maguire

Analizzando le 100 nazionali più preziosi al mondo, troviamo l’Inghilterra al primo posto con un valore di mercato di 1,34 mld € (Fonte: Transfermarkt).

Nonostante il grande potenziale della rosa, i “Three Lions” sono retrocessi in Lega B di Nations League e hanno chiuso la fase ai gironi con 0 vittorie in 6 partite. Soprattutto le scelte del mister inglese Southgate fanno parecchio discutere. Trent Alexander-Arnold, uno dei terzini più forti al mondo non è stato nemmeno convocato. Una scelta strana, considerando che il giocatore del Liverpool a giugno è stato votato dai suoi colleghi per la terza volta consecutiva nel “PFA Team of the year in Inghilterra”.

Perfino il difensore centrale Fikayo Tomori, titolarissimo del Milan attuale, dopo aver vinto la Serie A da protagonista, non è stato convocato dal C.T. inglese. Il ventiquattrenne viene spesso snobbato da Southgate. Finora è stato una volta titolare e tutto sommato ha giocato solamente 124 minuti per i “Three Lions”.

Southgate punta su Maguire

Dall’altra parte Southgate, nonostante tantissime proteste da parte dei tifosi, dimostra ancora lealtà verso Harry Maguire. Il popolo a Wembley contro la nazionale tedesca ha fischiato pesantemente il difensore alla lettura del suo nome e ha continuato a contestarlo ad ogni tocco di palla durante la partita.

Harry Maguire di seguito ha concesso un rigore letale. Dopo un suo passaggio sbagliato è intervenuto in area di rigore con grande ritardo su Musiala. Anche prima del secondo gol tedesco ha commesso un errore. Posizionato molto in alto ha perso la palla concedendo alla nazionale teutonica una ripartenza decisiva. La pressione su Southgate di puntare su un altro difensore aumenta sempre di più.

Tifosi contro Maguire

Al Manchester United, dove Maguire ha indossato la fascia da capitano per gran parte della scorsa stagione, ha già perso il suo posto da titolare.

Pochi mesi fa i tifosi del Manchester United hanno addirittura fatto partire una petizione per togliergli la fascia da capitano. Tanti tifosi si chiedono, Maguire ultimamente ha subito un crollo psicologico o è sempre stato sopravvalutato?

Il difensore inglese è alto 194cm e pesa circa 100 kg. Specialmente sui primi passi risulta spesso molto lento. Maguire soffre tantissimo i duelli a campo aperto. Forzare l’anticipo risulta molto pericoloso, il difensore dello United soffre molto quando viene puntato in spazi aperti. Ma tutto ciò non rappresenta una novità. Il suo ex club Leicester City per non mettere la propria difesa in difficoltà giocava con una linea difensiva molto bassa.

Maguire non è un difensore fuoriclasse. Si tratta di un discreto calciatore, con dei limiti ben visibili. Un suo mister ha il compito di poter nascondere questi limiti a campo aperto, adattando la tattica.

La follia del Manchester United

Dall’altra parte il Manchester United, nell’estate 2019, ha sicuramente commesso l’errore di mettergli addosso l’etichetta del difensore più caro della storia. Questo ha alzato le aspettative all’infinito di tutti tifosi.

Fallimenti dei Red Devils, che sicuramente non erano solamente la sua colpa, lo hanno trasformato nell’uomo simbolo delle disfatte. Per 87 milioni di euro, tutti si aspettavano un difensore completo. Ma Harry Maguire non lo è mai stato.

In difesa dello United si può riassumere, che il cartellino pagato per un calciatore non equivale automaticamente al suo reale valore di mercato. Questo lo ha anche sottolineato il campione d’Europa Giorgio Chiellini, che ultimamente ha difeso Maguire: “Il valore del mercato dipende da molti aspetti che non puoi controllare. Non è colpa tua”.

Pochi mesi prima dell’arrivo di Maguire, Van Dijk si era trasferito al Liverpool per circa 84 milioni di euro. Questa cifra incredibile pagata per un difensore centrale ha ridotto la soglia di inibizione per una tale operazione in Inghilterra. Inoltre, il Leicester City vendendo Maguire ad una diretta concorrente, ha sicuramente alzato il prezzo drasticamente.

Maguire vittima?

Maguire è in continuazione vittima di meme e cattiverie sul web. Nello scorso aprile nella sua casa di Wilmslow, sono intervenute addirittura le forze dell’ordine. Il difensore centrale aveva chiamato la polizia dopo aver ricevuto sulla sua mail personale un messaggio inquietante: “C’è una bomba in casa tua”. Secondo uno studio di Ofcom, 2021/2022 Harry Maguire e Cristiano Ronaldo sono stati i giocatori inglesi più insultati su Twitter.

Il difensore inglese ha commesso sicuramente degli errori. Dall’altra parte non merita tutto questo odio. I tifosi sono troppo crudeli. Maguire è vittima del suo cartellino gonfiato e merita un altro trattamento. Se il Manchester United avesse ben analizzato il suo gioco ai tempi del Leicester City, avrebbe dovuto riconoscere i suoi limiti e non pagare questa cifra gonfiata.

I Red Devils con una spesa netta di 1.269.000.000€ rappresentano la società che negli ultimi dieci anni ha speso di più sul calciomercato (Fonte Football-observatory.com).

L’esempio più scioccante rimane Paul Pogba: 2012 si trasferisce dallo United alla Juventus a parametro zero. Dopo solamente 4 anni lo United lo riprende per 105.000.000€ e 2022 torna nuovamente alla Juventus a parametro zero.

Manchester United senza programmazione

Il Manchester United continua a spendere senza programmazione. Negli ultimi cinque anni Manchester City e Manchester United avevano la stessa quantità di denaro (3.233 milioni Pound) disponibile (Fonte: Swiss Ramble). Il Manchester City è riuscito a vincere quattro su cinque Premier League. Lo United invece non è mai riuscito a vincerla. Il Manchester United negli ultimi cinque anni ha pagato più per i suoi stipendi rispetto al Liverpool. La squadra di Klopp ha vinto Champions League e Premier League.

Perciò risulta troppo facile dare tutte le colpe a Harry Maguire. Il difensore inglese rappresenta una vittima della cattiva gestione del Manchester United.

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