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Dove vedere Salernitana-Milan in tv e streaming

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Dove vedere Salernitana-Milan in tv e streaming

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Dove vedere Salernitana-Milan

DOVE VEDERE SALERNITANA-MILAN IN TV E STREAMING – Dopo il Mondiale in Qatar e le feste natalizie, sta per tornare la Serie A. Mercoledì 4 gennaio 2023 andrà in scena interamente il sedicesimo turno di campionato. Alle ore 12.30 due sfide apriranno le danze: Sassuolo-Sampdoria e Salernitana-Milan. 

I rossoneri riprenderanno la rincorsa al Napoli capolista, distante otto lunghezze, dallo Stadio Arechi di Salerno. Nel test amichevoli dei giorni scorsi, i rossoneri hanno riscontrato qualche difficoltà a livello di gioco e forma fisica. Infatti, sono stati sconfitti dall’Arsenal (2-1), dal Liverpool (4-1) e dal PSV Eindhoven (3-0). I ragazzi di Stefano Pioli dovranno mostrare di essersi lasciati alle spalle questi brutti risultati attraverso una grande prestazione contro la Salernitana. In campionato, il Milan è reduce da una vittoria al cardiopalma contro la Fiorentina, decisa da un’autorete di Milenkovic nei minuti di recupero.

La Salernitana riprende il proprio percorso, perseguendo l’obiettivo di una salvezza tranquilla. Al momento, il club campano è al dodicesimo posto, con 17 punti totalizzati, a 10 lunghezze di distanza dalla terzultima posizione. Anche le amichevoli della Salernitana sono state preoccupanti: i ragazzi di Davide Nicola sono stati sconfitti dal Fenerbache (3-0) e dall’Alanyaspor (3-1). Nell’ultimo match di Serie A, i granata hanno rimediato una sonora sconfitta per 3-0 sul campo del Monza. Nel frattempo, i tifosi della Salernitana attendono l’esordio del messicano Ochoa, l’ultimo importante acquisto.

DOVE VEDERE SALERNITANA-MILAN IN TV E STREAMING

Salernitana-Milan andrà in scena mercoledì 4 gennaio 2023, alle ore 12.30, e sarà trasmessa in diretta su DAZN.  Dunque, la partita potrà essere vista da chi ha un account DAZN e disponga di Android TV, Apple TV, Google Chromecast, Smart Tv, TIMVISION Box. Inoltre il contenuto, sempre per chi è in possesso di un abbonamento, è visibile su Amazon Fire TV, Amazon Fire TV Stick, Playstation 5, PlayStation 4 Pro, Xbox One, One S, Xbox One X, Xbox Series X | S. La sfida sarà raccontata dalla telecronaca di Stefano Borghi, con il commento tecnico di Simone Tiribocchi.

La partita sarà trasmessa in diretta tv anche su Sky, sui canali Sky Sport Calcio, Sky Sport Uno, Sky Sport 251, Sky Sport 4K. Si potrà assistere al match anche in streaming su Sky Go e NOW TV. I telecronisti del match saranno Maurizio Compagnoni e Nando Orsi.

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Flash News

Lautaro dopo la Cremonese: “Vittoria che pesa tanto”

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Inter

L’argentino Lautaro Martinez ha parlato ai microfoni di Dazn dopo la vittoria per 2-1 sulla Cremonese con la doppietta personale.

VITTORIA DI PESOVittoria che pesa tantissimo, perché venivamo da una sconfitta. Abbiamo lavorato, oggi dovevamo portare 3 punti a Milano e ce l’abbiamo fatta con sofferenza”.

OBIETTIVO 20 GOLSpero di arrivare al massimo, vuol dire che ho dato una mano alla squadra per arrivare più in alto possibile“.

SUL DERBYPrima abbiamo l’Atalanta in Coppa Italia. Sappiamo come sono le partite contro di loro: anche lì dobbiamo andare alla guerra, perché quella competizione ci può dare una finale come quella che abbiamo vinto contro il Milan“.

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Giovani per il futuro

Filippo Scotti può essere l’esterno destro che il Milan sta cercando

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Milan

Ogni volta che un giovane si mette in mostra, diventa oggetto di studio e desiderio per molti addetti ai lavori (e non solo). In modo particolare se gioca nel settore giovanile di uno dei club più conosciuti e titolati del mondo. Gioca come ala destra, ma sa farsi valere in tutti i ruoli della trequarti. Il suo nome è Filippo Scotti e potenzialmente è uno di quei talenti in grado di regalare grandi gioie ai tifosi italiani. La carta d’identità recita: nato l’11 novembre 2006. Basta questo per spiegare tante cose.

Gli appassionati di cinema rimarranno delusi, dato che non ha nulla a che fare con colui che ha interpretato l’alter ego di Paolo Sorrentino in “È stata la mano di Dio”. Anche lui Filippo Scotti, però classe 1999 e di professione attore. Due giovani stelle, pronte a brillare nei loro rispettivi mondi. La scena, oggi, se la prende il primo nominato: il potenziale crack del Milan U19.

CARRIERA E CARATTERISTICHE

Inizia la sua avventura con il pallone tra i piedi in un piccolo club nel lodigiano, il K2 Caselle. La piazza, però, è evidentemente troppo stretta e limitante per un ragazzino che ha un talento fuori dal comune. Scotti si avvicina geograficamente a Milano trasferendosi all’Atletico CVS. La svolta arriva qui, perché gli osservatori del Milan ci mettono davvero poco a capire di avere tra le mani un giovane astro nascente.

Arriva finalmente, dopo molte peripezie, nella squadra della grande metropoli lombarda. La maglia rossonera, finora, l’ha tolta solo per vestire quella della Nazionale. Qualche chiamata in U16 e successivamente in U17. In entrambi i casi, i risultati sono stati molto convincenti: 14 presenze e 8 gol nella prima, 7 presenze e 3 gol nella seconda.

I numeri di Scotti assumono maggior importanza soprattutto se pensiamo alla sua posizione in campo. Può essere utilizzato come trequartista e regista, ma in Primavera preferisce partire dall’esterno destro per poi sfoderare tutta la sua freschezza. Le statistiche riportate prima evidenziano la sua prima caratteristica: il fiuto per il gol, chiaramente non da centrocampista.

A questo aggiunge un’importante falcata e grande qualità. In velocità palla al piede è difficile da tenere, in modo particolare quando ha ampi spazi. Anche quando è difficile trovare varchi nella retroguardia avversaria, è capace di spostare il pallone rapidamente e saltare il marcatore.

COME PUÒ ENTRARE NELLO SCACCHIERE DI PIOLI

Come detto in precedenza, con Abate parte largo a destra per poi accentrarsi e provare la conclusione. Con i pari età dell’U17, forma una trequarti molto interessante con Sia, anche lui nel giro della Primavera ma come ala sinistra, e Perina, trequartista. Le parole del ct della Nazionale U16, Daniele Zoratto, spiegano bene che tipo di giocatore sia: “Scotti è un ragazzo interessante: ha carattere, temperamento e gamba. Attacca la profondità e vede la porta, ha una progressione notevole e quando parte è difficile riprenderlo. Ottime sia le potenzialità che le prospettive”.

L’esterno destro alto è un ruolo presente anche nel modulo del Milan di Stefano Pioli. Non solo, è la posizione in cui i rossoneri hanno più necessità di trovare qualcuno che possa permettere alla squadra di fare un’ulteriore salto di qualità. Chiaramente è ancora presto (ma non prestissimo) per dirlo, però se dovesse proseguire in questo modo il percorso di Scotti, il tecnico della Prima Squadra potrebbe farci un pensierino.

Sembra essere il giusto mix di elettricità, rappresentata al Milan da Saelemaekers, e di tecnica imprevedibile, caratteristica di Messias. Inoltre, possiede una buona struttura fisica, soprattutto per quanto riguarda gli arti inferiori del corpo, anche se ancora in fase di sviluppo. Potrebbe certamente diventare una pedina importante per il Diavolo.

SCOTTI DAL VIVO

Subentrato in Milan-Verona al posto di un deludente Bob Omoregbe, ha saputo dare una scossa notevole con grandi accelerazioni e tanti dribbling tentati. Le sue improvvise fiammate hanno messo in notevole difficoltà la retroguardia ospite, che ha spostato diversi uomini per contenerlo.

Proprio questo è stato un fattore chiave: dal suo ingresso in campo, ha permesso di liberare diversi spazi al compagno dall’altra parte, Sia, anche lui classe 2006. Tanti difensori erano attratti sulla destra per limitare le avanzate di Scotti, che riusciva spesso a creare superiorità grazie a giocate individuali e corali.

Rapidità, gamba, capacità di attaccare lo spazio ma anche di superare l’uomo nell’uno contro uno. Per concludere: un importante fiuto del gol e grande abilità con entrambi i piedi. Il Milan è pronto ad accogliere un nuovo potenziale crack del panorama italiano.

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Il Pisa in 10 esce da Marassi con un punto preziosissimo

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Pisa

Finisce a reti bianche tra Genoa e Pisa davanti ai 29.460 spettatori di Marassi. Nella prima frazione di gara si è registrato un bel Pisa, costretto a difendersi di fronte ai padroni di casa, ma quasi mai in difficoltà. I nerazzurri riescono anche a creare due palle gol interessanti non sfruttate a dovere.
Nella ripresa i toscani hanno trovato il gol con Morutan, annullato però per fuorigioco. Tutto in equilibrio fino all’espulsione di Marin, arrivata al 69′ dopo che il rumeno ha contestato in maniera eccessiva, secondo Volpi, un fallo commesso in precedenza.
Da lì in poi totale controllo per il grifone che ha costretto il Pisa di D’Angelo a chiudersi nella propria metà campo.
Al 40′ Bani insacca alle spalle di Nicolas,  ma anche stavolta dopo un controllo al var il gol è stato annullato.
Il fortino nerazzurro non cede fino alla fine e conquista un punto d’oro vista la piega che aveva preso la partita. 

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Lemina parla del suo trascorso alla Juve: da Allegri alla finale di Cardiff

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Nell’ultimo periodo diversi ex giocatori della Juventus sono tornati a parlare del loro periodo nel club bianconero. Nei giorni scorsi erano emerse delle dichiarazioni di Emre Can, dove ringraziava la Juventus per averlo assistito nelle sue cure a causa di un tumore alla tiroide. Oggi invece sono uscite delle dichiarazioni rilasciate da Mario Lemina al canale Youtube Colinterview.

LEMINA A TUTTO TONDO SUL PERIODO ALLA JUVENTUS

Il centrocampista gambiano attualmente in forza al Wolverhampton ha riavvolto il nastro della sua carriera nel corso dell’intervista rilasciata, soffermandosi sul suo periodo alla Juve, tra luci ed ombre. Queste le sue dichiarazioni:

L’arrivo alla Juve – “Sono andato alla Juve con quelli che sono i miei obiettivi. Dimostrare nel lavoro quotidiano di poter far parte di quel gruppo, dare tutto e farmi rispettare per questo. Nelle prime 10 partite ero l’uomo più felice del mondo. Mentalmente era pronto e questo ha reso le cose più facili. Gli allenamenti erano intensivi, lunghi, molto fisici, a fine giornata ero morto il primo mese. Ma era benefico, sapevo di dover lavorare tutti i giorni perché lì ci sono dei giocatori di fama incredibile. C’erano Pogba, Marchisio, Khedira. A quel punto non hai niente da perdere. Devi dimostrare tutti i giorni a quei giocatori che puoi arrivare a quei livelli, hai solo da vincere”.

Da titolare a riserva – “Sfortunatamente in quel periodo Marchisio si infortunò e quindi ho potuto giocare rapidamente, il mister mi ha dato fiducia e allo stesso tempo ero la sua seconda scelta, non c’erano altri a centrocampo. Gioco sei partite e per cinque volte sono il migliore in campo. Dunque, per me tutto andava bene. Poi c’è stato il ritorno di Marchisio. Lui è il Principino di Torino, quindi doveva giocare! Non avevo problemi su questo, lo accetto. Lui ritorna, all’inizio è difficile ma doveva giocare per ritrovare la forma e quindi io mordo il freno in panchina. Ma quando sei il migliore in 5 partite su 6, diventa più difficile mordere il freno. Ti inizi a fare domande, perché? E da lì è diventato più difficile per me accettarlo, perché sapevo il mio livello, sapevo di poter giocare. Ero in panchina perché ci sono degli status da rispettare. In quel momento diventa difficile, ti chiedi perché stai in panchina quando hai dimostrato di poter stare in campo”.

LA LITE CON ALLEGRI

Il litigio con Allegri – “Ho avuto un grande sostegno da parte della squadra. Il fatto di non giocare, dopo esser stato titolare, ha cominciato a pesare.  Riguardo a questa incomprensione c’è stato un alterco con Allegri in campo, durante un allenamento. Quel weekend avevamo perso e ho l’impressione che tutta la frustrazione del momento l’abbia messa su di me. Io non l’ho accettato, abbiamo avuto questa discussione che non andava bene, che ha appesantito l’ambiente durante l’allenamento. Da lì per un mese mi sono allenato da solo, l’allenatore non ha apprezzato quello che ho fatto e nemmeno io ero contento. Da lì in poi sono stato super sorpreso dalla posizione dei miei compagni. Bonucci, Chiellini, Buffon, Evra… Sono andati dall’allenatore e gli hanno detto: ‘devi reintegrare Mario, è uno dei più grandi potenziali della squadra. Deve tornare a giocare perché è un calciatore importante. Alza il livello in allenamento ed è quello di cui abbiamo bisogno’. Quando ho visto questo, i compagni prendere le mie parti, ho pensato che alla fine avevo ragione, ero troppo contento, era incredibile”. 

LA CHAMPIONS E LA FINALE DI CARDIFF

Sulla Champions e la finale di Cardiff – “Dopo la prima stagione, bisogna dire che è esploso Dybala alla Juve, poi Higuain, Morata, Dani Alves un giocatore incredibile, importante nello spogliatoio. C’era questo mix che doveva trovare l’amalgama. Con queste individualità in Italia si vince, anche se abbiamo dovuto lottare e non è stato semplice. Al secondo anno i giocatori si conoscevano, Pjanic che era on fire, Khedira che di solito era sempre infortunato e non si è mai infortunato in quella stagione e io non ho più giocato. I tre dietro erano fenomenali, Alex Sandro era al suo miglior livello. In quella stagione è stato raggiunto un livello altissimo e poche squadre potevano batterci, lo sentivi che il gruppo andava tutto nella stessa direzione. Si voleva solo vincere, una sconfitta era la fine del mondo, una cosa mai vista. Abbiamo battuto il Barcellona, ma abbiamo pensato di poter andare fino in fondo contro il Lione. A Lione, finiamo in dieci perché vengo espulso, dominiamo, vinciamo con un tiro incredibile di Cuadrado e lì pensiamo di poter arrivare fino in fondo. Davanti avevamo qualità incredibili, quando hai Mandzukic, Higuain, Dybala sai che basta un’occasione davanti, un episodio per fare gol”. 

Si arriva dunque alla finale di Cardiff contro il Real Madrid“In quel momento c’erano le due squadre migliori d’Europa ad affrontarsi. Loro erano incredibili, ma noi eravamo pronti, eravamo forte mentalmente e fisicamente. Ma ci sono degli elementi come Cristiano Ronaldo che fanno la differenza. Abbiamo fatto una prova di forza, di coraggio, di abnegazione, per dimostrare a tutti che dovevamo essere noi la squadra ad affrontare il Real in quel momento. Con il gol di Casemiro il match è diventato complicato, prima ci credevamo ancora. E Sergio Ramos, non so cosa fa ma fa uscire dal match Cuadrado, non so cosa è successo ma vedo solo il cartellino rosso e lì è diventata impossibile”.

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