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Dove vedere Sporting Lisbona-Juventus in tv e streaming

Europa League

Dove vedere Sporting Lisbona-Juventus in tv e streaming

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Dove vedere Sporting Lisbona-Juventus

DOVE VEDERE SPORTING LISBONA-JUVENTUS IN TV E STREAMING – Dopo gli ultimi due stop in Serie A, il cammino della Juventus è giunto ad un importante crocevia. La stagione della Vecchia Signora, tra la sentenza relativa alla penalizzazione in campionato, ritorno di semifinale di Coppa Italia contro l’Inter e ritorno di Europa League contro lo Sporting Lisbona, sta per entrare nel momento decisivo.

Allo Stadio José Alvalade, giovedì 20 aprile, alle ore 21.00, i bianconeri sfideranno la squadra di Ruben Amorim. Si riparte dall’1-0 per la Juventus della gara d’andata. Tale sfida, decisa da una rete di Federico Gatti, ha mostrato quanto il club portoghese sia una squadra altamente insidiosa.

Lo Sporting Lisbona potrà contare sulla freschezza dei suoi giovani calciatori e su un gioco corale e dinamico per tentare la rimonta. Nell’ultima sfida di Liga Portugal ha ottenuto un pareggio contro l’Arouca, con il gol di Goncalves nei minuti finali. Al momento, la squadra di Amorim risiede in quarta posizione.

La Juventus di Massimiliano Allegri è reduce da una sconfitta di misura contro il Sassuolo. Prestazione opaca per i bianconeri, che si sono arresi alla rete di Defrel, in una partita in cui ha influito il turnover operato in vista dell’impegno europeo.

DOVE VEDERE SPORTING LISBONA-JUVENTUS IN TV E STREAMING

Sporting Lisbona-Juventus sarà trasmessa in diretta su Sky. Gli abbonati potranno assistere al match su Sky Sport Uno (201 del satellite), Sky Sport 4K (213 del satellite), Sky Sport (252 del satellite). Inoltre, la sfida sarà trasmessa in streaming su Sky Go e NOW TV.

Sporting Lisbona-Juventus sarà disponibile anche su DAZN. La partita potrà essere vista da chi ha un account DAZN e disponga di Android TV, Apple TV, Google Chromecast, Smart Tv, TIMVISION Box. Inoltre il contenuto, sempre per chi è in possesso di un abbonamento, è visibile su Amazon Fire TV, Amazon Fire TV Stick, Playstation 5, PlayStation 4 Pro, Xbox One, One S, Xbox One X, Xbox Series X | S.

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Europa League

Come gioca il Brighton di De Zerbi, prossimo avversario della Roma

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De Zerbi Brighton

Il Brighton di De Zerbi sarà il prossimo avversario della Roma nel percorso dell’Europa League. Un grande match che metterà a confronto due tecnici italiani. Uno appena entrato in corsa con i giallorossi mostrando ottime capacità al debutto in Serie A. L’altro con già tanti anni di esperienza e che dopo aver fatto la gavetta in Italia ha dimostrato il suo valore nel campionato più importante al mondo: la Premier League.

De Zerbi ha plasmato il Brighton grazie ai suoi concetti di gioco offensivo e moderni, che hanno permesso all’ex Sassuolo di ottenere tanti complimenti anche dai suoi colleghi, nonché dai migliori allenatori al mondo come ad esempio Pep Guardiola.

Vediamo dunque di scoprire meglio il Brighton & Hove Albion.

IL PROGETTO BRIGHTON DI TONY BLOOM

Il Brighton ha iniziato da circa tre anni un progetto che l’ha portato ad essere un club più ambizioso, sognando l’Europa piuttosto che contendersi la classica permanenza in Premier League. Prima, con Graham Potter, nella stagione 2021/2022, il Brighton infatti ottiene il suo miglior piazzamento della storia grazie al nono posto in Premier League, dopo aver lottato dal 2017/2018 al 2020/2021 per rimanere nel massimo campionato inglese. Alcuni giocatori di talento e le idee di Potter hanno portato competitività alla formazione: Bissouma, Trossard, Maupay, Caicedo, Mac-Allister e Cucurella sono tutti calciatori che sono emersi nell’annata del primo storico piazzamento nella parte sinistra della classifica (in futuro verranno tutti ceduti per le loro ottime prestazioni al Brighton).

L’IMPATTO DI DE ZERBI

Con la perdita poi di Potter, finito al Chelsea tramite la clausola che ha permesso al nuovo presidente Boehly di spendere ulteriori milioni anche per la guida tecnica dopo i pesanti investimenti dell’estate e l’esonero di Tuchel, il Brighton si è ritrovato dopo poche partite della stagione 2022/2023 senza allenatore.

Così, ecco che De Zerbi è stato chiamato per la grande opportunità della sua carriera dopo aver allenato un solo anno lo Shakhtar Donetsk. Si pensava solamente ad un passaggio temporaneo o a possibili difficoltà, invece Tony Bloom, presidente del Brighton & Hove Albion dal 2009, ha vinto la sua ennesima scommessa.

Roberto De Zerbi si è trovato sin da subito in armonia con l’ambiente e la dirigenza, facendo emergere altri giovani calciatori grazie al gioco offensivo che ha messo in risalto nuove caratteristiche tecniche. Grazie ai grandi risultati e un attacco formidabile (quarto miglior attacco del campionato) l’obiettivo dei sogni è finalmente arrivato: sesto posto e qualificazione in Europa League.

Con le cessioni di giocatori importanti negli anni come quella di Trossard, avvenuta già nella metà dello scorso anno e quelle di Mac-Allister e Caicedo della scorsa estate, De Zerbi ha dovuto rivedere le sue idee in mezzo al campo e non solo.

LA FORMAZIONE

In porta c’è il duo Verbruggen e Steele dopo la partenza di Sanchez. A partire dalla difesa non troviamo uno schema di gioco ben preciso, sempre in continuo cambiamento a seconda dell’avversario e dalle situazioni in campo. Partendo dai centrali, il capitano Lewis Dunk e l’olandese van Hecke sono i punti di riferimento difensivi. Invece, gli esterni o i terzini che spesso vengono spinti verso le sovrapposizioni possono variare, ma quelli con più presenze risultano Veltman sulla destra e Estupinan a sinistra.

A centrocampo le chiavi del gioco, dopo le grandi cessioni del calciomercato estivo, sono affidate a Billy Gilmour e Pascal Gross. Sempre più spesso, per via del grande numero di giocatori offensivi e di alcuni jolly, i due mediani di De Zerbi sono il classe 2001 e il tedesco.

Sulla trequarti, troviamo i giocatori di maggior talento e qualità che spesso non hanno un vero e proprio ruolo fisso, tranne uno: Mitoma. Il giapponese è una delle stelle della squadra, che preferisce agire sulla sinistra e rientrare in mezzo al campo col suo destro. Per un brutto infortunio, il Brighton potrebbe aver perso per tutta la stagione il numero 22. Per questo, Adingra, Buonanotte, Enciso (appena rientrato da un infortunio che lo ha messo k.o. sino a febbraio), Lallana e Ansu Fati sono i giocatori che si contendono le maglie dei ruoli offensivi sulla trequarti.

Molto spesso De Zerbi infatti ha schierato solo una punta: Danny Welbeck, Joao Pedro oppure Ferguson. Il Brighton varia dal 4-2-3-1 al 3-4-3, cercando di trovare la via del gol con un ricercato possesso palla. In fase difensiva, il pressing e l’aggressione sul pallone sono le chiavi del gioco di De Zerbi.

IL BRIGHTON NEL 2023/2024

Il Brighton al momento si trova in nona posizione in classifica. Il livello rispetto alla scorsa stagione si è alzato e le cessioni hanno penalizzato le prestazioni della squadra. Con 49 gol realizzati è il sesto attacco della Premier League, mentre i gol subiti non sono ai livelli delle prime sei squadre ma è nella media della metà classifica (44 gol subiti, sole 9 reti in meno rispetto alle 53 subite nella scorsa stagione).

In FA Cup il Brighton è stato eliminato recentemente dal Wolverhampton per 1-0 al quinto turno mentre in Coppa di Lega, nello scorso settembre, ha incassato una sconfitta contro il Chelsea, a Stamford Bridge, nei sedicesimi sempre per 1-0.

In Europa League ha passato il girone in prima posizione e si appresta ad affrontare agli ottavi di finale, nel doppio scontro, la Roma.

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Calcio Internazionale

Champions, Europa e Conference League cambiano format: il video UEFA

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Champions League italia

La stagione 2024/25 non sarà un’annata come le altre per le Coppe Europee. Dall’anno prossimo, infatti, Champions LeagueEuropa LeagueConference League cambieranno definitivamente aspetto.

Le tre competizioni elimineranno gli ormai consueti gironi da 4 squadre e vedranno un solo, grande, girone da 36 contendenti. Ogni squadra giocherà contro 8 avversari diversi (in Conference contro 6), giocando 4 sfide in casa e 4 in trasferta.

Al termine di questa prima fase, che si concluderà a gennaio, le prime 8 delle graduatorie saranno automaticamente qualificate alla fase ad eliminazione diretta, mentre le squadre posizionatesi tra la 9′ e la 24′ si giocheranno la qualificazione tramite i playoff, mentre le restanti 12 squadre saranno definitivamente eliminate da tutte le competizioni.

Questo nuovo format permette ad ogni squadra di giocare almeno due partite in più rispetto all’attuale sistema a gironi; otto partite che possono, potenzialmente, diventare 10 se la squadra giocasse i playoff.

Una novità importante è anche quella riguardante le eliminate, che non scaleranno da una competizione all’altra (come accaduto con le terze dei gironi fino a questa stagione) ma vengono escluse dalla corsa ad ogni trofeo.

Insomma, dalla prossima stagione le Coppe europee non saranno più le stesse, ma promettono comunque di continuare a farci vivere nuove e appassionanti storie di calcio.

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Europa League

Leao: “Resto al Milan, vogliamo vincere l’Europa League”

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Rafael Leao ha ufficialmente presentato il suo libro “Smile” che racconta la gioia che gli sta trasmettendo il gioco del calcio. Per l’occasione, il 10 del Milan ha concesso una lunga intervista esclusiva al Corriere della Sera. Ospite in redazione, l’esterno portoghese ha raccontato a pieno le sue esperienze calcistiche, confermando la volontà di rimanere con i rossoneri. Inoltre ha sottolineato l’importanza di Ibrahimovic nel suo percorso di crescita ma ha anche approfondito delle problematiche legate al mondo social quando si è sotto i riflettori. Di seguito le dichiarazioni.

LE PAROLE DI LEAO

SORRISORacconto me stesso. Ho solo 24 anni, so bene che c’è ancora tanto da scrivere, soprattutto come calciatore. Vorrei spiegare ai miei fan chi sono davvero. E perché sorrido. C’è gente che non ha l’acqua per bere. Quando puoi camminare, hai da mangiare, magari hai qualcuno che ti vuole bene, la vita è “smile”. Io ho tutto, ho anche di più, Dio mi ha dato un dono e io gli sono grato. Il mio lavoro è giocare a pallone, ho coronato il mio sogno di bambino. Come potrei non sorridere?”.

VINCEREPer crescere devo vincere cose importanti, come la Champions o l’Europa League. Le cose belle si dimenticano troppo velocemente, quindi bisogna vincere ogni anno, il più possibile. Quando sei al Milan devi farlo, non è una scelta, è un dovere. Per lasciare il tuo nome nella storia. L’Europa League? Ci sono molte squadre forti, ma abbiamo in testa un’idea chiara: arrivare in finale e vincere. La 10 mi dà una forza in più. Il numero 10 è il calcio”.

RESTO AL MILAN – “Il mio futuro è al Milan. Sono qui e ho ancora un contratto di quattro anni. Il Milan mi ha aiutato quando ero in una situazione difficilissima, mi è stato vicino. Io non dimentico, sono leale. Sono arrivato da ragazzino, qui sono cresciuto come uomo e come calciatore. Voglio vincere ancora, la mia testa è qui“.

IBRAHIMOVIC  FONDAMENTALE PER LEAO “Io non sono un genio. Però Ibra ha fatto alzare tanto il mio livello. Mi parla di tutto, non solo del calcio. Avevo bisogno di lui: mi ha aiutato non solo come calciatore, ma anche come uomo. È molto importante per me. Lo era quando giocava, lo è anche adesso”.

PROBLEMI CON I SOCIAL“Essere un privilegiato non significa che la vita è sempre stata facile. E non significa essere incapaci di soffrire. I social sono pericolosi, non è un mondo positivo. Troppo odio, troppe cattiverie. Le cose che so non le ho imparate lì. Li uso perché devo averli per il mio lavoro, però non mi piacciono. Si sorride poco sui social. Manca spesso l’educazione in famiglia, a scuola. L’insulto razzista? Lui non sa nemmeno cosa ha fatto. E questo è un problema: i razzisti spesso non si rendono nemmeno conto di essere razzisti“.

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Calcio Internazionale

De Laurentiis attacca: “La Juve non merita il Mondiale per Club!”

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De Laurentiis Napoli

DE LAURENTIIS – Aurelio De Laurentiis non le manda a dire nei confronti del sistema calcio internazionale. Il numero uno del Napoli ha inveito contro l’attuale organizzazione, sostenendo come l’attuale impalcatura che regge questo sport è da rivedere quantomeno da un punto di vista economico e finanziario. A suo modo di vedere il calcio dovrebbe tornare a essere più sostenibile. Attualmente, però, non esistono le condizioni perchè questo avvenga. Di seguito, proponiamo tutte le sue parole riferite ai microfoni del Financial Times:

Il calcio è malato. Ma perché è malato? Perché l’economia del calcio è malata. I campionati e le squadre non sono in grado di competere dal punto di vista finanziario. In questo modo, i campionati non hanno la facoltà di produrre abbastanza. Quindi, ad esempio, la Uefa può dire “okay, ora in Champions League stanziamo €2,4B, in Europa League più di 500M e nella Conference League più di €238M. Ma se tutte le squadre sono indebitate questo vuol dire che questa somma di denaro non è sufficiente. Quindi questo non è un calcio sostenibile. Non solo non è sostenibile, ma disputiamo anche tante gare. Quindi, quando questo accade, è come se buttassi tutto all’aria. Finisci per non accattivare più il pubblico“.

Il presidente del Napoli ha poi aperto una parentesi sulla Juventus e sulle problematiche che i bianconeri hanno riscontrato nelle ultime stagioni, a partire dalla esclusione alle coppe europee di questa stagione.

ADL SULLA JUVENTUS – “Mi spiace per loro, che sono stati punti dalla UEFA ed estromessi dalle coppe: se dovessimo battere il Barcellona e poi fare una vittoria o un pareggio, di diritto dovremmo andare noi al Mondiale per Club. Ma penso che il Napoli dovrebbe andarci comunque, perché se la Juve è fuori dalle coppe europee non dovrebbe essere ammessa al Mondiale per Club“.

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