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Dragowski, il destino in una moneta

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Come il lancio di una moneta. Il 2018/2019 di Bartolomiej Dragowski è stato come il lancio di una moneta. Testa o croce. O meglio testa e croce. Perché il portiere polacco nell’ultima annata ha vissuto le così dette due facce della stessa medaglia. Praticamente mai utilizzato dalla Fiorentina da agosto a dicembre, insostituibile nell’Empoli di Aurelio Andreazzoli da gennaio a giugno. Il classe 1997 di Białystok è stato uno dei grandi protagonisti della seconda parte di stagione del club toscano, conclusasi – sicuramente non per demeriti suoi – con la retrocessione in Serie B. Ha fatto esperienza, ha accumulato minuti in Serie A e ha dimostrato di essere più che all’altezza di un campionato pronto a riaccoglierlo anche la prossima stagione. Magari lontano da Firenze però.

(Fonte foto: profilo Instagram ufficiale Dragowski)

Acquistato dalla Fiorentina nell’estate del 2016, quando non aveva ancora compiuto 19 anni, il talentuoso numero uno polacco pare ora destinato a lasciare il club viola per spiccare definitivamente il volo che nei prossimi anni potrebbe portarlo ad affermarsi come uno dei giovani portieri più forti a livello europeo. Lo ha fatto capire quest’anno con la maglia dell’Empoli, club al quale ha scelto di unirsi in prestito secco lo scorso 22 gennaio perché stanco di sedere in panchina mentre il compagno di reparto Alban Lafont scendeva in campo per difendere i pali della Fiorentina. Ha scommesso su se stesso, consapevole delle proprie qualità, e ha vinto, conquistandosi una prima pagina dopo l’altra durante il suo breve ma intenso soggiorno a Empoli. Giusto il tempo di un caffè, perché alla fine poco più di quattro mesi passano nel tempo di uno schiocco di dita, tempo che è però bastato a Dragowski per farsi notare.

(Fonte foto: profilo Instagram ufficiale Dragowski)

NUMERI

14 partite collezionate, 72 parate effettuate – corrispondenti al 75% – e un rigore parato su quattro. Mauro Icardi la sua vittima, incapace di trafiggere il polacco dagli undici metri nell’ultima giornata di campionato. La stessa che ha condannato l’Empoli alla retrocessione ma anche quella che ha visto Dragowski brillare come pochi altri alla sua età a San Siro, nella ‘Scala del calcio’. Le 12 parate realizzate contro i nerazzurri gli hanno permesso infatti di fissare la seconda miglior prestazione da parte di un portiere nell’ultima Serie A, mettendosi perfettamente tra se stesso e se stesso. Ebbene sì, perché con 10 parate effettuate contro la Fiorentina e 17 contro l’Atalanta, Dragowski è riuscito a sedere su tutti e tre i gradini del podio per le tre partite con il maggior numero di parate compiute dallo stesso portiere nella stagione che si è appena conclusa. La notte di Bergamo senza dubbio la migliore della sua carriera. Stando ai dati ‘Opta’, nessun portiere dalla stagione 2004/05 – ovvero da quando ‘Opta’ raccoglie dati – aveva mai effettuato 17 parate in una singola gara di campionato. Una prestazione incredibile, realizzata proprio contro la squadra che si è poi rivelata essere il miglior attacco della Serie A, bloccando i vari Zapata, Ilicic e Gomez.

ORIGINI

Nato a Białystok, città situata nel nord-est della Polonia a pochi chilometri dal confine con la Bielorussia, Dragowski è cresciuto come calciatore nel Jagiellonia, club locale fondato nel 1920 ma che dal 1938 al 1945 ha cessato di esistere momentaneamente a causa di gravi problemi finanziari. Situato in una delle dieci città più grandi della Polonia, nonché la prima nell’area nord-orientale, a risollevare il Jagiellonia fu soprattutto la fusione tra il Budowlani Białystok e lo Sparta Białystok nel gennaio del 1957. Qui Dragowski ha fatto il suo debutto in prima squadra con la maglia giallo-rosso-nera nel 2014, all’età di 16 anni. Un vero e proprio punto di svolta per un ragazzo che il pallone ha imparato a toccarlo quando era ancora nella culla, visti i trascorsi da centrocampista di papà Dariusz, e che la stagione successiva fu in grado di conquistare in un solo colpo il premio di ‘Miglior portiere’ della massima divisione calcistica polacca, ‘Rivelazione dell’Anno’ e ‘Terzo miglior calciatore’ della stagione.

Un’incetta di trofei che ha mostrato fin da subito come ‘Il Drago’, come in molti lo hanno già soprannominato in Italia, possa essere il prossimo nome a fare il suo ingresso nella tradizione dei grandi portieri polacchi. Imprevedibile nelle uscite, reattivo tra i pali. Ama anticipare gli avversari con prese alte, sfruttando il suo metro e novanta d’altezza, colpendoli poi in contropiede con lanci precisi per i compagni. La Fiorentina ci ha scommesso investendoci 2,5 milioni tre anni fa, ora a puntare su colui che un giorno prenderà il posto dello juventino Wojciech Szczęsny tra i pali della Polonia potrebbero essere club spagnoli o inglesi. Espanyol, West Ham, Bournemouth, Brighton e Southampton sono infatti nomi accostati con forza a Dragowski nelle ultime settimane, con il neopromosso Lecce che potrebbe invece provare a trattenerlo in Serie A. Per il momento il presidente Saverio Sticchi Damiani si è nascosto dietro un “vediamo”, consapevole dell’asta di mercato che a breve potrebbe crearsi attorno al polacco, il cui nome è stato anche associato a quello della Roma, società per nulla convinta dalla prima stagione italiana di Robin Olsen e per questo alla ricerca di un vice Mirante.

(Fonte foto: profilo Instagram ufficiale Dragowski)

EUROPEO U21

A dispetto delle favole, dove il fine è sempre lieto, la stagione di Dragowski purtroppo non si è chiusa nella maniera che il polacco sognava. Niente Europeo Under 21. Ufficialmente per un infortunio che lo terrebbe fermo dal 30 maggio scorso, secondo alcune voci provenienti dalla sua nazione di nascita per un rapporto mai sbocciato con l’attuale tecnico Czeslaw Michniewicz, il quale dal suo arrivo nel 2017 ha finito per preferirgli spesso il classe ’99 Kamil Grabara, portiere di proprietà del Liverpool ma in prestito all’Aarhus, come riportato da ‘Sky Sport’. Un dualismo che nessuno dei due giovani portieri ha mai vissuto bene in questi anni. Lo dimostra il fatto che Grabara decise di saltare l’Europeo del 2017 proprio perché l’allora tecnico dell’Under 21 Dorna scelse di puntare su Dragowski. Stesso epilogo che secondo molti si sarebbe ripetuto ora a parti invertite, con ‘Il Drago’ a casa a leccarsi le ferite e a capire cosa fare del proprio futuro. Forse, gli basterà lanciare una moneta e vedere quale delle due facce questa volta il destino deciderà di mostrargli.

(Fonte immagine in evidenza: profilo Instagram ufficiale Dragowski)

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L’Empoli va a Marbella: amichevoli con Sturm Graz e Wolverhampton

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La visita dell’Empoli a Marbella ha ben poco a che fare col turismo balneare; in Andalusia, dove è approdata due giorni fa, la squadra toscana è infatti attesa da due partite amichevoli, di cui la prima si giocherà domani, contro lo Sturm Graz. Quattro giorni dopo ad affrontare i ragazzi di Paolo Zanetti toccherà al Wolverhampton; è già in programma inoltre una terza amichevole, contro il Monaco al Castellani il 16 dicembre.

Tutti test probanti per scaldare i motori in vista del ritorno in Serie A nel 2023. La prima sfida dell’Empoli sarà contro l’Udinese, in terra friulana.

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Lecce, Dermaku prosegue il lavoro differenziato: i dettagli

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Lecce

Prosegue in casa Lecce la preparazione in vista di quello che sarà un intenso 2023 di Serie A; i salentini, nonostante 8 rassicuranti punti di vantaggio sulla Cremonese terzultima, sono ancora ben lontani dal raggiungere l’obiettivo salvezza, per la quale servirà una rosa il più al completo possibile.

In questa direzione lavora dunque Kastriot Dermaku, difensore albanese che sta proseguendo il proprio programma di lavoro differenziato per recuperare dal recente infortunio al bicipite femorale della coscia (lesione di primo grado).

Nell’allenamento di ieri ha continuato a prendere confidenza con il campo, e in questo senso proseguirà la sua preparazione al primo match del 2023 del suo Lecce, in casa contro la Lazio.

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Lautaro non convince, Messi lo difende nell’intervista post partita: le parole

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Toni

Dopo la tragicomica prestazione di Lukaku contro la Croazia, il duo offensivo dell’Inter conferma il suo evidente momento di difficoltà; il match con l’Australia è stata infatti una grossa occasione mancata per Lautaro Martinez, che dopo aver perso il posto da titolare in favore del più pimpante Julian Alvarez (a segno anche ieri sera), fatica a ritrovare il proprio proverbiale killer istinct sotto porta.

El Toro, nel momento di maggior difficoltà dell’Argentina, ha fallito due occasioni abbastanza nette a tu per tu con Ryan (portiere australiano), impedendo alla Selecciòn di chiudere una partita che si stava rivelando sempre più spinosa dopo lo sfortunato autogol di Enzo Fernandez.

In suo soccorso non poteva dunque che arrivare Leo Messi, padre e padrone dell’Albiceleste (oltre che uomo-assist in entrambe le occasioni fallite dal centravanti nerazzurro), che ai microfoni di Tyc Sports ha rincuorato il proprio compagno di reparto: “Lautaro è un attaccante che vive di gol, ed è un giocatore molto importante per noi; l’importante è che stia bene in vista dei quarti contro l’Olanda.”

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Juventus, nuove intercettazioni di Cherubini: “Paratici è pericoloso”

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Sono momenti concitati in casa Juventus. Nuove intercettazioni, riportate dalla Gazzetta dello Sport, avrebbero reso noti i movimenti di mercato dei bianconeri. Pare che la gestione di Paratici fosse caratterizzata anche per alcune spese folli. A rivelarlo è Federico Cherubini, ex ds della Vecchia Signora, in un’intercettazione: “Fabio ha drogato il mercato. Anche Kulusevski o Chiesa che sono ottimi giocatori, ma quando li abbiamo comprati noi li abbiamo pagati troppo. Kulusevski aveva fatto cinque mesi in Serie A e l’abbiamo pagato 35 più 9 di bonus: sono 44”.

Inoltre, l’acquisto dello svedese viene nominato tra quelli “senza senso” dall’attuale d.s., insieme alle operazioni di Muratore, Romero e Demiral, mai dichiarate a bilancio. Dal 2018 al 2021,inoltre, Paratici poteva firmare su operazioni di massimo 50 milioni: “Se Fabio si svegliava la mattina e aveva mal di testa o beveva un bicchiere poteva firmare 20 milioni senza dirlo a nessuno. Era pericoloso. Il cappello sopra Fabio io l’avrei messo a sua tutela – Prosegue Cherubini – perché è campione del mondo, trequartista, numero 10… però viene valorizzato da chi gli dà equilibrio da sopra, che ogni tanto gliene stoppa uno di affare. Lui a un certo punto non aveva più questo filtro. Non agiva per la Paratici srl, ma per la Juve eh. Ha fatto un fuori giri! E ti ha portato a fare delle operazioni che in un contesto di normalità non puoi fare… Spinazzola-Pellegrini non puoi farlo”.

Inoltre, come dichiarato da lui stesso, Cherubini sarebbe andato in crisi: “Ho avuto delle sere che tornavo a casa e mi veniva da vomitare solo a pensarci. Mi sentivo che mi stavo vendendo l’anima perché ero complice di alcune cose”.

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