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Due campionati

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Due campionati

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Mai come quest’anno la Serie A è un campionato apertissimo. Lotta aperta su tutti i fronti, dallo scudetto all’Europa, fino alla salvezza. Tanti responsi che probabilmente saranno dati solo all’ultima giornata. Un’emozione che da tanti anni ormai non provavamo nel nostro calcio. Eppure, nonostante questo apparente equilibrio, è impossibile non notare una netta spaccatura che divide le due parti della classifica. La sinistra, dal primo al decimo posto, e la destra, dall’undicesimo all’ultimo. Due mini-campionati, mai troppo in contatto tra loro. Una netta cesura che ha caratterizzato la nostra Serie A, facendo sorgere anche alcuni interrogativi.

PARTE SINISTRA

La parte sinistra del campionato è quella che racchiude le migliori squadre della Serie A. Juve e Napoli in lotta per lo scudetto, il trio Roma, Lazio e Inter per la Champions; Atalanta, Milan, Fiorentina e Sampdoria per l’Europa League e la delusione Torino. 38 punti di distanza tra Juve e Toro, ma solo 20 tra la Roma e i granata. La vecchia signora e il Napoli hanno corso un circuito a sé, prendendo presto lo stacco dalle altre e ritrovandosi presto con un divario alle proprie spalle. Merito del gran gioco per la squadra di Sarri, più delle individualità e dell’abitudine a vincere per quella di Allegri. Per un anno c’è però qualcuno che tiene il passo di una Juve che, nonostante sia apparsa meno brillante del solito, dovrebbe chiudere con oltre 90 punti. Grande merito ai partenopei, comunque vada a finire.

Per un motivo o per l’altro non sono riuscite a fare quanto fatto dal Napoli, o anche qualcosa in meno, le tre squadre che seguono. Sorprende soprattutto la Roma, visto anche quanto fatto in Champions League. I giallorossi partivano sicuramente più attrezzati di Inter e Lazio, quasi al livello del Napoli. Difficile spiegare i 17 punti di distacco dagli azzurri, anche tenendo in considerazione le fatiche europee. Qualcosa in campionato non ha funzionato per gli uomini di Di Francesco, soprattutto tra le mura amiche. Ne hanno approfittato Inter e Lazio, che possono concorrere così per un posto Champions in più. Visto lo straordinario inizio forse gli uomini di Spalletti potevano fare di più, considerando anche l’assenza delle coppe. Difficile chiedere invece qualcosa in più alla squadra di Inzaghi, vera e propria sorpresa di questo campionato. Al momento le romane sono avanti in questa corsa Champions League, che probabilmente si deciderà all’ultima giornata, quando nerazzurri e biancocelesti si sfideranno all’Olimpico. Vede più vicino il traguardo la Roma, che tolta la Juventus in casa ha un calendario tutto sommato agevole. Con l’incognita Liverpool però da considerare.

Ancora più articolata la lotta per l’Europa League. Sembrava scontata la presenza del Milan, che anzi a un certo punto ha anche intravisto uno spiraglio per la Champions. Il crollo delle ultime giornate però ha risucchiato i rossoneri, che hanno addirittura perso il sesto posto. Posto soffiato dalla solita Atalanta, che conferma la grande annata appena passata. Senza le fatiche europee i nerazzurri hanno steccato di meno in campionato e sembrano lanciatissimi verso un nuovo anno in Europa League. I rossoneri hanno dalla loro anche la possibilità di conquistare un posto grazie alla finale di Coppa Italia, ma battere la Juventus non sarà facile e dovranno dunque guardarsi da Fiorentina e Samp. Dopo la reazione d’orgoglio seguita alla tragica morte di Astori i Viola si sono un po’ fermati, ma hanno tutte le intenzioni di dare battaglia. In caduta libera invece la Samp, che sembra una lontana parente di quella ammirata nel girone d’andata. Troppi i 7 punti che separano Milan e Toro per i granata che, sostanzialmente, sono tagliati fuori da questa lotta.

PARTE DESTRA

La parte destra del campionato è dominata da due squadre che hanno praticamente conquistato una salvezza tranquilla, senza patemi d’animo. Il Genoa a dire la verità era partito male, ma l’arrivo di Ballardini ha dato la scossa vincente. Sul filo della sufficienza il Bologna, trascinato da importanti individualità a una salvezza mai in discussione. Sotto alle due rossoblu inizia una carrellata di squadre che sono ancora in lotta per non retrocedere e che forse avrebbero meritato quasi tutte la cadetteria per quanto mostrato, o meglio non mostrato, in questa stagione.

Le ultime giornate hanno salvato un Sassuolo ampiamente insufficiente per ampi tratti del campionato. L’avvento di Iachini ha salvato la baracca, unito all’esplosione di Matteo Politano. Se i neroverdi possono essere salvati per il rotto della cuffia, le insufficienze arrivano con Cagliari e Udinese. Ben più attrezzate delle squadre più in basso, i due club hanno stentato per tutta la stagione, supportate solo da qualche individualità. Mai continui i sardi, paradossali i friuliani. Nemmeno i cambi in panchina hanno dato una svolta decisiva. Le due squadre probabilmente si salveranno, ma la strada imboccata non è di certo quella giusta.

La vera lotta salvezza inizia col Chievo, grande delusione di questo campionato. Gli uomini di Maran si sono arenati dopo un buon inizio, patendo sicuramente l’infortunio di Castro e l’appannamento di qualche big come Birsa. I gialloblu ora rischiano parecchio, anche perché Crotone e Spal alle loro spalle sono più agguerrite che mai. Calabresi e ferraresi hanno onorato al massimo questo campionato e si giocano una chiara chance di rimanere in massima serie. Comunque andrà, tanto di cappello a queste due squadre.

Meriti che sicuramente non vanno a Pecchia e al suo Verona. Folle la gestione del tecnico gialloblu, che ha prima accantonato l’uomo di maggiore esperienza, Pazzini, e ha poi stravolto talmente tante volte il suo undici da non riuscire mai a dare un’impronta riconoscibile. Nonostante l’orgoglioso girone di ritorno, bocciatura pesante anche per il Benevento, reo di essersi presentato ai nastri di partenza con una squadra nemmeno lontanamente all’altezza della Serie A.

COME UNIRE

Come unire questi due campionati? In un momento di profonde riflessioni sul calcio italiano, sarebbe forse da prendere in considerazione una diminuzione delle squadre partecipanti alla massima serie. Da 20 a 18, o addirittura a 16. Ci sarebbero meno partite da giocare, meno stanchezza e più competitività. Tagliando ad esempio le ultime quattro squadre di questo campionato la lotta salvezza coinvolgerebbe anche il Bologna, se non il Genoa. Con due o quattro squadre andrebbero via anche i punti conquistati contro queste, ne consegue una disposizione minore in generale di punti e quindi una minore possibilità di ampi divari.

Più sfide importanti ed equilibrate, meno squadre cuscinetto che già a febbraio sono fuori da tutto. Quest’anno il campionato si è rivelato equilibrato, ma da almeno 7-8 anni non accadeva questa cosa. Questa stagione non deve gettare fumo agli occhi, ma rendere consapevoli ancora di più del grave squilibrio che contrassegna il campionato italiano. Forse diminuire il numero di squadre non è la soluzione, ma è sicuramente una misura che può rivelarsi efficace.

Godiamoci dunque questo finale scoppiettante, ma senza dimenticare che al campionato italiano serve una scossa. Perché non è pensabile giocare due campionati divisi. Perché non è pensabile che tra prima e terza ci siano 18 punti. Perché non è pensabile che una squadra perda 14 partite consecutivamente, e una che ne perde 11 di fila probabilmente riuscirà a mantenere la categoria. Perché al calcio italiano serve una profonda scossa.

Coppa Italia

Pronostico Fiorentina-Parma, statistiche e consigli per la partita

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Pronostico Fiorentina-Parma

PRONOSTICO FIORENTINA-PARMA, STATISTICHE E CONSIGLI PER LA PARTITA – Mercoledì 6 dicembre, alle ore 21:00, la Fiorentina incontra il Parma per gli ottavi di finale di Coppa Italia, in un match che può nascondere insidie. Scopriamo, dunque, il pronostico per la partita insieme a qualche statistica e qualche consiglio per gli scommettitori.

COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE

Partiamo dai padroni di casa. La Fiorentina ha vissuto tanti alti e bassi nell’ultimo periodo, con alcune cadute evitabili, come contro l’Empoli, ma anche vittorie prestigiose, come quella di Napoli. La squadra di Italiano si è imposta nel corso dell’ultima giornata per 3-0 contro la Salernitana e ha preparato al meglio la partita di Coppa Italia. Vedremo se la preparazione sarà ripagata anche dal verdetto del campo.

Il Parma viene da sei vittorie in otto partite nell’ultimo mese. Gli uomini di Pecchia procedono spediti verso la risalita nel massimo campionato e si trovano, ad oggi, a pari punti – 33 – col Venezia. Gli emiliani stanno facendo molto bene e ora sognano anche i quarti di finale di Coppa Italia, un risultato che sarebbe importantissimo per il loro morale. In mezzo c’è la Viola, che avrà tutte le intenzioni di battere i crociati.

IL PRONOSTICO DI FIORENTINA-PARMA

Per quanto sulla carta l’esito sembri scontato e i pronostici siano tutti a favore della Fiorentina, spesso la Coppa Italia ha regalato sorprese. Attenzione, dunque, al Parma, che vorrà fare uno scherzetto agli avversari. Per questo, non consigliamo alcun segno fisso, bensì una giocata sul numero complessivo di gol. Il pronostico che potrebbe essere meno rischioso e pagare di più è il MULTIGOL CASA 2-4, in quota 1.62. Benché l’esito finale non sia scontato, la Viola, infatti, potrebbe andare a segno più volte, data la tendenza dei giocatori di Italiano a tenere palla. In alternativa, anche il segno GOL, quotato, invece, 1.75 sui principali bookmakers, potrebbe essere fruttuoso, dato che entrambe le squadre sono decisamente inclini al gol.

PROBABILI FORMAZIONI

Fiorentina (4-2-3-1): Christensen; Kayode, Martinez, Ranieri, Parisi; Mandragora, M.Lopez; Ikone, Barak, Sottil; Nzola. All. Italiano

Parma (4-3-2-1): Chichizola; Delprato, Osorio, Circati, Di Chiara; Bernabé, Hernani, Estevez; Mihaila, Man; Benedyczak. All. Pecchia

 

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ESCLUSIVE

ESCLUSIVA – L’agente di Ikwuemesi: “Si sta adattando alla Serie A, la Salernitana sta lavorando nella giusta direzione”

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La Salernitana sta affrontando un periodo delicato, in piena lotta per la permanenza in Serie A. Nell’ultima giornata di campionato, i granata sono usciti sconfitti dal Franchi perdendo 3-0 contro la Fiorentina. Nonostante la sconfitta anche abbastanza netta, però, i campani sono reduci da un momento anche abbastanza positivo. A risollevare il morale infatti sono il pareggio preziosissimo in casa del Sassuolo e, soprattutto, la prima vittoria in campionato arrivata all’Arechi contro la Lazio.

Uno dei volti di quest’ultimo periodo in casa Salernitana, è sicuramente Chukwubuikem Ikwuemesi. Arrivato quest’estate dagli sloveni del Celje, l’attaccante nigeriano sotto la gestione Inzaghi sta trovando spazio ed anche i primi gol della sua avventura italiana. Per scoprirne di più sul classe 2001, noi della redazione di Numero Diez abbiamo intervistato Thaddeus Kennedy Idama, agente del calciatore facente parte del KCG Sporting Management.

Di seguito, la nostra intervista ESCLUSIVA.

L’INTERVISTA ESCLUSIVA A THADDEUS KENNEDY IDAMA, AGENTE DI IKWUEMESI

Parto chiedendole la sua opinione sul momento attuale di Ikwuemesi alla Salernitana.

“Sta provando a dare il massimo. Essendo calciatore giovane, che proviene da un campionato non molto noto in Europa, sta cercando di adattarsi. Credo farà meglio sul lungo termine”.

Crede che la Salernitana riuscirà a centrare l’obiettivo salvezza?

“Siamo in attesa di scoprirlo, perché la Salernitana è una buona squadra, staff e dirigenti hanno il compito di gestire la situazione e lo stanno facendo molto bene. Il club non sta ottenendo il miglior risultato, ma spetta all’organismo che lo rappresenta fare la cosa giusta. Credo siano nella giusta direzione“.

Di recente Ikwuemesi ha segnato il suo primo gol in Serie A, contro il Sassuolo. Quali sono state le sensazioni a riguardo?

È stato un bel momento. A Sassuolo erano partiti molto bene, andando in vantaggio per 0-2. È stato comunque un buon risultato per la squadra. È un momento in cui hanno ripreso il controllo e hanno realizzato di poter tornare ad una situazione normale. Io so che chi è ai vertici della società sta facendo molto per assicurarsi di mettere i calciatori sulla buona strada. Poi vincere le partite (contro la Lazio, n.d.r.) è un sollievo per la squadra“.

Con l’arrivo di Inzaghi in panchina sembrerebbe esserci stata una svolta: 5 presenze da titolare e 2 gol in 7 partite. Com’è il rapporto con il tecnico granata?

“Gli dico che dipende tutto dall’impostazione professionale. Il ragazzo è un professionista e conosce i suoi obblighi in campo. L’allenatore è stato un professionista di altissimo livello da calciatore. Sono contento perché metterà Ikwuemesi nelle condizioni migliori e lo preparerà per le partite. Inzaghi è stato un giocatore di punta, un top player. Quando giocava, ai suoi tempi, io tifavo la Juventus e lo guardavo tanto. L’ho guardato tanto all’Atalanta quando ha segnato 15 gol in Serie A prima di trasferirsi alla Juventus. Quindi lo conosco molto bene. Quando un’ex attaccante allena il tuo calciatore, che è anche lui un attaccante, secondo me è una cosa positiva. Sono felice di vedere Inzaghi fare le cose giuste da allenatore. Poi il calciatore ha l’obbligo di rispettarlo. È questa la sua responsabilità quando scende in campo”.

Tornando invece alla trattativa che ha portato Ikwuemesi alla Salernitana: com’è nata? Ci sono retroscena?

“Per me non c’è stato nessun aspetto negativo. Eravamo tutti d’accordo nel fargli accettare questa nuova sfida. Sapevamo che non sarebbe stato facile, ma quando un giocatore focalizza la mente su qualcosa è possibile. Quindi io penso che abbia deciso di andare in Serie A e noi, dopo, siamo andati a cogliere la sfida. Sapevamo che fosse  piuttosto impegnativa, ma finora tutto bene. Si abituerà a questa situazione e, a lungo termine, otterrà risultati”.

Qual è invece il sogno per il futuro?

“Ogni giocatore ha un sogno per il futuro. Noi li lasciamo a loro. Lui ha l’ambizione di diventare un top player, di giocare club famosi. Al momento siamo concentrati prima sulla Salernitana, e poi dopo lui pensa al suo meglio. Poi lasciamo che il futuro svolga il suo ruolo”. 

Fonte immagine in evidenza: profilo Instagram kcg_project

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Thauvin torna protagonista e si confessa: “Andai a giocare in Messico perché soffrivo di depressione”

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Thauvin

Un gol e un assist nelle ultime due partite per Florian Thauvin, indubbiamente uno degli uomini di maggior classe e talento a disposizione di Cioffi. La missione salvezza, in questa stagione, non sembra scontata come in altre annate per l’Udinese, che dovrà affidarsi anche (e non poco) al sinistro del francese, campione del mondo nel 2018. Neanche il più grande trionfo immaginabile nella carriera di un calciatore può però colmare i demoni interiori di una persona, come ammesso da Thauvin nel corso di un’intervista a Canal+.

DEPRESSIONE – Tre mesi prima di lasciare l’Olympique Marsiglia andai da una persona specializzata su consiglio di alcuni amici, che mi ascoltò e mi fece scoppiare a piangere. In quel momento capii di non stare bene. Ero nella fase iniziale ma già accertata di depressione. Per quello poi decisi di andare in Messico, per stare più tranquillo e avere meno pressioni nel giocare da parte di tifosi e media”.

UN PASSO INDIETRO – “Atleticamente mi sentivo al meglio, ma dal punto di vista mentale ero a pezzi. Quando questa persona mi ha fatto rendere conto della mia situazione, ho deciso che era meglio fare un passo indietro per la mia serenità. Per questo poi scelsi di andare a giocare al Tigres, in Messico”.

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Furia De Laurentiis dopo Napoli-Inter: telefonate alla Federcalcio per protestare

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De Laurentiis

Il Napoli, dopo un inizio di campionato altalenante e l’esonero di Garcia, ci si aspettava un cambio di rotta imminente. Occasione sfumata nel match di ieri giocato al Maradona contro l’Inter, perdendo per 3-0. Tuttavia secondo quanto riportato da Il Mattino, De Laurentiis sembrerebbe essersi infuriato al punto da chiamare la Federcalcio e l’AIA per protestare, riguardo la direzione gara con i nerazzurri. La scelta di non far presentare Mazzarri ai microfoni, prediligendo silenzio totale, sarebbe stata proprio la sua, dopo aver accerchiato il direttore di gara nel tunnel per cercare di ottenere delle spiegazioni, invano.

Gli episodi che avrebbero scatenato l’ira del patron partenopeo sarebbero due. Il primo per un mancato rigore concesso per un presunto fallo di Acerbi su Osimhen. Il secondo a causa della decisione di non annullare il primo gol di Calhanoglu per un fallo in precedenza di Lautaro su Lobotka.

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