Non si può certo dimenticare l’incredibile stagione dell’Ajax di Erik ten Hag, che nel 2018-19 sfiorò l’impresa, venendo eliminata in semifinale a 20 secondi dal termine della gara di ritorno. Quella formazione, che partì dai preliminari e arrivò a sfidare il Tottenham dopo aver eliminato Real Madrid e Juventus, mise in mostra grandissimi talenti, coadiuvati da giocatori più esperti. A giovani di assoluto livello come De Ligt e De Jong , infatti, si affiancavano i più rodati Blind, Schöne e, soprattutto, Dušan Tadić. Il fantasista serbo, acquistato in estate dal Southampton, si rese protagonista di una stagione eccezionale in un ruolo del tutto inedito per lui, il falso nueve, e chiuse l’annata con 38 gol e 23 assist in 56 partite.

L’esultanza dell’Ajax sotto il settore ospiti dell’Allianz Stadium, dopo la vittoria nel ritorno dei quarti di finale di Champions League 2018-19 (Fonte: profilo IG dt10_official)

ESORDI E PRIMO PASSAGGIO IN TERRA OLANDESE

Dušan Tadić nasce il 20 novembre 1988 a Bačka Topola, in quella che era allora la Jugoslavia, e  muove i primi passi nel calcio proprio nella squadra della sua città. A 14 anni il ragazzo si mette in mostra e passa tra le file del Vojvodina con cui esordisce a 17 anni in prima squadra. Lentamente comincia a costruirsi il suo spazio, dando dimostrazione di tutte le sue qualità nella linea dei trequartisti e migliorando di stagione in stagione. Dopo l’annata 2009-2010, in cui mette a segno 11 gol e fornisce 9 assist in 29 partite, per lui si aprono le porte dell’Europa, e a scommettere su di lui è il Groningen, in Olanda.

Come spesso capita per tanti giocatori di talento, l’Olanda rappresenta lo step intermedio prima del grande salto nei maggiori campionati d’Europa. Dušan, acquistato per poco più di un milione di euro, si integra subito, giocando come ala sinistra ed evidenziando soprattutto una grande propensione a fornire il passaggio decisivo ai compagni. Sono ben 32 gli assist in due stagioni, che uniti ai 14 gol portano il Twente a investire 5,5 milioni di euro per il suo cartellino.

Tadić trascorre altre due annate di grande continuità, in cui mette a segno 28 gol e fornisce 36 assist svariando su tutta la linea dei trequartisti. Il ragazzo entra anche stabilmente nel giro della nazionale serba, brillando anche per la sua duttilità: il suo ruolo di base è l’esterno sinistro, ma la sua caratteristica principale è la grande tecnica. Questa, unita ad una discreta velocità in campo, lo rende adattabile anche sulla fascia opposta o come fantasista centrale.

Fonte: profilo TW @Tadic_official

IL SALTO IN PREMIER LEAGUE

Nell’estate del 2014 finalmente ci siamo. A 25 anni Tadić è pronto al grande salto e arriva il passaggio in Premier League, al Southampton. I Saints investono 14 milioni di euro per lui, su volere dell’allora tecnico Ronald Koeman, che da olandese conosce bene le qualità dei giocatori provenienti dalla sua patria. Il serbo parte subito bene, ritagliandosi un posto nello schieramento tipo dell’allenatore e la squadra arriva al settimo posto in classifica. I numeri sono scesi rispetto alle stagioni nei Paesi Bassi, anche a causa della maggior fisicità del torneo, ma le qualità sono sempre cristalline.

Ciò che inizia a intravedersi, tuttavia, è quella caratteristica tipica di tanti fantasisti slavi: Dušan è ondivago, fatica a trovare continuità di rendimento, pur godendo della stima di Koeman. A volte “accende” la partita con una giocata da fuoriclasse, poi sparisce dal campo. Alterna ottime prestazioni a partite in cui sembra il fantasma di sé stesso. Anche nelle tre stagioni seguenti il rendimento rimane pressoché lo stesso. Dušan si distingue per la consueta duttilità, che lo porta persino a giocare come seconda punta e, sporadicamente, come centravanti, ma col passare del tempo il suo spazio in campo diminuisce sempre di più, proprio a causa della sua incostanza.

Fonte: profilo FB Dušan Tadić

IL RITORNO IN OLANDA E LA DEFINITIVA ESPLOSIONE

Tadić sembra aver perso l’occasione per dare sfoggio delle sue qualità, sembra destinato ad un futuro da giocatore incompiuto. Nell’estate 2018 decide infatti di fare, sulla carta, un passo indietro. Torna in Olanda, ma questa volta con un bagaglio d’esperienza diverso, che lo rende appetibile al club più quotato, l’Ajax. I Lancieri lo acquistano per la cifra di 13,7 milioni di euro e la mossa si rivela incredibilmente azzeccata per tutti.

Il serbo si integra perfettamente nel progetto di ten Hag, basato tutto sulla tecnica e la velocità, che ne esalta completamente le caratteristiche schierandolo come riferimento offensivo, con libertà di movimento. Nel contesto di quello spumeggiante Ajax, proprio quando sembrava avviarsi verso la fase discendente della carriera, ecco finalmente venir fuori il fuoriclasse. Dušan disputa una stagione clamorosa, la cui immagine più nitida è sicuramente la ruleta al Bernabeu, nella partita chiave di quella stagione. In quel 4-1 sul terreno di gioco del Real Madrid, il fantasista sale in cattedra con due assist e un gol, guidando i suoi all’estromissione dalla Champions League della formazione che aveva vinto le tre precedenti edizioni. Con i Lancieri, in quella stagione, arriva ad un passo dalla finale della massima competizione europea e conquista Eredivisie e Coppa d’Olanda.

 

LA CONFERMA DELLA MATURITÀ RAGGIUNTA

Oggi Tadić si continua a dimostrare un perno dell’Ajax, di cui è diventato il capitano, nonostante le tante partenze. Ormai ha raggiunto quel livello sul campo che sembrava stesse sfumando, quasi come se il destino volesse, in fondo, regalargli la possibilità di dimostrare chi fosse veramente. Nella stagione passata, che in Olanda si è conclusa anticipatamente a causa della pandemia, Tadić ha brillato nuovamente in Eredivisie, mentre ha fatto più fatica a mettere in campo la sua qualità in Champions League. Nessun gol nel girone ed eliminazione rocambolesca dei suoi: sicuramente non una coincidenza (anche perché quando ha assistito i compagni sono arrivate solo vittorie).

La stagione 2020-21 si è aperta nel segno delle due precedenti. Il serbo è tornato nel suo ruolo originario di ala sinistra con possibilità di svariare, anche a causa dell’esplosione di Lassina Traoré, ma i numeri sono decisamente ottimi. Addirittura, il serbo ha migliorato lo score in Champions, avendo già messo a segno 2 reti, con un assist, nelle prime tre gare. L’obiettivo è sempre lo stesso: guidare i talentuosi giovani verso l’esplosione definitiva, continuando a stupire.

Fonte: profilo IG @dt10_official