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La definitiva esplosione di Dusan Vlahovic

Il weekend di Serie A appena terminato verrà ricordato per aver definitivamente consacrato Dusan Vlahovic come uno dei maggiori prospetti del calcio europeo. L’attaccante serbo, ventuno anni compiuti da poco, con la tripletta in casa del Benevento nei primi quarantacinque minuti ha raggiunto quota dodici centri stagionali. Grazie a questo risultato, è diventato il primo classe 2000 nella storia del campionato italiano ad essere così prolifico. Ha superato Kulusevski che nella passata stagione si era fermato a dieci gol. In Europa meglio di lui per numeri solo Haaland, Kean e Gouiri, altri tre fenomeni che animeranno il calcio europeo nel prossimo decennio.

TRE GOL DA VERO BOMBER

Delle tre reti messe a segno allo stadio Vigorito, le prime due dimostrano come il giovane serbo sia un autentico rapace d’area. Sugli sviluppi di un cross deviato è lui il più veloce a prevedere la traiettoria del pallone. Dopo appena otto minuti i toscani sono già avanti. Al 26′ sfrutta una mischia in area per segnare la sua doppietta personale e portare il risultato sullo 0-2. Allo scadere della prima frazione di gioco, ecco la prodezza che non ti aspetti da un attaccante così giovane. Dopo il rinvio di Dragowski, il serbo esegue un controllo palla difficilissimo. In marcatura c’è Glik (non l’ultimo arrivato) ed è spalle alla porta. Ha la prestanza fisica per girarsi, sbarazzarsi dell’avversario e pennellare dai venticinque metri un sinistro a giro sotto l’incrocio. L’incolpevole Montipò non può fare altro che guardare la palla entrare. Possiamo dire che in quarantacinque minuti il ventunenne abbia dimostrato anche ai più scettici il suo talento. Dusan Vlahovic è un attaccante che non basa il suo gioco nella sola presenza in area di rigore, ma anche in giocate lontano dalla porta.

LE ORIGINI DI VLAHOVIC IN MAGLIA VIOLA

Facciamo un passo indietro. Febbraio 2018: la Fiorentina acquista dal Partizan Belgrado, rinomata fucina di talenti, il diciottenne Vlahovic per quasi due milioni di euro. L’idea è di inserirlo nella formazione primavera per la stagione successiva. Il 21enne dimostra fin da subito doti superiori alla media e, nell’anno dell’approdo in Italia, stabilisce subito due record storici per la Viola. Il 25 settembre 2018, in occasione di Inter-Fiorentina, è il primo 2000 ad esordire da subentrante tra i toscani. Nemmeno tre mesi dopo, il 9 dicembre, partendo titolare diventa anche il primo 2000 a giocare dall’inizio con la Fiorentina. Nella stagione 2018-2019 ha anche vinto con la Primavera la Coppa Italia, di cui è stato il capocannoniere. Il primo anno è solo l’inizio di una brillante carriera.

DAI PRIMI GOL IN SERIE A AL RENDIMENTO CON PRANDELLI

Nella stagione successiva, iniziata sotto la guida di Vincenzo Montella, ma terminata con Beppe Iachini, il serbo in trenta presenze segnerà sei reti, di cui due doppiette. Negli occhi di tutti rimane certamente il bellissimo gol siglato al Franchi contro l’Inter quasi allo scadere. Dopo uno scatto di cinquanta metri, complice la non perfetta marcatura di Skriniar, riesce ad entrare in area e a superare Handanovic con il suo solito sinistro. La stagione 2019/2020 per la Fiorentina fu anche condizionata dai numerosi cambi fatti nel reparto offensivo. Tre giovani attaccanti come Kouame, Cutrone e lo stesso Vlahovic si giocarono il posto da titolare, senza mai aver la possibilità di godere della totale fiducia dell’allenatore. Le cose cambiano dopo l’esonero di Iachini, al termine della settima giornata dell’attuale stagione. Il presidente Commisso sceglie il romantico ritorno di Cesare Prandelli che dimostra subito di voler giocare tutte le sue carte con il giovane serbo. E così, nel mercato di gennaio, Cutrone è costretto a fare le valigie. Il suo sostituto è il russo Kokorin che, però, anche per merito del pupillo di Prandelli, non ha ancora avuto la possibilità di dimostrare il suo indiscutibile talento. Dusan Vlahovic, nella sola gestione dell’ex allenatore della Nazionale, ha già segnato più che nel precedente anno e mezzo. La sensazione è che non abbia nessuna intenzione di fermarsi e tutte le speranze dei tifosi ora vertono su di lui, il nuovo idolo di una città abituata a grandi campioni.

(Fonte immagine in evidenza: profilo IG @acffiorentina)

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