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Mai visto così

Mai visto così

Un attaccante moderno. Un centravanti di quelli che non si gioca mai in 10. Freddezza e cattiveria per buttarla dentro; utilità e contributo anche fuori area nel gioco della squadra. Un 9 che ogni allenatore desidera. Un Edin Dzeko che così, in Italia, non si era mia visto. Nonostante qualche critica di troppo.

MEGLIO DI FRANCESCO

Anche meglio di un anno fa. Con Spalletti. Con i 29 gol in Serie A e il titolo di capocannoniere. Nella sua miglior stagione da professionista numeri alla mano. Lontano ormai è il fantasma della prima stagione italiana.

Dopo sette giornate con Di Francesco i gol sono 7 in 6 presenze (la Roma deve recuperare il turno contro la Sampdoria a Marassi). Con Spalletti dopo lo stesso numero di giornate un gol in meno e – ovviamente – una presenza in più. E i primi approcci con l’ex tecnico del Sassuolo non sembravano idilliaci:

L’anno scorso ho fatto tanti gol ma quest’anno sarà più difficile. Si sente la mancanza di Totti, così come quella di Salah, che giocava vicino a me. Anche Nainggolan agiva più vicino, ora sono tutti più distanti

Affermazioni che trovava largo dopo lo 0-0 in casa con l’Atletico Madrid dominatore della gara a vedere le occasioni. Presunta solitudine. Il cambio di modulo, il passaggio al 4-3-3, denunciata causa di isolamento del bosniaco. Troppo solo per  poter soddisfare la fame di gol e ripetere o quantomeno avvicinarsi allo score della passata stagione.

L’addio di Salah e i suoi 10 assist della passata stagione che ne hanno garantito il titolo di miglior assistman della Serie A insieme a Callejon, ad oggi è ancora stato degnamente sostituito. Né da Defrel né tantomeno da Schick – oggetto fin qui misterioso. E i Curricula Vitae dei due neo giallorossi non prospettano un Salah-bis almeno sul piano assist. Caratteristiche e ruolo naturale a priori darebbero ragione allo sfogo di Dzeko post Atletico Madrid.

Sfogo, forse, con argute e biforcute battute dirette a Di Francesco e al nuovo modus operandi in campo. Sfogo seguito subito dalla replica del mister

A volte a caldo si dicono cose che non si dovrebbero dire. Il suo sfogo è stato sbagliato, ma poi lo ha capito, perché è una persona intelligente. A me sicuramente non sono piaciute le sue parole e sono state chiarite però credo che Edin si debba mettere ancora di più a disposizione della squadra, il resto verrà di conseguenza, perché in questo modo tutto diventerà più facile e lui tornerà a fare gol facilmente.

Smorzare i toni ma senza “mandarle a dire”. Nessun conflitto interno, solo spiegazione e anticipo di ciò che verrà.

Infatti – come per gioco del destino – proprio da quello scambio di battuta e risposta si è invertito il trand della stagione del bosniaco. Da quel momento – e dopo il gol nella sconfitta contro l’Inter – non si è più fermato. Verona, Benevento, Udinese, Milan. Sempre a segno nelle quattro partite. Due doppiette con le due neo-promosse e il timbro anche nella trasferta europa in Azerbaigian contro il Qarabag.

E con il gol al Milan fanno 23 gol nelle ultime 23 di Serie A. Nessuno come lui. Quest’anno forse mediatamente ancora all’ombra di un Dybala fuori da ogni statistica; inizialmente oscurato – anche dopo il confronto diretto – dallo straripante Icardi ora inaspettatamente in rallentamento. Coperto anche dal solito Mertens e dal sempre più decisivo Immobile. Dzeko immeritatamente non celebrato più di tanto, silenziosamente ritornato a galla dopo un inizio di campionato in tetre profondità. Paradosso visti i suoi numeri fin qui che, proporzionalmente, ne annuncerebbero una stagione anche migliore dell’anno scorso.

NON SOLO NUMERI

L’ultima gara contro il Milan ha dimostrato ancora di più l’importanza di Dzeko per i giallorossi. Certo, quella di San Siro non è stata sicuramente la miglior partita dei giallorossi a livello di prestazione complessiva. Ma al 90esimo tanto vale se il risultato recita 0-2 contro una preannunciata diretta concorrente per la Champions League. I classici tre punti che a fine stagione “possono valerne il doppio”. In una trasferta ostica, almeno fino al gol dell’1-0 che ha spianato la strada e “ammazzato” i rossoneri, Dzeko si è rivelato importantissimo ma anche centrale non solo nella mera economia della partita ma interamente nel gioco di Di Francesco. Spessissimo chiamato in causa anche fuori dall’area di rigore, altrettanto spesso pronto ad abbassarsi a prendere palla, attirare i centrali del Milan su di sé, e favorire l’inserimento – tra gli altri – di Nainggolan come nell’occasione del 2-0 di Florenzi.

E pensare che in estate tanto si era scervellati Di Francesco per trovarne un degno erede e vice da garantirgli riposo vista la lunga stagione giallorossa. Prima il lungo cercato Defrel – più falso-vice Salah in queste prime giornate – ma presto per stessa ammissione del mister prossimo al vero dirottamento al centro dell’attacco. Poi Schick – probabilmente prossimo vero vice Salah – però ancora assente dalle parti dell’Olimpico se non per un’apparizione di 15 minuti contro il Verona.

Due nomi che garantirebbero fiato e riposo al bosniaco. Ma finché ci sarà un rendimento così,  Di Francesco lo dovrebbe far accomodare in panchina…

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