Etichettato da anni come “il campionato minore” dei big 5 europei, il calcio francese si è preso la sua rivincita più grossa. In uno degli anni più anomali della storia della Champions League, la Ligue 1 si ritrova in semifinale con due compagini delle tre inizialmente qualificate. Sarebbe errato però etichettare questo successo del comparto francese come frutto del nuovo sistema della competizione e dei calendari nazionali. Perchè la Ligue 1, da più di un decennio, forma ed esporta talenti di livello mondiale, secondo una mentalità ed una formamentis che da anni si richiede anche al calcio di casa nostra. Lo stesso Kylian Mbappé, subito dopo la vittoria del Lione ai danni del Manchester City, si è congratulato su Twitter con l’OL. Una sorta di rivendicazione partita da un campione del mondo, per dire che non si tratta di un campionato “amatoriale”.

I MOTIVI DI UNA CONSIDERAZIONE “INCORRETTA”

Ma perché allora la Ligue 1 non ha mai goduto di una vera e propria considerazione a livello europeo? Innanzitutto, per l’unico titolo portato a casa a livello europeo, quella Champions League 1992-1993 vinta dal Marsiglia contro il Milan a Monaco di Baviera. In secundis, per il fatto di esser stata, molto spesso, un campionato a senso unico per la vittoria finale. Il campionato francese ha vissuto quattro grandi periodi di strapotere: quello del Saint-Étienne (dal 1963 al 1976 ben 8 titoli), quello del Marsiglia (dal 1988 al 1992, 4 titoli), quello del Lione (dal 2001 al 2008 7 titoli) e quello del Paris Saint-Germain (dal 2012 al 2020 7 titoli). Più un campionato è scontato, meno sarà l’interesse che esso riceverà.

1992/93: French first for Marseille | UEFA Champions League | UEFA.com

In Francia spesso il dominatore assoluto è conosciuto prima dell’inizio della competizione: ciò porta spesso ad una sorta di negligenza dello spettatore verso tutti gli altri aspetti positivi della lega. Ci sono poi altri due fattori: il rendimento delle squadre francesi in europa, spesso altalenante, ha portato a pensare che la Ligue 1 non sia sufficientemente “allenante” per i ritmi europei. Anche il poderoso PSG, da anni alla caccia del titolo, ha sempre avuto qualche mancanza dal punto di vista dell’esperienza o della tenuta fisico-mentale.

A ciò, il divario tra prima e seconda divisione, soprattutto dal punto di vista economico e di strutture, ha creato una sorta di limbo tra le compagini abituate alla Ligue 1 e quelle che lottano ogni anno per evitare la retrocessione. L’unica a rompere l’incantesimo fu il Montpellier, che vinse storicamente il titolo nel 2012 dopo soli tre anni dal ritorno in prima divisione.

LE MIGLIORI CAMPAGNE EUROPEE DELLE FRANCESI

Delle tante compagini francesi che hanno partecipato alle competizioni europee, ci sono alcuni momenti che meritano, più di altri, di essere messe in evidenza. Il primo è in assoluto la finale del 2003-2004, quella in cui il Monaco delle meraviglie guidato dal trio Ludovic Giuly, Jerome Rothen e Fernando Morientes fu fermato soltanto dal Porto di un giovane Josè Mourinho nella finale di Gelsenkirchen.

Il secondo fu la Champions League del 2009-2010: trainato da Lisandro Lopéz e Michel Bastos, il Lione giunse in semifinale dopo aver sconfitto il Real Madrid agli ottavi ed i “cugini” del Bordeaux ai quarti. La prima grande cavalcata europea.

Il terzo è invece rappresentato dall’ottima campagna in Champions League 2016-2017 del Monaco di Leonardo Jardim: con un Kylian Mbappé in piena rampa di lancio, i monegaschi giunsero sino in semifinale, venendo poi sconfitti dalla Juventus ma togliendosi la soddisfazione di battere Manchester City e Borussia Dortmund nei turni precedenti.

L’ultimo momento, il più recente, è invece rappresentato da una partita piuttosto che da una “cavalcata”: il Rennes, nel 2018-2019, si rivelò come una delle squadre più pimpanti di tutta l’Europa League, capace di far fuori il Real Betis ai sedicesimi di finale e di sconfiggere l’Arsenal in casa per 3-1. Battere una squadra inglese con ritmo e gioco sembrava un’impresa impossibile sino a qualche anno prima, ed invece si concretizzò in Bretagna. Un presagio dell’ottimo livello raggiunto dalle squadre francesi che forse in pochi hanno saputo cogliere.

Foto di copertina profilo IG @ol