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Il punto della situazione: Eastern Conference, Central Division

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Il punto della situazione: Eastern Conference, Central Division

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Team Numero Diez

Chicago Bulls

In entrata: Ryan Arcidiacono (PG), Antonio Blakeney (G), Kris Dunn (PG), Justin Holiday (G), Zach LaVine (G), Lauri Markkanen (F), David Nwaba (G)

In uscita: Jimmy Butler (G), Isaiah Canaan (PG), Michael Carter-Williams (PG), Joffrey Lauvergne (C), Anthony Morrow (G), Rajon Rondo (PG).

Voto 5,5

A Chicago è ora di rifondare (e l’avevamo capito da un pezzo) ma la trade di Butler con Minnie lascia un po’ perplessi. I Timberwolves hanno praticamente offerto lo stesso pacchetto dell’anno passato con due sostanziali differenze: la scelta poi è diventata Kris Dunn e Kris Dunn oggi vale molto poco, dopo una stagione da rookie non certo all’altezza del suo talento. Poi, Zach LaVine era un buonissimo asset l’anno scorso ma un giocatore così atletico che si rompe i legamenti del ginocchio è un rischio molto alto in sede di trattativa. Terzo punto: Markkanen (con tutto che non ha fatto nemmeno un workout con i Bulls ma comunque gli scout della franchigia dell’Illinois avranno fatto bene i loro conti durante la stagione NCAA) potrebbe essere un ottimo fit nel sistema di Hoiberg a livello offensivo ma dietro rischia di essere tremendamente inefficace, soprattutto se non si riuscisse a trovare un intesa di massima con Robin Lopez. Inoltre, la settima per il findalndese arriva come un semplice trade up visto che Minnie ha incassato la sedici assieme a Butler . Forman ha giustificato questa scelta come “abbiamo praticamente scelto per tre anni in lottery” (riferito alle pick di LaVine due anni fa e Dunn l’anno scorso) ma si poteva fare meglio, soprattutto riguardo a quella sedicesima che avrebbe fatto comodissimo per allargare un po’ le spaziature di una squadra claustrofobica. Detto questo, rebuilding e rebuilderemo, Wade probabilmente farà le valigie a fine anno, Butler è andato, Rondo è andato, MCW è andato. Queste sono belle notizie.

https://www.youtube.com/watch?v=ErYtpLIRhNI

Cleveland Cavaliers

In entrata: José Manuel Calderón (PG), Jeff Green (F), Cedi Osman (F), Derrick Rose (PG).

In uscita: Dahntay Jones (G), James Jones (G), Walter Tavares (C), Deron Williams (PG), Derrick Williams (F).

Voto 7

In attesa di capire che fine farà Irving, i Cavaliers rafforzano con un certosino “labor limae” i difetti del roster che è ormai da 3 anni in cima alla Eastern Conference. Rose è un’ottima presa a quattro soldi, perfetto come backup di Kyrie ed un sicuro upgrade di uno spento Deron Williams, Calderòn dà profondità aggiuntiva allo spot di PG, Green è un’altra ala che quando vuole può portare punti pesanti dalla panchina ed un po’ di spaziature che male non fa, Osman è uno di quei giocatori che potrebbe stabilmente rimanere in NBA, anche se il suo impatto nell’immediato sarà plausibilmente limitato. Falliti gli esperimenti Tavares e Derrick Williams, Cleveland ha fatto un bel lavoro con i pochi strumenti a disposizione.

Detroit Pistons

In entrata: Avery Bradley (G), Langston Galloway (G), Luke Kennard (G), Luis Montero (G), Eric Moreland (C), Landry Nnoko (C), Anthony Tolliver (F), Derek Willis (G).

In uscita: Aron Baynes (C), Kentavious Caldwell-Pope (G), Darrun Hilliard (G), Marcus Morris (F), Beno Udrih (G).

Voto 6

La trade con una Boston in crisi di spazio salariale garantisce a Detroit una delle guardie più forti della Lega ad un prezzo di saldo. Bradley porta un buon quantitativo di opzioni offensive e soprattutto una difesa granitica sugli esterni avversari. A livello economico poi, meglio offrire un max ad Avery l’anno prossimo piuttosto che a Caldwell-Pope quest’anno. Per il resto giocatori in cerca di gloria e scommesse con un allenatore quasi feroce con i giocatori giovani e l’asse Drummond-Jackson ancora a pascolare per il palazzo di Auburn. C’è ancora molto da lavorare ma almeno il primo problema è stato risolto brillantemente.

Indiana Pacers

In entrata: Ike Anigbogu (C), Bojan Bogdanovic (G), Darren Collison (PG), Cory Joseph (PG), T.J. Leaf (F), Victor Oladipo (PG), Domantas Sabonis (C), Edmond Sumner (PG), Damien Wilkins (G).

In uscita: Lavoy Allen (F), Aaron Brooks (PG), Rakeem Christmas (C), Monta Ellis (G), Paul George (F), C.J. Miles (G), Georges Niang (F), Kevin Seraphin (C), Jeff Teague (PG).

Voto 4

Larry Bird lascia il posto da GM preso da Kevin Pritchard. La prima mossa di Pritchard da GM è mettere la firma su una delle trade più imbarazzanti degli ultimi 10 anni. Va bene che George è in scadenza ma piuttosto che caricarsi il pessimo contratto di Oladipo meglio perderlo da free-agent. Sabonis non vale il disturbo e per mettere in equilibrio questo obrobrio servirebbero almeno un paio di scelte in Lottery. Ora, Oladipo torna a Est dopo un anno abbastanza anonimo e con 21 milioni di più sul conto in banca che verranno rimpunguati dai Pacers fino agli 84 messi nero su bianco da Presti l’anno scorso. Tutto questo in una squadra ormai vuota, con il solo Turner a dare qualche speranza futura a meno di un mezzo miracolo di Sabonis che improvvisamente si rivela un centro da 20+10 a partita, altrimenti Indiana è messa peggio di Brooklyn. Bastava aspettare la trade dei Celtics con i Pistons ed andare a bussare da Ainge piuttosto che dai Clippers o a Houston, andava bene tutto ma questa trade è pessima.

Milwaukee Bucks

In entrata: Sterling Brown (G), Bronson Koenig (G), Jalen Moore (F), D.J. Wilson (F).

In uscita: Michale Beasley (F), Jason Terry (G).

Voto ?

Onestamente c’è poco da dire sui Bucks. Il grosso del lavoro è stato fatto negli anni passati, hanno aggiunto quattro giovani di belle speranze a posto di un Beasley che assomiglia sempre di più ad un Balotelli con la palla da basket in mano e un Jason Terry ormai in debito d’ossigeno. Estate tranquillissima a Milwaukee in attesa di notizie buone su Jabari Parker che sta recuperando il ginocchio sempre più malandato, il suo completo recupero sarebbe il più grande acquisto di Milwaukee.

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Harden imita Beckham: vuole una stella per i suoi Houston Dynamo

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Vela

James Harden, cestista statunitense che ha vestito la maglia dei Philadelphia 76ers nell’ultima stagione, ha deciso di acquistare qualche tempo fa alcuni azioni degli Houston Dynamo. Harden ha trascorso ben nove anni in Texas e ha deciso quindi di investire sulla squadra di calcio di Houston che disputa la MLS. Ora, con l’arrivo di Lionel Messi all’Inter Miami di proprietà di David Beckham, il play americano sogna un colpo simile per la sua squadra. Ha infatti rilasciato recentemente alcune dichiarazioni a USA Today Sports: Cerchiamo un campione che venga a Houston. Sappiamo tutti quanto incredibile è Messi, che a Miami insieme alla sua famiglia si sta trovando bene. Anche noi cerchiamo qualcuno che venga nella nostra franchigia e siamo sicuri che lo troveremo. Non me ne occupo io direttamente, ma il club è al lavoro”.

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Clamoroso Lebron James, le sue parole sul possibile ritiro: “Ci devo pensare”

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Lebron

Nella nottata italiana i Los Angeles Lakers di Lebron James sono stati battuti, e eliminati per 4 a 0, dai Denver Nuggets per 111-113. Lakers che non riescono a riaprire la serie e che manda i Nuggets alle Finals aspettando la vincente di Miami-Boston.

Oltre che per la sonora sconfitta sulle 4 partite, il mondo del NBA è rimasto scosso per le dichiarazioni di Lebron James nel post partita, che lasciano pensare ad un possibile ritiro:

“Ho molto su cui pensare a livello personale sulla possibilità di proseguire con il basket, devo riflettere a fondo”

Dichiarazioni bomba del 4 volte campione NBA, che nonostante abbia ancora 2 anni di contratto, con l’ultimo opzionale, non pare più cosi certo di voler continuare a calcare i parquet della NBA. L’idea a cui tutti pensavano era quelli che il “Re” avrebbe aspettato il draft del figlio Bronny, per giocare una stagione insieme a lui. Ha poi confermato alla domanda sul possibile ritiro ai microfoni di un giornalista ESPN.

Poco prima, sempre nella conferenza stampa post partita, si è espresso così su una domanda riguardante la sua visione sulla prossima stagione:

Vedremo cosa succede… non lo so. Non lo so. Ho molto a cui pensare a dire il vero. Personalmente, quando si tratta di basket, ho molto a cui pensare. Penso che sia andata bene, anche se non mi piace dire che è stato un anno di successo perché non sto giocando per nient’altro che vincere titoli in questa fase della mia carriera. Non mi diverto solo a fare una finale di Conference. L’ho giocata molte volte. E non è divertente per me non essere in grado di fare una finale di campionato”.

 

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Basket

[VIDEO] Finale di Basket islandese: parte un coro contro la Juventus

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juventus

Simpatico siparietto quello avvenuto sabato durante la finale Scudetto del campionato islandese di basket.
Durante un momento di pausa del match tra Valur Reykjavik e Tindastoll, lo speaker del palazzetto ha fatto partire la celebre canzone dei Ricchi e Poveri, “Sarà perché ti amo”.

Fino a qui nulla di strano, ma durante il ritornello, il pubblico si lancia nel celebre coro (di matrice milanista) contro la Juventus, proprio sulle note della canzone.

Un episodio che ha già fatto il giro del mondo e che ha strappato un sorriso a molti in Italia, anche ai tifosi bianconeri.

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Basket

Curry contro LeBron: sfavoriti a chi? Stanotte ritorna in scena il duello

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LeBron James Curry

Non saranno le Finals del quadriennio 2015/2018, ma questa notte sarà di nuovo Steph Curry contro LeBron James. E la Lega già si infiamma, per la serie che questi due talenti potrebbero mettere in piedi.

Il primo guida ormai dal 2009 i Golden State Warriors, con cui ha vinto 4 anelli e segnato un’epoca. Il secondo si è legato con i Los Angeles Lakers nel 2018, laureandosi campione NBA per la quarta volta nella sua storia la stagione successiva.

I PRECEDENTI

Nel 2018 i Golden State Warriors di Curry, Thompson, Durant e Green hanno spazzato via i Cleveland Cavaliers di LeBron James nelle Finals con un nettissimo 4-0. Da un lato abbiamo, probabilmente, la squadra più forte della storia come quintetto titolare. Dall’altro lato un roaster in evidente fase calante che LeBron James, se non da solo quasi, ha trascinato alle Finals. Le sue ottave Finals NBA consecutive, tra Miami Heat e Cleveland Cavaliers.

Nonostante il risultato senza repliche, infatti, dalle parti di Cleveland, King James fu idolatrato come una divinità, quando a fine anno svestì la casacca della franchigia dell’Ohio. Il motivo di tale amore incondizionato del pubblico dei Cavs è dovuto al fatto che il primo addio, che a tutti è sembrato un vero e proprio tradimento, commercializzato all’inverosimile con “The Decision“, è stato ampiamente colmato. Nella sua seconda avventura ai Cavs, LeBron ha portato la squadra ad un livello superiore. E, soprattutto, ha portato a casa il primo anello della storia della squadra. Lo ha fatto con un’impresa degna di nota: prima e unica volta nella storia che una squadra in svantaggio di 3-1 in una serie di Finals è riuscito a ribaltare e vincere.

Quell’estate, LeBron ha lasciato la sua Cleveland e la Eastern Conference, per sbarcare ad Ovest, per la prima volta in carriera, a quasi 34 anni. Con la casacca gialloviola, LeBron ha subito scritto la storia, vincendo il titolo nel 2020 e, soprattutto, tenendo alto il nome di Kobe Bryant, leggenda e volto storico dei Lakers tragicamente scomparso nel gennaio dello stesso anno. Ma dal 2018, non ci sono più stati scontri in un play-off tra Steph Curry e LeBron James. Ci si è andati vicini, se si pensa che nella stagione 2020/21 le due squadre si sono affrontate in un play-in, in cui è stato il King ad avere la meglio.

Ma si tratta di una sfida facilmente oltrepassabile. In primis, perchè non è reputata parte della post-season. In secondo luogo, perchè è stata una sola gara disputata, non una serie.

COINCIDENZA DELLE STELLE

LeBron James è di Akron, Ohio. Per tutti ora è “Il King“, ma per anni è stato “Just a kid from Akron“. Un’etichetta nata per erssere dispregiuativa e limitante nei suoi confronti e che ora, invece, lui stesso sfoggia con orgoglio. Il ragazzo venuto dal niente, in possesso solo di un talento sconfinato, schiacciato dalle attese sin dal suo ingresso nella Lega a soli 18 anni. Ed ora diventato leggenda.

Ma se andassimo a leggere, invece, data e luogo di nascita di Steph Curry, ritroveremo un nome familiare. Anche in questo caso, Akron, Ohio.

Le due stelle più rappresentative del basket americano degli anni 2010, vincitori di 7 titoli complessivi su 1o disponibili tra il 2010 e il 2020 concittadini. Nati nello stesso ospedale di Akron, a poco più di 3 anni di distanza. Quando le stelle (in questo caso, in senso astronomico) decidono di dare alla luce altre stelle (ora parliamo di Curry e James), il risultato non può che essere esplosivo. Stanotte, dopo 5 anni dall’ultima volta, i due si guarderanno di nuovo negli occhi in una serie da dentro-o-fuori valida per i Play-off. Con la consapevolezza che solo uno dei due potrà andare avanti.

La cosa più ironica, però, è che i due fuoriclasse sono arrivati a questa sfida scollandosi l’etichetta di chi li dava come “sfavoriti“. Memphis Grizzlies (avversari dei Los Angeles Lakers) e Sacramento Kings (avversari dei GSW) avevano dalla loro un miglior piazzamento in regular season e sembravano favoriti, con una eventuale Gara 7 in casa. Per i Grizzlies questa Gara 7 non si è neanche giocata. Curry, invece, ha letteralmente vinto quella giocata contro i Kings, con la migliore prestazione della storia in termi di punti segnati (50) in una Gara 7.

Da stanotte saranno l’uno contro l’altro, in una sfida che si prospetta già elettrica e piena di colpi di scena.

TUTTO SU SKY

La diffusione dell’NBA in Italia, ormai da anni, è governata da SKY. Su SkySport NBA (ed in streaming su NOW) sarà possibile assistere alle prime quattro gare in diretta e in replica. Si inizia stanotte alle 4:00 ora italiana.

Gara 1

LIVE nella notte tra martedì 2 e mercoledì 3 maggio ore 04:00

Repliche mercoledì 3 maggio ore 11:00, 14:00, 19:30 e 22:45

Gara 2

LIVE nella notte tra giovedì 4 e venerdì 5 maggio ore 03:00

Repliche venerdì 5 maggio ore 11:00, 14:00, 19:30 e 22:45

Gara 3

LIVE nella notte tra sabato 6 e domenica 7 maggio ore 02:30

Repliche domenica 7 maggio ore 14:00 e 19:30

Gara 4

LIVE nella notte tra lunedì 8 e martedì 9 maggio ore 04:00

Repliche martedì 9 maggio ore 11:00, 14:00, 19:30 e 22:45

Eventuali gara 5, gara 6 e gara 7 verranno comunicate in seguito.

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